Giorno: 13 dicembre 2011

13 dicembre 2011 0

Tenta di uccidersi ingerendo del topicida, 80enne di Palena ricoverato in prognosi riservata

Di redazione
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Ha tentato il suicidio ingerendo del veleno per topi. Con questo sistema un uomo di 80 anni di Palena, questa mattina ha tentato di togliersi la vita senza riuscirci ma procurandosi solo atroci sofferenze. Per soccorrere l’uomo è stato necessario far intervenire un’eliambulanza che lo ha prelevato dal piccolo comune montano e lo ha trasportato in ospedale a Lanciano dove resta ricoverato in prognosi riservata.

13 dicembre 2011 0

Con la Manovra abolite le “causa di servizio” tranne per sicurezza, difesa e soccorso pubblico

Di admin

Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo: Una conquista nel campo della previdenza e della tutela dei lavoratori delle pubbliche amministrazioni spazzata via quasi in sordina dalla manovra Monti. Per Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, l’ulteriore conferma che al di là del dichiarato intento di “salvare l’Italia” se la manovra non dovesse essere modificata in Parlamento, si starebbero colpendo i lavoratori mentre la farebbero franca i soliti noti. L’ormai famigerato decreto legge 201/2011 all’articolo 6, con un colpo di spugna ha, infatti cancellato, gli istituti dell’accertamento della dipendenza dell’infermità da causa di servizio, del rimborso delle spese di degenza per causa di servizio, dell’equo indennizzo e della pensione privilegiata per tutti i comparti ad eccezione del personale appartenente al comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico e quindi andrebbe a colpire migliaia di lavoratori del settore pubblico e tra questi, tra le tante categorie le forze di polizia locali che si troverebbero in un’evidente situazione di disparità di trattamento per esempio con i colleghi poliziotti, carabinieri o finanzieri. Gli istituti “tagliati” sono tipici del rapporto di pubblico impiego ed in particolare: 1) la causa di servizio è costituita dalla sussistenza di un rapporto di causalità tra la prestazione lavorativa effettuata ed una determinata infermità. Al fine di determinarne l’esistenza viene effettuato un giudizio medico-legale teso ad accertare il nesso eziologico tra la minorazione ed il servizio reso (oltre alla valutazione dell’entità della malattia), da intendersi come fattore preponderante e necessario alla determinazione della stessa lesione o infermità verificata. Secondo l’art. 64 del D.P.R. n. 1092/1973 il nesso causale non deve essere necessariamente esclusivo: esso può costituire anche solo una concausa, purché di una determinata rilevanza; il rapporto causale o concausale deve dunque essere “efficiente e determinante”; 2) anche la pensione privilegiata è stata introdotta dal D.P.R. 1092/1973. La stessa è attribuita al lavoratore pubblico se in conseguenza dell’infermità o della lesione derivante da fatti di servizio ha comportato l’inabilità assoluta o permanente. Per tali ragioni, tale trattamento è svincolato da ogni requisito minimo di durata del servizio stesso: anche un solo giorno di servizio dà diritto alla pensione privilegiata se si verifica la condizione richiesta e viene liquidato d’ufficio “nei confronti del dipendente cessato dal servizio per infermità o lesioni riconosciute dipendenti da fatti di servizio”; 3) in ultimo, ma non ultimo per importanza l’equo indennizzo, che è uno speciale emolumento avente natura indennitaria e per tali ragioni cumulabile sia con il risarcimento del danno che con il trattamento di pensione privilegiata, attribuito al dipendente pubblico nel caso in cui questi abbia subito una patologia riconosciuta dipendente da causa di servizio. Per la gravità di tale intervento governativo, lo “Sportello dei Diritti” si unisce al coro delle proteste ed alla mobilitazione di tutti i lavoratori dei comparti interessati, invitando il governo a bloccare questo scempio e a cercare altrove le risorse necessarie per salvare veramente il Paese.

13 dicembre 2011 0

Schianto a Lanciano, nuora e suocera ferite

Di redazione

Fragoroso schianto, oggi pomeriggio a Lanciano sulla variante per San Vito Chietino. A scontrarsi sono state due vetture, una Mercedes sulla quale viaggiavano due donne, Nuora e suocera di Treglio e una Seat sulla quale viaggiavano due uomini. Gravissimi i danni riportati dalle automobili ma per gli occupanti solo lievi ferite per le quali è stato necessario ricorrere alle cure ospedaliere del Renzetti di Lanciano. Le condizioni peggiori sono quelle delel due donne di Treglio ma nessuna delle due versa in condizioni gravi. Sul posto sono intervenuti i vigili urbani e i vigili del fuoco di Lanciano.

13 dicembre 2011 0

Camion esce di strada e rimane bloccato sulla Provinciale per Sant’Angelo in Th.

Di admin

Non è ben chiaro come sia potuto accadere, fatto sta che un grosso camion, in transito, oggi pomeriggio sulla strada provinciale che da Cassino porta alla Valle dei santi, è uscito di strada appoggiando un lato sul dirupo. Illeso il conducente ma il mezzo, come da foto, è rimasto praticamente bloccato. Per riportarlo nella giusta posizione e permettergli di riprendere la marcia è stato necessario far intervenire una grossa gru. Per questo al momento la provinciale è ancora chiusa al traffico.

13 dicembre 2011 0

Investita ed uccisa a Piedimonte S. G. La donna non aveva documenti e resta ancora sconosciuta

Di redazione

E’ ancora senza identità la donna investita ed uccisa, oggi pomeriggio nei pressi del centro commerciale Le Grange di Piedimonte San Germano. Per cause ancora al vaglio deiu carabinieri, la vittima, che non aveva documenti, è stata investita da una Bmw il cui conducente si è fermato per prestare soccorso ma per lei non c’è stata possibilità di salvezza: è deceduta poco dopo essere arrivata in ospedale a Cassino. I carabinieri stanno indagando per risalire alla dinamica dell’incidente. sul posto anche un’ambulanza dell 118 di Cassino.

13 dicembre 2011 0

Si arricchivano decidendo a chi far aggiudicare le gare di appalto per Ztl e T-red a Frosinone

Di redazione

Francesco Rosario DELVINO Comandante della Polizia Municipale del Comune di Frosinone, Paolo LACAVA Consigliere comunale con delega al settore della Sicurezza Urbana dello stesso Comune e Achille Francesco BENEDETTI titolare di una ditta di consulenza per la sicurezza urbana e nominato dal DELVINO Consulente del Comune di Frosinone, nonché su indicazione dello stesso DELVINO e del LACAVA consulente del Comune di Isola del Liri, poiché promuovevano, costituivano ed organizzavano un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di più delitti contro la pubblica amministrazione e, in particolare, con riguardo all’attività di preparazione e gestione delle procedure di gare afferenti la fornitura, installazione e gestione di sistemi per la sicurezza urbana e per la disciplina del traffico urbano (sistemi di videosorveglianza, photored, zone a traffico limitato ed aree pedonali), nonché dei servizi di gestione e riscossione delle contravvenzioni. Analoga procedura era stata anche avviata per il Comune di Isola del Liri, con la complicità del DI PALMA Comandante della Polizia Municipale di quel comune. E’ quanto emerso in seguito nella conferenza stampa fatta dai Carabinieri del Reparto Operativo – Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Frosinone in merito all’operazione denominata “Occhio vigile”, e che ha visto carabinieri e finanzieri all’opera, nel Lazio, Lombardia, Puglia, Campania e Veneto, per eseguire sette ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Frosinone Dott. Andrea POSTIGLIONE, su richiesta del P.M. Dott. Adolfo COLETTA, nei confronti di 7 persone (3 in carcere e 4 agli arresti domiciliari) tutte ritenute responsabili a vario titolo dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla “turbata libertà degli incanti, corruzione, falsità ideologica commessa da P.U. in atti pubblici” Oltre ai tre menzionati, sono stati tratti in arresto Bruno Di Palma, Comandante delle Polizia Municipale del comune di Isola del Liri, Giuseppe Federici titolare della società “F.G.S.”, con sede in Azzano San Paolo (BG), Marco Ilarietti socio gestore di fatto della “Security Trust-It” e Vincenza Sanità amministratrice della costituenda società che doveva gestire una parte dei servizi appaltati Tra l’altro il BENEDETTI (consulente) ed il FEDERICI (appaltatore) dovranno anche rispondere di “falsità ideologica commessa da P.U. in atti pubblici ” per aver redatto e sottoscritto, apparentemente il 14 marzo 2011 (i due si trovavano al Nord e pertanto non presenti a Frosinone), il verbale di collaudo avente ad oggetto “Comune di Frosinone – fornitura di videosorveglianza”, nel quale falsamente attestavano di aver eseguito i dovuti collaudi e concludendo che a quella data “l’impianto risultava perfettamente funzionante”, mentre i lavori erano a mala pena iniziati e le telecamere non erano ancora nella disponibilità della “FGS”. Contestualmente i finanzieri del Nucleo Polizia Tributaria del Comando Provinciale di Frosinone, a seguito di accertamenti bancari e patrimoniali delegati dall’A.G. nelle fase conclusiva dell’indagine, hanno proceduto ad eseguire il sequestro preventivo finalizzato alla successiva confisca di beni mobili e immobili, oltre a numerosi rapporti bancari e polizze assicurative, per un valore complessivo pari a circa 500 mila euro, rinvenuti nella disponibilità di 47 soggetti fisici e società e sottoponibili a confisca quale valore equivalente al prezzo o profitto del reato. Nell’ambito dell’inchiesta al DELVINO è stato posto sotto sequestro il computer “IMAC” ed accessori detenuto dai familiari presso la casa di Bitonto (BA), l’appartamento acquistato in comproprietà con la ex moglie sito in Limatola (BN), nonché l’autovettura Citroen C6 acquistata nel 2007; al LACAVA è stato posto sotto sequestro l’appartamento acquistato in comproprietà sito in Frosinone, nonché le autovetture AUDI A3 e AUDI A6 acquistate nel 2005; sono stati posti sotto sequestro numerosi rapporti bancari, polizze assicurative e cassette di sicurezza, rilevati all’esito di specifiche indagini bancarie da personale della G.d.F.. Sono state inoltre eseguite numerose perquisizioni nei comuni di Frosinone, Bitonto (BA), Limatola (BN), Caserta, Desenzano del Garda (BS), Peschiera del Garda (BS), Verona, Grone (BG), Sarnico (BG), Corte Franca (BS), San Zeno Naviglio (BS), Calcinato (BS), Azzano San Paolo (BG), Roma, Isola del Liri (FR), Veroli (FR), Manduria (TA), Castiglione delle Stiviere (MN), Provaglio d’Iseo (BS), presso le abitazioni di proprietà ed in uso alle persone tratte in arresto, nonché rispettivi familiari; gli Uffici delle persone oggetto delle misure cautelari; le sedi e gli uffici delle società coinvolte. Ermanno Amedei

13 dicembre 2011 0

Piano rifiuti, Legambiente: stralciare scenario controllo, fissare tempi per riduzione, riuso, differenziata e definire investimenti

Di admin

Dall’Ufficio stampa Legambiente Lazio riceviamo e pubblichiamo: “Il piano rifiuti è una cosa maledettamente seria, per evitare di ritrovarci i rifiuti per strada e per superare il ridicolo 15% di differenziata del Lazio, servono obiettivi ambiziosi, ma soprattutto scelte concrete che definiscano modalità, tempi e soldi per raggiungerli. Di tutto ciò nel piano che il Consiglio regionale sta discutendo c’è poco o nulla -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. E’ molto grave che nel testo si prevedano due differenti scenari, uno ‘scenario di piano’ che risponde alle norme di legge e poi a ‘scopo descrittivo’, come è testualmente scritto, un assurdo ‘scenario di controllo’, sulla base del quale valuta poi il fabbisogno impiantistico, riducendo la differenziata e raddoppiando i quantitativi residui per gli impianti di trattamento meccanico biologico e quindi per gli inceneritori. Chiediamo al Consiglio Regionale di stralciare dal testo questo pasticcio, di definire nel dettaglio il piano di investimenti per la raccolta differenziata, per scongiurare la nascita di nuove discariche e inceneritori, che aggraverebbero i problemi.”

E’ surreale, nel testo del piano è, infatti, scritto che ‘a scopo puramente descrittivo si valuta il fabbisogno impiantistico dedicato al trattamento dei rifiuti urbani nel caso in cui: – non si realizzino le politiche di riduzione e si abbia una crescita “inerziale” della produzione dei rifiuti; – non si raggiungano gli obiettivi di raccolta differenziata previsti dal Piano in linea con la normativa vigente, ma si abbia una crescita pari alla media dell’incremento annuo del triennio 2006 -2008; la capacità operativa degli impianti di termovalorizzazione non risulti pari a quella autorizzata.’

Anche la definizione di un enorme incremento della produzione rifiuti, basata su indicatori socio-economici (PIL e spese per famiglie residenti), è davvero irragionevole: dalle 3.332.572 tonnellate di RSU (rifiuti solidi urbani) registrate nel 2009 nel Rapporto rifiuti ISPRA, si passerebbe a ben 3.675.893 tonnellate di rifiuti nel 2017, con una crescita costante. Poi su questi numeri si applicherebbero le azioni di prevenzione, pur affermando che gli ‘interventi proposti tuttavia sono difficilmente quantificabili perchè spesso legati alla sola responsabilità dei cittadini, in quanto consumatori, e troppo poco a quella dei distributori e dei produttori. In questo caso, con lo scopo di coinvolgere tutti gli attori del sistema, diventa fondamentale il ruolo degli enti locali, e la redazione di un Piano d’azione specifico lo strumento attuativo indispensabile.” Eppure, negli ultimi anni la produzione è diminuita senza particolari azioni di prevenzione da 3.343.551 tonnellate del 2008 a 3.332.572 tonnellate del 2009 e, se si valuta la produzione pro-capite, la diminuzione è stata costante in tutto l’ultimo quinquennio.

L’invenzione dello ‘scenario di controllo’ fa aumentare i numeri del fabbisogno di trattamento meccanico biologico e dell’incenerimento. Con i numeri dello ‘scenario di piano’, infatti, il CDR recuperato sarebbe al 2017, seppure con tutti i numeri sovrastimati già detti, di 415.456 tonnellate, con una capacità impiantistica già autorizzata di 866.650 tonnellate, ma nello ‘scenario di controllo’ il CDR raddoppierebbe quasi, arrivando a 793.423 tonnellate, e visto che anche la capacità di incenerimento diminuirebbe a 707.900 tonnellate (non considerando le altre due linee autorizzate), si avrebbe addirittura un deficit di capacità di incenerimento di 85.523 tonnellate. E quindi, ‘permanendo le ipotesi dello scenario di controllo’ (…), ‘potranno essere autorizzate ulteriori capacità di trattamento per il rifiuto indifferenziato e di termovalorizzazione. In particolare: – 425.000 t/a di ulteriore capacità di trattamento per il rifiuto indifferenziato localizzate nei sub ATO di Roma (400.000 t/a) e Rieti (25.000 t/a); – 320.000 t/a di ulteriore capacità di termovalorizzazione da localizzarsi nell’ATO regionale.

“Siamo alle solite, il piano rifiuti di fatto serve a giustificare l’autorizzazione di ulteriori capacità di trattamento e di incenerimento, piuttosto che a imboccare davvero e con decisione la strada della riduzione, del riuso, della differenziata –afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. E’ evidente come sovrastimare il fabbisogno di impianti di trattamento porti ad un automatico incremento dei materiali da mandare in discarica. Secondo il piano, infatti, a seguito del trattamento si producono CDR 35%, FOS 21%, Metalli 2%, Scarti 15%, Perdite di processo 27%. Di tutto ciò che entra in quegli impianti, quindi, ben il 63% andrà a finire in discarica (21%+15%+27%). È poi sconcertante l’inserimento nel piano di una specifica tecnologia di trattamento dei rifiuti indifferenziati in acqua, brevettata e quindi sotto una sorta di monopolio, peraltro con l’idea di una differenziazione a valle dei rifiuti, in contrasto con le normative vigenti che spingono per la differenziata a monte e domiciliare.”

13 dicembre 2011 0

La Pigotta UNICEF in mostra a Palazzo Campanella: “avrà pure un cuore di pezza.. ma ogni anno salva la vita di migliaia di bambini!”

Di admin

Dall’ufficio stampa Comitato Provinciale Unicef Reggio Calabria riceviamo e pubblichiamo: Il progetto Pigotta di UNICEF torna anche quest’anno, alla sua 11ª edizione, per salvare la vita di tanti bambini che vivono nei paesi in via di sviluppo. Ogni giorno, infatti, malattie prevenibili come diarrea, polmonite, malnutrizione, morbillo, malaria e AIDS causano, ancora oggi, la morte ‘quotidiana’ di circa 22.000 bambini. L’UNICEF da sempre lavora per porre fine a queste morti e con l’obiettivo del prossimo triennio Vogliamo Zero! e l’ausilio di varie campagne, si propone di abbattere totalmente questo triste dato. Con la campagna Adotta una Pigotta UNICEF ha ‘incastonato’ le Pigotte lombarde del dopoguerra, bambole di pezza di poco valore, in un progetto ‘unico’ che dà vita ad un cerchio di solidarietà che unisce chi realizza la bambola, chi la adotta e il singolo bambino che, grazie a UNICEF, viene salvato perché inserito nel programma di lotta alla mortalità infantile. Il progetto, cui in tutta Italia partecipano i bambini delle scuole primarie, è tangibile nella sua essenza poiché con una donazione minima di €20 si può adottare una Pigotta e permettere ad UNICEF di acquistare un kit salvavita per un bambino dell’Africa Centrale e Occidentale ed è particolarmente importante perché legato, anche, alla conoscenza della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Oltre al gioco della realizzazione delle Pigotte, che diviene un momento di allegra collaborazione anche con genitori, nonni, zii e insegnanti, i bambini e le bambine dei paesi più abbienti, infatti, si confrontano nella comprensione di realtà diverse dalla propria, imparano a conoscere i propri diritti e i propri doveri e a condividere con gli altri il prodotto della loro creatività, visualizzando la stretta interdipendenza che esiste tra le azioni che vengono attuate nel nostro Paese e la realizzazione di iniziative e progetti nei Paesi meno fortunati. Anche le scuole della Provincia di Reggio quest’anno, come ormai di consuetudine, hanno preso parte al progetto ‘Adotta una Pigotta’. Maria Sirgiovanni, responsabile del progetto per il comitato reggino UNICEF, si dichiara felice nel constatare quante persone nella nostra provincia – 14 Istituti scolastici per un totale di 200 classi attive nella realizzazione delle Pigotte – siano sempre più sensibili, attente e collaborative nei confronti di realtà meno fortunate della nostra. Il 14 dicembre alle ore 9,30 tutte le Pigotte saranno in mostra presso l’Auditorium Nicola Calipari del Consiglio Regionale, con una novità: saranno in mostra anche le Green Pigotte, amiche dei bambini e dell’ambiente, realizzate ad altezza naturale e unicamente con materiali di recupero. Tutta l’iniziativa è fortemente sostenuta dal Presidente del Consiglio Regionale, Francesco Talarico e dalla Commissione Regionale per le Pari Opportunità, in modo particolare nelle persone di Giovanna Cusumano e Serena Multari, rispettivamente Presidente e Commissaria della Commissione stessa. Il 15 dicembre poi, durante il concerto di beneficienza della Scuola Media Statale Ibico di Reggio Calabria in favore di UNICEF, che si terrà nella Chiesa di Santa Caterina dalle ore 19, sarà presente uno stand nel quale sarà possibile ammirare e ‘adottare’ tutte le varie Pigotte realizzate.

13 dicembre 2011 0

Volante-Ficaccio: “Condividiamo il progetto dell’isola pedonale allargata”

Di admin

“Ad evitare ulteriori strumentalizzazioni a mezzo stampa vogliamo ribadire con forza che sia il gruppo consiliare di Sel che quello dell’Udc condividono il progetto dell’isola pedonale allargata anche ad altre vie della città e, come più volte già dichiarato in passato auspicando piena condivisione, che lo stesso non rappresenta assolutamente motivo di contesa. Anzi, siamo convinti che sia precipuo compito di tutti i Consiglieri indirizzare e migliorare con proprie proposte l’azione amministrativa, rappresentando il trait d’union politico tra la Giunta ed i cittadini.” Lo riferiscono in una nota congiunta il Consiglieri di maggioranza Iris Volante dell’Udc ed Alberto Ficaccio di Sinistra Ecologia Libertà.

13 dicembre 2011 0

Rapina al Cup di Ceccano, arrestato un 54enne

Di admin

Nel pomeriggio di ieri a Ceccano due individui con il volto parzialmente coperto da un passamontagna, cui uno armato di pistola semiautomatica, irrompevano all’interno del CUP (centro unico prenotazioni) dell’Ospedale di Ceccano facendosi consegnare dalla cassiera la somma in contante di euro 7.400,00 contenuta all’interno della cassaforte. Subito dopo si dileguavano a piedi per le vie limitrofe. L’immediato intervento dei militari della locale Stazione e di quelli di una pattuglia del NORM della Compagnia di Frosinone impegnati in uno specifico servizio finalizzato al contrasto dei reati predatori, sulla base delle indicazioni fornite dalla vittima rintracciavano subito dopo all’interno di una sala giochi di quel centro V.G., 54enne pregiudicato per reati contro il patrimonio di origini campane domiciliato in quel centro e lo traevano in arresto. La contestuale perquisizione domiciliare permetteva ai militari operanti di recuperare un’arma (una perfetta riproduzione di una pistola beretta modello 92/S, brunita, priva di tappo rosso), utilizzata per la commissione dell’azione delittuosa. Indagini ancora per corso al fine di rintracciare il complice e recuperare il bottino. L’arrestato veniva associato presso la Casa Circondariale di Frosinone;