Arrestato per usura e truffa a Lanciano, Di Fazio non risponde al Gip a causa del regime carcerario “scomodo”

2 dicembre 2011 0 Di redazione

Felice Di Fazio di Lanciano si avvale della facoltà di non rispondere non per una scelta dettata dalla linea difensiva, ma perché nei tre giorni di carcere non è stato nelle condizioni di poter studiare gli atti con il suo avvocato. È quanto ha riferito ieri al Gip Canosa l’indagato che, insieme a Alfredo Toro, è stato arrestato con l’accusa di usura e associazione a delinquere finalizzata alla truffa. il 52enne ha raccontato che nei tre giorni di detenzione non gli è stato possibile lavarsi, che ha indossato sempre gli stessi abiti dato nonostante che i suoi familiari avessero consegnato nuovi indumenti al personale del carcere. Inoltre, nella sua cella, con un materasso senza lenzuola, il pavimento bagnato per via di una perdita del rubinetto, un luce fioca e la mancanza anche di uno sgabello su cui sedersi per leggere gli atti che contengono le sue accuse non gli sarebbe stato possibile studiarsi tali pratiche con il suo legale. Per tutto questo, unitamente ad alcune patologie per le quali non ha assunto i farmaci necessari alla cura, si sarebbe trovato in uno stato psicofisico inadatto a sostenere l’interrogatorio di garanzia. Il suo avvocato, Michele Di Toro, ha chiesto l’incompatibilità con il regime carcerario.