Blitz “NO AL PM10” di Legambiente Lazio: Bene targhe alterne e blocchi per tutelare la salute dei cittadini, ora nuove politiche e azioni concrete in tutta la città

1 dicembre 2011 0 Di admin

Dall’Ufficio stampa Legambiente Lazio riceviamo e pubblichiamo:

Smog fuorilegge tutti i giorni, per polveri sottili PM10, ma preoccupano molto anche le polveri più fini PM 2,5 e il biossido di azoto NO2. Le concentrazioni di PM10 nell’aria sono andate aumentando nelle ultime settimane sia a Roma che nel resto del Lazio, con un picco raggiunto martedì 29, quando nella Capitale ben 11 centraline su 13 hanno registrato valori superiori ben al di sopra del limite, fissato in 50 microgrammi per metro cubo. Spiccano i preoccupanti valori di Cinecittà (90 μg/m3), Preneste (81 μg/m3) e Tiburtina (80 μg/m3). Livelli molto alti anche di NO2 hanno fatto segnare cifre record proprio in questa settimana a Fermi (334 μg/m3) e Tiburtina (263 μg/m3), con queste due zone che hanno già superato da tempo la soglia di ore annuale consentita. Preoccupano molto anche le PM 2,5 che negli ultimi venti giorni hanno visto nelle nove centraline della Capitale ben 150 episodi di superamento della soglia di 10 microgrammi consigliata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Questi sono gli inquietanti risultati, che giungono al termine di un anno terribile per il traffico di Roma, sui quali Legambiente Lazio ha deciso di fare il punto questa mattina, proprio nella prima giornata di targhe alterne, con un blitz davanti alla centralina Tiburtina, con mascherine antismog e striscioni, per delineare proposte e provvedimenti da adottare con urgenza.

“Lo smog nell’aria preoccupa molto per la salute dei cittadini, targhe alterne e blocchi sono necessari ma devono affiancarsi a nuove politiche per limitare il traffico privato tutti i giorni a favore di quello pubblico – dichiara preoccupato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. La salute dei cittadini è a rischio, oltre alle targhe alterne chiediamo nuovi blocchi totali del traffico, a Roma e nelle altre città fuorilegge per smog, ma anche l’estensione della ZTL a tutto il giorno e con un perimetro allargato al Colosseo e una nuova politica della sosta tariffata con nuove strisce blu, l’eliminazione della tariffa ridotta giornaliera che favorisce l’uso dell’auto e delle strisce bianche nelle aree centrali, una nuova stagione di zone a traffico limitato e pedonalizzazioni, anche nelle zone periferiche.”

L’inquinamento atmosferico è un noto fattore di rischio per la salute, numerosi studi ed indagini epidemiologiche confermano i gravi effetti sulla salute causati dallo smog prodotto in massima parte dal traffico automobilistico. Intervenire sulle modalità di trasporto è di primaria importanza per combattere l’emergenza smog, basti pensare alle malattie respiratorie dei bambini che vivono in quartieri trafficati che aumentano del 20% rispetto a quelli che vivono in aree meno congestionate. Uno studio MISA condotto sulla popolazione di otto grandi città in Italia, tra le quali Roma ha infatti evidenziato come per ogni aumento di 10 μg/m3 (microgrammi per metro cubo) di PM10 in atmosfera si verifica un incremento nel giorno stesso o nel giorno successivo dell’1,3% nella mortalità totale, dell’1,4% nella mortalità cardiovascolare, del 2,1% nella mortalità respiratoria, dello 0,8% nei ricoveri per cause cardiovascolari, dell’1,4% nei ricoveri per cause respiratorie. Oltre ai rischi derivanti dall’inquinamento atmosferico per la salute dei cittadini, uno Studio Ispra-Iscr che ha analizzato ben 77 monumenti della Capitale, ha lanciato un nuovo allarme sugli effetti nocivi di azoto e polveri sottili al patrimonio culturale e artistico di Roma.

“A Roma e nel Lazio traffico e inquinamento continuano a farla da padroni. Nella Capitale bastano un po’ di belle giornate, come quelle di questo fine novembre, per far riemergere l’allarme inquinamento atmosferico -commenta Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. La ricetta è chiara, serve un nuovo slancio sul trasporto pubblico, lo stop ai tagli e agli aumenti delle tariffe, ma anche nuove corsie preferenziali protette su tutte le consolari della città, per moltiplicare il numero delle corse dei bus, fino al 30% secondo dati Atac. Vanno cancellate dal piano pullman le aree di sosta nelle aree centrali che permettono a questi bisonti di scorrazzare liberamente ovunque. Invece Alemanno non sa far altro che intraprendere azioni estemporanee quanto inutili come far passare le moto nelle preferenziali o utilizzare i poteri speciali del traffico per vietare le manifestazioni.”


“STOP AL PM10”


Dossier di Legambiente Lazio



 


I dati dell’Arpa Lazio delle ultime settimane per polveri sottili e spesso anche per il biossido di azoto sono davvero molto preoccupanti. Le concentrazioni di PM10 nell’aria sono andate aumentando nella Capitale e non solo, complici anche le condizioni meteo che hanno favorito il ristagno dei gas inquinanti. A Roma, il picco è stato raggiunto nella giornata di martedì 29, quando 11 centraline su 13 hanno registrato valori superiori ben al di sopra del limite, fissato in 50 microgrammi per metro cubo. Spiccano i preoccupanti valori di Cinecittà (90 μg/m3), Preneste (81 μg/m3) e Tiburtina (80 μg/m3). Risultati inquietanti che giungono al termine di un anno terribile per il traffico di Roma.



Il livello di polveri sottili in atmosfera ha superato per diversi giorni i limiti di legge, così dopo la Domenica di blocco totale scattano oggi anche le targhe alterne nella Capitale: all’interno della fascia verde, dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 21 non potranno circolare tutti gli autoveicoli, motoveicoli e ciclomotori con targa dispari, e il provvedimento si estenderà anche a venerdì 2 dicembre, questa volta per i veicoli con targa pari, incluso lo zero. Queste drastiche misure si uniscono a quella già stabilita per i veicoli considerati più inquinanti, come gli Euro zero o gli Euro 1, che da martedì a venerdì non potranno circolare anche in caso di targa pari o zero.



Tab. 1 PM10 negli ultimi giorni di novembre 2011







































































































































































































Centralina


20/11


21/11


22/11


23/11


24/11


25/11


26/11


27/11


28/11


29/11


30/11


Preneste


64


56


37


28


34


53


67


66


59


81


69


Francia


67


73


46


34


39


51


64


66


67


71


70


Magna Grecia


60


55


45


32


37


48


65


62


56


74


58


Cinecittà


67


53


36


34


38


63


72


78


73


90


nd


Villa Ada


55


56


35


25


32


35


52


44


48


52


49


Guido


50


45


22


15


16


24


38


42


43


48


41


Cavaliere


43


52


42


30


30


44


52


46


45


49


53


Fermi


58


54


35


30


33


53


57


55


53


74


54


Bufalotta


47


59


34


26


31


48


49


58


47


73


52


Cipro


58


55


38


26


28


46


nd


58


52


66


60


Tiburtina


66


61


37


34


40


63


74


68


69


80


80


Arenula


53


61


35


32


32


42


49


48


50


64


53


Malagrotta


66


52


29


25


28


50


52


59


54


68


54


Totale


/


/


/


/


/


/


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/


Elaborazione Legambiente Lazio su dati ARPA Lazio



Se a gennaio i superamenti dei limiti di legge erano già a quota 119, al 29 novembre siamo arrivati alla poco onorevole cifra di 420 episodi di superamento nelle diverse centraline della rete nella Capitale. La maglia nera spetta a Corso Francia, con 57 giorni rispetto ai 35 della soglia di tolleranza. Seguono Tiburtina con 54, Largo Preneste con 49 e Cinecittà con 44. Vicine al limite massimo Malagrotta, Arenula e Cipro.



Tab. 2 numero giorni superamento/anno per Roma

















































Centralina


PM 10 nel 2011


numero giorni superamento/anno


Preneste


49


Francia


57


Magna Grecia


30


Cinecittà


44


Villa Ada


20


Guido


9


Cavaliere


15


Fermi


37


Bufalotta


30


Cipro


27


Tiburtina


54


Arenula


26


Malagrotta


22


Totale


420


Elaborazione Legambiente Lazio su dati ARPA Lazio



 


Anche polveri meno note come le PM 2,5, ossia le particelle di diametro inferiore ai 2,5 micron, in questi giorni hanno visto salire le concentrazioni in modo preoccupante. Queste polveri sono ancora più pericolose delle PM10, in quanto essendo più piccole possono superare la barriera alveolo polmonare ed entrare in circolo direttamente nel sangue. Per le PM2,5 non è fissato un tetto di legge in questa fase, ma sin dal 2006 l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), riconoscendo la correlazione fra esposizione alle polveri sottili e insorgenza di malattie cardiovascolari e l’aumentare del danno arrecato all’aumentare della finezza delle polveri, ha indicato il PM2,5 come misura aggiuntiva di riferimento delle polveri sottili nell’aria e ha determinato un livelli di concentrazione massimo “consigliato” in 10 microgrammi/m3 per le PM2,5. Valore superato quasi sempre nelle nove centraline della rete che rilevano questo parametro, e nella maggior parte dei casi addirittura ben oltre i 25 μg/m3 (tetto in discussione a livello europeo).



Tab. 3 PM2,5 a Roma negli ultimi giorni di novembre 2011

































































































































































































































































data


Francia


Cinecittà


Guidonia


Villa Ada


Guido


Cavaliere


Cipro


Arenula


Malagrotta


07/11/11


10


6


5


7


5


7


8


8


5


08/11/11


17


10


10


11


9


11


16


12


10


09/11/11


23


24


18


18


14


16


24


21


17


10/11/11


25


27


22


19


15


nd


24


22


27


11/11/11


31


32


23


25


17


nd


27


26


26


12/11/11


26


21


nd


20


16


nd


20


nd


20


13/11/11


29


33


nd


24


20


nd


29


nd


28


14/11/11


35


41


nd


31


24


nd


33


29


42


15/11/11


41


47


35


36


33


26


43


38


46


16/11/11


41


44


36


42


30


32


40


37


44


17/11/11


41


52


33


40


29


33


39


38


43


18/11/11


48


59


40


43


36


32


46


46


50


19/11/11


52


63


40


49


47


37


50


47


56


20/11/11


47


56


44


48


46


36


45


44


60


21/11/11


49


40


45


48


38


40


43


46


42


22/11/11


30


26


34


33


20


32


32


29


25


23/11/11


23


23


25


20


11


23


23


20


18


24/11/11


25


26


25


23


13


22


21


21


21


25/11/11


35


46


30


29


19


32


33


28


41


26/11/11


48


54


39


42


32


41


nd


36


44


27/11/11


45


61


38


40


37


39


46


37


52


28/11/11


46


57


35


40


37


35


47


35


47


Elaborazione Legambiente Lazio su dati ARPA Lazio



Livelli molto alti anche per il biossido di azoto NO2, che hanno fatto segnare cifre record proprio in questa settimana a Fermi (334 μg/m3 come concentrazione massima oraria) e Tiburtina (263 μg/m3), con queste due zone che hanno già superato da tempo la soglia di tolleranza annuale (18 ore).



Tab. 4 biossido di azoto NO2 Roma















































































Centralina


29/11


concentrazione massima oraria in μg/m3


30/11


concentrazione massima oraria in μg/m3


NO2 nel 2011


numero ORE superamento/anno (tolleranza max 18)


Preneste


213


159


3


Francia


147


137


3


Magna Grecia


238


178


12


Cinecittà


249


222


14


Villa Ada


112


81


0


Guido


64


66


0


Cavaliere


151


129


0


Fermi


334


212


35*


Bufalotta


150


130


0


Cipro


175


170


0


Tiburtina


263


193


19*


Arenula


209


127


8


Malagrotta


127


117


0


Totale


/


/


40


Elaborazione Legambiente Lazio su dati ARPA Lazio



Occorre anche evidenziare che le giornate piovose determinano un naturale abbattimento delle polveri sottili mentre le giornate soleggiate mostrano la reale concentrazione delle stesse. Di conseguenza, i dati rilevati dalle centraline Arpa, nel 2010, ci portano a considerare che lo smog è stato frenato dalle piogge e non dalle politiche comunali per la limitazione del traffico privato impazzito. E i dati del 2011 e in particolare di questo ultimo periodo devono far ancora più riflettere sulla situazione in cui versa la Capitale.



Tab.5 giorni piovosi Roma


(stazione meteo Collegio romano)

























Anno


giorni di pioggia


2006


50


2007


74


2008


84


2009


84


2010


97


2011 (al 31/10)


38


Elaborazione Legambiente Lazio


su dati ufficio idrografico e mareografico di Roma



 


LA SITUAZIONE NEL RESTO DEL LAZIO


Nel resto della Regione non si può sorridere. Nella Provincia di Frosinone gli episodi di superamento sono giunti a quota 411. Frosinone scalo è in testa alla classifica con 83 sforamenti, l’ultimo dei quali rilevato pochi giorni fa e che ha fatto segnare oltre 107 μg/m3 in più rispetto al consentito. Preceduta di pochissimo Ceccano (82) che, durante tutto il 2010 aveva superato di 42 giorni il limite. Dati alti anche ad Anagni, Ferentino e Alatri, mentre emblematico il caso di Fontechiari, piccolo paese situato a 357 metri di altezza, circondato da colline e monti, e utilizzata per misurare la situazione di “fondo regionale”: i dati registrati mostrano che si è raggiunto per 10 giorni un incredibile valore superiore a 50micro grammi al metro cubo.



Tab.6 Provincia FROSINONE dati PM10 al 29 novembre 2011


































Centralina


Numero giorni superamento / anno per le PM10


Ceccano


82


Ferentino


52


Anagni


32


Alatri


63


Fontechiari


10


Cassino


48


Frosinone scalo


83


Frosinone Via Mazzini


41


Totale


411


Elaborazione Legambiente Lazio su dati ARPA Lazio



 


La situazione in Provincia di ROMA


Un anno non positivo nemmeno per 3 centraline poste nella provincia di Roma. Vediamo nello specifico i giorni di superamento nella tabella.



Tab. 7 Provincia di ROMA. Dati al 29 novembre 2011

























Centralina


Numero giorni superamento / anno per le PM10


Colleferro


57


Allumiere


2


Civitavecchia


4


Guidonia


23


Ciampino


51


Totale


137


Elaborazione Legambiente Lazio su dati ARPA Lazio



La situazione più preoccupante si registra a Colleferro, che ha superato per 57 giorni i limiti di legge con punte di 96 μg/m3, grazie alla sua area industriale tristemente nota oltre che all’arteria autostradale e a un caotico traffico cittadino. Da evidenziare la situazione di Ciampino, che si attesta a quota 51, dove il traffico aereo rende la situazione ancor più complicata.



 


La situazione nelle Province di Viterbo, Rieti e Latina


Rieti rimane la provincia meno inquinata, con 21 sforamenti totali tra il capoluogo e Leonessa. Segue Viterbo, dove Civita Castellana svetta con 26 superamenti, mentre Latina continua nel suo trend negativo con oltre il 70% dei dati negativi concentrati proprio tra il capoluogo e Latina Scalo.



Tab. 8 Provincia di VITERBO al 29 novembre 2011



















Centralina


Numero giorni superamento / anno per le PM10


Civita Castellana


26


Viterbo


4


Acquapendente


1


Totale


31


Elaborazione Legambiente Lazio su dati ARPA Lazio



Tab. 9 Provincia di RIETI al 29 novembre 2011
















Centralina


Numero giorni superamento / anno per le PM10


Rieti


20


Leonessa


1


Totale


21


Elaborazione Legambiente Lazio su dati ARPA Lazio



 


Tab. 10 Provincia di LATINA al 29 novembre 2011



















Centralina


Numero giorni superamento / anno per le PM10


LT-V.Tasso


31


Aprilia 2


9


Latina scalo


21


Totale


61


Elaborazione Legambiente Lazio su dati ARPA Lazio



 


 


LE PROPOSTE DI LEGAMBIENTE LAZIO


A Roma e nel Lazio traffico e inquinamento continuano a farla da padroni. Nella Capitale bastano un po’ di belle giornate, come quelle di questo fine novembre, per far riemergere l’allarme inquinamento atmosferico.



Provvedimenti per l’emergenza, a Roma e nei Comuni fuorilegge per smog


1. blocco totale della circolazione dopo cinque giorni consecutivi di superamento dei limiti di legge per le polveri sottili, nel primo giorno utile (feriale o festivo che sia), con provvedimenti coordinati a livello regionale;


2. due giorni a settimana di targhe alterne, per l’intera giornata fino a Marzo, con provvedimenti coordinati a livello regionale;


3. più controlli, impedendo che doppie e triple file, invasioni di corsie preferenziali e auto sgangherate rimangano la norma.



 


Le proposte per Roma


Nella Capitale è finalmente tornato il pacchetto antismog, targhe alterne e domeniche ecologiche di blocco, ma sono le politiche della mobilità che vanno affrontate in modo nuovo e diverso, fermando i pullman turistici, con una nuova politica per le strisce blu e la sosta, allargando la ZTL diurna e notturna, negli spazi e negli orari.



Per tutelare la salute dei cittadini, servono politiche e azioni concrete in tutta la città, al centro come in periferia, azioni che si debbono basare sul potenziamento dell’offerta di trasporto pubblico e la limitazione del traffico privato.



Stop a tagli e aumenti per il trasporto pubblico e subito un piano per le corsie preferenziali. Alla città serve un nuovo slancio sul trasporto pubblico, nuove corsie preferenziali protette, su tutte le consolari della città, con un piano a costo zero per realizzare e proteggere mille chilometri di vie preferenziali, corridoi della mobilità e strade riservate al mezzo pubblico, a partire dalle strozzature in cui i mezzi rallentano la loro corsa (tramite il sistema satellitare AVM) per moltiplicare il numero delle corse dei bus, fino al 30% secondo dati Atac, rendendo il servizio migliore e garantendo puntualità e tempi certi agli utenti, con corridoi protetti anche extra urbani per il COTRAL. Chiediamo uno stop ai tagli al trasporto pubblico e speriamo che il nuovo Governo scongiuri questa scelta assurda, ma anche uno stop agli aumenti per il trasporto pubblico.



ZTL tutto il giorno con perimetro allargato al Colosseo. C’è bisogno di una nuova stagione di zone a traffico limitato e pedonalizzazioni, in centro e anche nelle zone periferiche che stanno soffrendo anch’esse degli stessi problemi di quelle centrali. La pedonalizzazione del Colosseo e del centro storico non può attendere ancora, il grande progetto del Parco dei Fori (dal Tridente ai Castelli attraverso il parco dell’Appia Antica), va realizzato. Ne va sollecitata la messa a punto progettuale e l’attuazione, prevedendo anche l’estensione nelle strade adiacenti dell’orario della ZTL a tutta la giornata da subito.



Via le aree di sosta nelle aree centrali della città dal piano pullman del Comune. I pullman spadroneggiano un po’ ovunque e si fermano dove vogliono e se non si fermano è anche peggio, visto che iniziano a peregrinare in giro per il centro per tornare poco dopo a recuperare i turisti. Ecco quello che avviene nelle 30 nuove cosiddette aree di “sosta breve”, dove i pullman si possono fermare quando vogliono dalle 00.00 alle 24.00, in luoghi meravigliosi e centralissimi della città: alla Basilica di Santa Maria Maggiore, a Castel Sant’Angelo, a Villa Borghese, a Via del Traforo, al Circo Massimo, a Piazza Risorgimento e Via della Conciliazione, a Via delle Botteghe Oscure e Via del Teatro Marcello, a Via di San Gregorio affianco al Colosseo, a Piazza San Giovanni in Laterano e Via Giolitti. Per ben due ore ci si può, invece, fermare a Via della Navicella, a Via Marsala, a Via Appia Antica (Catacombe di S. Sebastiano), a Via delle Terme di Caracalla, a Viale Washington e Lungotevere Aventino. Sempre che non si possieda un’autorizzazione speciale per “avvicinarsi con il pullman il più possibile al luogo di visita”, concessa oltre che ai disabili, ad artisti con materiale scenico e partecipanti a cerimonie civili e religiose. Il nuovo piano pullman è fallito, consentire la sosta nel cuore della città significa consegnare la Capitale ai torpedoni invadenti e inquinanti, è ora di ricacciarli lontani dai monumenti e dal centro.



Più strisce blu e via le strisce bianche dalle aree centrali. Con meno strisce blu e con le “nuove” strisce bianche il traffico in città aumenta: la situazione della Capitale, già in preda ad un quotidiano ingorgo di lamiere, certamente è peggiorata. Doppia e tripla fila dove c’erano sono rimaste, vedi le aree di Viale Regina Margherita ad esempio, dove erano meno presenti hanno preso nuovo vigore, vedi Corso Trieste. Sono 17.364 le nuove strisce bianche in città, dopo la modifica portata a compimento dall’Amministrazione Alemanno, che ha tagliato oltre 18mila posti auto delimitati a Roma dalla fatidica “striscia blu”, portandoli nel complesso da 95.653 a 77.217, sparsi in una trentina di rioni e quartieri della città, da Borgo ai Parioli, dal Celio ai Lungotevere, da Prati al Trionfale.



Rilanciare la “cura del ferro”, continuando il lavoro sulle nuove metropolitane, e prevedere una nuova centralità strategica per le reti tramviarie. Il tram può essere una carta vincente per cambiare il trasporto pubblico in città, ma anche per cambiare la città stessa: tram sul Lungotevere, tram sulla Via Appia Antica, tram su Viale Togliatti…, a partire dal completamento della Linea 8 da Largo di Torre Argentina alla Stazione Termini (e non fermarsi a piazza Venezia), dal ripristino della linea 3, dalla valorizzazione del nuovo terminale tramviario della Stazione Termini, progettando la diramazione del tram 8 lungo Viale Marconi che possa collegare la Stazione Trastevere a la fermata Marconi della Metro B.



Nell’ambito di ciascun Municipio devono essere individuate zone dedicate alla fruizione esclusiva dei pedoni. Serve una rete di spazi pedonali in centro ma anche nelle aree semi centrali e periferiche: pedonalizzazioni e limitazioni del traffico urbano devono espandersi, far riconquistare spazio libero ai cittadini, rilanciando interventi di “traffic calming” (marciapiedi più larghi, barriere protettive…), puntando con grande determinazione su queste scelte, realizzando una rete di almeno 50 luoghi e percorsi pedonalizzati all’interno della città, prevedendo 100 aree a pedonalizzazione programmata, per due ore nel pomeriggio di ciascun giorno feriale e per intero nei giorni festivi, creando 20 “Strade a priorità di bambino”, anche sulla scorta di esperienze già avviate in altri Paesi europei, con il modello della “moderazione del traffico”.



Nel bilancio in discussione in Comune, incentivare la mobilità sostenibile, sfruttando fino in fondo opportunità come l’auto collettiva del “car sharing”, o l’auto condivisa del “car pooling”, motorini elettrici, lavorando con i mobility manager delle aziende pensando a buoni trasporto per i dipendenti. Il servizio del car sharing va esteso, per arrivare presto in tutti i Municipi, come il byke sharing.



Va riprogettata la distribuzione delle merci, con i mezzi commerciali tra i maggiori responsabili della produzione di polveri, programmandole attraverso piazzole di scambio fuori dalla ZTL e l’uso di veicoli elettrici o a basse emissioni inquinanti, investendo anche su progetti come Log On, utilizzando le nuove tecnologie per rendere molto più efficiente tutto il sistema della logistica a servizio del trasporto delle merci.



Anche sul fronte dei controlli serve una riorganizzazione, con una maggiore presenza dei Vigili Urbani; ampliando ulteriormente il numero degli agenti in servizio nelle zone ove ve ne sia carenza; automatizzando i servizi al cittadino che riempiono di personale gli uffici nei Municipi e ne svuotano le strade.



La partecipazione dei cittadini deve essere assunta a standard di qualità nel processo di progettazione di tutti gli interventi per il traffico e il trasporto e non deve essere considerata come un doveroso e fastidioso confronto della fase post progettuale di verifica e/o valutazione.



 


EFFETTI DELL’INQUINAMENTO ATMOSFERICO SULLA SALUTE: PM10 E PM2,5


L’inquinamento atmosferico è un termine, oggi purtroppo noto a tutti, che indica l’insieme degli agenti fisici chimi e biologici che modificano le naturali caratteristiche dell’atmosfera. L’inquinamento atmosferico è un noto fattore di rischio per la salute, numerosi studi ed indagini epidemiologiche confermano i gravi effetti sulla salute causati dallo smog prodotto in massima parte dal traffico automobilistico. Gli inquinanti più importanti dell’aria sono: Biossido di zolfo (SO2), Monossido di carbonio(CO),Ossidi di azoto(NOX); Idrocarburi; Ozono(O3); Piombo(Pb); Polveri sottili (Pm).



Il progetto Aphekom


Presentato a Parigi e coordinato dall’Istituto Francese per la Sorveglianza della Salute Pubblica (InVS), dopo tre anni di lavoro sull’inquinamento atmosferico e il suo impatto sulla salute, condotto da 60 ricercatori in 25 città in tutta Europa, tra le quali Roma per l’Italia, grazie al lavoro del noto Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario della Regione Lazio. Nello studio viene evidenziato che a Roma il 23% dei residenti vive a meno di 75m da una strada ad alto traffico e che possano essere attribuiti al forte inquinamento nell’area di residenza l’11% dei casi di aggravamento di asma nei bambini, il 18% di problemi acuti negli anziani affetti da bronco pneumopatia cronico ostruttiva, e il 23% di problemi acuti negli anziani malati di malattie coronariche. Peraltro, se a Roma la concentrazione media annuale di polveri sottili PM2.5 si riducesse a 10 microgrammi per metro cubo (il livello raccomandato dalla Organizzazione Mondiale della Sanità) sarebbero evitate 1278 morti (997 per cause cardiovascolari) e la popolazione di 30 anni guadagnerebbe un anno di vita, con un beneficio economico superiore ai 2 miliardi di euro.



Lo Studio MISA


Condotto anche sulla popolazione di otto grandi città in Italia, tra le quali Roma, è stato evidenziato come per ogni aumento di 10 μg/m3 (microgrammi per metro cubo) di PM10 in atmosfera si verifica un incremento nel giorno stesso o nel giorno successivo dell’1,3% nella mortalità totale, dell’1,4% nella mortalità cardiovascolare, del 2,1% nella mortalità respiratoria, dello 0,8% nei ricoveri per cause cardiovascolari, dell’1,4% nei ricoveri per cause respiratorie.



Lo Studio Epiair


Lo scorso novembre 2009, è stato presentato lo studio epidemiologico “EpiAir-Inquinamento atmosferico e salute: sorveglianza epidemiologica e interventi di prevenzione” – lavoro avviato nel 2007 dal Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (CCM, organismo di coordinamento tra il ministero del lavoro e le Regioni) e coordinato da Francesco Forastiere, del Dipartimento di epidemiologia del Servizio sanitario regionale della Regione Lazio – i cui dati dimostrano come esista una correlazione scientificamente dimostrabile tra i picchi di smog, che comprende oltre al PM10 altre sostanze inquinanti (NO2-biossido di azoto ed O3-ozono), ed il numero dei morti ed i ricoveri per malattie cardio-vascolari e respiratorie, ma non solo.



Sul fronte della mortalità, lo studio ha preso in esame 276.205 soggetti di 35 o più anni residenti in 10 dieci città italiane, tra cui Roma, e deceduti nel Comune di residenza nel periodo 2001-2005. Per quanto riguarda il PM10, è stato riscontrato un effetto immediato su tutte le cause di morte esaminate, con conseguenze sin da subito per la mortalità cerebrovascolare e da subito fino al terzo giorno per la mortalità respiratoria. Considerando solo le morti per cause naturali, l’aumento del rischio di mortalità è di 0,69%. Gli effetti più gravi di tutti e tre gli inquinanti si hanno però considerando i soli decessi per cause respiratorie, dove le percentuali di aumento del rischio di mortalità a esposizione immediata sono rispettivamente del 1,6% per il PM10, 1,2 per NO2 e 1,4 per O3. Valori che aumentano di molto considerando invece un periodo di esposizione di 5 giorni (3,1% per PM10, 2,9 per NO2 e 2,8% per O3).



Sul fronte dei ricoveri, lo studio ha invece esaminato 701.902 pazienti residenti e ricoverati nelle 9 città prese in esame sempre nel periodo 2001-5, dimostrando l’impatto a breve termine dell’inquinamento atmosferico sulla morbosità cardiovascolare e respiratoria.



Per quanto riguarda il PM10, in correlazione con i picchi di smog, aumentano i ricoveri per asma, bronchite e polmonite nei bambini da zero a 14 anni. Terribile l’associazione tra inquinanti e ricoveri per asma, per i quali si osserva un effetto prolungato che dura fino al quinto giorno sia negli adulti che nei bambini. Percentuali molto più alte si sono riscontrate in relazione alle malattie polmonari per tutte le età (aumento del rischio in seguito a esposizione prolungata 0-5 giorni rispettivamente di 3,44% per il PM10 e dello 7,62% per NO2), ma ancora più preoccupante è la relazione tra l’aumento di NO2 e i ricoveri di asma per i bambini, dove l’incremento è del 8,77%.



Gli altri studi


Osservatorio Epidemiologico della Regione Lazio ha puntato l’attenzione sui più piccoli, sottoponendo a visite periodiche 3.000 bambini suddivisi in tre gruppi residenti a Roma, in una zona ad alto inquinamento industriale (Civitavecchia) e in un’area agricola della provincia di Viterbo, rivelando che nei primi due anni di vita c’è un aumento di asma e malattie respiratorie e patologie bronchiali. Secondo l’Istituto Superiore della Sanità il rischio di contrarre leucemie per i bambini che vivono in aree trafficate (5.000 veicoli al giorno) è del 270% in più rispetto ai bambini che vivono in zone poche trafficate (500 veicoli al giorno); le malattie respiratorie dei bambini che vivono in quartieri trafficati aumentano del 20% rispetto a quelli che vivono in aree meno congestionate.



Studio Ispra-Iscr


Lo studio, che ha analizzato ben 77 monumenti, ha lanciato un nuovo allarme sugli effetti nocivi di azoto e polveri sottili al patrimonio culturale e artistico di Roma. San Marco, San Martino ai Monti, San Tommaso in Parione, San Filippo Neri e Santa Cecilia in Trastevere: dopo l’allarme del Colosseo, sono queste le Chiese che corrono i maggiori rischi a causa dello smog prodotto dalle automobili nella Capitale. I monumenti del centro storico analizzati presentano una media di erosione compresa tra i 6 e i 6,2 micron all’anno, valore preoccupante se confrontato con quello cosiddetto “accettabile di erosione” fissato per convenzione in 8 micron all’anno.



 


SMOG E CAMBIAMENTI CLIMATICI


Intervenire sulle modalità di trasporto è necessario anche per vincere un’altra grande sfida, quella dei cambiamenti climatici. Infatti i trasporti oltre ad essere i principali responsabili dell’inquinamento atmosferico in città, sono la seconda maggiore fonte di emissioni di CO2 eq. in Italia dopo la produzione di energia. Per questo l’Unione Europea con la Direttiva 443/2009 ha dato il via a obiettivi di riduzione delle emissioni dalle nuove auto immatricolate imponendo l’obiettivo di 120 grammi CO2 per chilometro che verrà raggiunto in modo graduale entro il 2015, per poi abbassarsi a 95 g/km entro il 2020. Secondo il rapporto “Reducing CO2 Emissions from New Cars: A Study of Major Car Manufacturers”, curato dal network europeo Transport & Environment, nel 2008 nel settore delle autovetture i produttori hanno ridotto le emissioni di CO2 dei modelli complessivamente venduti sul mercato europeo del 3,3%, portando la media di settore ad un notevole miglioramento di 153,5 gCO2/km. Ma per migliorare ulteriormente questo risultato sono necessari e urgenti interventi anche sulle altre categorie di veicoli a partire dai mezzi commerciali leggeri. Su questo però l’Italia ha chiesto limiti meno severi, una proposta che va in direzione opposta rispetto agli obiettivi europei di riduzione e agli impegni che tutti i Paesi devono prendere per ridurre le emissioni di gas serra.



IL PIANO DI RISANAMENTO DELLA QUALITA’ DELL’ARIA


Il 10 dicembre 2009 il Consiglio Regionale del Lazio ha approvato il Piano per il risanamento della qualità dell’aria, in attuazione del d.lgs 351/99, dopo che lo stesso era già stato adottato dalla Giunta Regionale il 23 giugno 2008. Il piano ha lo scopo di definire misure affinché sia ridotto il rischio di superamento dei limiti di inquinamento atmosferico nelle zone nelle quali tali limiti sono stati superati per uno o più inquinanti e mantenere la migliore qualità dell’aria nel resto del territorio regionale, seguendo la classificazione atmosferica approvata con DGR n. 767 del 1/08/03.



Tra le novità ci doveva essere il bollino blu in tutto il territorio regionale in vigore dal 1° gennaio 2010 (che fine ha fatto?), azioni speciali per Roma e Frosinone e iniziative per ridurre le emissioni inquinanti degli impianti di riscaldamento e di quelli industriali.



Nello specifico, il Piano individuava tre aree, in base ai diversi livelli di inquinamento, nelle quali si interviene con azioni differenziate, sia strutturali che emergenziali. La zona A (Roma e Frosinone) è quella di maggiore criticità, sia per l’entità dei superamenti dei valori consentiti, sia per la quantità di popolazione esposta. Qui erano previste misure di riduzione drastica dei livelli di inquinamento, come domeniche ecologiche, targhe alterne, parcheggi di scambio, ottimizzazione del trasporto merci. Per Roma, in particolare, erano in programma quattro domeniche ecologiche ed almeno due giorni feriali a settimana di targhe alterne entro marzo. Nella zona B (che comprende 31 Comuni: oltre ai capoluoghi provinciali anche altri Comuni soprattutto in provincia di Roma, Frosinone e Latina), dove si riscontrano superamenti o alto rischio di superamento dei limiti, limitazioni della circolazioni, ammodernamento e potenziamento flotte servizio pubblico, adozioni piani traffico e traffico merci. Per la zona C (il resto della Regione) si prevedevano misure di mantenimento della qualità dell’aria soprattutto attraverso la riduzione delle emissioni di impianti di combustione ad uso civile e industriale ed il controllo delle emissioni dei veicoli.



La normativa nazionale stabilisce che le Regioni predispongano e adottino i Piani per il risanamento della qualità dell’aria e quindi l’approvazione finale del Consiglio regionale dà veste normativa al piano stesso e vincola le altre amministrazioni a rispettarne le disposizioni. Il varo del documento da parte dell’aula, in vigore dopo 60 giorni dalla pubblicazione, vincola gli Enti locali a rispettarne le disposizioni. La Regione potrà esercitare il potere sostitutivo in caso di inadempimento. L’Arpa impianterà un sistema di controllo in grado di effettuare previsioni a 24, 48 e 72 ore. In caso di rischio di superamento dei limiti, l’agenzia allerterà tempestivamente i comuni interessati. Alla Asl Rm E è affidato il monitoraggio epidemiologico.



Sul piano dei finanziamenti, la delibera permetterà firmare un accordo con il Ministero dell’Ambiente per accedere ad un finanziamento di 10 milioni di euro, elevabile a 15 purché aderisca anche il Comune di Roma. Nel bilancio di previsione 2009 – 2011, in ogni caso, le spese in tema di risanamento della qualità dell’aria ammontano a circa 3 milioni e 800 mila euro totali.