Frana di Cerzeto (Cs), ultimati i lavori di realizzazione del nuovo centro abitato

19 dicembre 2011 0 Di admin

Il Capo Dipartimento della Protezione civile, Franco Gabrielli, ha visitato oggi la “nuova Cavallerizzo”, la frazione di Cerzeto (CS) colpita da una frana il 7 marzo 2005 e ricostruita interamente a poche centinaia di metri dal vecchio paese – che insiste su un’area tuttora oggetto di ordinanze comunali di sgombero in virtù del persistente movimento franoso. Qui ha incontrato la popolazione per ascoltare direttamente la voce delle famiglie che hanno preso possesso dei nuovi edifici.

Insieme al prefetto di Cosenza, Raffaele Cannizzaro, al sindaco di Cerzeto, Giuseppe Rizzo, e al Presidente della commissione regionale contro la ‘ndrangheta, Salvatore Magarò, il Capo Dipartimento ha scoperto la targa affissa presso il comune di Cerzeto “Qui la ‘ndrangheta non entra” e ha acceso l’albero di Natale donato dalla Regione Abruzzo in segno di solidarietà e vicinanza con la popolazione calabrese. All’interno dei locali realizzati nella nuova Cavallerizzo e destinati al Centro Operativo Comunale (COC), è stata firmata la convenzione per la “stipula degli atti di trasferimento di proprietà degli immobili della nuova Cavallerizzo” tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione civile, il Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Cosenza, Rossano, Castrovillari e Paola, e il Comune di Cerzeto per assicurare che il passaggio formale di proprietà degli immobili si svolga nel più breve tempo possibile.

I 261 edifici realizzati interamente a carico dello Stato e nel pieno rispetto delle normative antisismiche hanno avuto un costo complessivo pari a circa 67,5 milioni di euro – per la ricostruzione di circa 48.000 mq di residenze, magazzini, attività commerciali e artigianali –, al di sotto del costo medio previsto per l’edilizia popolare calabrese. Si è trattato di un’operazione complessa che, tuttavia, è stata gestita con tempistiche che hanno dimostrato l’impegno da parte dello Stato per restituire alla popolazione di Cavallerizzo un senso di appartenenza di cui la comunità aveva bisogno.