Governo, nel 2018 tutti in pensioni a 66 anni. Intanto si decapitano le Province

4 dicembre 2011 0 Di redazione

I sacrifici si chiamano innalzamento delle pensioni per uomini e donne in tempi ancora più brevi del previsto, aumento dell’Iva a partire dal secondo semestre del 2012, l’Ici sulla prima casa. Sacrifici grossi che si chiede alla gente e, per ingoiare questo boccone amaro, Il Governo Monti ha messo mano anche alla Casta. Innanzitutto il presidente del consiglio ha annunciato che rinuncerà agli stipendi sia di premier, che di Ministro dell’economia, inoltre, se potrà, rinuncerà anche l’indennità da senatore a vita. “Non posso chiedere agli Italiani sacrifici se non è la politica a dare il buon esempio”. In particolare i tagli ai costi della politica si abbattono pesantemente sulle Province che, seppure non potranno essere cancellate per via della Costituzione, saranno ampiamente rimodulate. Solo dieci consiglieri provinciali e nessuna giunta; così cambiano i volti alle amministrazioni provinciali. Inoltre ogni parlamentare dovrà essere assolutamente trasparente nella dichiarazione patrimoniale indicando anche proprietà di titoli azionari o altri prodotti finanziari fin’oggi occultabili. A proposito dell’evasione fiscale, Monti ha assicurato: “Se ne è sempre parlato ma i provvedimenti che intendiamo prendere saranno sicuramente efficaci”. Innanzitutto la tracciabilità dei pagamenti fino a mille euro. Una iniziativa che farà aumentare in maniera esponenziale le operazioni di pagamento elettronico. Per questo si intercederà presso gli istituti di credito affinché ciò non comporti un aumento delle spese. Ma nessun condono. Inoltre l’1.5% per il ritorno in patria di capitali. Eppoi l’imposta di bollo sui titoli azionari e su ogni prodotto finanziario.
Ma l’argomento pensioni era quello giustamente più temuto. “Si calcola per tutti secondo la stessa formula, secondo metodo contributivo. – annuncia il Ministro Fornero – Se si va in pensione prima la pensione è più bassa. Altro principio è la flessibilità del pensionamento. Vogliamo reintrodurre la flessibilità, il libero pensionamento a partire da età minima e da fascia di età che incentiva al proseguimento. L’età minima non può essere bassa altrimenti non saremo credibili in Europa. L’età minima per le donne è a 62 anni con fascia fino a 70 senza finestre ne quote. L’età minima per gli uomini è 66 anni. Le donne innescano un processo di adeguamento agli uomini e lo si raggiungerà nel 2018. Introduciamo, inoltre, il principio della convergenza. I regimi privilegiati, convergeranno ai lavoratori con aumenti aliquota contributiva. Ci sarà, inoltre, un contributo di solidarietà dalle pensioni più ricche e avvantaggiate. Pensioni di anzianità lasciare per donne a 41 più un mese, per gli uomini l’anzianità si acquisisce con 42 e 1 mese a partire da gennaio 2012”. Poi annunciando la deindicizzazione delle pensioni, il ministro Fornero dice: “Chiedo un…” la sua voce si interrompe quasi in un pianto e il premier continua “… credo volesse dire la parola sacrificio”.