Manovra, Nencini: “Sì del Psi, ma Monti intervenga su welfare e lavoro”

22 dicembre 2011 0 Di admin

Dalla direzione Psi riceviamo e pubblichiamo:
Il Senato ha approvato senza modifiche il testo già licenziato dalla Camera che è stato convertito in legge. Il Psi ha votato sì alla fiducia posta dal governo sul decreto legge sulla manovra economica (6 Dic 2011, n° 201 recante disposizioni urgenti per la crescita, l’equità, il consolidamento dei conti pubblici) e ha dato fiducia al Governo Monti “per senso di responsabilità nei confronti del Paese e per far uscire l’Italia dal disastro economico in cui si trova” avverte Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi, ma per il leader socialista “sono necessarie ancora delle riforme per ridare equità al Paese. Daremo una valutazione complessiva dell’azione di governo, infatti, soltanto quando l’esecutivo di Monti presenterà delle misure efficaci sul welfare e sul lavoro”. “Ciò che è stato fatto –continua Nencini –comincia a dare qualche segnale di equità, ma non è sufficiente, il lavoro da fare è ancora tanto”.
Il Psi, ha presentato alle commissioni Affari e Bilancio del Senato tre emendamenti, il cui contenuto resterà oggetto delle iniziative politiche dei socialisti. Gli emendamenti, presentati dal Sen. Carlo Vizzini, Presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato, riguardano alcuni temi discussi nel corso dell’ultima riunione della segreteria nazionale del Psi:
Il primo escludeva dal ripristino dell’ICI sulla prima casa le abitazioni principali che costituiscono l’unica e sola proprietà immobiliare perché questa “rappresenta il solo salvadanaio sicuro per molti italiani”- commenta il segretario nazionale del Psi, Riccardo Nencini. A questo si aggiunge la contestuale abrogazione dell’esenzione dell’imposta a favore degli edifici di proprietà di enti religiosi adibiti anche ad attività commerciale (quindi “non esclusivamente” commerciali) , “perché – aggiunge il Segretario – in un momento simile tutti sono chiamati a fare dei sacrifici”. ‘L’esercizio a qualsiasi titolo di un’attività commerciale – si legge nell’emendamento- anche nel caso in cui abbia carattere accessorio rispetto alle formalità istituzionali dei soggetti e non sia rivolta a fini di lucro, comporta la decadenza immediata dal beneficio delle esenzioni dell’imposta’.
Il secondo emendamento introduceva nell’ordinamento il cosiddetto “prestito forzoso”a carico dei detentori dei grandi patrimoni: ‘in considerazione della eccezionalità della situazione economica e tenuto conto della esigenza di raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica concordati in sede europea, ai soggetti che detengono attività finanziarie di importo superiore a 1milione di euro, è fatto obbligo di sottoscrivere, nella misura dello 0,5% del patrimonio, titoli del debito pubblico poliennali. Sui titoli è corrisposto un tasso di interesse corrispondente all’indice dei prezzi al consumo applicabile su base annua- si legge nell’emendamento’.
Il terzo emendamento intervieniva sui cosiddetti “costi della politica” eliminando la disposizione che consente ai privati, che contribuiscono a favore dei partiti per importi fino a 50.000 euro, di rimanere occulti. Inoltre, nel medesimo emendamento, si prevede per i contributi ai partiti politici la medesima detraibilità spettante alle Onlus.