Pallone al Congresso del PPE “Serve un’Europa unita e più forte”

9 dicembre 2011 0 Di admin

L’Onorevole Pallone ha partecipato al Congresso del Partito Popolare Europeo che si é svolto a Marsiglia il 7 e 8 Dicembre. Tanti i temi affrontati nella 2 giorni congressuale, tuttavia il tema principale é stata la crisi dell’euro e le possibili soluzioni che l’Europa deve trovare.

“In questo momento servono risposte immediate che non possono essere rappresentate solo da nuove tasse. Abbiamo bisogno di misure per la crescita contro la stagnazione, perché, altrimenti, in un contesto globale, l’Europa, intera, non sopravvive.” – ha commentato l’Onorevole Alfredo Pallone, portavoce della Delegazione del PdL/PPE al Parlamento Europeo – “L’interconnessione delle nostre economie, l’effetto domino che la crisi ha avuto e sta avendo dimostrano in maniera evidente che la logica dei nazionalismi non porta alcun beneficio, ma anzi arreca gravi danni.”

“Abbiamo bisogno di una nuova Banca Centrale Europea, una banca prestatore di ultima istanza, che sia organismo di garanzia, sorveglianza ma anche di emissione di moneta, come avviene per il dollaro e la sterlina.” ha aggiunto l’Onorevole.

“La solidarietà e la coesione tra i Paesi membri dell’Unione sono fondamentali. Abbiamo a disposizione un’Unione europea dall’incerta capacità operativa e dal vistoso deficit democratico.” – ha continuato l’eurodeputato membro della Commissione Affari Economici e Monetari del Parlamento Europeo – “Occorre passare dall’Unione Europea agli Stati Uniti d’Europa per combattere i nazionalismi e gli egoismi nazionali. Questo contribuirebbe a creare l’Europa della solidarietà e degli Stati come volevano i nostri padri fondatori da Adenauer, Spinelli fino a De Gasperi”.

“Tale concetto di unità implica, inoltre, la necessità di dare vita al sistema degli eurobond. Non può esserci rilancio dell’economia europea se, allo stesso tempo, non si utilizza la forza dell’Euro. Gli eurobond permettono di rilanciare l’economia e combattere la disoccupazione. Servono a collegare rigore di bilancio e sviluppo del continente, sono l’inevitabile punto di approdo di quella interdipendenza che ormai caratterizza la convivenza fra i paesi europei.” ha concluso l’eurodeputato.