Giorno: 5 gennaio 2012

5 gennaio 2012 0

La Befana in “visita” ai bambini della Clinica Pediatrica di Chieti

Di redazione
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Come da tradizione, anche quest’anno, il 6 gennaio 2012, alle ore 10.30 la Befana distribuirà doni ai bambini ricoverati nella Clinica Pediatrica dell’Ospedale di Chieti, diretta dal professor Francesco Chiarelli. Con la partecipazione del Tribunale dei diritti del malato di Chieti anche quest’anno è stato possibile fornire ai bimbi un momento di svago e di allegria, tenendo conto di quanto sia difficile per i bambini ritrovarsi in un lettino d’ospedale e quanto questo sia ancora più spiacevole se il ricovero avviene durante i giorni delle feste. La visita della Befana, in questo contesto, non fa altro che riportare i piccoli pazienti alla loro dimensione abituale, fatta di giochi e fantasie. La Direzione Generale della Asl Lanciano Vasto Chieti sarà rappresentata dal Direttore Sanitario, Amedeo Budassi, a testimoniare l’attenzione dell’Azienda e del suo personale medico e infermieristico all’umanizzazione dei reparti dell’Ospedale, con particolare riferimento al Dipartimento Materno-Infantile che rivolge la sua attenzione e le sue cure alle donne, ai neonati e ai bambini. Altre iniziative saranno prese per migliorare la qualità dell’assistenza nel Dipartimento Materno-Infantile.

5 gennaio 2012 0

Furto in abitazione a Vasto, rubano 4 fucili ma li abbandonano nei cespugli

Di redazione

A seguito di alcuni furti in appartamento, in località San Lorenzo a Vasto, i carabinieri della locale compagnia comandata dal Capitano Loschiavo ha attivato mirati accertamenti di polizia giudiziaria che hanno portato alcuni risultati positivi. In particolare, in un’abitazione ubicata nei pressi dell’autostrada A/14, ignoti malfattori, attraverso l’effrazione delle porte d’ingresso, hanno asportato oggetti in oro e quattro fucili di precisione e da caccia. Le armi sono state rinvenute dai militari dell’aliquota radiomobile non lontano dal luogo del furto, occultate in mezzo ad un cespuglio dietro un casolare. Le stesse sono state quindi restituite al legittimo proprietario. Ancora in corso le indagini finalizzate all’identificazione degli autori del furto.

5 gennaio 2012 0

Per uccidersi tenta di far saltare l’intera palazzina e altre 12 famiglie. Anziano arrestato per tentata strage a Ferentino

Di admin

Ha tentato di farla finita progettando un sistema criminale ed eclatante. Il suo progetto era di morire tra le macerie del palazzo in cui viveva facendolo saltare in aria nonostante fosse abitato da altre 12 famiglie. D.V. 74 anni di Ferentino è un pensionato che soffre di crisi depressive e nella tarda serata di ieri, ha posizionato all’interno della propria cantina, che ha chiuso poi con un grosso lucchetto, 2 bombole di gas aperte, peraltro manomettendole appositamente per non consentirne la chiusura. In quel modo ha tentato di creare un grosso innesco per far esplodere l’intera struttura immobiliare e mettendo così in pericolo la vita di tutti gli inquilini. Questi ultimi, però, avvertito il forte odore di gas, hanno allertato i carabinieri ed i Vigili del Fuoco che, intervenuti, hanno scoperto l’origine della fuga della sostanza combustibile. Le operazioni di messa in sicurezza dell’immobile, tuttavia, si sono rivelate complesse e rischiose per i militari dell’Arma e per i Vigili del Fuoco proprio a causa della serie di difficoltà create dall’arrestato al fine di non consentire ad alcuno un rapido disinnesco del rudimentale quanto estremamente pericoloso ordigno. La frenetica attività attuata dagli operanti per individuare il luogo di provenienza del gas, nonché per allontanare le bombole, ha richiesto anche l’evacuazione, per alcune ore, dell’intero stabile. Le indagini dei militari sono proseguite fino a notte fonda per accertare le esatte responsabilità e la dinamica dell’accaduto. Sono stati quindi ascoltati numerosi testimoni fino ad individuare il responsabile, il quale, rintracciato, ha ammesso di aver meticolosamente predisposto l’insano gesto per togliersi la vita e distruggere anche l’intero palazzo con tutti i residenti. Per questo è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio.

5 gennaio 2012 0

Agenzie funebri, settore come una giungla. Rullo di Lanciano chiede un regolmento regionale

Di redazione

E’ un settore delicato, purtroppo indispensabile, ma anche in balia di chi si improvvisa imprenditore e, senza averne i requisiti, dall’oggi al domani apre una agenzia di pompe funebri. In Abruzzo ciò è possibile e questo aspetto inquieta non poco gli operatori. “Ci vedono come profittatori e chiediamo che il settore venga regolamentato”. Dichiara Giuseppe Rullo, proprietario dell’omonima agenzia di Lanciano e vicepresidente dell’Associazione Imprese Funebri Abruzzo e Molise che raccoglie oltre 80 agenzie tra le maggiori che operano da anni nelle due regioni. Il nostro lavoro non prevede solo la vendita delle bare, ma dietro vi è un servizio, quello funerario, delicato e che per essere svolto al meglio, con professionalità e la dovuta delicatezza, è necessario acquisire requisiti e conoscenze in materia legislativa, di polizia mortuaria, ma anche di sensibilità nei confronti di chi sta vivendo il momento tragico della scomparsa di un caro”. Oggi in Abruzzo accade che chiunque, dopo aver presentato una mattina la domanda alla Camera di Commercio, il pomeriggio già potrebbe aprire l’agenzia ed occuparsi di funerali senza conoscere gli obblighi di legge. “Nessuno ti chiede se hai requisiti per poter fare questo mestiere perché questi requisiti non sono mai stati individuati e delineati. Eppure per poter organizzare un funerale è necessario conoscere le leggi del diritti amministrativo; le norme che vincolano il trasporto di una salma e soprattutto quando un corpo può essere definito salma. In pochi sanno che devono passare 15 ore dal decesso e che superato questo tempo, il corpo deve essere visitato da un medico negro scopo. A quel punto bisogna sistemare la salma ma come si fa se non si hanno nozioni di tanatopressi o tanacosmesi”. E poi l’aspetto psicologico dei parenti. “La nostra utenza è fatta di persone sotto shock. Gente che sta vivendo un trauma terribile, che la rende vulnerabile e le persone preposte a risolvere loro problemi pratici devono essere preparate e non degli improvvisati dietro i quali, tra l’altro, potrebbero nascondersi anche furbi pronti all’illecito. Si da grande risalto, come è giusto che sia, ogni volta che scoppia uno scandalo nel settore, però nessuno si preoccupa che quello delle agenzie di pompe funebri è un settore che somiglia più ad una giungla, cioè senza regole. Da Lanciano, quindi, Rullo porta avanti da anni una battaglia per creare un ordinamento del settore. “Dal 2000 in Regione sono ferme due proposte di legge con le quali si indicano dei requisiti minimi per poter accedere a questa professione, tanto bisfrattata che solo da alcuni anni, è riconosciuta come artigianato. Siamo stati i primi a presentare queste proposte di legge ma adesso siamo l’ultima Regione ad approvarla. Ci chiediamo perché e chi ha interesse in questo ritardo”. Ermanno Amedei

5 gennaio 2012 0

Maltempo, vento forte in tutta la penisola e precipitaizoni sparse al centrosud

Di admin

La vasta area perturbata di origine nord-atlantica che da ieri sta interessando il nostro Paese determinerà una ventilazione sostenuta su tutto il territorio nazionale, portando una moderata instabilità in particolare al centro-sud. Venti di burrasca dai quadranti settentrionali andranno a interessare tutta la Penisola, accompagnati da un generale calo delle temperature che favorirà un graduale abbassamento della quota neve.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione civile ha emesso un ulteriore avviso di avverse condizioni meteorologiche che integra ed estende quello diffuso ieri e che prevede venti di burrasca nord-occidentali, con raffiche fino a burrasca forte, da nord a sud, su tutte le regioni, con mareggiate lungo le coste esposte.

Inoltre su Abruzzo e Molise e su tutte le regioni meridionali sono previste precipitazioni sparse con locali rovesci. Il contestuale abbassamento delle temperature darà luogo – in queste regioni – a nevicate intorno ai 600-800 metri . In considerazione dell’evoluzione meteorologica ed in coincidenza con il ponte dell’Epifania, si raccomanda particolare cautela nella guida a quanti avessero in programma di mettersi in viaggio nelle zone interessate dal maltempo, moderando la velocità e rispettando le distanze di sicurezza, soprattutto quando si percorrono tratti stradali maggiormente esposti ai venti, come i viadotti e le uscite dalle gallerie. A tutti gli automobilisti si ricorda inoltre di informarsi preventivamente sulle condizioni della viabilità e sull’opportunità di munirsi di catene o pneumatici da neve per il percorso che si intende seguire. Particolare attenzione inoltre per quanti hanno in programma escursioni in montagna, a causa del possibile rischio valanghe.

Il Dipartimento della Protezione civile continuerà a seguire l’evolversi della situazione in contatto con le prefetture, le regioni e le locali strutture di protezione civile.

5 gennaio 2012 0

Maltempo, previsti dalle prime ore di domani possibili temporali e grandinate in A14

Di admin

Autostrade per l’Italia comunica che dalle prime ore della giornata di domani e fino al primo pomeriggio sono previsti, sull’A14 Bologna-Taranto, tra Pescara e Foggia, rovesci che localmente potrebbero dare luogo a improvvise grandinate e ad isolati fenomeni di precipitazione nevosa. Autostrade per l’Italia invita tutti coloro che si metteranno in viaggio ad avere particolare attenzione alla guida, viaggiando muniti delle necessarie dotazioni invernali ed adottando particolare prudenza nel caso di fenomeni improvvisi Le stesse precauzioni sono da ritenersi valide per coloro che si sposteranno verso il confine svizzero, per possibili precipitazioni nevose, che potranno interessare, a partire da questa sera e fino alle ore 12 di domani, l’A8 Milano-Varese, tra Gallarate e Varese e l’A9 Lainate-Chiasso, tra Turate e Como Brogeda. Per notizie dettagliate su meteo e traffico è possibile chiamare il Call Center Viabilità al numero 840 04 2121 o il numero verde del CCISS 1518, oppure consultando il sito www.autostrade.it. Aggiornamenti continui sulle condizioni di viabilità sulla rete sono trasmessi anche dai notiziari radiofonici RTL 102.5 Isoradio 103.3 FM e RAI Onda Verde. News in tempo reale sono consultabili anche sul network TV INFOMOVING nelle Aree di Servizio.

5 gennaio 2012 0

Emergenza intossicazioni: mai tante chiamate al Centro Antiveleni

Di admin

Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo: Mai nella sua storia il numero telefonico del Centro Antiveleni di Milano, ha ricevuto tante chiamate come lo scorso anno: sono state infatti il 4% in più le telefonate per una consulenza dovuta ad assunzione di sostanze velenose, uso di prodotti domestici e cosmetici, droghe, medicinali, funghi o altro, o per semplici informazioni preventive.

Il centro antiveleni dell’Ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano è nato nel 1967 nell’ambito del servizio di anestesia e rianimazione dell’ospedale stesso. È certificato dall’American Association of Poison Control Center e, per casistica, risulta essere il primo in Italia ed il terzo in Europa.

Esso realizza la diagnosi e la terapia medica dei casi d’intossicazione acuta e avvelenamento di qualunque origine, basandosi su un servizio di informazione telefonico (anche per consulti urgenti) e sul trattamento dei pazienti intossicati giunti al pronto soccorso dell’ospedale. È dotata di uno schedario tossicologico su sostanze potenzialmente tossiche e si occupa anche di antidoti di uso raro o di difficile reperimento. I casi particolarmente significativi o rari o per alcune categorie di prodotti (pesticidi, funghi, vipere, prodotti industriali) vengono particolarmente seguiti nella loro evoluzione clinica, valutando l’efficacia del protocollo di trattamento attuato.

Si occupa anche dello sviluppo di programmi educativi, di training sulla corretta gestione delle catastrofi tossicologiche e di segnalazione di eventuali rischi per la salute pubblica[3 Esso raccoglie le osservazioni dai medici curanti e fornisce rapporti di valutazione sui rischi alle autorità sanitarie e all’industria.

Le consultazioni telefoniche, tanto per il pubblico quanto per gli specialisti, sono possibili 24 ore su 24.

Le telefonate hanno interessato bambini (52% dei casi), adulti (43%) e animali 5%. Per quanto concerne gli agenti intossicanti o presunti tali, si è trattato di medicamenti (36%), prodotti domestici (25%), piante (11%), prodotti tecnici e industriali (6%), prodotti per l’agricoltura e l’orticultura (3%), prodotti per la cura del corpo e cosmetici (5%), stimolanti, droghe, alcol (3%), alimenti e bevande (4%), animali velenosi (1%), funghi (2%), altri (3%).

Il Centro Antiveleni (CAV) di Milano ha esaminato 25.307 casi di esposizione umana ad agenti non farmaceutici provenienti dalle diverse regioni italiane. Per il 60% delle esposizioni il CAV è stato contattato da un servizio ospedaliero e per il 33% da privati cittadini. Nelle 24 ore sono stati osservati due picchi di richieste di consulenza: uno intorno alle ore 12 e l’altro intorno alle ore 21. I pazienti con età 6 anni hanno costituito il 47% delle osservazioni.

Il genere maschile è stato riportato per il 52% dei casi e il femminile per il 44%. Circa l’87% dei casi è risultato esposto in ambiente domestico e il 5% sul luogo di lavoro. L’esposizione è risultata di tipo accidentale per l’89% ed ha compreso: accesso incontrollato (50%), travaso da confezione originale (8%), intossicazione alimentare (6%). L’esposizione intenzionale è stata riportata per l’8% ed è risultata principalmente dovuta a tentato suicidio (6%). Almeno un effetto clinico associabile all’esposizione è stato rilevato nel 49% dei casi, mentre per circa il 66% è stato prescritto almeno un intervento terapeutico. Le categorie di agenti più frequentemente riportate sono state: sostanze per la pulizia della casa (31%), antiparassitari (9%), cosmetici/prodotti per la cura della persona (9%) e corpi estranei (9%). Le osservazioni effettuate rendono disponibile una prima caratterizzazione dei casi di esposizione umana ad agenti chimici (non farmaci) esaminati dai CAV in Italia ed evidenzia le potenzialità di un sistema di sorveglianza delle esposizioni pericolose basato su questo tipo di servizio.

Queste preoccupanti statistiche dimostrano per Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”.che purtroppo il livello di attenzione dei consumatori relativo sia alla alimentazione che all’utilizzo di prodotti per la persona è sempre troppo basso. Per tali ragioni è opportuno che sia le associazioni dei consumatori che le istituzioni continuino nell’incessante opera di comunicazione ed informazione sui ogni tipo di rischio che riguarda la salute dei cittadini come da anni si è impegnato a fare lo “Sportello dei Diritti”. A tal proposito l’On.le Pierfelice Zazzera di IdV ha presentato una proposta di legge su sollecitazione degli alunni delle scuole medie di Taranto, area particolarmente interessata dal problema, e da numerose associazioni ambientaliste sull’obbligo dell’introduzione di un marchio di qualità per i prodotti che sono privi di diossina.

5 gennaio 2012 0

Mozzarelle blu, la Coldiretti Lazio chiede un incontro al questore

Di admin

La Coldiretti del Lazio ha chiesto, con un telegramma, al Questore di Frosinone, Dr. De Giuseppe Matteis, che ringrazia pubblicamente per il lavoro che sta svolgendo, un incontro urgente per conoscere nel dettaglio la vicenda delle mozzarelle blu scoperte in Ciociaria. A renderlo noto il direttore regionale di Coldiretti Lazio, Aldo Mattia che precisa. “Simili situazioni non possono e non devono passare sotto silenzio. Crediamo sia necessario far sapere ai consumatori quale sia la ditta che ha immesso sul mercato prodotti alterati. Ne vale il lavoro delle nostre imprese e di quelle trasformatrici che operano in modo serio e coscienzioso sulla qualità. Siamo certi che il Questore, appena potrà, si renderà disponibile a riceverci e per questo lo ringraziamo sin d’ora”. “I casi di mozzarelle blu registrati in provincia di Frosinone pongono ancora una volta in primo piano gli enormi ritardi che colpiscono uno dei settori più importanti dell’agricoltura laziale e nazionale”. Così Massimo Gargano, presidente di Coldiretti Lazio. Il latte é sempre più straniero, proviene da Paesi europei come la Germania, ma consistenti quantitativi varcano le frontiere dalla repubblica Ceca, dalla Polonia e dalla Lituania. “Questa situazione si può frenare solo con provvedimenti definitivi che da anni abbiamo chiesto circa l’etichettatura delle produzioni e che sono alla base del nostro progetto di una filiera tutta agricola e tutta locale. Oggi, infatti, con le norme vigenti, non possiamo escludere che anche latte equivalente (cagliate, formaggi e polveri) provenga da paesi extraeuropei. Per invertire questa grave tendenza – spiega il presidente regionale di Coldiretti Lazio – si deve procedere con l’approvazione della legge sull’etichettatura applicando immediatamente la legge nazionale che obbliga a indicare in etichetta l’origine della materia prima utilizzata negli alimenti. Nella confezione delle mozzarelle – denuncia Gargano – non è infatti obbligatorio indicare la provenienza del latte impiegato ed è facile che venga spacciato come nazionale quello importato. In Italia in un anno sono arrivati ben 1,3 miliardi di litri di latte sterile, 86 milioni di chili di cagliate e 130 milioni di chili polvere di latte di cui circa 15 milioni di chili di caseina utilizzati in latticini e formaggi. Oggi spiega Coldiretti, la metà delle mozzarelle é fatta con latte straniero e una su quattro addirittura da cagliate (un semilavorato industriale) lavorato oltre frontiera. Il tutto – spiega il direttore della sede regionale Aldo Mattia – all’insaputa dei consumatori che credono di bere latte laziale e mangiare formaggio nostrano, perché la tracciabilità resta una chimera a danno degli allevatori penalizzati da prezzi più bassi. Infatti in media nelle casse degli allevatori entrano 0,35 euro al litro mentre sugli scaffali dei negozi arriva a 1,65 con un ricarico del 350 per cento dalla stalla allo scaffale. Per comprare un litro di latte d’oltre frontiera si spendono “solo” 0,18-0,20 euro. Coldiretti Lazio per questo appoggia pienamente e fa propria l’iniziativa anticipata dal direttore delle sede di Frosinone di costituirsi parte civile non appena verranno accertate le responsabilità poichè dobbiamo tutelare il valore generato dalla filiera nel settore lattiero caseari che rappresenta la voce più importante dell’agroalimentare laziale “.

IL LATTE NEL LAZIO

Dei circa 8,5 milioni di litri di latte che si consumano ogni anno nel Lazio, quasi 5 milioni provengono da paesi europei ed extra europei. Il Lazio secondo gli esperti di Coldiretti é una regione che importa più latte di quanto ne produce: a fronte di 3,9 milioni di quintali ottenuti nelle stalle del Lazio se ne importano 4,65 quintali di latte equivalente (tra latte, cagliate, formaggi e polveri). Ci sono due vittime: il consumatore che non sa di bere latte non italiano o mangiare prodotti caseari al 100% vestiti del tricolore, con le garanzie di controlli di qualità molto rigidi, e i produttori che si vedono erodere imponenti fette di mercato.

5 gennaio 2012 0

Due i casi di “Mozzarelle blu” finora accertati dalla Polizia a Frosinone, a giorni i risultati delle disposte analisi

Di admin

Le due mozzarelle sequestrate per l’inquietante colorazione blu assunta all’atto dell’apertura dei relativi involucri, dovuta, molto presumibilmente, all’alterazione delle proprietà organolettiche delle stesse, sono state prodotte e confezionate dalla medesima industria casearia ed acquistate presso lo stesso supermercato di questo centro capoluogo. Alla presenza dei legali rappresentanti della ditta interessata, è stato dato avvio alle analisi microbiologiche da parte dell’Asl di Frosinone, che ha trasmesso i reperti presso i laboratori chimici dell’Asl di Latina, al fine di acquisire ulteriori e più approfonditi riscontri. L’esito dei disposti esami non sarà reso noto prima di qualche giorno, e ciò a causa di un rigoroso iter procedurale e di una metodica sperimentale piuttosto laboriosa. La Questura di Frosinone ha, comunque, adottato tutti i provvedimenti necessari a tutela della sicurezza alimentare, per cui l’allarme può ritenersi, senz’altro, rientrato.

5 gennaio 2012 0

Mozzarelle blu, Coldiretti Frosinone valuta costituzione di parte civile

Di admin

“Stiamo valutando la possibilità di costituirci come parte civile contro i responsabili di questa ennesima sofisticazione appena verrà fatta chiarezza con le analisi della Asl per tutelare gli allevatori ciociari che lavorano in modo onesto puntando sulla qualità”.Così Paolo De Cesare, direttore della Coldiretti di Frosinone che ha aggiunto. “Chiediamo, inoltre di rendere noto il nome della ditta responsabile a tutela dei consumatori, delle imprese di trasformazione e delle aziende che lavorano seriamente per la sicurezza alimentare. Ogni volta che tornano alla ribalta i casi di mozzarelle blu l’opinione pubblica si interroga su questi fenomeni che rappresentano delle vere e proprie negatività per i produttori onesti e per tutti coloro che lavorano innalzando i livelli della rintracciabilità alimentare. Purtroppo la metà delle mozzarelle vendute in provincia di Frosinone sono ottenute con latte o addirittura con cagliate industriali provenienti dall’estero. Ecco perché abbiamo chiesto di fare immediatamente chiarezza per non danneggiare gli allevatori ciociari e laziali. E’ giunta l’ora – aggiunge De Cesare – che venga immediatamente applicata la legge nazionale che obbliga a indicare in etichetta l’origine della materia prima utilizzata negli alimenti. Nella confezione delle mozzarelle non è infatti obbligatorio indicare la provenienza del latte impiegato ed è facile che venga spacciato come nazionale quello importato.

“La mozzarella – spiega Loris Benacquista, presidente della Coldiretti di Frosinone – è il formaggio più acquistato in quantità ed è presente sulle tavole di quasi sei ciociari su dieci che in un anno ne consumano quantità enormi di chili di mozzarelle acquistate nel 39 per cento dei casi nei supermercati, per il 26 per cento negli ipermercati, per il 14 per cento nei discount e per il 21 per cento nel dettaglio tradizionale, secondo analisi Coldiretti su dati Ismea. Purtroppo la mozzarella è anche il formaggio più “taroccato” a livello nazionale e all’estero, per cui l’importante intensificazione in atto dell’attività di controllo va accompagnata da misure strutturali come l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza che è diventata una priorità in Italia dove dalle frontiere arrivano ogni giorno 3,5 milioni di litri di latte sterile, semilavorati, cagliate e polveri di caseina per essere imbustati o trasformati industrialmente e diventare magicamente mozzarelle, formaggi o latte italiani.