Giorno: 18 gennaio 2012

18 gennaio 2012 0

Tenta di lanciarsi dalla Montagna Spaccata di Gaeta, anziano salvato da due carabinieri

Di redazione
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Ieri a Gaeta (Lt), due carabinieri sono riusciti a salvare un aspirante suicida. Alle 15 circa è arrivata presso la locale centrale operativa una segnalazione telefonica da parte di alcuni passanti, circa la presenza presso il santuario della montagna spaccata, a Monte Orlando, di una persona con evidenti propositi suicidi. Immediatamente intervenuti sul posto, i militari della locale Aliquota Radiomobile, Brigadiere Luca Agresti ed App.s. Alessandro Belli, riscontrando la veridicità della segnalazione, rinvenivano un uomo, coniugato, pensionato, che si trovava seduto sul muretto di delimitazione del piazzale parcheggio del citato santuario, in procinto di lanciarsi nella sottostante scarpata. Uno dei due militari intervenuti, è riuscito ad instaurare con l’aspirante suicida, una conversazione nel tentativo di farlo desistere dall’insano gesto, mentre il secondo militare, avvicinatosi alle spalle senza essere visto, riusciva, sporgendosi anch’esso dal parapetto, a rischio della propria incolumità, ad afferrare l’uomo per poi, con l’ausilio del collega, trascinarlo all’interno del muro perimetrale in posizione di sicurezza, contrastando inoltre i tentativi dello stesso di divincolarsi dalla presa. Veniva infine richiesto l’intervento del personale medico del 118 che provvedeva al trasporto del suddetto presso l’ospedale civile di Formia (LT), ove veniva ricoverato.

18 gennaio 2012 0

Un’idea rivoluzionaria l'”Alzheimer Café”: in Olanda la malattia non è più un ostacolo. No alle strutture ghetto

Di admin

Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo: L’Alzheimer Café è qualcosa presa in prestito dall’Olanda. Un’idea che sta prendendo piede e che sta interessando tante persone che sono, direttamente o indirettamente, colpiti dal morbo: l’Alzheimer Café. “Si tratta di una serie di incontri in cui partecipa sia il malato sia il familiare, in cui si ha la possibilità di porre domande, di confrontarsi in un ambiente ricreativo e formale”. Uno di questi luoghi è ad Hogewey, a est di Amsterdam. A vederlo da fuori potrebbe sembrare un edificio scolastico come tanti. Anonimo e grigio, il centro di accoglienza tutto dedicato ai malati di Alzheimer, è situato tra due complessi residenziali. Ma l’apparenza inganna. Una volta entrati nel centro si scopre un mondo accogliente, fatto di colori e di sorrisi. E’ una sorta di piccolo paese in cui si trova di tutto: un piccolo supermercato (dove l’ospite può comprare ciò che necessita in compagnia di una infermiera), un salone di parrucchiera, una sala per concerti, un teatro, un parco, diverse sale di ritrovo. Gli ospiti sono liberi di mangiare quando ne sentono la necessità, di muoversi nel centro come e quando vogliono. L’atmosfera sembra rilassata e le visite familiari diventano occasione per allargare le proprie possibilità di scambio e la propria cerchia di conoscenze. Un ambiente stimolante, senza dubbio, ma anche sicuro. Ogni stanza è sorvegliata di notte, attraverso un sistema di ricezione audio (e non video per tutela della privacy) centralizzato, che permette ai sorveglianti di far scattare la visita di medici e infermieri, qualora ci fossero lamentele o qualcosa di anomalo provenire dalle camere. In Italia le persone colpite dal morbo di Alzheimer e da altre forme da demenza sono circa 800.000. Un numero importante e, con l’invecchiamento costante della popolazione previsto per i prossimi decenni, sicuramente destinato ad aumentare. In Italia una struttura simile a quella olandese non esiste. Si predilige la politica del mantenimento al domicilio in molti casi con l’aiuto delle badanti, persone cioé che vivono insieme alla persona colpita, che si concentrano nel mantenimento di relazione con la famiglia. Secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”,un’offerta diversificata, che va incontro sia alle esigenze del malato sia a quelle delle famiglie e che tutela la vita affettiva della persona colpita e dei suoi familiari, piuttosto che la creazione di strutture apposite, che rischiano di diventare dei ghetti. Il legame alla realtà del malato, che fa parte della sua storia, della sua vita, nelle prime due fasi della malattia è importantissimo.

18 gennaio 2012 0

Disastro Concordia, la nave si muove verso il baratro. Sospese le ricerche

Di redazione

Ricerche sospese perché la nave si muove e troppo alto è il rischio per i soccorritori. Il relitto si muove a poppa e a prua. Circa un metro e mezzo verso il baratro, a circa 30 mentri, che farebbe fare alla nave un salto di circa 70 metri. Da domani le condizioni meteo peggiorano e si teme che le operazioni di soccorso possano essere ulteriormente rinviate. Oltre alla tragedia, si teme anche il disastro ambientale. I serbatoi del carburante del Concordia, sono pieni anche perché la nave crociera era appena iniziata. Sono 21 serbatoi da svuotare e le operazioni sono affidate ad una società specializzata olandese ma si considera che possano passare almeno due settimane prima di riuscire a svuotare tutti i serbatoi. Intanto è polemica tra magistratura inquirente e quella giudicante a Grosseto in merito alla concessione dei domiciliari al comandante Francesco Schettino il pm ha impugnato la decisione del Gip al Tribunale del Riesame. Ermanno Amedei

18 gennaio 2012 0

Presentato dalla Polizia di Stato il libro “Indagare la mente”

Di admin

Un libro scritto con passione e grande professionalità dalla dr.ssa Cristina Pagliarosi, Psicologo della Polizia di Stato con sottotitolo “La conoscenza interpersonale nell’attività di Polizia Giudiziaria”

Oggi alle ore 16.30 presso la Sala Convegni dell’Amministrazione Provinciale di Frosinone, alla presenza di numerose Autorità civili, militari e politiche è stato presentato il libro scritto dalla dr.ssa Cristina Pagliarosi, Psicologo della Polizia di Stato in servizio presso la Questura di Frosinone.

Arricchito dalla presentazione del Questore Giuseppe De Matteis e dalla prefazione del Prefetto a.r. dr. Piero Cesari, “Indagare la mente” nasce dalla necessità di integrare due mondi professionali, quello clinico psicoterapeutico e quello di Polizia, che riflettono altrettanti modi di funzionare a livello profondo.

Ad un primo approccio, sembrerebbe che tali spazi professionali non abbiano molto in comune. In realtà, l’attività di polizia, seppure giocata sulle corde della norma giuridica, binario imprescindibile che dà struttura a tutta l’attività, implica continuamente la messa in campo di conoscenze psicologiche, essendo espletata da persone, con il potere di incidere sulla vita di altrettante persone.

La conoscenza di sé e dell’altro non può essere prescissa se si desidera operare all’interno delle forze dell’ordine, e meno che mai se si desidera raggiungere livelli di raffinatezza operativa. Basti pensare a tutte le volte che il poliziotto è chiamato a dirimere liti in famiglia o ancora a sottrarre un bambino alle sevizie di un familiare. In tali situazioni è desumibile l’importanza di assumere un equilibrato comportamento verso gli utenti per evitare il rischio di ri-traumatizzazione delle vittime.

Il testo è suddiviso in tre parti: nella prima viene esplorata la ricca teorizzazione psicologica sulla conoscenza soggettiva ed interpersonale che funge da struttura teorica di riferimento; la seconda vede l’applicazione delle tecniche psicologiche all’attività di indagine, in particolare con l’autore di reato; la terza approfondisce il rapporto con le vittime di reato, nello specifico donne e bambini, permettendo di cogliere le sottili sfumature nel rapporto che viene a crearsi tra questi e l’investigatore.

L’ottica è quella del massimo rispetto di tutti, operatori e utenti, i primi accompagnati in un percorso di esplorazione e conoscenza, e gli altri in un percorso di tutela teso ad una migliore qualità di vita.

Con questo testo l’autrice ha inteso esprimere una reale vicinanza alla gente attraverso una sensibilità tutta femminile ed una determinazione che scaturisce dall’essere funzionario dello Stato.

18 gennaio 2012 0

Stangata Sanità. Aumentano farmaci, analisi e visite. No al ticket sui ricoveri

Di admin

Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo:

Il 2012 dopo gli aumenti generalizzati su carburanti ed energia, si preannuncia un annus horribilis in termini di aumenti anche per altri settori. A colpire cittadini e famiglie ci penseranno anche i costi del comparto della sanità.

A sostenere tale dura ipotesi è un dossier riportato sul “Quotidiano Sanità” che ha elaborato dati Istat, Agenas, Ministero della Salute e Regioni, secondo cui i costi che riguarderanno la salute dei cittadini tra ticket per farmaci, analisi, visite e pronto soccorso saranno di quasi 100 euro di media procapite, mentre il Ministro della Salute, Renato Balduzzi, preannuncia la possibilità di un vergognoso ticket sui ricoveri ospedalieri che Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, si augura non vada a colpire ancora una volta le fasce di reddito medie e basse.

Non sarebbero sufficienti, infatti, i 4 miliardi già versati nel 2011 per farmaci, visite mediche, analisi e pronto soccorso, a cui dovranno sommarsi necessariamente i ricavi a regime del «super ticket di 10 euro» sulla specialistica (pari a 834 milioni), che nel 2011 è stato invece applicato solo da agosto e non in tutte le Regioni, per un importo stimato in 381,5 milioni.

Alla luce degli ultimi provvedimenti è possibile prevedere che nel corso di quest’anno arriveranno nelle casse dello Stato i seguenti crediti per il ticket: 1,332 miliardi sui farmaci (spesa 2011 più tasso inflazione), 3,214 miliardi sulla specialistica e pronto soccorso (spesa 2011, più totale incassi del super ticket), per un totale di 4,546 miliardi di euro.

Per ogni cittadino i ticket su analisi, visite e pronto soccorso nel 2012 peseranno per i non esenti 99 euro (+ 14 euro, rispetto al 2011), mentre quelli sui farmaci dovrebbero restare più o meno inalterati rispetto al 2011, con un costo medio per i non esenti di circa 41 euro l’anno, anche se come già denunciato in un nostro precedente comunicato alcuni farmaci a grande diffusione nel silenzio generale hanno segnato aumenti fino al 1.200 % per il passaggio da fascia mutuabile a fascia C, totalmente a carico del cittadino.

Per quanto riguarda le esenzioni, dev’essere ricordato che dallo scorso 1° maggio è entrato in vigore diventato il nuovo sistema di cui al Decreto Tremonti del dicembre 2009, secondo cui la verifica dell’esenzione del ticket viene effettuata in base al reddito, non consentendosi più la possibilità dell’autocertificazione ed affidando ai medici di base il controllo del diritto all’esenzione attraverso i dati inviati dalle Asl per mezzo del sistema della tessera sanitaria che incrocia i dati con l’Agenzia delle Entrate.

Il procedimento di verifica con il nuovo sistema, a regime, dovrebbe essere completamente automatizzato: il medico compila la ricetta sul computer e all’inserimento dei dati del paziente il sistema verifica automaticamente se il paziente è esente o meno.

Sono ben nove le Regioni che hanno applicato il super ticket di 10 euro: Lazio, Liguria, Calabria, Puglia, Sicilia, Campania, Friuli Venezia Giulia, Marche e Molise a causa dei bilanci deficitari non hanno avuto la possibilità di applicare alcuna modifica e gli effetti non sono arrivati a tardare con il passaggio del ticket massimo applicabile 36,15 euro a 46 euro in media, ma con punte di 70 euro per alcune prestazioni in Campania.

Solo la Valle d’Aosta e le Provincie autonome di Trento e Bolzano non hanno applicato il super ticket di 10 euro mentre Toscana, Emilia Romagna, Umbria, Abruzzo e Veneto hanno rimodulato il ticket in base alle fasce reddituali con un aumento medio che può variare da 0 a 15 euro a seconda della fascia reddituale, con punte massime pari a 51,15 euro. In Veneto il costo aggiuntivo può essere massimo di 10 euro e quindi anche i redditi più alti pagheranno non più di 46,15 euro. In Abruzzo, il ticket di 10 euro scatta solo per i redditi superiori a 36.000 euro.

Lombardia, Piemonte e Basilicata sono invece le tre Regioni che hanno adeguato il ticket in base alle prestazioni attraverso l’introduzione di un sistema che farà pagare una cifra variabile da 0 a 30 euro proporzionata al valore della prestazione stessa (in media il 30%), con il risultato che il ticket, in alcuni casi è passato da 36,15 a 66,15 euro, a prescindere dal reddito.

Caso particolare quello della Sardegna che ha deciso di applicare l’aumento dovuto al superticket facendo pagare un solo euro ma solo che il ticket a franchigia era però già stato portato a 46,15 euro: risultato anche nell’isola è salito a 47,15 euro.

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Pedica: “Stop conversione lire non pubblicizzata”

Di admin

Dall’ufficio stampa Federcontribuenti riceviamo e pubblichiamo: «L’anticipazione del termine previsto per la conversione dalle lire in euro non è stata adeguatamente pubblicizzata. Questo ha portato molti vecchietti, che speravano di poter convertire entro la fine di febbraio, ad andare in banca e a sentirsi rispondere che le lire erano carta straccia. Questa carta straccia, lo dico al Governo e al Presidente, sono soldi che finiranno alle casse dell’erario e parliamo di migliaia di euro». Questa la dichiarazione del senatore Pedica nella seduta antimeridiana di oggi che continua, «chiedo quindi di rivedere questa norma per rispetto di queste persone anziane e a nome della Federcontribuenti che sta mettendo a punto una strategia difensiva per tutelare queste persone. Comunque dobbiamo farlo tutti perché la meraviglia e lo sconcerto potrebbero portare queste persone alla disperazione. Abbiamo già tante crisi da risolvere, mancherebbe solo questa.». Il presidente della Federcontribuenti dopo aver saputo della seduta così commenta: «Tra i tanti che ci hanno e ci stanno contattando ci sono persone pronte, certificati medici alla mano, a dimostrare il colpo subito dai propri genitori alla notizia che i risparmi di una vita fatta di privazioni, erano stati confiscati dal governo Monti. Un altro signore, con la pensione sociale, ha giorni fa scoperto, togliendo un vecchio motore installato nella casa dei suoi defunti genitori, un corposo tesoretto fatto di lire, pensando alla provvidenza, ha avuto poi un malore, leggero, quando ha saputo di aver ereditato carta da buttare. Insomma, un passo indietro dal governo sarebbe un atto dovuto nei confronti di tutte queste persone, infine, il governo, ha davvero intenzione di finire sulla stampa estera marcato di un atto così ingiusto?»

18 gennaio 2012 0

Quinta mostra d’arte presepiale organizzata a Cassino da Marco Lena e Rosario Di Fazio

Di redazione

Lo scorso dicembre è stata allestita presso la Chiesa di Sant’Antonio di Cassino la 5° edizione della mostra d’arte presepiale organizzata dai due artisti presepiali, Rosario Di Fazio e Marco Lena. La città anche quest’anno si è mostrata interessatissima alla magia del presepe, in particolare quello napoletano, che Marco e Rosario hanno portato a Cassino ormai da più di 15 anni, dando il via al dilagarsi di quella che è diventata una vera e propria tradizione della città martire. Nelle sale della chiesa, oltre a due grandi presepi in stile napoletano con statue dei migliori figurari degli ultimi anni, sono stati esposti numerosi presepi provenienti da Lazio, Campania e Molise, frutto del lavoro di appassionati e professionisti. I cittadini sono sempre più grati, chi per devozione chi per passione, a Marco e Rosario per il lavoro che portano avanti con impegno economico e fisico, e senza sostegno alcuno, se non quello del parroco Don Benedetto che cortesemente ogni anno mette a disposizione dei due e della città i locali in cui la mostra è allestita. Ma lo spettacolo che i due ragazzi regalano alla comunità è solo uno dei lavori che Marco e Rosario portano a termine, basta citare il loro impegno nell’allestimento di altri presepi monumentali nella città di Gaeta e nelle mostre d’arte presepiale di Monteporzio Catone e Sora. Va ricordato che negli ultimi anni le loro esposizioni si sono spinte anche oltre confine con una mostra organizzata in Svizzera nella città di Losanna. Si tratta quindi di un lavoro certosino quello che è portato avanti con cura e passione da Marco e Rosario, apprezzato non solo da coloro che sono innamorati dell’arte presepiale, ma anche da tutti coloro che nel periodo natalizio guardano non solo gli aspetti materiali, ma anche e soprattutto da chi cerca l’aspetto religioso e magico che le festività natalizie regalano e che in periodi di crisi economica e culturale come quello attuale sembrano venire meno. Antonio Ciriello

18 gennaio 2012 0

Denunciati dai Carabinieri due rumeni per furto di materiale elettronico

Di redazionecassino1

Nel corso della mattinata, ad Alatri, i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia denunciavano in stato di libertà due romeni, domiciliati ad Acuto, per tentato furto in concorso mediante apparecchiature elettroniche. I predetti, sottoposti a perquisizione personale e veicolare, venivano trovati in possesso di un congegno elettronico, di fabbricazione artigianale, che inserito nelle fessure delle macchine slot machine riservato alle banconote permetteva di prelevare ingenti somme di monete in metallo. Presso le loro abitazioni venivano altresì rinvenuti strumenti ed attrezzature necessarie per la costruzione del congegno. Ricorrendo i presupposti di legge, gli stessi venivano proposti anche per l’irrogazione del rimpatrio con il foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno in quel comune per anni tre. Indagini in corso al fine di verificare analoghi colpi commessi in esercizi commerciali della zona.

18 gennaio 2012 0

Discarica ad Anagni: Il sindaco di Serrone, Proietto: “La Ciociaria non sarà la pattumiera di Roma”

Di redazionecassino1

“Siamo stanchi di essere considerati solo quando c’è da accollarsi qualche problematica. La notizia circolata in queste ore, di un eventuale inserimento di una piccola parte di Ciociaria nell’ambito territoriale per la gestione dei rifiuti della Provincia di Roma, è un’offesa ad un territorio, con le proprie identità storiche e culturali e con le proprie istituzioni. L’ipotesi di utilizzare il sito in località Castellaccio, zona di confine trai comuni di Paliano ed Anagni, per accogliere i rifiuti dei romani sarebbe una follia che noi sindaci della Provincia di Frosinone non possiamo consentire”. Il sindaco di Serrone, Maurizio Proietto, parla senza mezzi termini. E chiama a raccolta tutti i primi cittadini della Ciociaria contro quello che – aggiunge Proietto – “sarebbe un colpo di mano arrogante e prepotente della Regione Lazio, contro un territorio che, visti gli ingenti danni ambientali che ha subito negli anni, merita di essere tutelato, non certo di essere trasformato nella pattumiera di Roma”. “In tal senso – conclude il sindaco di Serrone – invito il presidente della Provincia di Frosinone, Antonello Iannarilli, a far sentire la propria voce per difendere i comuni e stroncare sul nascere ogni malsana idea. Un appello lo rivolgo anche al consigliere regionale Franco Fiorito, che è tra l’altro espressione del territorio in questione, ed al Presidente del Consiglio regionale, Mario Abbruzzese. Mi sia consentito ricordare ad entrambi, che in queste zone hanno raccolto voti che gli consentono di ricoprire cariche così importanti, che, mai come adesso, devono utilizzare per scongiurare un’eventualità di questo genere”.

18 gennaio 2012 0

Piano rifiuti, Legambiente: molteplici elementi non convincono, obiettivi raccolta differenziata porta a porta, riduzione e riuso

Di redazionecassino1

Piano rifiuti, Legambiente: molteplici elementi non convincono, ma almeno Regione metta soldi e definisca nel dettaglio piano investimenti per raggiungere obiettivi raccolta differenziata porta a porta, riduzione e riuso. “Nel piano rifiuti ci sono molteplici elementi che non convincono, ma almeno la Regione metta sul tavolo i soldi necessari per permettere ai Comuni di raggiungere gli obiettivi fissati dal piano stesso per riduzione, riuso e porta a porta -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Non si può solo far proprio l’obiettivo di legge del 65% al 2012 e poi subito rincorrere la possibilità delle deroghe, servono convinzione e scelte concrete su tempi e modalità, ma soprattutto investimenti seri per raggiungere gli obiettivi che si fissano. Altrimenti lo ‘scenario di piano’, che risponde alle norme di legge, sarà superato dall’assurdo ‘scenario di controllo’ e il pasticcio sarà servito, visto l’attuale ridicolo 15% di differenziata del Lazio.”

Legambiente Lazio torna a criticare il surreale ‘scenario di controllo’ inserito nel testo del piano, ‘a scopo puramente descrittivo come è testualmente scritto, nel quale si ‘valuta il fabbisogno impiantistico dedicato al trattamento dei rifiuti urbani nel caso in cui: – non si realizzino le politiche di riduzione e si abbia una crescita “inerziale” della produzione dei rifiuti; – non si raggiungano gli obiettivi di raccolta differenziata previsti dal Piano in linea con la normativa vigente, ma si abbia una crescita pari alla media dell’incremento annuo del triennio 2006 -2008; la capacità operativa degli impianti di termovalorizzazione non risulti pari a quella autorizzata.’ La differenza tra i due scenari è enorme: nello ‘scenario di piano’, infatti, il CDR recuperato sarebbe al 2017 di 415.456 tonnellate, ma nello ‘scenario di controllo’ il CDR raddoppierebbe quasi, arrivando a 793.423 tonnellate, addirittura creando con un deficit di capacità di incenerimento di 85.523 tonnellate (visto che anche la capacità di incenerimento diminuirebbe a 707.900 tonnellate non considerando le altre due linee autorizzate ma non realizzate). Stessa storia per il trattamento meccanico biologico: ‘permanendo le ipotesi dello scenario di controllo’ (…), ‘potranno essere autorizzate ulteriori capacità di trattamento per il rifiuto indifferenziato e di termovalorizzazione. In particolare: – 425.000 t/a di ulteriore capacità di trattamento per il rifiuto indifferenziato localizzate nei sub ATO di Roma (400.000 t/a) e Rieti (25.000 t/a); – 320.000 t/a di ulteriore capacità di termovalorizzazione da localizzarsi nell’ATO regionale.

“Per evitare di ritrovarci i rifiuti per strada, va subito definito un piano dettagliato per la raccolta differenziata porta a porta, la riduzione e il riuso –afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. E’ molto preoccupante, infatti, l’abuso che nel piano e nello ‘scenario di controllo’ si fa delle discariche, legato a numeri davvero sovrastimati per il trattamento meccanico biologico, dal quale escono un 35% di CDR, un 2% di Metalli ma ben il 63% di materiali che continuano a finire in discarica tra scarti, FOS e perdite di processo.Insomma siamo alle solite, il piano rifiuti rischia di fatto di servire solo a giustificare l’autorizzazione di ulteriori capacità di trattamento e di incenerimento, piuttosto che a imboccare davvero e con decisione la strada della riduzione, del riuso, della differenziata.”

Legambiente è critica anche sull’enorme incremento della produzione rifiuti prevista, basata su irragionevoli indicatori socio-economici (PIL e spese per famiglie residenti): dalle 3.332.572 tonnellate di RSU (rifiuti solidi urbani) registrate nel 2009 nel Rapporto rifiuti ISPRA, si passerebbe a ben 3.675.893 tonnellate di rifiuti nel 2017, con una crescita costante. Poi su questi numeri si applicherebbero le azioni di prevenzione, pur affermando che gli ‘interventi proposti tuttavia sono difficilmente quantificabili perchè spesso legati alla sola responsabilità dei cittadini, in quanto consumatori, e troppo poco a quella dei distributori e dei produttori.” Eppure, negli ultimi anni la produzione è diminuita senza particolari azioni di prevenzione da 3.343.551 tonnellate del 2008 a 3.332.572 tonnellate del 2009 e, se si valuta la produzione pro-capite, la diminuzione è stata costante in tutto l’ultimo quinquennio.