Giorno: 24 gennaio 2012

24 gennaio 2012 0

Aggredito nel carcere di Cassino, grave un detenuto 30enne

Di redazione
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Sono gravi le condizioni di un 30enne di Anagni detenuto nel carcere di Cassino che ieri pomeriggio è rimasto ferito durante una lite tra detenuti. Immediatamente trasportato in ospedale a Cassino il giovane è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico per asportargli la milza. A ferirlo è stato un altro detenuto durante l’ora d’aria e a salvare il 30enne da una punizione ancora più severa sono stati gli agenti della penitenziaria che hanno bloccato il detenuto aggressore e soccorso il ferito.

24 gennaio 2012 0

“Il concerto”: la musica lirica arriva a Latina

Di redazione

Dopo il successo di Napoli e Formia, “Il concerto” arriva a Latina venerdì 27 gennaio. L’appuntamento è alle 20.30 al teatro Cafaro dove si esibiranno il pianista napoletano Marco Ciampi e i due cantanti del Teatro San Carlo di Napoli, Alessandra Krogh e Michele Maddaloni. Lo spettacolo, patrocinato dal comune di Latina e dalla Regione Lazio, ha un programma affascinante: il virtuoso pianista, vincitore di oltre trenta concorsi pianistici nazionali e internazionali, eseguirà il Concerto numero 2 opera 18 di Rachmaninov , con l’Orchestra “Città di Fondi” diretta dal Maestro Gabriele Pezone, uno dei più belli e impegnativi della letteratura pianistica, diventato celebre al grande pubblico grazie alla canzone All by Myself scritta ed eseguita da E. Carmen nel 1975. Protagonisti del secondo tempo dello show saranno il tenore e il soprano partenopei che si cimenteranno nelle più belle e celebri arie d’opera come Mi chiamano Mimì della Boehme di Giacomo Puccini, Casta diva della Norma di Vincenzo Bellini e per finire il Brindisi de la Traviata di Giuseppe Verdi . La prevendita dei biglietti è presso la prevendita è presso Glamour, via Diaz 24.

24 gennaio 2012 0

Picchiò una lancianese 86enne per rubarle gli anelli, condannato a sei anni di carcere

Di redazione

Sei anni di carcere. È la sentenza di condanna emessa, ieri mattina dal Gip del tribunale di Lanciano, a carico di Mario Cannone, il 41enne che il 27 agosto dello scorso anno, in un maldestro tentativo di rapina, ha preso a pugni L. D. C., una donna di 86 anni residente a Lanciano ma che, in quel periodo, stava trascorrendo una vacanza a Fossacesia. Cannone, originario di Santa Maria Imbaro ma residente a Chieti, è entrato nella casa estiva della donna sostenendo di essere un carabiniere. Quando però le ha imposto di consegnare i due anelli d’oro che indossava l’anziana ha capito di essere stata raggirata e che quello era un volgare ladro. Al suo no, l’uomo l’ha colpita con due pugni al volto ferendola e rompendole gli occhiali, tentando invano di portarle via i due oggetti preziosi. Non riuscendoci è fuggito in sella ad uno scooter. Una fuga che è durata poco dato che i carabinieri, quelli veri di Fossacesia lo hanno rintracciato che stava ancora smaltendo i fumi dell’alcool. Arrestato per rapina, è rimasto in carcere fino al processo con il rito abbreviato che si è celebrato ieri, dove il gip frentano lo ha condannato al carcere per sei anni.

24 gennaio 2012 0

Il labirinto di Alatri torna in prima serata su RaiDue nella trasmissione “Voyager”

Di admin

Nella puntata del 23 gennaio scorso, il noto programma nazionale che si occupa di misteri, “Voyager” di Roberto Giacobbo, tra le “News” del programma ha parlato nuovamente del misterioso affresco con il “Cristo nel labirinto” di Alatri e delle somiglianze con il labirinto che decora la navata della cattedrale di Chartres in Francia e con un labirinto affrescato in una chiesetta in Svezia. E, a tale proposito, sono state mandate in onda inedite immagini della chiesa e del labirinto svedese, girate la scorsa estate da Marco Di Donato, durante la spedizione in Svezia, organizzata e guidata dal noto ricercatore e scrittore Giancarlo Pavat.

Giancarlo Pavat, il ricercatore che da anni studia il labirinto e che ha scoperto la somiglianza tra quello di Alatri e quello che decora il pavimento della cattedrale di Chartres in Francia, ha guidato nel giugno 2011, una spedizione di ricerca nella remota regione del Dalsland, nella Svezia Occidentale, alla quale hanno partecipato anche Marco Di Donato, Sonia Palombo, Manuela Guglielmi, Paolo Ruggeri e Domenico Pelino. Qui, tra foreste, pascoli e grandi laghi, tra cui il Vànern, terzo d’Europa per estensione, nella località di Grinstad, sorge una chiesetta in mattoni eretta nel 1200. La chiesa di Sant’Erik, antico sovrano svedese che guidò spedizioni crociate. All’interno è stato affrescato un altro labirinto simile a quello alatrense. Scoperto casualmente sotto l’intonaco agli inizi del XX secolo, il labirinto svedese, unico nel suo genere in Scandinavia, è mancante della parte destra a causa dell’apertura di una finestra. Maldestri restauri hanno leggermente modificato il percorso. Ma è evidente la somiglianza con quello di Alatri. Inoltre, entrambi sono affrescati su una parete volta a mezzogiorno. Il centro del labirinto di Grinstad, attualmente è vuoto. Ma la presenza di un foro indica che vi era infisso qualcosa. Forse un bassorilievo o una targa. La notizia della spedizione italiana nel Dalsland e dell’esistenza di labirinti simili a quello di Grinstad ha avuto ampia eco sugli organi di informazione svedesi. Ma non solo. Pavat e gli altri ricercatori italiani, tra cui Marco Di Donato, che ha curato le riprese video, hanno scoperto, nella chiesa di Grinstad, indizi che fanno pensare ad una presenza dei celebri cavalieri Templari. Quello più clamoroso è un simbolo presente in altre chiese medievali a forte presenza templare… ossia una croce patente rossa. La croce, di difficile individuazione per un occhio non esperto, non era mai stata notata neanche dagli svedesi, che l’avevano scambiata per un fiore o un quadrifoglio. Invece è simile a quella visibile nella chiesa di San Francesco ad Alatri ed a quelle, recentemente riscoperte, presenti nella chiesa templare di San Sebastiano e San Rocco, ad Acuto, vicino a Fiuggi, sempre in Ciociaria.

Ma non solo. Tra i vari manufatti in pietra identificati nella chiesa di Grinstad. Oltre ad un mostruoso mascherone apotropaico, spicca il simbolo del cosiddetto “Fiore della vita” Utilizzato anche dai cavalieri Templari e presente nel cunicolo del chiostro di San Francesco dove si trova il “Cristo nel labirinto”. È certo che i Templari fossero insediati in Scandinavia. Lo dimostrano le lettere sopravvissute presso l’Arcivescovado dell’antica Cristiania, attuale Oslo, con le quali papa Clemente V ordinava di arrestare i Cavalieri e processarli. Ma gli storici scandinavi hanno sempre circoscritta la loro presenza nelle regioni più a sud del Dalsland. E comunque mai a Grinstad e sulle rive occidentali del lago Vanern. Pavat e di suoi collaboratori e gli studiosi svedesi, la ricercatrice storica Gùdrun Rìdberg, la storica dell’arte Cècilia Hèdbor e di professori Per ed Ida Ostenberg dell’Università di Goteborg, che attualmente stanno studiando le simbologie rinvenute, hanno ipotizzato, che i siti con i labirinti simili ad Alatri, indicassero un percorso iniziatico o di fede che si sviluppava attraverso l’Europa, dalla Scandinavia all’Italia, forse voluto proprio dai Cavalieri Templari.

24 gennaio 2012 0

Non hai convertito le lire? “Hai fatto un cattivo investimento”

Di admin

Dall’Ufficio Stampa Federcontribuenti riceviamo e pubblichiamo: Riportiamo la segnalazione di una cittadina italiana che dopo aver scoperto di non poter più convertire le lire ha telefonato alla segreteria di Monti sentendosi così rispondere: ” Lei ha fatto un investimento rischioso, avevate avuto tanto tempo per convertire, perchè aspettare fino all’ultimo? Il Governo ha deciso di bloccare la conversione per impedire riciclaggio e speculazione, abbiamo fatto un blitz alla criminalità organizzata. Il governo ha messo sul piatto della bilancia il guadagno e la perdita e ha deciso che ci guadagnava il Paese. Lo abbiamo fatto per il bene del Paese”. Amareggiata, delusa e anche giustamente infervorata, la cittadina ha chiamato la direzione nazionale di Federcontribuenti raccontando quanto successo e chiedendo se poteva partecipare all’iniziativa intrapresa dalla stessa per vedersi riconosciuto il diritto alla conversione. Al di la di tutto e alla luce di quanto ascoltato, la Federcontribuenti vuole far conoscere al governo Monti le conseguenze di questo stop improvviso alla conversione lire\euro e spiegare, carte alla mano, che i tanti cittadini colpiti da questo decreto non sono dei mafiosi o membri della criminalità organizzata, ma, contribuenti che per un motivo o per un altro hanno atteso per la conversione. «Abbiamo persone che hanno scoperto piccoli risparmi in lire messi via dai propri genitori, persone che hanno da poco perduto il lavoro e volevano approfittare di questi soldi per sopravvivere, persone che vivono di pensione sociale e ai quali, questi risparmi insperati, farebbero comodo.» Sono migliaia i cittadini che hanno contattato le sedi della Federcontribuenti e nessuno di questi è riconducibile a nessuna attività criminale, persone che, facendo dei lavoretti in casa, hanno trovato ”gruzzoletti” messi via da genitori non più in vita e del resto ci troviamo di fronte ad un palese caso di appropriazione indebita da parte del governo che di fatto ha requisito soldi a cittadini per riempire le proprie casse. Non è tollerabile la posizione scelta dal governo Monti che deve tornare sui suoi passi e permettere a queste persone di rientrare in possesso dei propri soldi, inoltre, si trova ingiustificata l’ipotesi che questo blitz sia servito contro la criminalità organizzata, semmai, si ha il sospetto che dietro questa manovra ci sia il tentativo di far cassa sulla pelle di persone tenute all’oscuro anche perchè, Banca d’Italia, possiede tutti gli strumenti utili per smascherare manovre riconducibili ad attività legate alla criminalità organizzata. La Federcontribuenti è sicura che nei prossimi giorni altrettanti cittadini scopriranno di non poter più convertire e questo ”caso” rischia di diventare ”il caso”. Come si può parlare di ” investimento rischioso ” in relazione a soldi tenuti da parte e frutto di sacrifici?

24 gennaio 2012 0

Allarme gioco d’azzardo, quattro italiani su dieci giocano d’azzardo

Di admin

Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo: Ha il marchio dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ifc-Cnr), l’allarmante studio pubblicato su Springer Science sulla diffusione del fenomeno del gioco d’azzardo nel Nostro Paese. La fotografia del giocatore tipo è quella di un maschio, titolare di licenza media inferiore, bevitore di alcolici e fumatore. I soggetti più a rischio, però, sono i giovani giocatori, che abusano anche di farmaci tra i quali i tranquillanti. La coordinatrice della ricerca dell’Ifc-Cnr dottoressa Sabrina Molinaro, ha specificato che – quella che possiamo considerare con un aggettivo come spaventosa – la percentuale del 42% della popolazione campionata di età compresa tra i 15 e i 24 anni ed i 25 e 64, risulta aver giocato somme di denaro almeno una volta nel corso degli ultimi 12 mesi. Tale cifra, rapportata al numero di residenti in Italia è sconvolgente se si può considerare che all’incirca 17 milioni di persone risultano essere coinvolte dal gioco d’azzardo, che a ragione, può essere considerata una vera e propria epidemia sociale che condiziona la vita di troppe famiglie italiane. Le statistiche indicate nella ricerca sono eloquenti delle condizioni sociali in cui si diffonde il fenomeno e sulla particolare incidenza tra i giovani: il 36% dei 15-24enni ha dichiarato di aver giocato almeno una volta negli ultimi dodici mesi e quindi per un totale 2,2 milioni di giovani adulti, di questi ben il 27% sono i cosiddetti giocatori sociali e il 9% di problematici, questi ultimi per un totale di 500 mila persone. Se i ragazzi, quindi, giocano di meno in generale, sono però i più esposti rispetto agli adulti a situazioni di gioco problematico. Tant’è che gli adulti che affermano di aver giocato almeno una volta negli ultimi dodici mesi sono il 45% (per un totale di 15 milioni), tra il 37% che non presenta criticità, mentre l’8% può essere inserito nella categoria dei problematici. Come già sottolineato ad essere più soggetta, secondo un precedente studio del Cnr Ipsad-Italia tra il 2007-2008, è la popolazione maschile, in ciascuna delle fasce di età prese in considerazione: gli uomini giocatori sono il 56% tra i 15-24enni e il 54% tra gli adulti. Il 10% dei giovani maschi giocatori rischia di sviluppare dipendenza da gioco d’azzardo, cioè cinque volte di più rispetto alle coetanee, anche se la popolazione femminile ha probabilità doppia di cadere nel gioco problematico rispetto agli uomini nella fascia 25-64. Secondo la studiosa del CNR tra le ragioni per cui vi sia tale predominanza di genere debbano essere “ricercata nel marketing, orientato soprattutto verso i maschi, con un’offerta vasta di scommesse sportive, poker on-line, slot-machine. Solo di recente la pubblicità si rivolge alle donne con giochi come il bingo, gratta e vinci, lotto, superenalotto”. Alla luce di questi dati, Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, è ancora più determinato nella battaglia dello “Sportello dei Diritti”, contro il gioco d’azzardo ed in particolare contro l’incentivazione di questo fenomeno da parte dello Stato e per tali ragioni si rivolge al governo affinché si assuma le proprie responsabilità e ponga fine a questa piaga sociale limitando drasticamente il ricorso a questo tipo di strumenti quali “Gratta & Vinci”, “Superenalotto”, Lotterie istantanee, scommesse, che invitano il cittadino all’indebitamento, specie dietro al falso mito della “Fortuna”, perché le esigenze di cassa dello Stato non possono mai giustificare la disgregazione di un così alto numero di famiglie italiane.

24 gennaio 2012 0

D’Annibale (PD): “Servizi Sociali con la riforma più burocrazia e meno diritti”

Di redazionecassino1

“La proposta di legge Forte sul ‘sistema integrato degli interventi, dei servizi e delle prestazioni sociali per la persona e la famiglia nella Regione Lazio’ è pensata male e scritta peggio. La legge ha gravi profili di incostituzionalità, perché prevede un’obbligatorietà per i comuni di consorziarsi ledendo la loro autonomia sancita dalla Carta. Vengono ridotte le risorse per i servizi alle persone, eliminati e indeboliti servizi vitali per i disabili, per l’infanzia, per gli anziani, per chi ha bisogno di assistenza. Però aumenta la burocrazia con la previsione di nuove nomine dirigenziali. Larga parte delle funzioni gestite dal sistema pubblico, secondo la proposta attualmente in discussione nella Commissione Politiche Sociali alla Pisana, passerebbero all’erogazione del privato e delle famiglie con un sistema organizzativo denominato Organismo per le Azioni Sociali Integrate (OASI) che prevede l’eliminazione dei Distretti Sanitari  e l’accentramento delle funzioni sulle singole ASL . Per farlo si  nominano altri 12 nuovi direttori generali, producendo spreco e distrazione di risorse impegnate su politiche sociali già duramente tagliate dalla Polverini e dalla sua Giunta. All’interno della proposta di legge del Centrodestra, poi, vengono previsti voucher di cura, ovvero titoli per l’acquisto di prestazioni sociali che aprirebbe la porta a dannosi finanziamenti a pioggia e un unico assistente sociale ogni 10mila abitanti, mentre il parametro minimo dovrebbe essere un assistente per 3000/5000 abitanti.

“Con questa proposta – ha detto il Capogruppo del Pd alla Regione Lazio, Esterino Montino  la Giunta Polverini impoverisce una rete territoriale di assistenza e cura che, negli anni scorsi, ha garantito l’erogazione di servizi vitali per i disabili, per l’infanzia, per chi ha bisogno di assistenza. Si aumentano però i costi della burocrazia. Dodici nuovi direttori avranno bisogno di 12 segreterie, di  12 sedi e via di questo passo. Occorrerebbe superare la vecchia concezione di centralismo sociale per approdare a quella di federalismo solidale. Così si distraggono fondi al sociale per pagare lauti stipendi. Esattamente il contrario di ciò di cui c’è più urgente bisogno”.

“In due anni i fondi per le politiche sociali sono stati ridotti dalla Giunta Polverini di oltre 191 milioni di euro – ha sottolineato il Vicepresidente della commissione politiche sociali, Tonino D’Annibale – abbiamo presentato delle controproposte per evitare che questa Legge mortifichi la persona e indebolisca il ruolo dei piccoli Comuni e dei Municipi che da sempre svolgono un ruolo essenziale sul territorio. Purtroppo da mesi lottiamo contro una politica regionale che, invece di includere e recepire le indicazioni di chi da anni si occupa di politiche sociali, procede ostinatamente sola, incapace di ascolto e concertazione e pensa a come creare nuove clientele”.

24 gennaio 2012 1

Sciopero autotrasportatori: il Comune sospende da giovedì il sevizio scuolabus per mancanza di carburante

Di redazionecassino1

L’amministrazione Comunale di Cassino, guidata dal sindaco Giuseppe Golini Petrarcone, rende noto alla cittadinanza che a partire da giovedì, visto sciopero indetto dagli autotrasportatori che sta mettendo in ginocchio l’intera penisola, dovrà sospendere il servizio scuolabus a causa della mancanza di carburante. Da giovedì 26 gennaio, dunque, i genitori dei bambini che abitualmente usufruiscono del servizio, dovranno provvedere con mezzi privati per portare i propri figli a scuola. Nello scusarsi con la cittadinanza per il disagio, si auspica un pronto ritorno alla normalità.

24 gennaio 2012 0

Discriminazioni sul lavoro: vietato escludere lo straniero dal Servizio Civile Nazionale

Di redazionecassino1

Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo.

Discriminazioni sul lavoro: divieto di discriminare lo straniero escludendolo dal Servizio Civile Nazionale. Lo ha stabilito il  Tribunale di  Milano, sez. lavoro, con l’ordinanza  del 12.01.2012 che sottolinea il carattere discriminatorio della limitazione alla partecipazione al bando del 20 settembre 2011 per la selezione di volontari da impiegare in progetti di servizio riservata esclusivamente a cittadini italiani. Secondo il giudice “ L’uso del termine cittadino previsto dall’art. 3 del D.Lgs. n. 77/2002 tra i requisiti necessari per l’accesso al Servizio Civile Nazionale, deve essere riferito non al soggetto munito di cittadinanza, ma al soggetto che appartiene in maniera stabile e regolare alla comunità e che in quanto tale può vedersi esteso anche a lui il dovere di difesa della Patria quale dovere di solidarietà politica, economica e sociale ex art. 2 della Cost.”. Nel caso di specie il ricorrente, un cittadino pakistano di 25 anni residente in Italia da ormai 15 anni, pur avendo presentato domanda per la partecipazione al bando chiedendo di essere ammesso al servizio civile presso l’ente Caritas Ambrosiana, riceveva la comunicazione di non poter essere inserito nella graduatoria ai fini della selezione in quanto privo della cittadinanza italiana. L’attore proponeva ricorso al Tribunale di Milano chiedendo di dichiarare il carattere discriminatorio dell’articolo 3 del D.Lgs. n. 77/2002 nella parte in cui si richiede la cittadinanza italiana. Resisteva al ricorso la presidenza del Consiglio  dell’ ufficio Nazionale per il servizio civile, replicando che il Servizio Civile Nazionale, prestato su base volontaria, è da porsi in posizione parallela con il servizio militare per cui la limitazione all’accesso ai soli cittadini italiani è giustificata dal fatto che entrambi sono finalizzati a garantire la difesa della Patria con o senza mezzi militari. Mentre secondo il Tribunale la struttura dell’attuale Servizio Civile nazionale ha una struttura del tutto autonoma e priva di ogni collegamento sia con il servizio militare sia con il precedente servizio civile utilizzato per gli obiettori di coscienza che con la sospensione della leva obbligatoria avvenuta nel 2005, sono venuti meno i presupposti per il servizio civile sostitutivo prestato dagli obiettori di coscienza. Infatti, si legge nella ordinanza, l’attuale Servizio Civile Nazionale viene istituito come servizio su base esclusivamente volontaria, rimanendo invece il servizio militare e quindi l’obiezione di coscienza fondati sull’obbligo di legge di cui all’art. 52, comma 2 della Costituzione. Alla fine il giudice ha sentenziato che il dovere di difendere la Patria deve essere letto alla luce del principio di solidarietà come espresso dall’art. 2 della Cost. chiamando la persona ad agire non solo per l’imposizione di un’autorità, ma anche per libera e spontanea espressione della profonda socialità che caratterizza la persona stessa. Quindi, il servizio civile si configura, secondo i giudici di merito, come forma spontanea di adempimento del dovere costituzionale di difesa della Patria. Quest’ultimo si collega al dovere fondamentale di solidarietà sociale al quale secondo l’art. 2 della Costituzione sono chiamati tutti coloro che vivono sul territorio nazionale avendo scelto liberamente di porvi la loro stabile residenza. Da qui il carattere discriminatorio della limitazione richiamata e la conseguente decisione del Tribunale di sospendere le procedure di selezione, modificando il bando di concorso escludendo il requisito della cittadinanza e consentendo l’accesso agli stranieri che soggiornano regolarmente in Italia, fissando un nuovo termine per le domande. Si tratta, tuttavia, commenta Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, di una “sentenza storica in materia di discriminazioni, la prima nel suo genere, relativa al principio della parità di trattamento fra cittadino italiano e straniero in materia di occupazione ed impiego, che ha reso più efficace il contrasto alle discriminazioni.

24 gennaio 2012 0

I lavoratori dell’Agenzia Frosinone Formazione: “AAA Cercasi Presidente Iannarilli”

Di redazionecassino1

“A seguito delle dichiarazioni a mezzo stampa  del Presidente della Provincia di Frosinone circa la sua volontà ad incontrare, previa richiesta ufficiale, i manifestanti dell’Agenzia Provinciale Frosinone Formazione  e circa la sua disponibilità mostrata nei giorni del presidio ad ascoltare alcuni lavoratori giunti alla sua porta si precisa che ad oggi nessuno degli stabilizzati della suddetta Agenzia, se non a titolo esclusivamente personale, ha avuto un incontro ufficiale con  l’on. Antonello Iannarilli, che i Lavoratori stabilizzati  si ritengono rappresentati esclusivamente dagli organi sindacali”. Inizia con queste parole il comunicato dei lavoratori dell’Agenzia di Formazione Frosinone, in lotta da lungo tempo per salvare il posto di lavoro. I Lavoratori, avevano inoltrato al Presidente Iannarilli una richiesta di incontro urgente in data 20 gennaio, ma sono in attesa di una risposta che ancora oggi non è arrivata. Inoltre vogliono ricordare che l’ultimo incontro concesso dalla rappresentanza politica provinciale è del 28 dicembre 2011 e che il Presidente Iannarilli, pur essendo presente fisicamente all’interno di Palazzo Iacobucci, non ha partecipato personalmente alla riunione, alla quale erano intervenuti oltre alle OO.SS. provinciali anche le OO.SS. regionali, data la gravità della situazione dei Lavoratori a seguito dell’annuncio dell’avviamento della procedura di caducazione dei loro contratti e alla quale ha partecipato come rappresentante della parte politica provinciale un assessore di recente nomina e disinformato sulla situazione generale dell’Agenzia.