Giorno: 29 gennaio 2012

29 gennaio 2012 0

Lo strano caso delle carceri italiane

Di redazione
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di Palma L.

Inorridisco, quando vedo immagini che ritraggono le disumane condizioni di vita in certe carceri italiane. Inorridisco, quando leggo l’impressionante numeri di suicidi: uno ogni cinque giorni nel 2011. Inorridisco, all’idea che per 44 mila posti, ci siano circa 67 mila detenuti che, se la matematica non è un’opinione, sono all’incirca il 50% oltre il numero che dovrebbe essere contenuto nelle 206 strutture diffuse in tutta Italia.

Ma l’orrore più grande lo provo quando sento proposte “svuota carceri”, come se questa fosse l’unica strada percorribile. E mi chiedo il perchè. Perchè pensare di restituire la libertà a chi ancora non la merita per il solo fatto che il nostro Stato ha forti limiti di capacità gestionale? Non un pentimento, non il completamento di un percorso rieducativo per la reimmissione nella comunità, ma solo un problema gestionale.

E mi chiedo anche perché, se in Italia, al momento, esistono la bellezza di 38 istituti penitenziari pronti e mai utilizzati, non si possa pensare, piuttosto, a mettere più semplicemente in funzione quelli. Con interventi minimi. Perché alcuni di questi sono addirittura arredati. Eppure da decenni restano vuoti!

Alcuni esempi (*): ad Arghillà, in provincia di Reggio Calabria, mancano strada di accesso, fogne e allacciamento idrico; a Bovino, ad Accadia, ad Orsara, a Volturara Appula e a Castelnuovo della Daunia, tutte in provincia di Foggia, ci sono cinque strutture complete (l’ultima addirittura anche arredata), ma mai utilizzate, così come ad Altamura, in provincia di Bari, una delle tre sezioni dell’istituto non è mai stata messa in funzione. Ad Agrigento, in un’ala che potrebbe contenere 100 detenute, ve ne sono solo 6, e rimanendo in Sicilia, a Gela vi è un enorme penitenziario mai aperto. Nel carcere di Gorizia vi sarebbe un intero piano inagibile ma mai ristrutturato, mentre ad Irsina, in provincia di Matera, la struttura sarebbe stata utilizzata per un solo anno e poi abbandonata, per diventare un deposito comunale. A Codigoro, in provincia di Ferrara, a Gragnano, in provincia di Napoli, a Galatina, in provincia di Lecce, altre tre strutture pronte e mai avviate, mentre in quella di Cropani, in provincia di Catanzaro, vi vive addirittura il custode …ma solo lui! A quello di Licata, in provincia di Agrigento, manca solo il collaudo, mentre a Mileto, in provincia di Vibo Valentia, il plesso è stato ristrutturato e mai riaperto. A Monopoli, in provincia di Bari, il carcere abbandonato è stato abusivamente occupato dagli sfrattati. Più complessa la vicenda di quello di Morcone, in provincia di Benevento: costruito; abbandonato; ristrutturato ed arredato; vigilato; abbandonato un’altra volta. A Revere, in provincia di Mantova, i lavori di costruzione sono iniziati vent’anni fa e mai ultimati; e ad oggi la struttura, per la quale sono stati spesi alcuni milioni di euro, è stata ormai saccheggiata. A Rieti vi è una struttura occupata solo per un terzo a causa della carenza di personale, mentre totalmente abbandonato è il carcere di San Valentino, in provincia di Pescara, costruito vent’anni fa e mai utilizzato. A Villalba, in provincia di Caltanisetta, la struttura, anch’essa completata vent’anni fa, avrebbe potuto ospitare 140 detenuti, e invece dopo essere rimasta chiusa a lungo, è stata trasformata in un centro polifunzionale. Altra ristrutturazione a cui è seguita la chiusura è quella del carcere di Squillace, in provincia di Catanzaro, mentre sono sotto impiegate le sezioni di Udine, Vicenza e Venezia. Ad Arena e a Soriano Calabro, in provincia di Vibo Valentia, a Cropalati, in provincia di Cosenza, a Petilia Policastro, in provincia di Crotone, a Spinazzola, in provincia di Barletta-Andria-Trani, e a Pescia, in provincia di Pistoia, gli istituti penitenziari sono stati soppressi.

Vi siete fatti, leggendo, un’idea di quanti soldi, tanti soldi, troppi soldi, siano stati spesi per queste strutture, rimaste poi abbndonate? E davvero crediamo che la soluzione sia restituire la libertà a chi ancora non la meriterebbe, rafforzando così l’idea dell’ INCERTEZZA della pena? Perché, invece, il problema non viene mai letto ed affrontato da questo punto di vista? Meditiamo, gente; meditiamo..

(*) dati desunti dal rapporto informativo redatto dall’ associazione Antigone.

29 gennaio 2012 0

Bomba nel camino a Villa Latina, casa semidistrutta e donna ferita

Di redazione

Tragedia sfiorata, questa mattina, a Villa Latina dove una donan ha visto il suo camino esplodere come se, invece della legna, vi avesse buttato all’interno una bomba. Ed infatti le forze dell’ordine accerteranno che qualcosa di molto simile ad una bomba è finita dalle fiamme. L’effetto, comunque, è stato devastante. Il termocamino è esploso e, con esso, tutte le vetrate della casa. La donna di 60 anni circa, è stata travolta dall’esplosione e dalle fiamme rimanendo lievemente ustionata. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine che, oltre a soccorrere la donna, hanno dato inizio alle indagini dalle quali sarebbe emerso che uno dei ceppi di legno gettati nel camino era stato farcito di polvere da sparo. Le ipotesi sarebbero, quindi, diverse. Si può, per assurdo, ipotizzare che il legno avesse all’interno un ordiognobellico della seconda guerra mondiale, ma più probabilmente è accaduto che qualcuno ha trattato il legno con la polvere pirica allo scopo di colpire proprio la donna. Se fosse così, bisognerebbe capire perché. Er. Amedei Foto Alberto Ceccon

29 gennaio 2012 0

Il terremoto unisce l’Italia, dopo il nord, scosse anche al sud

Di redazione

Italia, nord e sud, unita dal terremoto. Dopo le scosse che, in alcuni casi, hanno seminato il panico al nord, da questa notte, anche il sud trema. Un lieve evento sismico è stato avvertito dalla popolazione tra le province di Messina e Palermo. Le località più prossime all’epicentro sono Castel di Lucio (ME), Mistretta (ME) e San Mauro Castelverde (PA). Secondo i rilievi registrati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l’evento sismico è stato registrato alle ore 12.14 con magnitudo di 3.1, seguito da una replica alle ore 12.20 con magnitudo 2.6. Dalle verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile non risultano al momento danni a persone e/o cose.

29 gennaio 2012 0

Sindrome di Down: una speranza per tutti. Si laurea la prima ragazza italiana affetta da questa patologia

Di redazionecassino1

Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo.

Una notizia che riaccende la speranza quando la forza di volontà può realizzare  tutto o quasi tutto per Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”. Giusi Spagnolo, di soli 26 anni, è la prima donna affetta dalla Sindrome di Down a laurearsi in Italia. Un bellissimo record che è riuscita ad ottenere grazie alla sua grinta. Pensate che quando era una bimba e la definivano con la sua malattia, lei puntava i piedi e diceva: “io non sono Down, sono Giusi!” ed ora la sua personalità l’ha affermata nel migliore dei modi. E’ noto in medicina che, è molto difficile o pressoché impossibile che chi è affetto da sindrome di Down, riesca a raggiungere elevati livelli di istruzione ma a volte la caparbietà e la voglia di realizzarsi superano ostacoli apparentemente insormontabili.

29 gennaio 2012 0

AIDAA: arriva il freddo aiutiamo gli uccellini ed i randagi

Di redazionecassino1

In questi giorni è previsto l’arrivo di un ondata di freddo polare, con temperature in picchiata fino a cinque gradi sottozero la notte e nelle prime ore del mattino. Freddo che porterà con se il gelo aumentando la difficoltà per gli uccellini ma anche per gli animali randagi di alimentarsi. Da qui la necessità di dare una mano ai nostri fratelli “piumosi e pelosi” in questi giorni difficili per loro. Ecco di seguito una serie di consigli semplici ed utili per aiutarli.

UCCELLINI Per loro è davvero dura in questi giorni di freddo procurarsi il cibo, dunque invitiamo tutti ad esporre sui balconi delle piccole mangiatoie (ne esistono di gia pronte in legno o che possono essere realizzate in materiale di riciclo come ad esempio le bottiglie di plastica) contenenti piccoli pezzettini di grasso e carne avanzata (per chi la consuma), croste di formaggio, briciole di dolci, frutta fresca e secca e miscele di semi, le mangiatoie vanno rifornite regolarmente senza riempirle fino all’orlo in quanto a causa del freddo parte del cibo potrebbe deteriorarsi. Le mangiatoie vanno messe in zona non raggiungibile dai gatti in quanto i felini dotati di un imponente scatto rischiano di catturare ed uccidere gli uccellini che vengono sul vostro balcone o nel vostro giardino per ristorarsi.

GATTI Se sappiamo esserci una colonia felina, o semplicemente dei gatti randagi che sono in cerca di cibo e vivono nella nostra zona ricordiamoci di mettere loro le ciotole del cibo secco e umido in una zona riparata, infatti i croccantini con l’umidità rischiano di deteriorarsi, mentre la pappa umida potrebbe anche congelare, e i nostri amici felini affamati potrebbero mangiare del cibo che può fare loro male. Cambiare il cibo due volte al giorno e lasciare in luogo riparato anche la ciotola dell’acqua fresca (che di notte rischia regolarmente di gelare). Se vi va lasciate aperta qualche finestra delle cantine o di locali dove non ci siano pericoli per i nostri amici a quattro zampe in modo che possano ripararsi per la notte e combattere il freddo.

CANI Anche per i cani randagi valgono le regole dei mici, mettete sempre una ciotola con cibo e una con acqua in ambiente riparato, rifornite le ciotole quotidianamente perché a causa del freddo il cibo lasciato troppo a lungo potrebbe deteriorarsi. Anche per loro se qualcuno ha possibilità lasci aperta la porta di un sottoscala o di un locale dove non ci siano dei pericoli per i nostri amici e mettere a terra delle coperte in modo che cani e gatti possano trovare un po’ di riparo specialmente nelle zone più fredde.

ALTRI ANIMALI SELVATICI SEGUIRE EVENTUALI CONSIGLI FORNITI DAL CORPO FORESTALE DELLO STATO. RIVOLGETEVI AL 1515 PRIMA DI PRENDERE QUALUNQUE INIZIATIVA PER FAVORIRE L’ALIMENTAZIONE SPECIALMENTE SE SI TRATTA DI ANIMALI DEL BOSCO O DI SELVATICI DI GROSSA MOLE.

Per info 392 6552051 – 347 8883546

29 gennaio 2012 0

Atina: Abbruzzese alla premiazione del concorso “Idee per lo sviluppo” dell’Area ex Carcere

Di redazionecassino1

“Voglio esprimere i miei migliori complimenti sia ai promotori di questo concorso di idee ma anche a tutti i giovani partecipati, i veri protagonisti di questo importante evento”. Lo ha dichiarato Mario Abbruzzese, presidente del Consiglio regionale del Lazio, intervenendo sabato pomeriggio alla presentazione e premiazione del Concorso di idee per lo sviluppo dell’area ex carcere di Atina, manifestazione che si è tenuta all’interno del Palazzo Ducale e promossa dal Gruppo Sportivo ‘Basket Atina’. “E’ noto a tutti – ha proseguito Abbruzzese – che questa iniziativa è stata pensata per perseguire il sogno del ‘capannone basket’, che purtroppo in questi anni ha perso gradualmente la sua funzione. E’ bello  vedere che il Gruppo Sportivo Basket Atina non si è arreso ed è andato avanti con l’intento di creare qualcosa di importante per lo sviluppo locale, attraverso la riqualificazione di questa vecchia struttura. Notevole anche il fatto che il destino dell’area sia stato affidato proprio ai giovani attraverso il ‘concorso di idee”. Troppo spesso, però, si parla dei ragazzi come risorsa, ma raramente si fa qualcosa per coinvolgerli concretamente nei progetti e nelle decisioni che riguardano lo sviluppo e l’economia del territorio. E’ per questo che dobbiamo entrare nell’ottica che i nostri giovani devono sempre più essere considerati come una risorsa indispensabile per la società perché hanno le energie e le capacità per costruire concretamente una comunità più sicura, più giusta, più solidale. Sono assolutamente convinto che oggi, in un momento di crisi come quello che il Paese sta attraversando, i giovani vadano incoraggiati e sostenuti, innanzitutto dando loro tutti gli strumenti necessari per creare impresa e per presentarsi al mondo del lavoro con idee di qualità e progetti innovativi. Il loro coinvolgimento nelle attività pubbliche – ha concluso Abbruzzese – non può che costituire un arricchimento per tutti e per il territorio dove vivono”.

29 gennaio 2012 0

Contro le false liberalizzazioni di Monti: tuteliamo gli assicurati-danneggiati e i carrozzieri

Di redazionecassino1

Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo. Le assicurazioni riescono anche a inserirsi nel Decreto Liberalizzazioni con una norma che lede il diritto danneggiato ad ottenere il risarcimento integrale costringendolo a scegliere tra un riparatore imposto dalla compagnia o un risarcimento decurtato del 30%  nel caso volesse rivolgersi al proprio carrozziere di fiducia. La conseguenza immediata e devastante dell’approvazione di una norma così ingiusta e infondata sarà la chiusura di migliaia di imprese artigiane non convenzionate con le assicurazioni che, operando in un regime di oligopolio, domineranno incontrastate il mercato della riparazione. Tale infausto scenario, alimentato anche dalla recente e discutibile fusione tra Unipol e Fonsai, era stato ampiamente previsto, durante l’audizione del 29 settembre 2010, dall’attuale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, allora presidente dell’AGCM, con le testuali parole: “Ancora è opportuno approfondire il significato di prassi contrattuali poste in essere da alcune compagnie volte a promuovere, come unica modalità, il risarcimento in forma specifica e senza, nella sostanza, consentire i risparmi di spesa che la legge avrebbe richiesto. Queste prassi, se poste in essere da operatori dominanti o da insiemi di imprese con un’elevata quota di mercato complessiva, possono presentare problemi sotto il profilo concorrenziale soprattutto nei rapporti con le officine di riparazione: sistemi di convenzionamento irragionevolmente selettivi potrebbero causare pregiudizi ai riparatori esclusi; Il formulato è quindi fortemente distorsivo della concorrenza ed è inoltre in netto contrasto con la relazione del Consiglio economico e Sociale dell’Unione Europea del 6 dicembre 2010 mirante a garantire la libertà di scelta del proprio artigiano di fiducia. E’ inoltre  un un grave errore consolidare la procedura di risarcimento diretto che, a cinque anni dalla sua applicazione, ha favorito: l’abbandono delle migliori tecniche per l’accertamento del danno, ridotto la presenza degli ispettorati sul territorio, il ploriferare di frodi e speculazioni, consentito una “cartolarizzazione” dei risarcimenti e la conseguente l’esplosione dei premi delle polizze. Tutto ciò è accaduto quando ben quattro pronunce della Corte Costituzionale (Ordinanze 205/08, 154/2010, 192/2010 e Sentenza 180/09), hanno inequivocabilmente stabilito che la procedura è facoltativa. La strada maestra sia, quindi, quella di rendere il danneggiato libero scegliere il percorso per ottenere l’integrale risarcimento. In alternativa si rottami in toto, non solo per i sinistri con lesioni come era stato proposto nella bozza del decreto, una procedura rivelatasi completamente fallimentare. Questa la ricetta per una vera liberalizzazione del settore RC auto cui si deve aggiungere: b) Il varo di un’agenzia antifrode in campo assicurativo solida e indipendente; c) Ancorare, quale riferimento minimo per la liquidazione del danno alla persona, le tabelle di Milano, come riconosciuto dalla Cassazione al fine di fugare le tendenze involutive manifestate negli ultimi tempi. Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, condividendo integralmente la battaglia del Dott. Stefano MANNACIO, è pronto ad assumere tutte le iniziative possibili ed ad investire i parlamentari dell’IdV, per contrastare  questo pasticcio all’italiana, volto a favorire unicamente  il potere forte delle assicurazioni e a danneggiare gravemente i consumatori assicurati-danneggiati oltre le categorie degli artigiani quali gli autoriparatori.

29 gennaio 2012 0

Volley: BLS Lanciano ancora trend positivo (3 -1) contro Torrione l’Aquila

Di redazionecassino1

Conferma il risultato della prima di andata la BLS Lanciano, contro le aquilane del Torrione vincono le lancianesi anche se lasciano un set per strada, ma era importante dare continuità al gioco, far andare il servizio, lavorare bene in attacco, non lasciarsi distrarre in ricezione.  Ebbene Lanciano è sufficientemente ispirata, soprattutto i primi due parziali sono molto ben interpretati, si toccano molti palloni a muro, è possibile rigiocare quindi le palle difese alle attaccanti del Torrione; solo nel terzo set le frentane mollano qualcosa, soprattutto in precisione offensiva e nella parte finale commettono qualche ingenuità difensiva che consente alle padrone di casa, fino a quel momento incollate nel punteggio al team di Litterio, di accorciare le distanze. Nel set finale la BLS si allontana subito e dopo si limita a controllare il ritorno delle padrone di casa, torna a funzionare a dovere la correlazione muro difesa ed il servizio è efficace come un fondamentale di attacco, alle lancianesi basta per portare a casa il risultato da tre punti; sabato prossimo appuntamento al Palavolley di via Masciangelo per incontrare l’Antoniana Pescara.

TORRIONE L’AQUILA – BLS LANCIANO 1-3    14/25(12‘) 18/25(23‘) 25/22(24‘) 21/25(25‘)

TORRIONE L’AQUILA Chirico D’Alfonso De Silvestre Di Carlo Fabrizi Ferrini Leone Liberati Murri Panepucci Valzano Prone   1All Del Re BLS LANCIANO: Milano 2, Dalerci 11, Di Mattia 0, Di Paolo 18, Sorrentini (L), Rossi 13, Della Valle 10, Volpe 6, Salerno 0, D’Ortona 5   1All: D. Litterio  2All: MM.Corzo Arbitri Coros e Maraldi dell’Aquila

29 gennaio 2012 0

Il sindaco Petrarcone e Marino Fardelli ricordano l’ex Presidente Scalfaro

Di redazionecassino1

A titolo personale ed a nome dell’Amministrazione e dell’intero Consiglio Comunale di Cassino, intendiamo ricordare la figura del Presidente Emerito della Repubblica Italiana Oscar Luigi Scalfaro che, in diverse occasioni ha fatto visita alla nostra città, dapprima come deputato eletto alla Costituente insieme all’allora sindaco di Cassino e suo amico Pier Carlo Restagno e nel 1994 come Presidente della Repubblica in occasione del 50° della distruzione della città martire. A testimonianza del legame con la nostra città anche la visita fatta nel 1996 dal Presidente Scalfaro in occasione dell’inaugurazione dell’attuale facoltà di ingegneria in via Gaetano Di Biasio. Domani, quindi, in occasione della seduta dell’assise civica, verrà osservato un minuto di silenzio in ricordo dell’Emerito Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.” Lo riferiscono in una nota congiunta il sindaco di Cassino Giuseppe Golini Petrarcone ed il presidente del consiglio comunale, Marino Fardelli.

29 gennaio 2012 0

E’ morto Oscar Luigi Scalfaro, il Presidente dei “Non ci sto”

Di redazionecassino1

E’ morto nella notte a Roma l’ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, per un arresto cardiaco. Scalfaro aveva 93 anni. Nato a Novara il 9 settembre 1918, fu presidente della Repubblica dal 1992 al 1999. I funerali avranno luogo domani in forma privata alle ore 14 nella chiesa di Santa Maria in Trastevere in Roma. Il saluto al Presidente Emerito potrà essere reso nella chiesa di Sant’Egidio, nella piazza omonima, nella stessa giornata di domani dalle ore 10.30 alle ore 13.30. Fra i primissimi messaggi di cordoglio quello del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano:, che poi si è recato a omaggiare il feretro nella casa del senatore a vita: “E’ con profonda commozione che rendo omaggio alla figura di Oscar Luigi Scalfaro nel momento della sua scomparsa, ricordando tutto quel che egli ha dato al servizio del paese, e l’amicizia limpida e affettuosa che mi ha donato”. Scalfaro, prosegue il capo dello Stato, fu “protagonista della vita politica democratica nei decenni dell’Italia repubblicana, esempio di coerenza ideale e di integrità morale” e “Da uomo di fede, da antifascista e da costruttore dello Stato democratico, ha espresso al livello più alto la tradizione dell’impegno politico dei cattolici italiani, svolgendo un ruolo peculiare nel partito della Democrazia Cristiana”. Cattolico fervente, figura di spicco della Dc, ministro degli Interni e poi capo dello Stato dopo Capaci e negli anni di Mani Pulite, Scalfaro fu il presidente dei “non ci sto”, dei contrasti con Silvio Berlusconi. Molti i messaggi di cordoglio dal Presidente della Camera, fini, a quello del Senato, Schifani a tutto il mondo politico italiano.