Cosentino salvato dal Senato. Ma ai “normali” conviene salvare questo Paese

12 gennaio 2012 0 Di redazione

E’ terribile, ma è esattamente ciò che sta accadendo. La Casta, quella dei politici, ha ormai perso ogni senso della realtà e ogni collegamento con gli “uomini”. Cosentino, accusato di collusioni con i Casalesi, il più terribile dei clan camorristi, incastrato da intercettazioni telefoniche dalle quali si evince come il parlamentare del Pdl Campano interviene nella sua funzione istituzionale a supporto dell’azione camorristica, si salva dall’arresto perché la Camera lo ha impedito. Chiunque altro, al suo posto, sarebbe stato sottoposto alla misura cautelare del carcere perché ci sarebbero i presupposti per la reiterazione dei reati che gli sono stati imputati. Francamente non se ne può più. La Casta decide quanto guadagnare in barba ai sacrifici del Paese e si autotutela anche dalle indagini giudiziarie, quelle che manderebbero in galera chiunque altro. Un atteggiamento, quello della Casta dei Politici che fa vedere scuro il futuro. Con le sorti del Paese in mano ai tecnici, Camera e Senato continuano a scollarsi sempre di più dal resto di ciò che non è Casta. E’ vero che esiste la presunzione di innocenza e che Nicola Cosentino resta innocente fino al terzo grado di giudizio, ma non è giusto che il sistema giudiziario deve permettere a questa gente delle scappatoie che altri non hanno. In quell’indagine, quella che sancisce la necessita di arrestare il parlamentare, sono state coinvolte altre 49 persone alcune delle quali con posizioni più leggere rispetto a quella del Parlamentare, eppure gli altri sono stati arrestati, a Cosentino è stata evitata la galera. Questa Italia, così fatta, non piace più e la frustrazione diffusa (basta leggere i blog) sta anche nel fatto che se si dovesse uscire dalla crisi grazie agli sforzi delle gente “normale”, se grazie a questi sforzi si dovesse evitare lo sfascio del Paese, la Casta tornerebbe al potere. Ma ci conviene sperare di salvarci?
Ermanno Amedei