D’Annibale (PD): “Servizi Sociali con la riforma più burocrazia e meno diritti”

24 gennaio 2012 0 Di redazionecassino1

“La proposta di legge Forte sul ‘sistema integrato degli interventi, dei servizi e delle prestazioni sociali per la persona e la famiglia nella Regione Lazio’ è pensata male e scritta peggio. La legge ha gravi profili di incostituzionalità, perché prevede un’obbligatorietà per i comuni di consorziarsi ledendo la loro autonomia sancita dalla Carta. Vengono ridotte le risorse per i servizi alle persone, eliminati e indeboliti servizi vitali per i disabili, per l’infanzia, per gli anziani, per chi ha bisogno di assistenza. Però aumenta la burocrazia con la previsione di nuove nomine dirigenziali. Larga parte delle funzioni gestite dal sistema pubblico, secondo la proposta attualmente in discussione nella Commissione Politiche Sociali alla Pisana, passerebbero all’erogazione del privato e delle famiglie con un sistema organizzativo denominato Organismo per le Azioni Sociali Integrate (OASI) che prevede l’eliminazione dei Distretti Sanitari  e l’accentramento delle funzioni sulle singole ASL . Per farlo si  nominano altri 12 nuovi direttori generali, producendo spreco e distrazione di risorse impegnate su politiche sociali già duramente tagliate dalla Polverini e dalla sua Giunta. All’interno della proposta di legge del Centrodestra, poi, vengono previsti voucher di cura, ovvero titoli per l’acquisto di prestazioni sociali che aprirebbe la porta a dannosi finanziamenti a pioggia e un unico assistente sociale ogni 10mila abitanti, mentre il parametro minimo dovrebbe essere un assistente per 3000/5000 abitanti.

“Con questa proposta – ha detto il Capogruppo del Pd alla Regione Lazio, Esterino Montino  la Giunta Polverini impoverisce una rete territoriale di assistenza e cura che, negli anni scorsi, ha garantito l’erogazione di servizi vitali per i disabili, per l’infanzia, per chi ha bisogno di assistenza. Si aumentano però i costi della burocrazia. Dodici nuovi direttori avranno bisogno di 12 segreterie, di  12 sedi e via di questo passo. Occorrerebbe superare la vecchia concezione di centralismo sociale per approdare a quella di federalismo solidale. Così si distraggono fondi al sociale per pagare lauti stipendi. Esattamente il contrario di ciò di cui c’è più urgente bisogno”.

“In due anni i fondi per le politiche sociali sono stati ridotti dalla Giunta Polverini di oltre 191 milioni di euro – ha sottolineato il Vicepresidente della commissione politiche sociali, Tonino D’Annibale – abbiamo presentato delle controproposte per evitare che questa Legge mortifichi la persona e indebolisca il ruolo dei piccoli Comuni e dei Municipi che da sempre svolgono un ruolo essenziale sul territorio. Purtroppo da mesi lottiamo contro una politica regionale che, invece di includere e recepire le indicazioni di chi da anni si occupa di politiche sociali, procede ostinatamente sola, incapace di ascolto e concertazione e pensa a come creare nuove clientele”.