I miti nel presepe. Vicino alla Sacra Famiglia, a San Gregorio Armeno trovano posto Jobs, Simoncelli e Mario Monti

9 gennaio 2012 1 Di redazione

Steve Jobs, Simoncelli, Mario Monti sono le new entry nei presepi natalizi ideati dai maestri di terracotta di San Gregorio Armeno di Napoli. Da generazioni il quartiere partenopeo detta le mode della “natività” e lo fa guardando all’attualità ed anche al gossip.

Ogni anno, milioni di persone si accalcano nello lo stretto budello di viuzze alla scoperta dei nuovi personaggi che i maestri artigiani inseriscono nella sacra rappresentazione. Quasi una nomina a personaggio dell’anno, una forma di riconoscimento per chi, nel bene o nel male, si è distinto nel corso dell’anno.

A dettare le tendenze in tal senso, da almeno quattro generazioni, è la famiglia Ferrigno capace di conservare la tradizione del presepe nella più ferrea sacralità, per quanto concerne l’aspetto religioso, attualizzandolo, però, negli aspetti di contorno. Ecco quindi che i pastori assumono i volti di donne e uomini famosi dello spettacolo ma anche del mondo politico e sportivo.

“Quest’Anno non poteva mancare il nuovo premier Mario Monti ma soprattutto Steve Jobs, l’inventore della Apple e l’indimenticabile Marco Simoncelli”. Dichiara Marco Ferrigno, 43 anni, discendente di una delle famiglie che ha dato grande lustro alla prestigiosa attività presepiale napoletana. Da quattro generazioni i Ferrigno costruiscono presepi divenuti famosi in tutto il mondo. “Non poteva mancare però – continua l’artigiano – la famiglia presidenziale Sarkozy ed ovviamente le stelle del calcio Napoli, da Cavani a Lavezzi, Hamsik, il Re Leone Inler, il mister Mazzarri e il presidente De Laurentis. Un occhi di riguardo anche per Fiorello, Ligabue e per il presidente della Regione Lazio Renata Polverini che è venuta in visita a Napoli proprio a Dicembre”. Ma non solo personaggi, nel presepe moderno entrano vere e proprie scene dell’attualità come ad esempio un Lavezzi inginocchiato davanti alla fidanzata per regalarle un orologio simile a quello rubatole durante una rapina oppure il presidente americano Obama con in mano la testa di Bin Laden. Insomma, un mestiere che comporta certamente un continuo aggiornarsi alla ricerca di personaggi ispiratori che spesso si recano nella Bottega di Ferrigno per ringraziarlo di persona. “Leggiamo molto i giornali, anche quelli di Gossip e spesso è proprio da lì che prendiamo ispirazione per il nostro lavoro”.

Ci sono poi personaggi che non escono mai di moda e che la gente sembra apprezzare anche se in vesti diverse da quelle degli anni precedenti. “Intramontabile è l’ex premier Silvio Berlusconi. Quest’anno lo abbiamo rappresentato negli aspetti più diversi, dal Berlusconi in partenza con la valigia in mano, al Berlusconi vampiro o impegnato nel bunga bunga”. La saga, inoltre, sembra non tramontare dato che Marco Ferrigno guarda avanti. “Non escludiamo la possibilità che il Cavaliere ritorni e a quel punto stimo già pensando ad un nuovo rifacimento della sua immagine nel presepe, chissà, forse come angelo”. Ma ci sono anche altri progetti nella mete dell’artigiano: “Vorremmo creare un personaggio nuovo, ispirato ai nuovi contestatori di piazza, gli Indignados ma è ancora un progetto”.
Statuette che quasi mai la gente compra per mettere nel presepe, ma che usa come regalo. Un’altra idea regalo molto apprezzata è quella della statuetta somigliante al destinatario del dono. Da una foto, infatti, Marco Ferrante riesce a trasferire le caratteristiche della persona ritratta in sulla massa di argilla. Il costo dell’operazione è di 150 euro per un pezzo in terracotta e decorato a mano alto 20 centimetri. “C’è anche chi ci commissiona la realizzazione di statuette somiglianti ai propri animali domestici o chi ha azzardato a chiedere statuette di San Giuseppe, la Madonna e il Bambinello con i volti dei componenti della propria famiglia ma fino a questo non intendiamo spingerci. La sacralità del presepe resta indiscussa e comunque ben radicata nella gente. Quest’anno, seppure c’è crisi, non si rinuncia all’acquisto delle statuine, magari si risparmia sui pastori, ma non su i protagonisti. Inoltre, proprio per augurare fortuna, regaliamo ai nostri clienti il classico cornetto portafortuna”. La famiglia Ferrigno ha un laboratorio con esposizione proprio nel cuore del quartiere di San Gregorio Armeno. “Preferiamo chiamarla bottega – Puntualizza Marco – perché è un termine medievale che associa la cultura, l’arte e il lavoro. Ho un figlio di otto anni e spero che voglia fare questo mestiere perché è il mestiere più bello del mondo”.
Ermanno Amedei