Il consiglio comunale di Serrone si schiera a difesa del Made in Italy

31 gennaio 2012 0 Di redazione

Il consiglio comunale di Serrone ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno proposto dalla Coldiretti di Frosinone per tutelare il vero made in Italy. Maggioranza e opposizione hanno così voluto dare un segnale forte e compatto a sostegno del documento con cui l’associazione dei coltivatori denuncia la scelta inopportuna della Società italiana per le imprese all’estero (Simest, società finanziaria di sviluppo e promozione delle imprese all’estero, controllata dal Ministero delle finanze e sviluppo economico) “di iniziative imprenditoriali finalizzate a commercializzare sui mercati esteri prodotti contraddistinti da un “italian sounding”, anche quando queste non hanno concretamente nulla a che fare con i prodotti dei nostri territori. “Vengono di fatto supportate – sostiene la Coldiretti – attività di delocalizzazione ad opera di alcuni grandi marchi, che escludono completamente il prodotto italiano, puntando invece all’apertura di punti vendita e di autentiche catene e locali caratterizzati dall’offerta di prodotti dal nome italiano, ma interamente realizzati sul posto, con materie prime non italiane, italianizzati solo nei nomi e nelle etichette che ammiccano al nostro paese (esempi citati sono la bresaola, la finocchiona, il salame toscano, la soppressata, il pecorino, la toscanella)”. Secondo Coldiretti “L’italian sounding, come viene definita la produzione di falsi alimenti che richiamano nei nomi e nei colori quelli italiani, ruba all’economia nazionale oltre 60 miliardi di euro. Il dato è ancora più eclatante se pensiamo che il valore totale delle esportazioni agroalimentari italiane è pari a 28 miliardi di euro. Per queste attività all’estero, Simest – informa Coldiretti – nel 2010 ha stanziato 123 milioni di euro, che in Italia potrebbero rappresentare circa 4.000 stipendi di media entità, oppure avrebbero potuto consentire l’avvio di allevamenti bovini da 200/250 capi creando 500 nuovi posti di lavoro”. “Anche Serrone – spiega il sindaco Maurizio Proietto – si è unito al coro di protesta di tutti quei comuni che nel made in Italy fondano parte della loro economia. Non possiamo tollerare che lo Stato italiano sostenga prodotti che richiamano la qualità italiana senza essere di origine nazionale, non consentendo ai consumatori di effettuare la necessaria comparazione sulla base della diversa qualità e convenienza dei prodotti autentici delle nostre terre”. Il documento votato dal Consiglio comunale si conclude dando mandato “alla Giunta comunale di intraprendere tutte le iniziative che riterrà utili per porre rimedio ai fatti denunciati dalla Coldiretti”.