La fallimentare operazione Swap del comune di Cassino all’attenzione dei media americani

30 gennaio 2012 0 Di redazione

Network americani interessati alla finanza derivata utilizzata all’inizio del duemila dai comuni italiani con l’intento di alleggerire la spesa per gli interessi sui debiti ma anche alla favorevole transazione operata dalla banca JP Morgan, nel 2009, al comune di Cassino per porre fine alla fallimentare operazione Swap. E così da diversi mesi le televisioni e agenzie di stampa degli Usa sono alla ricerca della documentazione tanto da interessare anche il Financial Times e il Wall Street Journal. La crisi economica globale ha spinto una importante rete televisiva americana a realizzare, partendo dal fenomeno italiano degli swap, un documentario sulle risorse finanziarie dei Comuni e le ricadute sui contribuenti. E su segnalazione dell’agenzia economica Bloomberg, che ha rapporti con il Comune di Cassino per il caso swap, una troupe di giornalisti di New York ha iniziato il sondaggio proprio all’ombra dell’Abbazia di Montecassino per un primo paragone tra la “new poverty” dell’altra parte dell’Atlantico con quella europea e italiana e in particolare di Cassino anche per la presenza dello stabilimento Fiat. “La crisi Fiat incide sull’economia del territorio?”, è stato chiesto all’assessore al bilancio Enzo Salera. “Incide eccome ma il fenomeno viene da lontano:” L’assessore ha poi riassunto la vicenda degli swap sottoscritta dagli ex amministratori per far fronte a un debito di 22 milioni di euro e la successiva perdita di due milioni di euro e quindi la necessità d chiudere l’esperienza con la transazione e l’imposizione della JP Morgan della secretazione degli atti. Furono 655 i comuni italiani a ricorrere alla finanza derivata ma ora 296 hanno chiuso in anticipo i contratti per evitare altre perdite. E solo Cassino avrebbe ricevuto un trattamento favorevole. Perché? Si è chiesta l’agenzia economica finanziaria Bloomberg e così attraverso il ricorso e una sentenza del tribunale amministrativo ha richiesto i documenti al Comune. “Li consegneremo – ha spiegato Salera – solo quando la banca Morgan ci darà il via libera. Siamo in attesa della comunicazione. Nessuno degli amministratori ha ancora letto le condizioni della transazione”. I due reporter degli Usa dagli uffici comunali si sono poi trasferiti alla Caritas per avere un quadro del fabbisogno della gente comune, di chi non ha un lavoro e nè la casa. Sono in aumento i poveri, è stata la risposta. Soprattutto si tratta di nuovi poveri, di chi vive al di sotto di 960 euro al mese di salario o di pensione. Durante la settimana in molti vanno chiedere il pacco viveri o il pacco degli indumenti. E alla mensa sono una quarantina in media ogni giorno, tra cui diversi stranieri. “Molti poveri di Cassino – dicono – pur vivendo in difficoltà economiche non ci vanno per non farsi riconoscere. Preferiscono prendere il pacco viveri.” Molti ricorrono all’indebitamento peggiorando la loro situazione. In aiuto a queste persone c’è la Fondazione antiusura della Caritas diocesana che opera in tutta la provincia. Nel mirino delle telecamere americane anche i giovani, l’ateneo e i palazzinari. Le interviste faranno parte di un documentario di quattro ore sul’Europa che cambia.
Domenico Tortolano (Il Messaggero)