Quinta mostra d’arte presepiale organizzata a Cassino da Marco Lena e Rosario Di Fazio

18 gennaio 2012 0 Di redazione

Lo scorso dicembre è stata allestita presso la Chiesa di Sant’Antonio di Cassino la 5° edizione della mostra d’arte presepiale organizzata dai due artisti presepiali, Rosario Di Fazio e Marco Lena. La città anche quest’anno si è mostrata interessatissima alla magia del presepe, in particolare quello napoletano, che Marco e Rosario hanno portato a Cassino ormai da più di 15 anni, dando il via al dilagarsi di quella che è diventata una vera e propria tradizione della città martire. Nelle sale della chiesa, oltre a due grandi presepi in stile napoletano con statue dei migliori figurari degli ultimi anni, sono stati esposti numerosi presepi provenienti da Lazio, Campania e Molise, frutto del lavoro di appassionati e professionisti. I cittadini sono sempre più grati, chi per devozione chi per passione, a Marco e Rosario per il lavoro che portano avanti con impegno economico e fisico, e senza sostegno alcuno, se non quello del parroco Don Benedetto che cortesemente ogni anno mette a disposizione dei due e della città i locali in cui la mostra è allestita. Ma lo spettacolo che i due ragazzi regalano alla comunità è solo uno dei lavori che Marco e Rosario portano a termine, basta citare il loro impegno nell’allestimento di altri presepi monumentali nella città di Gaeta e nelle mostre d’arte presepiale di Monteporzio Catone e Sora. Va ricordato che negli ultimi anni le loro esposizioni si sono spinte anche oltre confine con una mostra organizzata in Svizzera nella città di Losanna.
Si tratta quindi di un lavoro certosino quello che è portato avanti con cura e passione da Marco e Rosario, apprezzato non solo da coloro che sono innamorati dell’arte presepiale, ma anche da tutti coloro che nel periodo natalizio guardano non solo gli aspetti materiali, ma anche e soprattutto da chi cerca l’aspetto religioso e magico che le festività natalizie regalano e che in periodi di crisi economica e culturale come quello attuale sembrano venire meno.
Antonio Ciriello