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Aidaa dice no a cure testate sugli animali e istituisce un registro per chi le rifiuta

Aidaa dice no a cure testate sugli animali e istituisce un registro per chi le rifiuta
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Dall'Italia
22 febbraio 2012 ore 22:24

Cure testate sugli animali? No Grazie. Nasce forse solo come una provocazione, sicuramente come una sfida il registro nazionale delle persone che rifiuteranno di essere curate e di assumere farmaci testati su animali. A promuoverlo il presidente nazionale di AIDAA Lorenzo Croce che in una nota dell’associazione si legge: “Il diritto-dovere di essere curati prevede anche l’informativa sul tipo di farmaco che viene utilizzato nelle cure ed è quindi un diritto per chi assume questo farmaco avere l’informazione relativa al fatto se il medesimo è stato testato su animali e a quali torture gli animali sono stati sottoposti per testare quello specifico farmaco. Da qui l’idea di dare vita nei prossimi giorni al “REGISTRO NAZIONALE DELLE PERSONE CHE RIFIUTANO I FARMACI TESTATI SU ANIMALI” che si basa su tre principi fondamentali:
1- il diritto alla salute e di essere curati nel migliore modo possibile
2- il diritto di rifiutare farmaci o terapie testate su animali
3- il diritto di chiedere che i farmaci siano sottoposti a forme alternative di sperimentazione salvando la vita a milioni di animali in tutto il mondo
4- il diritto di chiedere che le sperimentazioni senza animali siano finanziate con il denaro -pubblico e che l’Italia abolisca la vivisezione in tutte le sue forme.
“Questa vuole essere una forma di testimonianza diretta- ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale di AIDAA- ogni volta che ci sono le manifestazioni contro la vivisezione siamo in migliaia in piazza, molti anche tra i politici si riempiono la bocca di queste parole, ma al primo raffreddore si riempiono di farmaci testati su animali. E’ una contraddizione. Ora è il momento di scegliere liberamente e personalmente da che parte della barricata stare. Se siamo davvero la maggioranza degli italiani come molti sondaggi dicono a dire no alla vivisezione, vediamo quanti sono quelli che dicono no anche ai prodotti che derivano da queste forme ancestrali di sperimentazione e torture. Credo che la testimonianza diretta- conclude Croce- sia la migliore forma di lotta per arrivare all’abolizione della vivisezione. Diciamo no ai farmaci testati con animali, il diritto alla salute ed alle cure migliori è un nostro diritto, e per questo pretendiamo di essere curati con farmaci non testati su animali e a chiedere seriamente una nuova sperimentazione senza animali su vasta scala””.

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