Giorno: 7 marzo 2012

7 marzo 2012 0

Predoni dell’Autostrada nella rete della polizia stradale di Cassino

Di admin
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Nella giornata di ieri, nel corso di appositi servizi finalizzati a contrastare il dilagante fenomeno dei furti su veicoli in sosta all’interno delle aree di servizio dislocate lungo tutta la rete autostradale, alle ore 14.10 personale di questa sottosezione traeva all’arresto due giovani di origine napoletana M.Z. Di anni 36 e R.E. di anni 25 responsabili di alcuni reati consumati poco prima proprio in danno di ignari automobilisti durante un sosta presso l’autogrill “Casilina Est”. E’ necessario evidenziare che negli ultimi mesi, i numerosi episodi in tal senso registrati, hanno ingenerato negli utenti dei punti di ristoro un vero e proprio senso di insicurezza. Pertanto al fine di porre un freno a tale escalation criminale sono stati attivati appositi servizi coordinati dalla direzione provinciale nella persona del v. questore a. Dottor Bruno Agnifili, che nel giro di poco tempo hanno prodotto il risultato sperato. Infatti, dopo gli arresti eseguiti da personale della sottosezione polstrada di Frosinone, ieri altre due persone di origine napoletana sono state intercettate e tratte in arresto da personale di questo ufficio. In particolare, dopo la segnalazione dell’ennesimo furto in autogrill, gli agenti si portavano immediatamente nel luogo ove lo stesso era stato consumato, e di li a poco focalizzavano una delle vetture già oggetto di attenzione investigativa parcheggiata tra i vari veicoli; era un Renault Scenic noleggiata presso una società di Napoli. Con grande professionalità gli operatori riuscivano ad individuare, senza dare nell’occhio, le persone che erano giunte con quel veicolo e che indifferentemente continuavano a girare nel parcheggio per ispezionare le vetture da colpire. Una volta saliti a bordo della scenic i due soggetti, che come poi accertato, avevano già percorso più volte il tratto autostradale Cassino-Pontecorvo, venivano fermati e controllati. Gli stessi risultavano essere due personaggi già noti all’ufficio proprio perché evidenziatisi in altre analoghe circostanze e, laddove, sebbene non fermati dalle pattuglie, erano stati comunque riconosciuti e segnalati dalle vittime dei furti che in sede di denuncia fornivano una dettagliata descrizione delle loro caratteristiche somatiche. Quindi, una volta avuta la certezza delle persone che si avevano di fronte, gli operatori ritenevano opportuno dare corso ad una perquisizione personale dei due che veniva estesa anche all’autovettura. Appare opportuno sottolineare che durante la prima fase (perquisizione personale), i soggetti, ritenendo che nulla sarebbe stato rinvenuto, manifestavano una spavalda sicurezza scambiandosi tra loro alcuni sorrisi di scherno. Infatti, dopo aver ispezionato tutto il veicolo con esito negativo, era solo grazie all’esperienza degli agenti che con occhio attento ai particolari, che si riusciva ad individuare un sofisticato congegno realizzato sul supporto della cintura di sicurezza, che opportunamente azionato consentiva il sollevamento dei sedili anteriori sotto i quali con delle modifiche erano stati ricavati degli spazi dove occultare la refurtiva. Era proprio qui, che venivano rinvenuti computer portatili, macchine fotografiche digitali, cellulari, ipod, e arnesi utilizzati per la forzatura delle portiere. Attraverso l’esame della merce recuperata si riusciva a risalire ai proprietari tra cui due di nazionalità spagnola, i quali, subito contattati confermavano di aver subito il furto poco prima, proprio durante una sosta all’area di servizio Casilina Est e di aver provveduto a formalizzare la denuncia. Una volta acquisiti gli atti, i due soggetti venivano dichiarati in arresto e dopo le formalità di rito venivano trattenuti nelle camere di sicurezza in attesa di essere condotti davanti alla competente A.G. per la convalida dell’arresto ed il giudizio direttissimo. Una nota di colore nella vicenda: dopo che era stato scoperto il nascondiglio che occultava la refurtiva, uno dei due personaggi complimentandosi per il risultato conseguito rivolgendosi agli agenti diceva: “complimenti per la bella operazione, avete arrestato il n. 1 dell’autostrada”. Foto Alberto Ceccon [nggallery id=399]

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Marò italiani prigionieri dei pirati indiani

Di redazione

Prigionieri dei pirati. E’ ciò che sta accadendo ai due militari del San Marco “arrestati” dalle autorità Indiane il 15 febbraio scorso, accusati dell’omicidio di due pescatori. I Marò era impegnati nell’operazione internazionale anti pirateria e stavano scortando la petroliera italiana Enrica Lexie, quando, in acque internazionali, dopo alcuni colpi di avvertimento, hanno sparato contro una imbarcazione che si avvicinava minacciosamente alla nave italiana. Sono così morti due presunti pescatori. Per quale motivo quel peschereccio si sarebbe avvicinato nonostante i colpi di avvertimento? Ma le domande sono tante e soprattutto, viene da chiedersi cosa ci sia dietro all’atteggiamento del paese asiatico che lo spinge al braccio di ferro con l’Italia. A quella gente va ricordato che i soldati erano lì perché esiste un problema: quello dei pirati. Ipotizzando che questi non sono indiani, ma solo ipotizzandolo, non si può certamente negare una responsabilità di quel Paese al fenomeno dei saccheggi e degli arrembaggi alle imbarcazioni in transito in quelle zone. Le coste indiane, infatti, offrono rifugi sicuri ai pirati e le autorità del paese più popoloso al mondo, che mira ad un maggior prestigio internazionale, prima di ciò, dovrebbe iniziare a fronteggiare proprio il problema della pirateria per evitare che si pensi ad un clima di complicità. Ma ancora prima dovrebbe imparare a riconoscere i diritti internazionali, secondo i quali, se reato è stato commesso in acque extraterritoriali, i due indagati vanno processati in Italia. Ma queste regole sono per Paesi Civili. Purtroppo, i nostri Marò, al momento sono in mano a gente che dimostrano di essere ben altro. Ermanno Amedei

7 marzo 2012 0

Diritti umani: in Cina i condannati a morte sono la fonte principale di organi

Di admin

Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo: I condannati a morte giustiziati sono in Cina la fonte principale di organi per i trapianti, a causa della carenza di donatori volontari anche se sino a poco tempo fa il governo cinese ha sempre negato queste accuse. Lo ha reso noto il ministro cinese della Salute, Huang Jiefu, citato dal giornale Fazhi Ribao secondo cui “ a parte un piccolo numero di vittime di incidenti di traffico, la gran parte di organi espiantati viene da prigionieri uccisi “.Parliamo di condannati a morte che possono essere soggetti a qualunque pressione, e quindi il loro non può essere un gesto volontario”. Soprattutto in Cina dove, spesso, le confessioni sono ottenute mediante la tortura.

Gli organi vengono espiantati subito dopo l’esecuzione e trasportati in apposite ambulanze. Vi sono oggi almeno 600 ospedali specializzati in questo traffico ed i relativi profitti sono altissimi, se si considera il prezzo di vendita degli organi che spesso arriva a decine di migliaia di dollari. Successivamente spesso i loro corpi vengono cremati per cancellare la prova del crimine commesso.

La Cina cerca da tempo di ridurre la dipendenza dagli organi dei condannati a morte ma una domanda elevata e una carenza di donatori fanno sì che questi rimangano la fonte principale.

Nel paese vengono effettuati 10.000 trapianti all’anno, ma la lista d’attesa è di 1,3 milioni di pazienti. Il numero annuale di esecuzioni capitali è segreto, ma si calcola sia intorno alle 4.000.

Recentemente il governo cinese ha approvato alcune leggi atte a regolarizzare il “mercato nero” degli organi umani. Secondo queste normative, la precedenza nella distribuzione degli organi andrebbe ai cittadini cinesi, i chirurghi cinesi non potrebbero viaggiare all’estero per effettuare espianti e, soprattutto, il consenso del prigioniero per la donazione dei propri organi dopo la morte dovrebbe essere obbligatorio.

Per Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, purtroppo, nella Cina capital-marxista oggi il nuovo Dio è il Denaro. Migliaia di fegati, reni e cornee cinesi sono immessi nel mercato internazionale del traffico di organi, anche via internet. Secondo le organizzazioni umanitarie internazionali, il 95% viene dai corpi dei condannati a morte. Le esecuzioni capitali, con la relativa vendita degli organi, sono uno dei principali fenomeni che derivano dal mancato rispetto dei diritti umani in Cina. Evidenziano la precarietà e la corruzione del sistema giudiziario cinese e la mancanza di garanzie per chi è arrestato; mettono in luce la violazione dei principi etici e morali insita nell’’espianto degli organi senza il consenso del condannato.

Ma c’è anche un mondo in cui per tanti giovani l’unica via di fuga dalla miseria sembra quella di vendere una parte del proprio corpo.

Per tali motivi, per contrastare il fenomeno del traffico di organi, serve anticipare la direttiva europea sulle donazioni di organi che dovrebbe essere adottata entro giugno 2010 dall’Europarlamento, consentendo all’Europa di avviarsi sulla strada di una migliore regolamentazione in questo campo.

7 marzo 2012 0

Costa Concordia, installato lo speciale ponteggio che facilita il lavoro degli operatori nell’aspirazione del carburante

Di admin

Nella giornata di oggi le buone condizioni meteo marine sull’Isola del Giglio hanno permesso ai tecnici di Smit Salvage e Neri, dal pontone Meloria posizionato nella parte centrale dello scafo, di procedere per l’intera giornata alle operazioni propedeutiche al defueling, portando a termine l’installazione dello speciale ponteggio atto a facilitare il lavoro degli operatori nell’aspirazione del carburante in galleggiamento all’interno della sala macchine.

I palombari della Marina Militare hanno avviato l’esplorazione dell’atrio ascensori nell’area di poppa portandosi poi sui ponti 3,4 e 5. Le operazioni dei GOS sono state costantemente seguite dalle squadre SAF dei Vigili del fuoco, anche con l’uso dell’elicottero.

Si sono svolte inoltre l’ordinaria attività di sopralluogo e assistenza in mare della Capitaneria di Porto, nonché le quotidiane immersioni dei sommozzatori della Polizia e dei Vigili del Fuoco per il monitoraggio dei marker che registrano i movimenti dello scafo. Non risultano, infine, anomalie da segnalare né nei movimenti della Costa Concordia monitorati dagli esperti del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze, né nei rilevamenti ambientali assicurati da Ispra e Arpat.

7 marzo 2012 0

Terremoti, scossa di magnitudo 2.9 in provincia di Fermo

Di admin

Un evento sismico è stato avvertito dalla popolazione in provincia di Fermo. Le località prossime all’epicentro sono Montappone, Falerone e Monte Vidon Corrado.

Secondo i rilievi registrati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l’evento sismico è stato registrato alle ore 19.05 con magnitudo 2.9.

Dalle verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile non risultano danni a persone o cose.

7 marzo 2012 0

Marò prigionieri in India, Monti al suo collega indiano: “Sono a rischio le missioni internazionali”

Di redazione

Su sua iniziativa, il Presidente del Consiglio, Mario Monti, ha avuto oggi un lungo colloquio telefonico con il Primo Ministro della Repubblica dell’India, Manmohan Singh. Lo si legge in una nota stampa pubblicata sul sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri Nel ribadire al Premier indiano la massima attenzione e preoccupazione con cui il Governo segue le vicende dei Marò italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, il Presidente del Consiglio ha ricordato che il presunto incidente – le cui dinamiche sono ancora tutte da accertare – è avvenuto in acque internazionali e che la giurisdizione sul caso è, di conseguenza, solo italiana. Nel sottolineare che i due militari erano impegnati in una legittima missione internazionale di contrasto alla pirateria, il Presidente del Consiglio ha ribadito con forza la ferma aspettativa del Governo per un trattamento dei due Marò che rifletta pienamente il loro status. Ogni atteggiamento da parte indiana non pienamente in linea con il diritto internazionale, ha poi sottolineato il Presidente Monti, rischierebbe di creare un pericoloso precedente in materia di missioni internazionali di pace e di contrasto alla pirateria – missioni in cui sono impegnati anche militari indiani – mettendone a repentaglio l’efficacia e le capacità operative. Il Presidente Singh ha condiviso le preoccupazioni del Presidente Monti volto ad evitare che si creino tensioni tra India ed Italia e che la vicenda rechi pregiudizio alla collaborazione tra i due Paesi e alle missioni internazionali di pace e di contrasto alla pirateria. Ha assicurato che presterà la massima attenzione alle richieste del Presidente Monti, a cominciare da quella sul trasferimento dei due Marò dalla prigione ad altro luogo di custodia adeguato allo status dei due militari. Il Presidente del Consiglio ed il Premier Singh hanno espresso, infine, l’intenzione di rimanere in stretto contatto sino alla soluzione della vicenda.

7 marzo 2012 0

Lanciano: Tutto pronto per il 31° Cross del Sud

Di redazionecassino1

E’ oramai tutto pronto a Lanciano per il 31° Cross del Sud, che prenderà il via sabato mattina (10 marzo) all’Ippodromo Villa delle Rose di Lanciano (CH). Come già annunciato, sulla distanza di 8 Km si affronteranno tutti i migliori italiani della specialità, tra cui: Gabriele De Nard (G.A. Fiamme Gialle), Gianmarco Buttazzo (G.S. Esercito) al rientro dopo un serio infortunio e dopo la bella prova ai societari di Correggio, Marco De Gasperi (Forestale), Gilio Iannone (G.S. Esercito) , Alessandro Turroni (Atletica Cistella) e molte altre promesse dell’atletica italiana.

La tappa di Lanciano come sempre si preannuncia particolarmente importante, da una parte infatti per molti atleti sarà la prima occasione di rivincita dopo i Campionati Italiani Individuali di Borgo Valsugana e dei societari di Correggio.

Il percorso di gara come da tradizione sarà ricavato all’interno dell’Ippodromo Villa Delle Rose di Lanciano, fattore questo che inciderà sulla tattica di gara di molti atleti dal momento che gran parte del circuito è di natura sabbiosa.

Il Cross del Sud, come da tradizione poi, sarà preceduto dalla Coppa Speranze Gruppo Fiat, manifestazione riservata alle Scuole Medie Inferiori del comprensorio frentano-sangrino, che coinvolgerà circa 1500 studenti in rappresentanza di 24 scuole e di 40 Comuni.  La manifestazione vedrà, infine, l’assegnazione del 20° Memorial  Avv. Gennaro Paone, fondatore della Banca Popolare di Lanciano e Sulmona, e dell’8° Memorial Cavaliere del Lavoro Icilio Sideri, per molti anni presidente dell’Associazione Industriali di Chieti e ambedue grandi sostenitori del Cross del Sud e della Coppa Speranze.

Notevole infine la copertura mass-mediatica, garantita sia da Rai Sport Più con una sintesi di mezz’ora, sia dal sito internet www.atleticafiatformia.it , che oltre a foto e risultati delle edizioni passate, pubblicherà in tempo quasi reale tutti i dati relativi al Cross del Sud 2012.

La manifestazione è organizzata dall’A.S.D. Atletica Gruppo Fiat Auto Formia in collaborazione con la Direzione della Sevel di Atessa e della Banca Popolare di Lanciano e Sulmona, e ovviamente patrocinata dall’Amministrazione Comunale di Lanciano, dalla Regione Abruzzo, dalla Provincia di Chieti, dal Provveditorato agli Studi di Chieti, dal Coni e dalla Federazione Italiana di Atletica Leggera

7 marzo 2012 0

Tornavano in Italia per la Pensione, ma vivevano in Argentina. Cinque anziani denunciati a Vasto

Di redazione

Cinque anziani di Fraine (Chieti) sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Vasto dai carabinieri di Castiglione Messer Marino e della Compagnia di Atessa con l’accusa di indebita percezione di erogazioni in danno dello Stato. Il gruppetto di nonni avevano trovato un sistema ingegnoso per fare i nabbabbi in Argentina. Emigrati da anni in Sud America, tornavano in Italia, nei loro paesi di orgine, solo e giusto il tempo per conmfermare la loro residenza, e conservare, così, il diritto all’assegno sociale dell’Inps: circa 600 euro mensili. La normativa prevede la sospensione dell’assegno in caso di permanenza all’estero per un periodo superiore ad un mese. Decorso un anno dalla sospensione le sedi competenti dispongono la revoca del beneficio.

7 marzo 2012 0

Black out da neve, il comune di Serrone vicino ai cittadini per avere i rimborsi

Di redazione

“Rimborsi automatici e richiesta di risarcimento, le strade da seguire per il blackout elettrico causa neve sono due”. Il sindaco di Serrone, Maurizio Proietto, annuncia che per la mancanza di luce i fronti che si aprono sono diversi. In un caso, infatti, l’autorità per l’energia elettrica ed il gasi, prevede cifre forfettarie per interruzioni prolungate della fornitura di fornitura di energia elettrica: la delibera dell’Autorità n. 172/07 prevede, infatti, in caso di neve, che per i mancati ripristini delle forniture di energia elettrica dopo 8-16 ore di interruzione, a seconda della realtà territoriale di ‘alta, media bassa’ concentrazione, scatti un indennizzo di 30 euro più 15 euro ogni 4 ore di disservizio fino ad un tetto massimo di 300 euro. “Il rimborso – precisa il sindaco, Maurizio Proietto – viene erogato direttamente come sconto sulle prime bollette. Per un cliente privato ed un contratto standard, il risarcimento varierà da 100 a 300 euro; per potenze maggiori, riguardanti ad esempio un bar, si potrà arrivare fino a 1.000; nel caso delle aziende, in bolletta potrà essere restituita una somma variabile da un minimo di 1.000 ad un massimo di 6.000 euro. Sono soldi che l’Enel applica automaticamente in bolletta, senza che sia necessario farne richiesta”. “Per chi ha avuto danni per il blackout – aggiunge il sindaco – legati al malfunzionamento delle caldaie o alla conseguente mancanza di acqua, oltre al rimborso automatico si può chiedere un rimborso del danno soggettivo subito (danni ad apparecchi, elettrodomestici, etc.), rivolgendo una contestazione scritta al proprio fornitore (magari con invio di una copia conoscenza al distributore locale) tramite messa in mora. Per far questo ci si può rivolgere ad una delle diverse associazioni di consumatori (Codacons, Adiconsum, Aduc, etc) che, quasi sempre, forniscono assistenza gratuita o, quando è possibile, conducono battaglie collettive. Il Comune di Serrone ne sta contattando alcune chiedendo la disponibilità a venire un giorno in loco a sostenere i nostri cittadini”.