Giorno: 19 marzo 2012

19 marzo 2012 2

Una devastante bretella sulla storia di Cassino

Di admin
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“La mini bretella alle spalle della Chiesa Madre di Cassino nasce con tanti dubbi ed una certezza: devasterà il giardino pubblico direttamente con il suo tracciato ed indirettamente l’area storica-archeologica e idrogeologica limitrofa”. Lo scrive in una nota stampa l’ambientalista Edoardo Grossi di Cassino. “L’opera che non risolverà il problema del traffico.Da uno dei pochi spazi verdi che costeggia la Vecchia Cassino e le sorgenti del Gari, avrà origine, secondo il progetto, la mini bretella che raccorda Via Del Foro a Via Caio Fuzio Pinchera, (più conosciuta come via della Rocca) un’opera inutile e devastante. In pieno parco, a poca distanza dalle sorgenti del Gari e dai resti archeologici della Chiesa di Santa Maria delle Cinque Torri, o del Riparo, edificata alla fine dell’ VIII secolo, il nuovo nastro di asfalto si inerpicherà sulla Via Pinchera, un canale di auto, che tra l’altro, il bravo progettista, non ha calcolato nemmeno un marciapiedi, seppur previsto dal codice della strada, per le nuove costruzioni di strade urbane. E poi quella recinzione!!!!….Sarebbe più corretto restituire ai cittadini quel fazzoletto di verde, ora recintato dalla Curia, dove bambini e anziani del quartiere possano trovare spazio di incontro e di aggregazione all’aria aperta. Per i cittadini di Cassino quest’ opera si rivela come una decisione imposta dall’alto per cui un NO motivato non è un pregiudizio, anche perché a pagare il prezzo in termini di impatto ambientale saremo tutti. Noi ambientalisti manifestiamo il nostro dissenso e non è assolutamente vero che le associazioni hanno espresso parere favorevole, come qualche amministratore ha dichiarato sulla stampa, l’unico organo che può esprimere parere è la Consulta dell’Ambiente, e, a tutt’oggi, non è stata ancora costituita. Ancor più disperato è il messaggio di allarme sul futuro dell’area di interesse archeologico, che potrebbe essere definitivamente sotterrata dal cemento (vedete la foto) e dall’asfalto della nuova strada. L’opera fa parte di un progetto più ampio di valorizzazione e recupero della parte antistante la Chiesa Madre e dove è prevista anche la pedonalizzazione di piazza Corte, attualmente divenuta un garage all’aperto. Un appello: abbandoniamo la realizzazione della bretella, abbattiamo le recinzioni e ridiamo spazio verde ai cittadini, pedonalizziamo l’intera area e recuperiamo la Torre Campanaria e la Chiesa di Santa Maria delle Cinque Torri. Allora si che la città guadagnerà quel turismo tanto cercato, altro che PROGETTO DELLA FUNIVIA CASSINO – MONTECASSINO”

19 marzo 2012 0

Misteriosi lanci di sassi sull’A1, si ipotizza lotta tra camionisti nel frusinate

Di admin

Lanci di sassi dai cavalcavia contro quei bisarchisti che non si allineano alla protesta e continuano a trasportare auto. E’ solamente una ipotesi ma pare che gli inquirenti la ritengono tutt’altro che campata in aria. Mezzi in transito sul tratto autostradale Roma Napoli che attr5aversa la provincia Ciociara sono oggetto di preoccupanti episodi. L’ultimo risale ad alcune sere fa quando un bisarchista in transito con il suo mezzo sul territorio di San Vittore del Lazio, è stato centrato da un sasso che dopo aver sfondato il parabrezza, lo ha ferito. L’autotrasportatore ne avrà per una decina di giorni ma ciò che preoccupa è che l’episodio si va a sommare ad altri che sono accaduti nell’ultimo mese. Una circostanza simile, cioè un sasso che danneggia un mezzo, è già capitato ad Anagni, mentre in un’altra circostanza, sempre sull’A1 tra Caianello e San Vittore, Un altro camion prese improvvisamente e misteriosamente fuoco. Er. Amedei

19 marzo 2012 0

Comunità per le tossicodipendenze del Lazio sul piede di guerra, pronti alla mobilitazione

Di admin

“Siamo costretti a indire una mobilitazione per essere ascoltati”. Lo dicono in una nota stampa i responsabili delle comunità dei tossicodipendenti del Lazio che hanno organizzato per il 21 marzo una mobilitazione presso la sede del Consiglio Regionale della Pisana. “Dopo due anni di ripetuti tentativi d’incontro con l’Assessorato alla Sanità della Regione Lazio non vi è stata, ad oggi, alcuna risposta istituzionale”. Il Cearl raggruppa 27 comunità di recupero per tossicodipendenti del Lazio che si riconoscono nell’intesa Stato-Regione. Le strutture ospitano quotidianamente 900 persone e impiegano oltre 500 operatori per la cura di tossicodipendenti e per le attività di informazione, prevenzione e riduzione del danno. “Le rette giornaliere previste dalla Regione Lazio – si legge nella nota – attraverso le quali sopravvivono le comunità, sono tra le più basse di Italia: ad oggi la situazione non è più sostenibile • l’ultimo aumento delle rette per le comunità, nella Regione Lazio, è avvenuto nel 2001; • sono diminuiti notevolmente i posti accreditati, ciò permetterebbe alla Regione un adeguamento sulle rette che non intaccherebbe il budget attuale; • la Regione non riconosce l’aumento ISTAT, previsto nel decreto 616/2002; • i costi delle rette sono stati elaborati in base ai requisiti minimi di accreditamento previsti dalla Regione; • Le rette vengono pagate dalla Regione con lunghissimi ritardi (12 mesi) e coprono solo la metà dei costi di gestione previsti essendo tra le più basse dell’intero territorio nazionale: Comunità Terapeutico residenziale € 38,73 Comunità Terapeutico semiresidenziale € 24,79 Comunità Pedagogico residenziale € 32.03 Comunità Pedagogico semiresidenziale € 18,08 • Gli enti sono costretti a svendere i crediti che hanno con la Regione per far fronte all’emergenza e per garantire il pagamento degli stipendi dei lavoratori calcolati, tra l’altro, utilizzando il contratto più economico esistente; Vogliamo essere convocati dalla regione Lazio per risolvere la situazione e avviare un tavolo permanente di confronto. Chiediamo 1) che le rette vengano adeguate ai reali costi di gestione delle strutture; 2) che i tempi di pagamento delle rette siano certi e garantiti; 3) che le comunità vengano scorporate dall’accreditamento unico, per il riconoscimento delle loro peculiarità”. Per Contatti: Dott.ssa Germana Cesarano (Presidente del Cearl) cell. 3357153888 – e-mail: germanac@mclink.it; Dott.ssa Laura Antonelli (Tesoriera del Cearl) cell. 3337955172 – e-mail: l.antonelli@live.it

19 marzo 2012 0

Rifondazione comunista e Federazione della Sinistra: Un sit-in di protesta il 21 marzo in via Di Biasio

Di redazionecassino1

Da Riccardo Palma segretario del circolo PRC di Cassino riceviamo e pubblichiamo.

Sulle pensioni, l’Unione Europea è meno ipocrita del governo italiano e della maggioranza che lo sostiene. Dopo tante bugie sul fatto che gli italiani andavano in pensione troppo presto, mentre la media era in linea con quella europea, e che il sistema costava troppo, mentre l’Inps era abbondantemente in attivo, adesso con il Libro bianco della Commissione Europea c’è la conferma che già nel 2020, a causa della riforma Monti-Fornero, l’età di pensionamento in Italia sarà la più elevata tra i 27 paesi europei. Ma l’Europa non si accontenta di un governo che ha fatto i compiti per casa con più solerzia, e più iniquità, degli altri e raccomanda anche il concorso delle pensioni integrative private come integrazione del reddito degli anziani, visto che le pensioni, in rapporto alla retribuzione finale, si ridurranno in 40 anni del 15% dell’importo. E così si scopre palesemente il vero obiettivo della riforma Monti-Fornero: non mettere a posto conti che già funzionavano, ma fare l’ennesimo regalo a banche e assicurazioni.

La firma di Monti per conto dell’Italia sul fiscal compact europeo fa parte del golpe morbido che stiamo vivendo da alcuni mesi. Quell’accordo, imposto dalla Germania, stabilisce che ogni paese deve rientrare del proprio debito pubblico superiore al 60% in vent’anni. Per l’Italia, che ha il 120%, significa il 3% l’anno: in altre parole il debito deve essere tagliato di circa 45 miliardi l’anno. Visto come suggerisce di tagliarlo l’Europa delle banche (tasse inique, tagli al sociale e privatizzazioni), significa una manovra Monti all’anno per vent’anni. Cioè la recessione per un ventennio. Ma se crolla il Pil (recessione) anche il rapporto debito/pil – che è quello che conta – peggiora. E quindi tutte questa storia è inutile. Ma ci sono o ci fanno? Entrambe le cose. E’ un mix di folle ideologia liberista e di interessi di classe da parte di chi, come banche e multinazionali, vogliono la fine degli investimenti pubblici e del welfare state per privatizzare tutti i beni comuni e i servizi pubblici rimasti. E’ allarmante che il Parlamento voti compatto questa camicia di forza, mentre in altri paesi si farà il referendum. Come Rifondazione Comunista chiediamo a tutti i cittadini di informarsi e di dare battaglia insieme a noi prima che sia troppo tardi.

Quindi, i banchieri di governo sono all’opera. Mario Draghi dichiara la fine del modello sociale europeo e nessuno muove una piega. Mario Monti prepara nuove controriforme del diritto del lavoro (e qualcuna già la attua, come il decreto sulla causale del lavoro interinale). Intanto è certificato che i salari italiani sono tra i più bassi d’Europa. Infatti Eurostat “certifica” la miseria dei salari italiani. In Italia un lavoratore  percepisce la metà dei suoi colleghi tedeschi , olandesi e lussemburghesi. Tutto ciò è scandaloso!  Ma ancora più scandalose sono le politiche del governo Monti che attraverso la cosiddetta “modernizzazione” del mercato del lavoro e manomissione dell’articolo 18 vuole ridurre il potere contrattuale dei lavoratori ed aumentare il loro sfruttamento. In realtà si vuole scaricare su di essi  i costi di una crisi che ha all’origine proprio l’impoverimento di massa e le enormi diseguaglianze sociali (per fare un solo esempio basti guardare tanto i redditi e i patrimoni dei nostri sobri governanti). La redistribuzione delle ricchezze e il riequilibrio dei redditi oltre ad essere obiettivi ineludibili di giustizia sociale, sono quindi presupposti indispensabili per uscire dalla crisi!

L’attacco al mondo del lavoro continua a dispiegarsi. Marchionne si rifiuta di reintegrare i tre operai di Melfi: è un reato previsto dal codice penale ma nessuno batte ciglio. L’Unità viene tolta dalle bacheche di fabbrica e Confindustria plaude. E nessuno mette in discussione l’art. 8 della manovra dell’anno scorso. Come si fa a non opporsi a un governo così?

Siccome il posto fisso è monotono, adesso lo vogliono rendere anche pericoloso. Il governo Monti attacca anche la sicurezza sul lavoro, dopo quella del lavoro. L’art. 14 del Decreto Semplificazioni stabilisce infatti la “soppressione o riduzione dei controlli sulle imprese in possesso della certificazione del sistema di gestione per la qualità (UNI EN ISO-9001), o altra appropriata certificazione emessa, a fronte di norme armonizzate, da un organismo di certificazione accreditato.” Peccato che queste certificazioni non hanno niente a che vedere con la sicurezza nei luoghi di lavoro. Quindi ciò significa mettere una pietra tombale sui controlli. E anche qualora qualche controllo venisse fatto, sarebbe da condurre in “collaborazione amichevole con i soggetti controllati”: un eufemismo forse per dire di chiudere un occhio?

Dopo aver varato la più pesante controriforma previdenziale della nostra storia, senza un reale confronto con le parti sociali e senza una risposta politica e sociale minimamente proporzionale alla sua iniquità, il governo Monti sembra inesorabilmente avviato a manomettere l’art.18 e gli ammortizzatori sociali…

Ciò avviene in un contesto pesantemente devastato da crescenti disoccupazione, povertà e precarietà e mentre il “modello Marchionne” rischia di estendersi a tutto il mondo del lavoro, mettendo a repentaglio la stessa azione democratica dei sindacati e la possibilità dei lavoratori e delle lavoratrici di avere rappresentanza.

Se è in primo luogo necessario stare in modo forte e visibile al fianco della Fiom, che con coraggio e determinazione porta avanti una battaglia per arginare la folle applicazione dei dettami della Bce e della Confindustria, dall’altro lato non possono sfuggirci le nostre dirette responsabilità politiche. Anche in relazione alla travagliata e disarmante paralisi del Pd, le forze democratiche e della sinistra non impantanate nelle sabbie mobili del sostegno al governo Monti, non possono limitarsi ad un mero appoggio “di opinione” nei confronti delle lotte della Fiom e della tenuta della Cgil, oggettivamente in difficoltà. La portata storica dell’attacco in atto deve far prevalere su ogni altra possibile valutazione di tattica politica le forti ragioni dell’unità a difesa dei diritti del lavoro, della democrazia, della civiltà.

Occorre quindi concordare percorsi unitari di mobilitazione. Costruire insieme, ed in forma aperta, un’iniziativa politica forte e capillare volta alla difesa ed all’estensione delle tutele sociali nei confronti dei soggetti più colpiti dalla crisi e contro gli attacchi governativi e padronali ai diritti del lavoro, sarebbe un segnale importantissimo, che potrebbe avere una qualche efficacia nella situazione attuale e che potrebbe costituire un punto di riferimento rispetto alla sofferenza e al disagio sociale crescenti.

Per questo abbiamo organizzato un presidio  in data mercoledì 21 marzo dalle ore 9.00 alle ore 11 nei pressi della sede della CGIL di Cassino, in occasione, della venuta a Cassino del ministro Gnudi (in sostituzione di Monti, impegnato in altre vicende istituzionali) per chiedere al governo se la manovra che loro giudicano equa, debba essere pagata per l’80% dai lavoratori e pensionati, per il 15% dai redditi alti e solo del 5% dai ricchi. Abbiamo chiesto ai partiti di SEL e di IDV di Cassino di aderire all’iniziativa. Non hanno aderito. Chiediamo agli iscritti e simpatizzanti delle forze sane di essere presenti comunque all’iniziativa perché i provvedimenti del governo vanno ben oltre le visioni strategiche elettoralistiche del loro gruppo dirigente e producono effetti devastanti sulla qualità della vita delle cittadine e dei cittadini di questo paese. Hanno invece aderito la FIOM di Cassino, il Centro dei Diritti e l’associazione “Peppino Impastato”,  Invitiamo tutti i cittadini a partecipare. Facciamo sentire la nostra voce.

 

 

 

19 marzo 2012 0

Petrarcone: “Il Manzoni non cala e non calerà mai il sipario”

Di admin

“Il Teatro comunale ‘Alessandro Manzoni’ non chiude e non chiuderà neanche in futuro; questa è l’unica cosa certa di cui i cittadini di Cassino possono star sicuri.” Questa è la posizione netta, espressa dal primo cittadino di Cassino Giuseppe Golini Petrarcone, in risposta al volantino distribuito nei giorni scorsi dalla società che attualmente gestisce il Teatro cittadino. “È chiaro a tutto – ha continuato Petratcone – che la cultura ed il turismo sono punti cardine su cui questa Amministrazione si basa anche per dare un rilancio economico all’intero territorio. Per questo sono apparsi quanto mai fuori luogo sia il volantino, distribuito all’ingresso del ‘Manzoni’ prima di un’opera importante qual è ‘ La Traviata ’, che il comunicato a firma della direzione della società Nuove Strategie che attualmente gestisce il Teatro cittadino. Un’azione ancora meno comprensibile se si pensa al rapporto di stretta collaborazione che questa Amministrazione ha instaurato sin da subito con chi gestisce il Teatro. Scendendo nello specifico, inoltre, è bene ribadire che il contratto, di cui si parla nel comunicato, ha come scadenza febbraio 2013 e se ancora non si è provveduto al rinnovo per gli anni avvenire è perché proprio in questi giorni stiamo discutendo e lavorando per risolvere le questioni relative alla comproprietà che, nella gestione del Teatro Manzoni, il Comune ha con l’Università degli Studi di Cassino. Allo stesso modo è giusto che i cittadini di Cassino sappiano che questa Amministrazione, oltre ad una futura programmazione oculata ed attenta della stagione teatrale come finora fatto con ottimi risultati dalla società Nuove Strategie, ha come obiettivo la tutela di tutte le forze culturali e sociali della Città che devono percepire la gestione del Teatro Manzoni come comunale e non come privata.” Della stessa opinione l’assessore alla cultura del Comune di Cassino Danilo Grossi che aggiunge: “Bisogna avere molto rispetto delle Istituzioni , anche perché quando questo viene meno nascono problemi evidenti. Le condizioni deficitarie in cui versa la struttura (un’acustica non all’altezza, infiltrazioni d’acqua quando piove ed altre problematiche) sono, purtroppo, ascrivibili a mancanze delle vecchie Amministrazioni comunali e di chi ha costruito il Teatro. Dico questo non certo per scaricare le responsabilità, ma per mettere con fermezza in evidenza le numerose problematiche che questa Amministrazione si è trovata ad affrontare e sta cercando di risolvere. Anche questa comunicazione non ha certo l’intento di polemizzare, ma vuole rassicurare cittadini ed operatori del settore che questa Amministrazione sarà sempre al loro fianco per far si che il Teatro comunale sia sempre un’eccellenza ed un punto di riferimento per la Città di Cassino e per l’intero territorio.”

19 marzo 2012 0

Falsi medici dietologi improvvisavano visite al bar, denunciati

Di admin

Oggi i carabinieri di Sezze a conclusione di attività info-investigativa, deferivano in stato di libertà una coppia di coniugi che, dopo essersi introdotti in un bar del posto, visitavano i cittadini del luogo, dichiarandosi “medici dietologi”, dietro compenso di danaro. Nella circostanza veniva sequestrata la somma in contanti di 305,00 euro quale provento dell’attività illecita.

19 marzo 2012 0

I Poliziotti e i Vigili del Fuoco scendono in piazza contro le scelte del Governo

Di admin

Abbiamo constatato che il tema della previdenza riguardante i 500.000 Appartenenti alle Forze di Polizia, Forze Armate e Vigili del Fuoco non rientra tra le questioni di maggiore interesse per il Governo. Tre mesi fa il Presidente del Consiglio, nel presentare la manovra finanziaria ai Sindacati di Polizia ed agli organi di Rappresentanza militare aveva dichiarato che avrebbe tutelato la specificità del Comparto. Adesso il Governo mostra di andare in direzione opposta. Sulle pensioni intenderebbe determinare un peggioramento delle condizioni di accesso per gli Operatori del Comparto Sicurezza-Difesa e Soccorso Pubblico. Le Organizzazioni Sindacali SIAP-SILP/CGIL-COISP-ANFP della Polizia di Stato, OSAPP-SINAPPE-FP CGIL della Polizia Penitenziaria e Corpo Forestale dello Stato e USPPI, CONFSAL, SINDIR UGL dei Vigili del Fuoco denunciano la forte preoccupazione per una visione solo ragionieristica che il Governo manifesta nell’affrontare la questione previdenziale che andrebbe, invece, analizzata con attenzione e competenza e che riguarda centinaia di migliaia di Operatori della sicurezza che quotidianamente affrontano armati, in situazioni complesse e rischiose, il controllo del territorio e dell’ordine pubblico, il controllo degli Istituti penitenziari ed il servizio di soccorso pubblico. Denunciamo, quindi, l’assoluta mancanza di sensibilità che il Governo dimostra nei confronti degli Appartenenti al Comparto Sicurezza-Difesa e Soccorso Pubblico, nonché la mancanza di consapevolezza da parte dello stesso circa i rischi per gli Operatori di Polizia e soprattutto per i cittadini, derivanti da un ulteriore aumento dell’età media dei Poliziotti, Militari e Vigili del Fuoco. Rivendichiamo, con forza, l’avvio della previdenza complementare che gli Operatori del Comparto attendono ormai da oltre 15 anni, oggi ancor più necessaria e indifferibile stante l’introduzione del sistema contributivo per tutti i lavoratori. Pur dinanzi alla disponibilità dimostrata soltanto in questi giorni dal Governo ad incontrare le Rappresentanze Sindacali per un confronto sulle pensioni, frutto soprattutto delle nostre pressioni esercitate dichiarando lo stato di mobilitazione, siamo oggi presenti davanti al Ministero del Lavoro, al Ministero dell’Economia e davanti a tutte le Prefetture, per manifestare il dissenso della categoria contro decisioni che il Governo sembra voler adottare in materia di pensioni anche a costo di provocare un pericoloso abbassamento dei livelli di sicurezza dei cittadini e degli Operatori del Comparto Sicurezza-Difesa e Soccorso Pubblico. Porteremo le nostre rivendicazioni in sede di confronto con il Governo, sostenendo con forza il riconoscimento della nostra specificità, soprattutto su una materia come quella previdenziale, nella considerazione che le decisioni che verranno prese, qualora sbagliate, avranno certamente ricadute negative sulla sicurezza dei cittadini. Polizia di Stato SIAP – SILP/CGIL – COISP – ANFP Polizia Penitenziaria Vigili del Fuoco OSAPP – SINAPPE USPPI – CONFSAL – SINDIR UGL

19 marzo 2012 0

Disagio giovanile, Abbruzzese: a Cassino un Osservatorio per potenziare la prevenzione

Di redazionecassino1

“I dati riguardanti la dipendenza da sostanze stupefacenti forniscono un quadro molto preoccupante della grave situazione di disagio in cui versano molti dei giovani della nostra regione. Se alle dipendenze aggiungiamo anche le altre patologie connesse all’abuso di alcool ed ai disagi alimentari (anoressia e bulimia) abbiamo un quadro decisamente spaventoso. Una situazione sulla quale la politica ha il dovere morale di intervenire, appoggiandosi sia a chi ogni giorno vive la realtà della lotta alle dipendenze (Asl territoriali e Fondazione Exodus), sia agli enti formativi e di ricerca come l’Università di Cassino, che studia e monitora il fenomeno per prevenirlo”. Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio Regionale del Lazio, Mario Abbruzzese, intervenuto questa mattina, presso il Rettorato dell’Ateneo del Lazio Meridionale, alla conferenza stampa organizzata per rendere nota la firma del protocollo d’intesa che istituisce un Osservatorio sulle Dipendenze.

“Sono fermamente convinto – ha continuato Abbruzzese – che questa struttura sarà uno strumento utile per monitorare la situazione delle dipendenze sul territorio, individuando le cause del disagio giovanile e in particolare quello legato all’abuso di sostanze psicotrope. Mi auguro che esso possa rivestire una funzione di coordinamento, una sorta di ponte tra ricerca scientifica ed intervento sanitario, che funga da cabina di regia per migliorare i servizi ed allo stesso tempo per potenziare politiche di prevenzione più efficienti.

Politiche su cui – ha concluso il presidente dell’Assemblea regionale – anche il Consiglio regionale e la Giunta hanno capacità d’intervento attraverso l’ufficio del Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza e l’Assessorato alle Politiche Sociali. Assessorato, quest’ultimo, che di recente si è fatto promotore di “Dipende da te”, campagna di prevenzione e di comunicazione articolata in cinque distinti progetti, ognuno dei quali rivolto a uno specifico target di riferimento, dai ragazzi delle scuole medie fino agli anziani. Una campagna che intende contrastare non solo le vecchie, ma anche le nuove dipendenze, che catturano nella loro rete soprattutto i più giovani”.

19 marzo 2012 0

Volley femminile: BLS Lanciano sconfitta in casa dalla capolista Giulianova

Di redazionecassino1

Sconfitta in casa della capolista Giulianova per la BLS Lanciano, ma le frentane disputano una gara piacevole e nei primi due set provano a mettere in difficoltà più volte le padrone di casa.  Il primo parziale è giocato punto a punto e solo nel finale prevalgono le giuliesi, ma Lanciano riceve bene, difende e batte con efficacia, solo l’attacco è contenuto abbastanza dal Giulianova e stenta in alcuni frangenti. Nel set successivo la BLS parte forte e costringe l’Auo4 ad inseguire, ma ogni volta che le ragazze di casa ottengono con pazienza e rigiocando più di una volta l’azione, le giovani lancianesi inventano un ace, un attacco efficace, una buona difesa che le riporta in vantaggio; solo a fine set il Giulianova indovina l’accelerazione giusta e sorpassa definitivamente per chiudere sul 2 a 0. Il set finale è lottato solo all’inizio, poi l’ottima difesa e il contro gioco del Giulianova hanno la meglio, ma la BLS ha dimostrato la giusta mentalità e l’approccio positivo alla gara, doti che serviranno nella gara di sabato prossimo col Francavilla.

AUTO4 GIULIANOVA – BLS LANCIANO  3-0    25/23(22‘) 25/22(27‘) 25/15(20‘) /(‘)

AUTO4 GIULIANOVA Angelozzi Beato Celani Clementoni D’Ambrosio Di Carlo Di Luca Di Sabatini Kuranda Matricciani Vallese Mattiucci Ferrari

1All D’Andrea   2All Danesi De Luca

BLS LANCIANO: Milano 5, Dalerci 0, Di Mattia 5, Di Paolo 8, Sorrentini (L), Rossi 6, Della Valle 7,  Salerno, D’Ortona 9

1All: D. Litterio   2All: MM.Corzo

Arbitri Di Valentino e Ragni di Teramo

 

19 marzo 2012 0

Volley maschile: Barbecue Lanciano impegna la capolista Cellino, ma perde

Di redazionecassino1

Una Barbecue Lanciano che non t’aspetti impegna a fondo la capolista Cellino prima di cedere in quattro set. Mancavano alcuni elementi della formazione, l’arrivo nell’impianto era stato alquanto laborioso per difficoltà di percorso, non sembrava la giornata migliore, invece dopo un primo set non facile i lancianesi partono col turbo nel secondo e acquisiscono un ottimo vantaggio ed anche se i padroni di casa reagiscono il set è appannaggio dei frentani, che gestiscono bene il finale.  Nel terzo il Cellino acquisisce un vantaggio anche di 11 punti, ma Lanciano si aggrappa alla difesa (fondamentale non sempre frequentato) ad un muro spesso efficace e si arrampica recuperando 12 punti prima di arrendersi. Il set finale è equilibrato e vivace con scambi anche lunghi, qualche volta anche portati a casa dal Barbecue, che registra bene attacco e ricezione, ma il finale è per il Cellino, che però rispetto all’andata deve sudarsi la vittoria e questo dà la misura della crescita dei ragazzi di Dalerci nel girone di ritorno. Prossima settimana ancora fuori casa dal Pescara 3.

PNK FARMACEUTICI CELLINO ATTANASIO – BARBECUE LANCIANO 3-1 25/16(17’) 22/25 (25’) 25/19 (25’) 25/21 (25’) / (’)

PNK FARMACEUTICI CELLINO ATTANASIO Iezzoni De Paulis Di Carlo De Paulis Di Giorgio Orsetti Marrone Capitani Pilotti Graziani Pilotti

1All Del Papa

BARBECUE LANCIANO Milano Staniscia Valerio Martelli Sciorilli Colacioppo  Volpe Grossi

1All Dalerci

Arbitri Ragni e Chieralanza di Teramo