Il progetto “Giocoteca in carcere” nella sezione femminile dell’Istituto di pena di Latina

10 marzo 2012 0 Di redazionecassino1

Il carcere non solo come luogo per scontare la pena, ma come momento di socializzazione, di vicinanza con i propri cari, con i figli, fuori dai locali ordinari di visita, dove vivere in modo più naturale gli affetti, questo il senso del progetto ‘Giocoteca in carcere’ avviato e concretizzato ieri dalla Coop. ‘I Naviganti’ di Cassino nella sezione femminile di massima sicurezza del carcere di Latina. Gli animatori del Bianconiglio, Nunzio, Valeriano e Susy, la presidente Simona Di Mambro, insieme al responsabile Carmine Mernini hanno aiutato le detenute del settore di massima sicurezza del carcere di Latina, a preparare una giornata di festa per i loro figli, i nipoti ed anche qualche parente.

“Lo scopo del progetto – afferma la dott.ssa Di Mambro – è ridurre al minimo il devastante impatto che i bambini sono costretti a subire al momento dell’incontro con il genitore detenuto. L’ingresso in carcere per un bambino e la permanenza nella struttura, sia pure limitata al tempo del colloquio, hanno sicuramente un effetto di rifiuto che rimarrà nell’animo del minore con conseguenze psichiche negative. Da questa e da altre convinzioni nasce il progetto Giocoteca finalizzato, se non proprio a eliminare, quanto meno ad attenuare gli effetti devastanti del luogo di pena sui più piccoli. Ecco allora la scelta di creare degli ambienti adeguati, dove poter effettuare il colloquio, in un clima e soprattutto in un contesto diverso; in un ambito il più possibile simile a quello di una scuola dell’infanzia. Inoltre siamo stati accolti dalle detenute, dieci in tutto quelle recluse in questo particolare settore, in maniera splendida e le stesse nelle loro celle, hanno preparato un delizioso buffet”.

Il responsabile del progetto Carmine Mernini spiega: “Quando pensiamo al carcere, lo immaginiamo come qualcosa a noi esterno ed estraneo. Eppure è il prodotto della nostra società, siamo noi, che viviamo al di fuori di quel recinto, che dobbiamo preoccuparci di debellare le cause della sua esistenza, di creare le condizioni migliori per accogliere chi si troverà a vivere tra di noi dopo essere stato da noi separato. Le porte del carcere non devono essere percepite come una separazione, ma come un passaggio. La dignità, il diritto alla salute, al lavoro, alla scuola, alla parola devono essere garantiti, soprattutto quando si parla di bambini; speriamo durante tutto l’arco dell’anno di poter contribuire a rendere migliori questi momenti così importanti per la famiglia”. Prossimo appuntamento  a Pasqua quando la Coop. I Naviganti, organizzerà una nuova e divertente giornata con tante nuove sorprese per i piccoli ospiti.

F. Pensabene