Marò italiani prigionieri dei pirati indiani

7 marzo 2012 2 Di redazione

Prigionieri dei pirati. E’ ciò che sta accadendo ai due militari del San Marco “arrestati” dalle autorità Indiane il 15 febbraio scorso, accusati dell’omicidio di due pescatori. I Marò era impegnati nell’operazione internazionale anti pirateria e stavano scortando la petroliera italiana Enrica Lexie, quando, in acque internazionali, dopo alcuni colpi di avvertimento, hanno sparato contro una imbarcazione che si avvicinava minacciosamente alla nave italiana. Sono così morti due presunti pescatori. Per quale motivo quel peschereccio si sarebbe avvicinato nonostante i colpi di avvertimento? Ma le domande sono tante e soprattutto, viene da chiedersi cosa ci sia dietro all’atteggiamento del paese asiatico che lo spinge al braccio di ferro con l’Italia. A quella gente va ricordato che i soldati erano lì perché esiste un problema: quello dei pirati. Ipotizzando che questi non sono indiani, ma solo ipotizzandolo, non si può certamente negare una responsabilità di quel Paese al fenomeno dei saccheggi e degli arrembaggi alle imbarcazioni in transito in quelle zone. Le coste indiane, infatti, offrono rifugi sicuri ai pirati e le autorità del paese più popoloso al mondo, che mira ad un maggior prestigio internazionale, prima di ciò, dovrebbe iniziare a fronteggiare proprio il problema della pirateria per evitare che si pensi ad un clima di complicità. Ma ancora prima dovrebbe imparare a riconoscere i diritti internazionali, secondo i quali, se reato è stato commesso in acque extraterritoriali, i due indagati vanno processati in Italia. Ma queste regole sono per Paesi Civili. Purtroppo, i nostri Marò, al momento sono in mano a gente che dimostrano di essere ben altro.
Ermanno Amedei