Giorno: 9 aprile 2012

9 aprile 2012 0

Cade in casa, 86enne ferita salvata da pompieri e 118 di Lanciano

Di redazione
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Un Lunedì di pasquetta doloroso per una donna di 86 anni di Lanciano. La donna, nel pomeriggio di oggi, è caduta all’interno della sua abitazione di via del Verde rompendosi un femore e lussandosi una spalla. Nonostante ferita è rimasta lucida riuscendo a lanciare l’allarme. Gli operatori del 118 giunti sul posto hanno trovato la porta dell’appartamento al primo piano chiusa dall’interno e, per questo, è stato necessario far intervenire anche i vigili del fuoco di Lanciano. Grazie ad una scala i pompieri sono arrivati ad una finestra lasciata socchiusa, da la sono entrati aprendo il portone e permettendo agli operatori sanitari di soccorrere la donna ferita.

9 aprile 2012 0

Ancora cani randagi aggressivi nel milanese, Aidaa chiede il censimento dei cani nel campo Rom

Di redazione

Dall’associazion e Aidaa riceviamo e pubblichiamo.

Dopo la triste vicenda di Muggiano quando un gruppo di cani ha sbranato uccidendolo un uomo che passava sulla stradina di campagna, venerdi un altro inquietante episodio è avvenuto in Viale Ripamonti nella zona sud di Milano dove 2 cani hanno aggredito due dipendenti di un vivaio della zona, i cani sono tornati in azione ieri, ma nonostante sia stata chiamata la polizia che ha allertato le unità cinofile dell’ASL i due cani sono riusciti ancora a fuggire facendo perdere le proprie tracce. Milano è una città dove il randagismo è sotto controllo per non dire quasi inesistente, per questo motivo sia nel caso di Muggiano che probabilmente anche in questo caso non si può parlare di cani randagi ma probabilmente di cani che vivono allo stato semibrado in alcuni campi rom o al seguito di qualche sbandato. Da qui la proposta di AIDAA di provvedere immediatamente a censire e microchippare tutti i cani ( e sono diverse decine) che vivono dentro i campi rom e laddove necessario provvedere al sequestro preventivo degli animali se mordaci in modo che si possa provvedere al loro recupero. “Due episodi cosi ravvicinati ci fanno pensare che si tratti di cani probabilmente tenuti in qualche campo rom o comunque in abitazioni irregolari e che hanno la possibilità di allontanarsi senza essere troppo seguiti- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- a Milano esiste un’ottima anagrafe canina ed un ottimo servizio veterinario per questo motivo riteniamo innanzitutto per il bene degli stessi animali che si provveda a censire, microchippare e laddove indispensabile porre sotto sequestro tutti i cani che non sono ancora in regola con le normative regionali e nazionali e che vivono all’interno dei campi rom, purtroppo il rischio che questi cani lasciati vivere allo stato semibrado possano creare problemi è evidente da qui la necessità di provvedere ad un loro censimento ed a una loro messa in regola. Ovviamente- conclude Croce- questo non vuol dire che tutti i cani devono essere sequestrati anche perché siamo certi che la maggior parte dei cani tenuti nei campi dai rom e dagli altri nomadi sono trattati bene, ma purtroppo bastano pochi esemplari maltenuti per creare un allarme sociale e una psicosi collettiva che sarebbe buona cosa prevenire anziché trovarci ogni volta a combatterla”.

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Il Trota nella rete si dimette. Anche l’ultimo Bossi lascia l’incarico

Di redazione

Mentre i leghisti scoprono che Non è solo “Roma Ladrona”, anche l’ultimo dei Bossi lascia la carica da consigliere regionale della Lombardia. Un ruolo che al “Trota” è stato più volte contestato anche all’interno della stessa Lega. Oggi Renzo Bossi ha annunciato le sue dimissioni contro le quali nessuno si è opposto. Una decisione che coincide con le forti dichiarazioni rese alla stampa dal suo ex autista e guardaspalle che racconta come a suo nome era costretto a prendere soldi dalla Lega per girarli direttamente e, in contanti, nelle mani di Renzo. Dal canto suo il trota continua a sostenere, spalleggiato dal padre, la sua innocenza mentre l’obiettivo di chi vuol fare pulizia all’interno del partito del nord punta l’obiettivo sulla vice presidente del senato, l’energica Rosy Mauro finita insieme alla famiglia Boissi, nella bufera giudiziaria per i fondi al partito distratti per fini personali. Calderoli ne chiede le dimissioni. Una cosa va riconosciuta ai Bossi; una volta spalle al muro, hanno scelto di farsi da parte, mentre altri, vedi Rutelli, hanno preferito arrampicarsi sugli specchi per rimanere al vertice del partito. Er. Am.

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Lutto nel giornalismo: morta a 86 anni Miriam Mafai

Di redazionecassino1

E’ deceduta all’età di 86 anni, in seguito ad una lunga malattia, Miriam Mafai. La Mafai ha dedicato la sua vita al giornalismo, scrivendo su l’Unità e altre importanti testate italiane. Ha preso parte alla nascita de la Repubblica nel lontano 1976 e poi ne è diventata editorialista. Nella sua vita c’è stata anche la politica, infatti è stata anche parlamentare italiana eletta nelle file del Partito Democratico della Sinistra. Inoltre, è stata per gran parte della sua vita la compagna di Giancarlo Pajetta, storico esponente del P.C.I.

9 aprile 2012 0

Neve e vento, colpi di coda del “generale Inverno” a Lanciano

Di redazione

Coda d’inverno a Lanciano e nell’hinterland. Da ieri nel frentano le temperature sono andate picco scendendo anche di oltre 15 gradi. Mentre nella notte il vento ha spazzato le città della valle fancendo cadere anche diversi cornicioni nel centro di lanciano, in montagna, a Pizzoferrato, sono caduti circa 20 centimetri di neve. Un fenomeno fuoristagione che, per fortuna, non ha arrecato gravi danni.

9 aprile 2012 0

Sequestra, picchia e violenta sotto la minaccia di un coltello una 46enne, 62enne arrestato dai carabinieri

Di admin

Ieri sera a Roccasecca i Carabinieri della locale Stazione e quelli della Stazione di Arce, hanno arrestato un 62enne del luogo poiché resosi responsabile del reato di “sequestro di persona, violenza sessuale, rapina e lesioni personali”. L’uomo, poco prima in Roccasecca, dopo aver conosciuto una signora quarantaseienne di Roma con la scusa di prestarle aiuto la convinceva a seguirlo presso la propria abitazione ove la rinchiudeva, picchiava e più volte violentava sotto la minaccia di un coltello, derubandola poi del denaro in contante. La donna solo dopo alcune ore riusciva a convincere l’uomo a lasciarla andare facendosi restituire una parte degli indumenti ed una volta in strada veniva soccorsa. Il denaro ed i restanti indumenti rinvenuti venivano restituiti all’avente diritto. L’arrestato veniva sottoposto, dopo le formalità di rito, al regime degli arresti domiciliari presso la propria abitazione.

9 aprile 2012 0

Ponte pasquale. Sicurezza stradale: gli ultimi dati dell’ISS rilevati dal Sistema Ulisse

Di admin

Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo: Periodo pasquale e periodo di esodi dei vacanzieri. L’Italia è percorsa in lungo e in largo a cavallo tra la Pasqua e la Pasquetta da milioni di autovetture mentre non sempre gli automobilisti e i loro passeggeri si adoperano per la propria sicurezza, almeno per quanto è dato conoscere da quanto rilevato dal Sistema Ulisse. Tale apparato da quasi dodici anni ha avviato un vero e proprio monitoraggio su tutto il territorio italiano sull’uso dei sistemi di sicurezza sugli autoveicoli ed in particolare delle cinture e del casco. Ulisse, in vigore dal dicembre 2000 è gestito, sulla base di una convenzione tra Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e Istituto Superiore di Sanità, che realizza le attività di sorveglianza nelle diverse regioni italiane in collaborazione con gli operatori del sistema sanitario e dei trasporti sulla base di procedure e metodi di rilevamento definitivamente validati, ponendo a disposizione dati periodici e aggiornati sulle prevalenze d’uso dei dispositivi da parte degli utenti della strada. Si può leggere sul sito dell’ISS che “le rilevazioni sono relative all’uso appropriato, cioè allacciato, del casco su moto o ciclomotore e delle cinture di sicurezza da parte dei conducenti e dei passeggeri trasportati anteriormente. Le osservazioni vengono effettuate normalmente ogni mese su differenti tipologie stradali, principalmente strade extraurbane (statali, regionali, provinciali, comunali) e strade urbane. In quest’ultimo caso – che rappresenta la tipologia attualmente più presidiata – le rilevazioni riguardano sia le aree urbane centrali che quelle periferiche” . I dati riguardano anche i campioni per sesso, fasce d’età o tipologia dei conducenti (veicoli professionali, taxi, ecc.) e hanno attivato a livello sperimentale, anche il monitoraggio sull’uso delle cinture di sicurezza sui sedili posteriori del veicolo (stimato dal sistema Ulisse attorno al 10%), l’uso dei cellulari alla guida (circa 9%) e sull’uso delle luci diurne (80% in zona extraurbana). Per quanto riguarda l’uso delle cinture, gli ultimi dati, che riguardano il biennio 2009-2011, dimostrano che nelle aree urbane meno del 64% degli utenti le utilizza, con differenziazioni comportamentali a seconda delle diverse aree geografiche del Paese: il 77,5% al Nord, il 66,5% nelle regioni centrali e il 44,9% in quelle dell’Italia meridionale e insulare. Vi è da sottolineare, però che nell’arco dell’ultimo decennio l’uso delle cinture di sicurezza è notevolmente cresciuto attestandosi ad una percentuale di + 35 %. Si pensi che all’inizio delle rilevazioni del Sistema Ulisse, e quindi nel 2000 era solo il 29,4% ad indossare le cinture. L’introduzione della patente a punti nel 2003 ha fatto registrare un’impennata nell’attenzione degli automobilisti con percentuali d’uso che erano schizzate sino al 70,7% per poi decrescere negli anni successivi fino al dato attuale pari precisamente al 63,8%. Più riguardo per l’uso delle cinture di sicurezza si è osservato sulle strade extraurbane con valori più elevati del 5-10 % in più rispetto all’utilizzo in città ed a seconda delle varie regioni. Per quanto riguarda l’uso del casco il Sistema Ulisse ha specificato che nel Nostro Paese sulle strade urbane si è registrata una prevalenza d’uso di questo dispositivo attorno al 90%, per la precisione pari all’89,8%. Marcate ma meno che per le cinture, le differenze fra varie aree geografiche con un 99,9%, quindi quasi prossimo all’utilizzo generale nel Nord, il 93,1% nelle regioni centrali e il 76,6% nel meridione e nelle isole. I valori rilevati, riguardano l’uso del casco sulle due ruote motorizzate (motocicli e ciclomotori) da parte dei conducenti e di eventuali trasportati e si riferiscono in particolare alle osservazioni compiute durante tutto l’arco della giornata nelle zone centrali delle aree urbane monitorate dal Sistema, essenzialmente i capoluoghi di provincia.

In questo caso, però le percentuali d’uso del casco individuate negli ultimi anni non sono molto differenti da quelle rilevate all’inizio del millennio. Ciò perché la normativa che introduceva l’obbligo del casco di cui alla legge 472/1999 aveva già prodotto nei primi mesi del 2000 un innalzamento significativo delle prevalenze d’uso di questo tipo di protezione. Prima dell’entrata in vigore delle nuove norme l’uso del dispositivo costituiva praticamente una rarità. Basti pensare, infatti, che in virtù dei dati in possesso dell’Istituto Superiore di Sanità prima dell’introduzione dell’obbligo del casco nel 1986, da cui restavano esclusi i ciclomotoristi maggiorenni, l’uso dello stesso si riferiva solo al 4% degli utenti su ciclomotore e il 15% in moto. Infine, secondo quanto rilevato da ULISSE, a differenza di quanto avviene per le cinture di sicurezza, l’uso del copricapo protettivo presenta una situazione a macchia di leopardo a livello locale dove le differenze possono essere anche molto consistenti, nello stesso territorio provinciale, da punto a punto e, nella stessa città, da quartiere a quartiere. Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, che ritiene imprescindibile quanto sostenuto dall’ISS secondo cui “in termini di costi-benefici, incrementare l’uso dei dispositivi di sicurezza costituisce una delle azioni di prevenzione più importanti e meno costose da attuare nel breve termine, anche in funzione del raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle vittime della strada fissati a livello europeo e nazionale”, sottolinea la necessità che lo Stato continui ad effettuare campagne d’incentivazione all’uso dei dispositivi di sicurezza già in uso e a favorire l’introduzione obbligatoria di altri già esistenti ma non ancora previsti per legge. A tal uopo, Giovanni D’Agata plaude all’iniziativa promossa da l’ISS e dalla Polizia Stradale che hanno avviato il progetto ST.E.P. sull’uso e l’efficacia del dispositivo paraschiena per motociclisti e ciclomotoristi, che si caratterizza come ideale espansione del perimetro di monitoraggio operato dal sistema Ulisse. Il progetto, che è partito nel dicembre 2011, per quanto è dato sapere, sta già raccogliendo i primi dati che permetteranno di fornire una stima indicativa sull’uso del paraschiena e sulla sua efficacia nella prevenzione dei traumi spinali.