Ancora cani randagi aggressivi nel milanese, Aidaa chiede il censimento dei cani nel campo Rom

9 aprile 2012 0 Di redazione

>Dall’associazion e Aidaa riceviamo e pubblichiamo.

Dopo la triste vicenda di Muggiano quando un gruppo di cani ha sbranato uccidendolo un uomo che passava sulla stradina di campagna, venerdi un altro inquietante episodio è avvenuto in Viale Ripamonti nella zona sud di Milano dove 2 cani hanno aggredito due dipendenti di un vivaio della zona, i cani sono tornati in azione ieri, ma nonostante sia stata chiamata la polizia che ha allertato le unità cinofile dell’ASL i due cani sono riusciti ancora a fuggire facendo perdere le proprie tracce. Milano è una città dove il randagismo è sotto controllo per non dire quasi inesistente, per questo motivo sia nel caso di Muggiano che probabilmente anche in questo caso non si può parlare di cani randagi ma probabilmente di cani che vivono allo stato semibrado in alcuni campi rom o al seguito di qualche sbandato. Da qui la proposta di AIDAA di provvedere immediatamente a censire e microchippare tutti i cani ( e sono diverse decine) che vivono dentro i campi rom e laddove necessario provvedere al sequestro preventivo degli animali se mordaci in modo che si possa provvedere al loro recupero. “Due episodi cosi ravvicinati ci fanno pensare che si tratti di cani probabilmente tenuti in qualche campo rom o comunque in abitazioni irregolari e che hanno la possibilità di allontanarsi senza essere troppo seguiti- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- a Milano esiste un’ottima anagrafe canina ed un ottimo servizio veterinario per questo motivo riteniamo innanzitutto per il bene degli stessi animali che si provveda a censire, microchippare e laddove indispensabile porre sotto sequestro tutti i cani che non sono ancora in regola con le normative regionali e nazionali e che vivono all’interno dei campi rom, purtroppo il rischio che questi cani lasciati vivere allo stato semibrado possano creare problemi è evidente da qui la necessità di provvedere ad un loro censimento ed a una loro messa in regola. Ovviamente- conclude Croce- questo non vuol dire che tutti i cani devono essere sequestrati anche perché siamo certi che la maggior parte dei cani tenuti nei campi dai rom e dagli altri nomadi sono trattati bene, ma purtroppo bastano pochi esemplari maltenuti per creare un allarme sociale e una psicosi collettiva che sarebbe buona cosa prevenire anziché trovarci ogni volta a combatterla”.