L’eroina torna prepotente sul “mercato” di Lanciano, arrestati quattro “dettaglianti”

16 aprile 2012 0 Di redazione

L’eroina torna nelle piazze di Lanciano. E’, purtroppo, quanto emerge dalle indagini svolte dai carabinieri della compagnia Frentana che, questa mattina, hanno eseguito quattro ordinanze di misura cautelare in carcere per altrettanti lancianesi. Una indagine durata poche settimane ha permesso di chiudere il cerchio, o meglio, stringere le manette ai polsi di quattro “dettaglianti” della droga che spacciavano piccole quantità “protetti” dalle stradine del centro storico lancianese. Giovanni Marchionno, 33 anni, Rossano Rosato 32 anni, Nicola Fresco 37 anni e Giuseppe Montano, 39 anni, tutti noti alle forze dell’ordine, costituivano, in gruppo, l’anello finale della catena dello spaccio, chi, cioè, a piccole dosi, riforniva gli assuntori locali, molti dei quali giovanissimi. Eroina, quindi, che torna alla ribalta dopo essere stata a lungo, surclassata nella vendita dalla cocaina. Probabilmente la crisi, o le dinamiche internazionali, hanno di fatto rimodulato i prezzi al consumo dello stupefacente, in genere costringendo i consumatori al ritorno al passato (non che la cocaina fosse meno dannosa). “Piuttosto che intervenire per ogni piccolo episodio di spaccio, che la giustizia punisce con pene relativamente miti, abbiamo preferito una attività più duratura per accertare la continuità nel delinquere degli indagati per poter così puntare ad una condanna più severa” Lo ha detto Francesco Menditto, capo della procura frentana che ha coordinato le indagini. Gli uomini dell’arma, comandati dal capitano Massimo Capobianco, e coordinati sul campo dal tenente Palma Lavecchia e dal maresciallo Michele Moscogiuri, si sono trovati ad indagare nell’ambiente preferito degli spacciatori, gli stretti vicoli del centro storico, ed in particolare hanno dovuto far fronte ai sistemi utilizzati dai pusher per disfarsi della droga al momento del controllo. Gli spacciatori, infatti, portavano con loro pochi grammi di droga per volta nascosta nella bocca e, alla vista dei militari, la inghiottivano. Facile immaginare come fosse difficile recuperarla. Grazie ad indagini svolte anche con l’utilizzo di attrezzature tecnologiche, è stato possibile inchiodare i quattro alle loro responsabilità e, questa mattina, sono scattate le manette. Inoltre sarebbero una dozzina quelli che rientrano nelle indagini nella veste di assuntori e che come tali, saranno segnalati.