Giorno: 15 maggio 2012

15 maggio 2012 0

Decreto di demolizione per la struttura esterna al panificio Lanni di Cassino

Di redazione
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A aspettato dieci anni, ma alla fine, ha raggiunto il suo obiettivo: E’ stata disposta, questa mattina, la demolizione del laboratorio del panificio Lanni in via Garigliano a Cassino. Il fascicolo è stato trasmesso alla procura della repubblica. Esulta Antonio Proia, il vicino di casa del panificio che da anni si sta battendo per ottenere questo risultato. Si tratta di una struttura nata al fianco della palazzina che va a poggiarsi al balcone di Propia che abita al primo piano. In quella struttura, circa 104 metri quadrati, il panificio ha ricavato altri laboratori e uno spazio per la somministrazione. Oggi il decreto di demolizione che dovrà essere effettuato a spese dello stesso panificio con una multa di 100 euro per ogni giorno di ritardo.

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L’Europa spalle al muro, o dentro o (meglio) fuori. Germania e Francia soli nella nuova Ue

Di redazione

di Max Latempa L’Euro finirà il 31 maggio prossimo. Per questa data è infatti previsto in Irlanda il referendum popolare sulla ratifica del Fiscal Compact, il Patto di bilancio europeo che fissa norme e limiti ai budget fiscali e che obbliga le nazioni aderenti all’Euro al raggiungimento del pareggio di bilancio per norma costituzionale. Con ogni probabilità gli irlandesi voteranno contro (secondo gli ultimi sondaggi) e metteranno così in crisi il sistema voluto dalla cancelliera tedesca Merkel per governare l’ Europa. Il voto irlandese segue quello tenutosi in queste settimane in Grecia per le politiche ed in Francia per le presidenziali. In entrambi i casi hanno perso coloro che hanno portato avanti la bandiera dell’ Euro. Domenica scorsa la batosta elettorale ha riguardato anche la stessa Merkel in persona, con la CDU, il suo partito, sconfitta nelle elezioni nel lander Renania – Westfalia, un’ area due volte più popolosa della sola Grecia. E dopo, cosa succederà? Le ipotesi sono due. La prima prevede la fine dell’ egemonia della Germania sulle decisioni unilaterali in tema di politiche monetarie e la presa di potere di Francia, Italia e Spagna sulla necessità di emettere gli eurobond, i titoli europei garantiti in solido da tutti i paesi partecipanti all’Euro. La Merkel dovrebbe cedere alle richieste dei partners e coinvolgere direttamente la Germania nel debito dei singoli stati, secondo il seguente principio: essendoci una moneta comune ci devono essere anche debiti in comune. Non potendo questo principio valere per il pregresso, esso verrebbe applicato solo sui futuri eurobond. La massa di denaro che si verrebbe a creare servirebbe agli stati beneficiari per intraprendere finalmente quelle politiche di rilancio dell’economia e che rimetterebbero in moto il motore delle aziende in crisi di liquidità. Ma la Germania difficilmente cederà perché non accetterà mai di impegnarsi in solido con nazioni che fino ad oggi hanno mostrato di avere le mani bucate. Questione di classe politica inefficiente ed impreparata. I tedeschi sanno con chi hanno a che fare. Lo stesso Hollande, neo presidente francese, viene visto in giro per l’Europa come l’ ennesimo rappresentante della sinistra buona solo a creare posti statali. Allora si fa largo la seconda e più probabile delle ipotesi: l’ uscita in massa di Italia, Spagna, Grecia, Portogallo ed Irlanda dall’ Euro, con il ritorno alle rispettive monete del secolo scorso. La Francia diverrebbe la parente povera della Germania ma forse è quello che ancora gli conviene. La proverbiale grandeur li farà vivere ancora per qualche anno nell’illusione di contare qualcosa, poi Berlino se li mangerà. Per l’ Italia, nella peggiore delle ipotesi, l’ uscita dalla moneta unica potrebbe significare una svalutazione secca della nuova Lira tra il 20 ed il 30% rispetto ad un Euro che, comunque, in queste settimane ha già perso terreno nei confronti del dollaro. Ma potrebbe anche andare meglio del previsto, perché la stessa svalutazione rappresenterebbe quella vera benzina da mettere nel motore delle imprese per tornare ad esportare massicciamente e, nello stesso tempo, per mettere un freno alle importazioni dalla Cina. La Germania dovrà dire addio ad una fetta di mercato ampia 130-150 milioni di persone, perché l’ Euro ancora più forte, libero dalle zavorre mediterranee, renderebbe meno competitivi i suoi prodotti in quest’area. Ma i tedeschi hanno il vantaggio di poter far girare al massimo gli investimenti fatti in questi anni in Cina. Volkswagen è già il primo marchio straniero in estremo oriente. Altrimenti perché avrebbero permesso fino ad oggi al Dragone di avere mano libera in Europa, facendoci invadere con prodotti a basso costo e danneggiando principalmente le aziende italiane con una concorrenza sleale che non avrebbe altrimenti una giustificazione logica? Allora, caro amico Fritz, Aufwiedersehen.

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L’Europa spalle al muro, o dentro o (meglio) fuori. Germania e Francia soli nella nuova Ue

Di redazione

di Max Latempa L’Euro finirà il 31 maggio prossimo. Per questa data è infatti previsto in Irlanda il referendum popolare sulla ratifica del Fiscal Compact, il Patto di bilancio europeo che fissa norme e limiti ai budget fiscali e che obbliga le nazioni aderenti all’Euro al raggiungimento del pareggio di bilancio per norma costituzionale. Con ogni probabilità gli irlandesi voteranno contro (secondo gli ultimi sondaggi) e metteranno così in crisi il sistema voluto dalla cancelliera tedesca Merkel per governare l’ Europa. Il voto irlandese segue quello tenutosi in queste settimane in Grecia per le politiche ed in Francia per le presidenziali. In entrambi i casi hanno perso coloro che hanno portato avanti la bandiera dell’ Euro. Domenica scorsa la batosta elettorale ha riguardato anche la stessa Merkel in persona, con la CDU, il suo partito, sconfitta nelle elezioni nel lander Renania – Westfalia, un’ area due volte più popolosa della sola Grecia. E dopo, cosa succederà? Le ipotesi sono due. La prima prevede la fine dell’ egemonia della Germania sulle decisioni unilaterali in tema di politiche monetarie e la presa di potere di Francia, Italia e Spagna sulla necessità di emettere gli eurobond, i titoli europei garantiti in solido da tutti i paesi partecipanti all’Euro. La Merkel dovrebbe cedere alle richieste dei partners e coinvolgere direttamente la Germania nel debito dei singoli stati, secondo il seguente principio: essendoci una moneta comune ci devono essere anche debiti in comune. Non potendo questo principio valere per il pregresso, esso verrebbe applicato solo sui futuri eurobond. La massa di denaro che si verrebbe a creare servirebbe agli stati beneficiari per intraprendere finalmente quelle politiche di rilancio dell’economia e che rimetterebbero in moto il motore delle aziende in crisi di liquidità. Ma la Germania difficilmente cederà perché non accetterà mai di impegnarsi in solido con nazioni che fino ad oggi hanno mostrato di avere le mani bucate. Questione di classe politica inefficiente ed impreparata. I tedeschi sanno con chi hanno a che fare. Lo stesso Hollande, neo presidente francese, viene visto in giro per l’Europa come l’ ennesimo rappresentante della sinistra buona solo a creare posti statali. Allora si fa largo la seconda e più probabile delle ipotesi: l’ uscita in massa di Italia, Spagna, Grecia, Portogallo ed Irlanda dall’ Euro, con il ritorno alle rispettive monete del secolo scorso. La Francia diverrebbe la parente povera della Germania ma forse è quello che ancora gli conviene. La proverbiale grandeur li farà vivere ancora per qualche anno nell’illusione di contare qualcosa, poi Berlino se li mangerà. Per l’ Italia, nella peggiore delle ipotesi, l’ uscita dalla moneta unica potrebbe significare una svalutazione secca della nuova Lira tra il 20 ed il 30% rispetto ad un Euro che, comunque, in queste settimane ha già perso terreno nei confronti del dollaro. Ma potrebbe anche andare meglio del previsto, perché la stessa svalutazione rappresenterebbe quella vera benzina da mettere nel motore delle imprese per tornare ad esportare massicciamente e, nello stesso tempo, per mettere un freno alle importazioni dalla Cina. La Germania dovrà dire addio ad una fetta di mercato ampia 130-150 milioni di persone, perché l’ Euro ancora più forte, libero dalle zavorre mediterranee, renderebbe meno competitivi i suoi prodotti in quest’area. Ma i tedeschi hanno il vantaggio di poter far girare al massimo gli investimenti fatti in questi anni in Cina. Volkswagen è già il primo marchio straniero in estremo oriente. Altrimenti perché avrebbero permesso fino ad oggi al Dragone di avere mano libera in Europa, facendoci invadere con prodotti a basso costo e danneggiando principalmente le aziende italiane con una concorrenza sleale che non avrebbe altrimenti una giustificazione logica? Allora, caro amico Fritz, Aufwiedersehen.

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Violenza sessuale nel sottopassaggio della stazione Piedimonte, condannato 40enne di Piedimonte

Di redazione

Violenza sessuale e lesioni. Questi i reati per i quali, questa mattina in tribunale a Cassino Antonio Moretta, 40enne di Piedimonte San Germano, è stato condannato a tre anni e otto mesi di reclusione oltre ad una provvisionale di 5mila euro alla vittima. I fatti risalgono al 2010 quando l’uomo attirò una donna colombiana di 35 anni nel sottopassaggio della stazione ferroviaria di Piedimonte con la scusa di volerle far conoscere una anziana che necessitava di una badante. Lì sotto, l’uomo avrebbe prima tentato un approccio e poi ha usato violenza contro la donna ferendola. La denuncia ai carabinieri e le successive indagini, hanno permesso di risalire al 40enne. Una sentenza mite se si pensa che il pubblico ministero aveva chiesto per lui la condanna a sei anni di carcere. Il giudice, invece, ha riconosciuto all’imputato le attenuanti generiche. Ermanno Amedei

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Costa Concordia, la nave tornerà a galleggiare, approvato il piano per rimuoverla

Di redazione

Via libera al piano di rimozione della nave Costa Concordia naufragata lo scorso 13 gennaio all’isola del Giglio: la conferenza dei servizi decisoria convocata oggi a Roma presso il Dipartimento della Protezione Civile dal Commissario delegato per l’emergenza, Franco Gabrielli, ha approvato le operazioni previste dal progetto di massima inerente alla rimozione e al recupero della nave proposto dalla società armatrice – che prevede, è bene ricordarlo, di rimettere in galleggiamento l’intero scafo. Le amministrazioni a vario titolo intervenute – Comune di Isola del Giglio, Provincia di Grosseto e Regione Toscana, Arpat, i dicasteri dell’Interno, dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, delle Infrastrutture e trasporti, della Salute e dei Beni culturali, nonché l’Agenzia delle Dogane – hanno formulato, ognuna per il proprio ambito di competenza, prescrizioni che le società incaricate Micoperi e Titan Salvage dovranno necessariamente rispettare nel corso dei lavori, oltre a una serie di raccomandazioni per una migliore tutela dell’ambiente, della salute e del patrimonio storico-archeologico. Nel pomeriggio di domani, il Commissario delegato per l’emergenza connessa al naufragio della nave Concordia incontrerà la cittadinanza di Isola del Giglio per il consueto aggiornamento sulle attività volte al superamento dell’emergenza.

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Rabbia e fiamme a Guarcino, quattro auto distrutte

Di redazione

Notte movimentata a Guarcino dove i carabinieri sono stati costretti ad intervenire in via Arringo dove, durante la nottata, la rabbia di un 30enne ha preso di mira alcune automobili parcheggiate. Tre di esse sono state danneggiate con calci e bastonate mentre una quarta è stata addirittura data alle fiamme. I carabinieri agli ordini del capitano Antonio Contente, dopo aver coadiuvato il personale dei vigili del fuoco di Fiuggi nello spegnimento dell’autovettura, hanno iniziato ad indagare riuscendo nelle prime ora della mattina, ad individuare l’autore dei reati, raccogliendo a suo carico inconfutabili elementi di colpevolezza, collocandolo sul luogo al momento dei fatti. L’operazione si è conclusa con l’arresto di un giovane del posto, imputato dei reati di incendio doloso e danneggiamento aggravato. I carabinieri hanno accertato che il giovane, utilizzando del liquido infiammabile, prima ha appiccato il fuoco ad un’autovettura in sosta e subito dopo, mentre si allontanava dal luogo del reato, ha preso a calci e bastonate altre tre autovetture parcheggiate nelle vicinanze. Er. Amedei Foto repertorio

15 maggio 2012 0

Protocollo contro l’usura a Frosinone, firmato da Questura, Unindustria e associazioni

Di redazione

E’ stato sottoscritto oggi presso i locali di Unindustria Confindustria di Frosinone un protocollo d’intesa contro l’usura. Il documento firmato dalla Questura di Frosinone, da Unindustria Frosinone, da Federlazio, Confederazione Nazionale dell’Artigiano e della Piccola e Media Impresa, Compagnia delle Opere, Confimprese Italia, Confartigianato, Confesercenti, Coldiretti, Confederazione Italiani Agricoltori, Lega Regionale delle Cooperative, Ambulanti Oggi, Unione Artigiani Ciociari, Unione Artigiani Italiani, Confcooperative, Confagricoltura e Confcommercio. Obiettivo del citato protocollo è quello di creare un argine al fenomeno dell’usura offrendo ad imprenditori e appartenenti alle attività commerciali in genere l’opportunità di non cedere alla trappola dell’usura. Il documento prevede l’intervento di tutti i sottoscrittori ognuno dei quali individuando un proprio referente sarà in grado di offrire ogni tipo di assistenza nei confronti delle vittime dell’usura. Questi avranno la possibilità di confrontarsi con personale specializzato della Polizia di Stato che gli consentirà di procedere contro gli autori di reato. Tante le garanzie offerte alle vittime che consentiranno di infliggere un duro colpo alla spietata categoria degli usurai. Una fitta rete di collaborazioni tra istituzioni al servizio di coloro che trovandosi in disagiate condizioni economiche sono tentati o cedono al ricatto di chi non fa altro che appesantire un bilancio già troppo negativo.

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“Gli animali non sono giocattoli”, parte dal Molise la campagna di Aidaa nelle scuole

Di redazione

L’obbiettivo è quello di insegnare ai bambini delle scuole materne ed elementari a convivere con gli animali, prendendo coscenza che gli animali non sono giocattoli, il tutto avviene con incontri nelle scuole materne ed elementari con i volontari AIDAA che attraverso la presenza in classe di animali di piccola taglia (conigli, cani, criceti, topolini bianchi e cavie), sia con il supporto del materiale AIDAA relativo alla gestione del rapporto tra il bambino e l’animale domestico e con l’ausilio di immagini insegnano ai bambini come stare con gli animali, come trattarli e sopratutto insegnano l’amore per altri esseri viventi spiegando da subito che anche gli animali domestici sono esseri viventi con una loro personalità che sentono amore e dolore come noi umani. Il tutto con la presenza del personale docente al quale viene lasciata una copia del volumetto in distribuzione online gratuita MICIO E FIDO PER AFFRONTARE OGNI SITUAZIONE attraverso il quale possono poi sviluppare gli argomenti relativi alla convivenza con micio e fido nelle diverse situazioni proprio con i bambini ma anche con i genitori. La campagna AIDAA intitolata appunto: “Gli animali non sono giocattoli” è partita ieri con il primo incontro tra i bambini della scuola materna di via Tiberio a Campobasso ed alcuni volontari di AIDAA sotto la supervisione della responsabile di AIDAA Molise Gianna Spina. Nei prossimi giorni sempre in Molise ci saranno nuovi incontri nelle scuole, mentre da settembre il progetto sarà su scala nazionale. Le scuole materne ed elementari che desiderano essere coinvolte in questo progetto possono farlo chiamando direttamente la presidenza aidaa al numero 0222228518 oppure inviando una email all’indirizzo di posta elettronica direttivo.aidaa@libero.it

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Giannandrea passa all’UdC, i capogruppo di maggioranza: “La decisione del consigliere e dell’UdC non ci sorprende”

Di redazionecassino1

“Nessuna sorpresa per la decisione assunta dal consigliere Giannandrea che ha, evidentemente oggi, trovato pace (finalmente) e che potrà d’ora in poi avere altri interlocutori a cui rivolgere la sequela interminabile di doglianze scontate e di parte, mai , cioè, finalizzate al benessere di tutto il territorio, ovvero al bene comune. E nessuna sorpresa anche per la decisone dell’UDC di accogliere nelle proprie fila il consigliere ondivago, dopo che tutti gli altri gruppi di maggioranza – man mano approcciati da Giannandrea hanno correttamente, per evitare spaccature nell’interesse della coalizione al governo della città, fatto ‘orecchie da mercanti’ alle lusinghe di un ‘politico’ troppo avvezzo a sparare nel mucchio senza costrutto. Riteniamo che la vittoria della ‘coalizione Petrarcone’ sia stata determinata dalla reale voglia di cambiamento dei cittadini, da un lato stanchi di assistere alle lotte di potere mosse da personalismi esasperati e, dall’altro, dal desiderio di ottenere risposte concrete che, siamo certi, oggi più che mai noi saremo in grado di fornire. Oggi più che mai, perché è certo che l’atteggiamento ‘disinvolto’ dell’UDC nei confronti in primis del Sindaco (tenuto all’oscuro della conferenza stampa di oggi indetta per comunicare l’acquisto Giannandrea) e poi di tutti i gruppi consiliari di maggioranza, la cui unità, il partito di centro, ha sempre tentato di minare, non potrà restare senza conseguenze politicamente rilevanti, come già emerso nel corso di una riunione, tra le originarie forze di ‘Bene Comune’, convocata ad hoc nella mattinata odierna ed aggiornata a giovedì prossimo per definire, d’accordo con il Sindaco, chi farà parte ancora della maggioranza di governo. Inutile sottolineare, per concludere, il rinnovato pieno appoggio dei gruppi sottoscrittori del presente comunicato, non solo al sindaco Petrarcone, ma anche (e soprattutto in questa fase) agli assessori che ben si stanno districando su un terreno, com’è noto, irto di difficoltà. Da oggi, ne siamo certi, ripartiremo tutti con rinnovato vigore, convinti che non saranno i numeri, bensì la qualità dei singoli a consentire il definitivo salto di qualità nell’interesse dei cittadini.” È quanto emerge in una nota congiunta a firma dei capigruppo di maggioranza Francesco Carlino (Democratici), Igor Fonte (Idv), Gino Ranaldi (Sel) e Vincenzo Durante (Rifondazione Comunista).

15 maggio 2012 0

Meteo, domani venti forti su tutta Italia

Di redazione

Una perturbazione di origine nord europea interesserà domani le nostre regioni adriatiche e sarà accompagnata da un significativo rafforzamento dei venti e da un generale peggioramento delle condizioni meteorologiche.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso un avviso di avverse condizioni meteorologiche che prevede dalle prime ore di domani, mercoledì 16 maggio, venti forti da Nord – Nord Ovest con raffiche di burrasca forte su Lombardia, Sardegna, Emilia-Romagna e Marche. I venti si estenderanno dal pomeriggio anche ad Abruzzo, Molise, Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia. Saranno possibili mareggiate lungo le coste esposte

Il Dipartimento della Protezione Civile seguirà l’evolversi della situazione in contatto con le prefetture, le regioni e le locali strutture di protezione civile.