Costa Concordia, i “naufraghi” lancianesi aderiscono alla class action americana

17 maggio 2012 0 Di redazione

Tredicimila euro possono essere pochi o tanti, a seconda di come vengono guadagnati o elargiti. Per i naufraghi lancianesi della Concordia, aver rischiato la vita, merita un risarcimento ben più oneroso. Alessia Balducci e il marito Maurizio Pellegrino, erano sulla nave la sera del 13 gennaio quando la nave ha urtato lo scoglio a 150 metri dall’isola del Giglio, rimanendo in balia degli eventi. Per quei fatti che ormai tutti conoscono e che, purtroppo, sono costati la vita a 32 persone, è stato raggiunto un accordo di massima tra la Costa Crociere e le associazioni di consumatori che prevede un risarcimento stabilito in 11 mila euro per ciascun passeggero più altri 3 mila per i vari rimborsi.

Alessia e Maurizio, così come Silvio Luciani, erano a bordo per partecipare alla selezione per il reality televisivo Professional Look Maker. Tutti i partecipanti a quell’iniziativa, hanno seguito una trattativa comune che si è comunque adagiata sull’accordo stipulato con i consumatori e, per questo, è stato riconosciuto loro un risarcimento di 13mila euro. “Occasioni di lavoro mancato durante la crociera – sostiene Alessia – giorni di lavoro persi per parteciparvi, esperienza persa così come tutte le attrezzature e prodotti che avevo portato con me, a tutto questo, aggiungo che io e mio marito abbiamo rischiato di lasciare i nostri figli orfani, e ci siamo convinti di seguire una strada diversa”. Mentre Luciani sta vagliando il da farsi, la coppia, ha deciso di essere rappresentata dallo studio legale statunitense Ribbeck Law Chartered, specializzato in risarcimenti per i grandi disastri, che ha intentato una class Action contro Costa Crociere da 518 milioni di dollari. L’obiettivo dei legali americani sta nel far riconoscere come giurisdizione del caso, il territorio americano perché la società Costa Cruises appartiene alla Carnival Corporetion & Plc ha sede legale proprio negli Stati Uniti e stima che un danno simile a quello riportato dai naufraghi della Concordia, vada liquidato con almeno 100 mila dollari. I legali americani non chiedono soldi ai loro assistiti ma percepirebbero una percentuale che varia dal 25 al 33% della somma che riusciranno a ricavare dalla Class action.