Giorno: 4 giugno 2012

4 giugno 2012 0

Donna 55enne trovata morta in casa a Lanciano, malore o aggressione?

Di redazione
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E’ stata trovata morta nel bagno della sua casa in via Silone a Lanciano uccisa, probabilmente, da un malore; ma a rendere la circostanza sospetta è stato il ritrovamento di una profonda ferita sulla testa della donna. Il corpo di Eride Pettinella, 55 anni, è stato trovato dai familiari sul pavimento e hanno lanciato l’allarme. La donna viveva con il padre novantenne e nell’appartamento a fianco viveva la sorella e i nipoti. Gli operatori sanitari non hanno potuto far altro che constatarne il decesso avvenuto, probabilmente, almeno un’ora prima del suo ritrovamento. Non è passata inosservata la profonda ferita sul capo della donna. Tutti i parametri, però, lasciavano ipotizzare che il decesso potesse essere sopraggiunto dopo un malore, anche perché cardiopatica, e che la caduta, battendo la testa, possa esserne una causa. Per questo il corpo è stato affidato ai parenti ma quella ferita sospetta ha consigliato gli uomini della polizia stradale di Lanciano, comandati dall’ispettore Renato Menna, di svolgere degli accertamenti per scongiurare ogni e qualsiasi ipotesi che la donna possa essere rimasta vittima di una aggressione.

4 giugno 2012 0

“Grido d’aiuto” a Campobasso, sgominata una fitta rete dello spaccio. Nove arresti

Di redazione

I carabinieri del Nucleo investigativo di Campobasso hanno sgominato un gruppo di spacciatori nel corso di una operazione denominata “Grido d’aiuto” durante la quale sono stati eseguite 9 misure cautelari, 22 perquisizioni ed 1 arresto in flagranza. L’operazione conclusa all’alba di oggi dai Carabinieri del Comando Provinciale di Campobasso, è stata avviata a seguito di un esposto anonimo giunto al Nucleo Investigativo da una donna, rimasta sconosciuta, che avendo preso coraggio anche grazie ai risultati dell’operazione antidroga “Erba di Grace” conclusa dai Carabinieri nell’anno precedente, segnalava le sue preoccupazioni per aver scoperto il figlio in possesso di un panetto di hashish acquistato da una persona di Campobasso. In quelle poche righe, esprimendo il suo vero e proprio “grido d’aiuto” per un dramma familiare che la stava tormentando, quella madre aveva fornito pochissimi elementi per poter individuare il presunto fornitore. E quegli scarsi elementi, fortunatamente, sono bastati agli uomini del Nucleo Investigativo, coordinati dal Capitano Nicola GISMONDI, per dare il via all’attività d’indagine. I militari, infatti, dopo aver individuato il potenziale spacciatore, lo hanno pedinato ed osservato continuamente, al fine di ricostruire il giro dei clienti, dei complici e, soprattutto, del fornitore originario di sostanza stupefacente; nel volgere di poche settimane gli uomini del Nucleo Investigativo hanno compreso che lo spacciatore, un giovane incensurato di Campobasso, in complicità con la fidanzata anche lei di Campobasso, aveva allestito un vero e proprio giro d’affari che garantiva loro ingenti guadagni come provento per la vendita di hashish e cocaina, per i quali si rifornivano dalla provincia di Napoli. Droga che a sua volta rivendeva insieme alla fidanzata, a clienti di Campobasso i quali, per conto proprio, gestivano un proprio giro d’affari per la vendita al dettaglio ai clienti finali. Le indagini dei Carabinieri del Nucleo Investigativo, col passare delle settimane, hanno portato alla luce l’esistenza di un nutrito gruppo di persone, quasi tutte residenti a Campobasso, qualcuna anche ad Isernia, alcune delle quali già gravate da precedenti specifici, che avevano fatto della vendita di stupefacenti la loro occupazione principale. L’indagine, infatti, per la maggior parte degli indagati, ha dimostrato l’organizzazione di più viaggi settimanali verso la provincia di Napoli, di Isernia ed anche di Foggia, per il rifornimento di cocaina, eroina ed hashish. La droga, poi, veniva venduta ai clienti di Campobasso, in tubetti o panetti, giorno per giorno, con più cessioni giornaliere, non di rado anche più volte allo stesso cliente nella stessa giornata. Ed ogni volta agli accordi per la cessione si giungeva tramite contatti brevissimi, parole in codice o, semplicemente, con degli squilli che segnalavano l’imminenza dell’incontro. Nel corso delle indagini, però, ad alcuni degli incontri hanno assistito anche i Carabinieri in borghese che, nel giro di alcuni mesi, hanno recuperato e sequestrato ben due chili e mezzo di droga, procedendo all’arresto in flagranza di 3 persone ed alla denuncia in stato di libertà di altre 3 persone. L’indagine condotta dai Carabinieri coordinati dal Capitano GISMONDI ha portato alla luce una spaccato sociale abbastanza allarmante nel quale si è rilevato il coinvolgimento nell’attività illecita anche di soggetti normalissimi, studenti o commercianti, attratti dall’aspettativa di facili e lauti guadagni grazie alla vendita della droga. Tanto allettanti da indurre pure un appartenente alle forze dell’ordine, nello specifico Polizia Penitenziaria, insieme alla sua compagna, a prodigarsi attivamente nel procacciamento e nella vendita al dettaglio di sostanza stupefacente. Dopo diversi mesi di indagini serrate fatte di pedinamenti e di osservazioni, sempre monitorando la vita quotidiana degli indagati, i militari del Nucleo Investigativo hanno raccolto tantissimi elementi probatori anche a carico dei fornitori principali, sulla base dei quali la Procura della Repubblica di Campobasso ha richiesto al GIP del locale Tribunale tutta una serie di misure cautelari coercitive e non. Il Giudice per le indagini preliminari di Campobasso, concordando con le risultanze investigative fornite dai Carabinieri, ha disposto ben 9 misure cautelari, quattro in carcere, quattro agli arresti domiciliari ed un obbligo di dimora, che gli uomini del Comando Provinciale di Campobasso hanno eseguito, come si diceva, proprio all’alba di oggi. Sul campo sono stati impiegati quasi 100 militari e circa 35 automezzi, nonché 2 unità cinofile antidroga del Nucleo Cinofili di Chieti, che hanno eseguito contestualmente 22 perquisizioni locali a carico di altrettanti indagati. Nel corso di una di queste, sono stati rinvenuti 93 grammi di hashish e 21 grammi di MDMA (ecstasy) nell’abitazione di un indagato, non destinatario di una misura cautelare, che è stato conseguentemente arrestato nella flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. Quella conclusasi oggi è un’operazione che, aggiungendosi all’altra importante indagine antidroga portata a termine dal Nucleo Investigativo nel Dicembre del 2010, “l’Erba di Grace”, ha inferto al mercato della droga un altro duro colpo ed ha dimostrato ancora una volta che il livello di guardia della società e delle Istituzioni rispetto al pericolo droga, deve essere necessariamente mantenuto sempre molto alto.

4 giugno 2012 0

Tentativo di evasione dal carcere di Cassino, il sindacato elogia l’operato della Penitenziaria. La direttrice: “Rimaniamo vigili”

Di redazione

Dal carcere di Cassino non si scappa e anche i progetti di evasione vengono fermati sul nascere. Al di la di qualche timida smentita sui giornali locali, l’operato degli agenti della penitenziaria di Cassino è stato provvidenziale per sventare quello che, inconfutabilmente, sembra essere, se non un tentativo, quantomeno un piano di evasione. La presenza di lenzuola annodate, così come le lime nelle torte, difficilmente, in un carcere possono essere giustificati da altri fini. Di tentativo di evasione parla apertamente il sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe che per bocca del suo segretario generale Donato Capece che elogia il lavoro degli agenti di polizia penitenziaria e dice: “E’ solamente grazie alla professionalità, alle capacità ed all’attenzione del Personale di Polizia Penitenziaria che qualche giorno fa a Cassino è stata impedita una clamorosa evasione dal carcere. Grazie all’intuito, all’attenzione ed allo scrupolo dei nostri Agenti- continua il rappresentante sindacale – sono state trovate, all’interno di un congelatore in uso ai detenuti ubicato nella Seconda Sezione, delle lenzuola annodate della lunghezza di circa 3 metri, abilmente occultate. Tra gli accertamenti al vaglio delle indagini interne della Polizia Penitenziaria vi è ovviamente da identificare colui o coloro che hanno nascosto la corda per evadere dal carcere. Grazie all’attenzione dei Baschi Azzurri, dunque, è stata impedita una possibile clamorosa evasione da Cassino. Questo grave episodio conferma ancora una volta le gravi criticità del sistema carcere”. Al sindacalista fa eco la direttrice del carcere Maria Civitareale. “La corda rinvenuta era lunga e robusta – ha dichiarato la direttrice ma in seguito ad una accurata ispezione dell’intero carcere non sono state rinvenute vie di fuga o altre situazioni sospette tanto da poter far ipotizzare che quello fosse un tentativo di evasione. Non possiamo dire con certezza da quanto tempo quella corda fosse lì, ma rimaniamo vigili”. Ermanno Amedei

4 giugno 2012 1

Finanzieri in Comune, indagano sulle consulenze esterne e sugli espropri della passata amministrazione

Di redazione

Consulenze esterne ed espropri esercitati dalla passata amministrazione di Cassino sarebbero al vaglio della guardia di Finanza che, su indicazione della Corte dei Conti, si fa spesso vedere nel palazzo di piazza De Gasperi. L‘ultima visita risale a questa mattina quando gli uomini del capitano Vincenzo Ciccarelli si sono presentati all’ufficio tecnico per raccogliere tutta la documentazione relativa agli incarichi professionali dell’amministrazione Scittarelli. Quello di oggi,però, è solo un ritorno dato che la settimana scorsa, gli stessi finanzieri avevano acquisito dal settore lavori pubblici, tutta la documentazione relativa ad alcuni espropri. Er. Amedei

4 giugno 2012 0

Il calcolo degli importi dell’Imu sul sito istituzionale del Comune

Di redazionecassino1

Tempo di dichiarazioni dei redditi e di pagamento della nuova tassa sugli immobili, l’IMU, nel mese di giugno. Ora i cittadini di Cassino potranno calcolare gli importi attraverso un apposito link sul sito istituzionale del comune. L’assessore  alle finanze e ai tributi, Enzo Salera, spiega: “Da alcuni giorni sul sito Internet del Comune di Cassino , infatti,  è attivo  un link intitolato  ‘Calcolo Imu’  accessibile  dalla home page che consente di calcolare l’imposta da versare e di stampare il modello F24 per il pagamento della stessa sia negli  uffici postali che presso  tutti gli sportelli bancari,  sia per la prima casa che per gli altri immobili, inserendo informazioni su rendita catastale, aliquota  applicata, codice catastale del Comune dove si trova l’immobile e altre informazioni sull’immobile stesso. In base alla legge le rate per il pagamento IMU  sulla prima casa sono tre, con scadenza il 16 giugno – prorogata a lunedì 18 giugno – il 16 settembre e il 16 dicembre. Due, invece, le rate per il pagamento Imu sugli altri immobili: 16 giugno – prorogata a lunedì 18 giugno – e 16 dicembre. Per il comune di Cassino il codice catastale è C034. La prima rata in scadenza il 18 giugno dovrà essere calcolata con le aliquote base fissate dal governo ( 0,4 per cento per la prima casa e 0,76 per cento per gli altri immobili ) a prescindere da quelle fissate dal Comune dove si trova l’immobile, che saranno applicate nel calcolo delle altre rate, in sede di saldo”.

4 giugno 2012 0

Conferenza stampa alla sala Restagno per il “3° Torneo dell’Amicizia e del cuore”

Di redazionecassino1

Sarà presentato domani, martedì 5 giugno alle ore 16.30,  nel corso di una conferenza stampa,  presso la sala Restagno , il “Memorial  Roberto D’Orio – Rino Falanga – Giovanni Prata – Luigi Suarato” 3° Torneo dell’amicizia e del cuore. Prenderanno parte alla conferenza stampa l’assessore allo sport del Comune di Cassino, Danilo Grossi, Dino Pagano, presidente della  BPF Cassino, Ferone, Main Sponsor, un giocatore della BPF, una vecchia gloria ed il dottor Tamburrini, medico sociale della squadra di Basket di Cassino.

4 giugno 2012 0

Fonte (IdV): Un protocollo d’intesa fra Tribunale e Comune per assegnare ai lavori socialmente utili i fermati per guida in stato d’ebbrezza

Di redazionecassino1

“Stiamo lavorando, magari attraverso un protocollo d’intesa tra Comune e Tribunale, per  far si che chi viene fermato in stato d’ebbrezza per scontare la pena prevista venga assegnato ai lavori socialmente utili.” La proposta viene dal capogruppo dell’Italia dei Valori, Igor Fonte, ed è perfettamente in linea con quanto previsto dalla normativa vigente. “Il Codice della strada – spiega Fonte – all’articolo 186, comma 9 bis e come modificato dalla legge 120 del 29 luglio 2010, prevede la possibilità di commutare la pena di guida in stato di ebbrezza in lavori socialmente utili. Più nello specifico la pena detentiva e pecuniaria può essere sostituita, anche con il decreto penale di condanna, se non vi è opposizione da parte dell’imputato, con quella del lavoro di pubblica utilità di cui all’articolo 54 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, secondo le modalità ivi previste e consistente nella prestazione di un’attività’ non retribuita a favore della collettività da svolgere, in via prioritaria, nel campo della sicurezza e dell’educazione stradale presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni o presso enti o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato, o presso i centri specializzati di lotta alle dipendenze” Un’idea, quella del capogruppo Idv che si pone delle finalità importanti anche in ambito sociale e che potrebbe offrire un servizio utile alla città. “Con la pena alternativa – continua Fonte –il trasgressore fornisce un lavoro di utilità in favore della collettività attraverso lo svolgimento di compiti di ordinaria manutenzione e pulizia del patrimonio comunale e del verde pubblico. Inoltre, la vigente normativa penale punisce molto severamente chi guida in stato d’ebbrezza tanto è vero che, oltre ad ammende che possono superare i trentamila euro, la legge prevede in certi casi anche la confisca dell’auto. Consentire ai trasgressori non recidivi di espiare la loro pena mettendosi al servizio della comunità è il miglior modo per assolvere alla funzione rieducativa propria della sanzione penale, soprattutto in questo periodo di grave crisi economica e sociale. Questa proposta, ovviamente, non vuole fungere da incentivo per un’opera repressiva da parte delle Forze dell’Ordine, ma semplicemente vuole offrire a chi  dovesse incorrere nella sanzione, la possibilità  di scontare la pena in maniera rieducativa e meno onerosa, attraverso un servizio di pubblica utilità con finalità sociaili importanti.”

4 giugno 2012 0

Arrestato dalla Polizia di Stato un trafficante di esseri umani

Di redazionecassino1

Eseguito mandato europeo di arresto provvisorio per estradizione emesso da autorità rumena nei confronti di un proprio cittadino per traffico di esseri umani e procacciamento di donne da avviare alla prostituzione Nella mattinata di ieri gli agenti delle Volanti, nel corso di un posto di controllo nei pressi del casello autostradale di Frosinone, fermano un’auto a bordo della quale vi è un cittadino di nazionalità rumena.  Gli agenti come da prassi passano le generalità fornite dall’uomo alla sala operativa. Dagli immediati accertamenti presso la banca dati della Polizia emerge a carico di quel nominativo un mandato di arresto europeo emesso dall’autorità rumena.

L’uomo viene accompagnato negli Uffici della Questura dove grazie ai rilievi fotodattiloscopici ed al riscontro dei dati sulla base delle risultanze della banca dati Afis,  sistema informatizzato che consente di associare alle impronte digitali e  ai rilievi biometrici eventuali pregiudizi penali, si accerta che la persona ricercata è proprio quella fermata.  L’autorità rumena contesta al proprio cittadino, dell’età di trentasette anni, i reati di traffico di essere umani e procacciamento di donne da avviare alla prostituzione. Il ricercato avrebbe, tra il 2003 ed il 2004, quando ancora era in Romania, reclutato donne con la falsa promessa di un  lavoro onesto mentre al contrario le faceva prostituire per appropriarsi, con la complicità della moglie, del provento dell’attività di meretricio. Il cittadino rumeno è stato associato al carcere di Frosinone, dove è a disposizione dell’autorità giudiziaria, in attesa della decisione della Corte di Appello di Roma che dovrà esprimersi sulla sua estradizione in Romania.

 

 

 

 

4 giugno 2012 9

Il Rettore dell’Università di Cassino “chiude” il Centro Linguistico di Ateneo e “apre” una procedura di licenziamento per 18 lettori/CEL di madrelingua

Di redazione

Da una rappresentanza di Lettori/Cel di madrelingua dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale riceviamo e pubblichiamo. Continua, purtroppo, la vicenda dei Lettori/CEL di madrelingua in servizio presso l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale. In piena pendenza di giudizio (si è infatti in attesa di una pronuncia da parte del Giudice del Lavoro del Tribunale di Cassino), gli Organi di governo dell’Università di Cassino hanno avviato una procedura per riduzione di personale, avente come obiettivo il licenziamento dei 18 Lettori/CEL. Con una età media di servizio che va da oltre venti a un minimo di dieci anni, i Lettori/CEL sono intervenuti, garantendo alti standard qualitativi, nelle attività di apprendimento delle lingue straniere per la totalità dei laureati dell’Università di Cassino, indifferentemente dalla Facoltà o dal Corso di laurea di appartenenza. In tutti questi anni il loro lavoro nell’Università di Cassino ha subito ripetuti attacchi, con tentativi di dequalificazione e marginalizzazione. Tale situazione, vissuta dai Lettori/CEL con dignità umana e professionale, nonché profondo rispetto nei confronti dei loro utenti/studenti, affonda le proprie radici in tempi non sospetti, certamente non di crisi. Nel tempo, infatti, diversi tentativi di apertura al confronto ed alla trattativa sono stati sistematicamente rigettati dagli Organi di governo dell’Ateneo, facendo sì che infine la questione fosse portata all’attenzione della Giustizia del Lavoro. Oggi, con questo atto di inaudita gravità, l’Amministrazione dell’Università di Cassino scrive forse la pagina più nera della sua storia di luogo deputato allo studio ed alla ricerca: chiude il Centro Linguistico di Ateneo, prevedendo comunque l’erogazione degli stessi servizi “con modalità meno onerose dal punto di vista finanziario”, mentre definisce i Lettori/CEL come “personale che svolge mansioni infungibili” e, pertanto, “non utilmente ricollocabile”. In quanto alla possibilità di prevedere l’erogazione degli stessi servizi “con modalità meno onerose dal punto di vista finanziario”, risulta difficile credere che sia possibile promettere agli studenti dell’Università di Cassino lo stesso livello di competenze specifiche assicurato attualmente dai Lettori/CEL: forse si pensa ad appalti esterni, ma non c’è bisogno dei giornalisti di Report o del Gabibbo per sapere che dietro le esternalizzazioni si celano spesso storie di costi che paradossalmente aumentano, oltre che di sfruttamento del lavoro precario e precarizzante. E’ questo l’esempio che un’Università vuole dare ai cittadini, alle famiglie, agli imprenditori del suo territorio? Si definiscono, poi, i Lettori/CEL come “personale che svolge mansioni infungibili” e, pertanto, “non utilmente ricollocabile”: nella lingua italiana corrente, infungibile viene definito qualcosa “dotato di una propria individualità economico-sociale così da non potere essere sostituito con un altro”. Più che “non utilmente ricollocabile”, questo personale, proprio per la tipologia professionale così fortemente specializzata, in un’organizzazione basata sulla conoscenza quale quella dell’Università, dovrebbe rappresentare una parte significativa del proprio capitale sociale attraverso cui attivare ed offrire servizi innovativi e di qualità, non già un fardello del quale disfarsi. Sarebbe bastato infine ricollocare i lettori/CEL presso le Facoltà, vista la specializzazione linguistica che ognuno di loro si è costruita nel tempo, e come già era prima della costituzione del Centro linguistico. Questo non aver considerato minimamente altre soluzioni alternative al licenziamento fa sospettare una sorta di accanimento nei confronti della categoria, unica categoria peraltro toccata dalla riduzione del personale, tanto da far pensare ad un mobbing portato alle estreme conseguenze.

4 giugno 2012 0

Evasione fiscale internazionale da tre miolini di euro. Denunciati 5 imprenditori di Lanciano

Di redazione

La Guardia di Finanza di Lanciano ha scoperto una rilevante evasione fiscale internazionale di cui si sono macchiati i soci di due diverse società operanti nel settore dei servizi. Le indagini svolte dagli uomini del Tenente Marta Compagnone hanno consentito di accertare che le società erano di fatto residenti nel comprensorio lancianese, nonostante la sede legale fosse formalmente ubicata in Germania. Il meccanismo fraudolento utilizzato in entrambi i casi è identico. Le società erano state costituite in modo fittizio all’estero allo scopo di “dirottare” parte dei ricavi delle società operative italiane partecipate verso quei Paesi a fiscalità inferiore, in cui sarebbero stati sottoposti ad un’aliquota d’imposta ridotta rispetto a quella applicata in Italia. Complessivamente è stato accertato che le società verificate, nel corso degli anni 2006 e 2007, non hanno dichiarato ricavi per un importo di circa 3 milioni di euro. Sono stati denunciati all’A.G. 5 soggetti per violazione dell’art. 5 del D. Lgs.vo 74/2000.