Nuova imprenditoria, affitta pollai e galline a 70 euro al mese

15 giugno 2012 0 Di redazione

Appena trent’anni fa gli avrebbero riso dietro perché avere un pollaio era cosa comune a tanti, oggi, quello di fittarne uno, sembra un’idea geniale che riscuote un successo e una attenzione inaspettata anche per la coppia di imprenditori agricoli che l’hanno ideata. Si può avere a casa di tutto: un pesciolino rosso, una tartaruga, oppure la scelta più classica del cane o del gatto; ma nessuno di questi “dà” nulla. Una gallina, invece, “dà” le uova, e una gallina della varietà brianzola, anche di ottima qualità.

Lo sanno bene coloro che al costo di 70 euro al mese, prendono in prova un piccolo pollaio, mangime sufficiente per 30 giorni e una gallina di almeno sei mesi. “E’ al sesto mese che la gallina è in età per produrre le uova”. A parlare è Pierluigi Bertulezzi, 50 anni proprietario, insieme alla moglie Maddalena Adobati, 47 anni, dell’azienda agricola Tarangolo a Clusone in provincia di Bergamo. L’azienda è nata nel 2000 per produrre principalmente frutti di bosco. Cinque anni fa, però, la Regione Lombardia cominciò ad interessarsi alla sorte della gallina brianzola, una varietà a rischio di estinzione, nata dall’incrocio tra la razza livornese ed una inglese, molto resistente alle malattie e al freddo. “Difficilmente entra nel pollaio anche d’inverno quando fuori si sta a 12 gradi sottozero. – spiega Pierluigi – Non si spaventa dell’acqua, magari accetta un rifugio quando nevica o c’è vento. E’ molto territoriale e non si allontana da quella che ha scelto come casa e non è aggressiva”. Ha un solo problema, non si adatta alla “batteria”, il sistema industriale di produzione delle uova che costringe le galline a mangiare e stare sveglie ininterrottamente per aumentare la produzione. “Per questo era a rischio di estinzione nonostante la sua carne e le sue uova fossero di ottima qualità”. L’azienda agricola dei coniugi Bertulezzi ha un’area recintata di circa 650 metri quadrati divisi in due pollai. Complessivamente sono circa 50 le galline che vanno e vengono dai clienti che le prendono in affitto. Molte, però, vengono acquistate. “Abbiamo quindi aderito ad un progetto regionale per allevarle e, sul finire dello scorso anno, abbiamo pensato di fittarle. Un’idea che è andata via via prendendo piede in particolare quando siamo stati “scoperti” dai giornali che, con i loro articoli, ci hanno fatto molta pubblicità.

L’offerta minima che proponiamo anche a chi non ha mai avuto in mente di crearsi un pollaio a casa, consiste nella fornitura, oltre che della gallina, anche di una piccola struttura che le fa da pollaio, e il mangime per un mese; tutto al costo di 70 euro. Al termine dei trenta giorni, il cliente decide cosa fare, se restituire la gallina, o comprarla. Devo dire che la tendenza è quella di riscattarla al prezzo di 100 euro, ma soprattutto di ampliare il pollaio”. In questa maniera il neo allevatore, si dota di un pollaio di qualità, ma soprattutto fornisce anche un contributo per scongiurare il rischio che la gallina brianzola si estingua. “Mediamente una gallina fa un uovo al giorno – continua Pierluigi – ma ne arriva a fare anche due; dipende dal periodo e dalle condizioni in cui viene tenuta. Da marzo a luglio, quando c’è più luce, la produzione è massima, poi va via via calando”. Perché una famiglia deve dotarsi di un pollaio? “I motivi sono diversi – illustra l’allevatore – L’aspetto delle uova indiscutibilmente fresche non è secondario per chi ha dei bambini. C’è da aggiungere anche l’esperienza per un bimbo che impara come le uova non si “fanno” al supermercato ma che vengono prodotte da un animale. Qualche tempo fa, ci siamo trovati a fare una dimostrazione in una scuola in Val Trompia, una zona comunque rurale, certamente non metropolitana, ma in cui solo due bambini su 80 avevano a casa le galline e avevano visto come si producono le uova”. Insomma si offre la possibilità alle nuove generazioni di creare un filo conduttore con le attività dei loro nonni. “Inaspettato è stato il successo della nostra iniziativa che ha varcato i confini della provincia e, addirittura, della regione. Abbiamo avuto anche una richiesta dalla Sicilia, ma noi non consegniamo a più di 50 chilometri dalla nostra azienda; sarebbe troppo costoso. Per cui, chi vuole, può venire a trovarci prendendo informazioni al nostro sito internet www.gallinainaffitto.it o chiamando il 320.6611190”. Ma se le galline le fittano, cosa ne faranno dei polli? “Bhé, – risponde sincero Pierluigi – quelli ce li mangiamo”.