Operazione anticamorra dei carabinieri del Ros/1, 47 misure cautelari

6 giugno 2012 0 Di redazione

Sono 47 le ordinanze di custodi cautelare eseguite questa mattina dal Ros di Roma emesse dal gip del tribunale di Napoli. Si tratta di due gruppi di indagati, i primi per associazione a delinquere di stampo camorristico (416 bis) costituito da un braccio dei Casalesi, i secondi tra cui una coppia di Cassino, uno di Ripi e uno di Fontana Liri. Agli indagati per il 416 bis, ABBAMUNDO Alessandro, ALFIERO Vittorio, AVOLIO Francesco, BARBATO Pasquale, BELFIORE Luigi, CRISTOFARO Giovanni, CRISTOFARO Giuseppe, CRISTOFARO Pasquale, D’ALESSIO Arcangelo, DI CATERINO Stanislao, DI CICCO Massimo, ESPOSITO Giovanni, GARGIULO Paolo, GHIRARDINI Luciano, GOGLIA Tammaro, GRASSIA Luigi, MAISTO Luigi, MAISTOMattia, MARRONEPasquale, MIGLIACCIOCostantino, MIGLIORECosimo, OLIVA Antonio, PELLEGRINO Giuseppe, RUCCO Alessandro, SKIBA Andrzej Walenty, SPIERTO Luigi, STASI Enrico, STASI Salvatore, TRAMBARULO Gennaro si contesta di avere partecipato ad un’associazione di tipo mafioso denominata “clan dei Casalesi”, promossa, diretta ed organizzata, prima, da BARDELLINO Antonio (anni 1981 – 1988), poi, da Francesco SCHIAVONE di Nicola, da Francesco BIDOGNETTI, da IOVINE Mario e da DE FALCO Vincenzo (1988 – 1991), di seguito da Francesco SCHIAVONE di Nicola, da Francesco BIDOGNETTI e, infine, dopo l’arresto di questi ultimi due, da IOVINE Antonio e Michele ZAGARIA, quest’ultimo latitante, quali esponenti di vertice, della fazione facente capo alla famiglia SCHIAVONE e da BIDOGNETTI Domenico, BIDOGNETTI Aniello, BIDOGNETTI Raffaele, GUIDA Luigi, ALFIERO Nicola, SETOLA Giuseppe e CIRILLO Alessandro, quali componenti apicali che si avvicendavano alla guida della fazione facente capo alla famiglia BIDOGNETTI, ed infine al c.d. gruppo misto, scaturito da un accordo tra le famiglie criminali dei BIDOGNETTI, dei MALLARDO e dei LICCIARDI-CONTINI promosso, diretto ed organizzato da DIANA Francesco nel gennaio-febbraio 2009, successivamente alla disarticolazione della fazione dei Bidognettiani facente capo a SETOLA Giuseppe, al fine di consentire al gruppo BIDOGNETTI di continuare ad esercitare sul litorale domitio e sull’intera area della provincia di Napoli e Caserta le attività tipiche di un organizzazione di tipo mafioso che si avvale della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento ed omertà che ne deriva, per la realizzazione dei seguenti scopi:
 il controllo delle attività economiche, anche attraverso la gestione monopolistica di interi settori imprenditoriali e commerciali;
 il rilascio di concessioni e di autorizzazioni amministrative;
 l’acquisizione di appalti e servizi pubblici;
 l’illecito condizionamento dei diritti politici dei cittadini (ostacolando il libero esercizio del voto, procurando voti a candidati indicati dall’organizzazione in occasione di consultazioni elettorali) e, per tale tramite, il condizionamento della composizione e delle attività degli organismi politici rappresentativi locali;
 il condizionamento delle attività delle amministrazioni pubbliche, locali e centrali;
 il reinvestimento speculativo in attività imprenditoriali, immobiliari, finanziarie e commerciali degli ingenti capitali derivanti dalle attività delittuose, sistematicamente esercitate (estorsioni in danno di imprese affidatarie di pubblici e privati appalti e di esercenti attività commerciali, traffico di sostanze stupefacenti, truffe in danno della C.E.E., usura ed altro);
 assicurare impunità agli affiliati attraverso il controllo, realizzato anche con la corruzione, di organismi istituzionali;
 l’affermazione del controllo egemonico sul territorio, realizzata anche attraverso la contrapposizione armata con organizzazioni criminose rivali (nel tempo, la N.C.O. di Raffaele Cutolo, il gruppo NUVOLETTA, il gruppo BARDELLINO, il gruppo DE FALCO, il gruppo CATERINO ed il gruppo QUADRANO) e la repressione violenta dei contrasti interni;
 il conseguimento, infine, per sè e per gli altri affiliati di profitti e vantaggi ingiusti;
In particolare:
tutti gli indagati – avendo BIDOGNETTI Michele, CATERINO Stanislao, DIANA Francesco; PELLEGRINO Giuseppe, DI CICCO Massimo, detto Massimo “O MERICANO”, VITIELLO Bartolomeo, TRAMBARULO Gennaro, AVOLIO Francesco, ESPOSITO Giovanni e MIGLIORE Cosimo, funzioni di organizzatori e dirigenti dello c.d. “gruppo misto” e tutti gli altri di partecipi – prendevano parte alla fazione del suddetto clan dei casalesi facente capo alla famiglia BIDOGNETTI.