Giorno: 25 luglio 2012

25 luglio 2012 0

Domani giovedì 26 Luglio 2012 sciopero delle farmacie. Aperte solo le comunali e pubbliche

Di admin
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Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo: Chiuse domani, giovedì 26 luglio, le saracinesche delle farmacie. Il motivo della protesta è contro il decreto del governo di revisione della spesa. Resteranno aperte solo le farmacie comunali e pubbliche.

Il nuovo decreto stabilisce che nel caso di sfondamento del tetto della farmaceutica territoriale, il meccanismo di ripiano è totalmente a carico della filiera farmaceutica (aziende, grossisti, farmacisti) e che per lo sfondamento della spesa farmaceutica ospedaliera, che fino ad oggi è stato tutto a carico delle regioni, viene introdotto un meccanismo di ripiano che pone a carico delle aziende farmaceutiche il 50% del totale.

Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti” ritiene sbagliato lo sciopero indetto da Federfarma per domani che procura ai cittadini disservizi e disagi a partire dalle fasce più deboli della popolazione.

25 luglio 2012 0

Cento euro di multa per una pensionata si dondolava sull’altalena al parco

Di redazione

Integerrimi i vigili urbani del Comune di Dorno in provincia di Pavia che hanno sanzionato una pensionata di 56 anni, sorpresa a dondolarsi su una altalena nel parco Sandro Pertini del paese. La donna era in compagnia di un bambino e all’arrivo degli agenti, però, solo lei era sull’altalena vietata, ai maggiori di 12 anni. Per questo, incuranti di ogni spiegazione, gli agenti hanno estratto penna e blocco delle multe sanzionando la donna con cento euro di multa.

25 luglio 2012 0

Raffica di furti a Tarquinia, la polizia locale invita la cittadinanza a segnalare persone sospette

Di redazione

Dalla Polizia Locale l’invito a segnalare persone sospette per evitare tentativi di furti Sul territorio di Tarquinia è stata rilevata la presenza di persone che, spacciandosi per dipendenti comunali o volontari di associazioni benefiche, tentano di entrare nelle abitazioni, in particolar modo in quelle degli anziani, per compiere dei furti. La Polizia Locale invita quindi la popolazione a prestare la massima attenzione. «Ci rivolgiamo soprattutto agli anziani. – afferma il comandante Cesare Belli – Questi soggetti sono infatti molto insistenti per entrare nelle case ed effettuare dei furti. Invitiamo i cittadini eventualmente coinvolti a contattare subito la Polizia Locale, i Carabinieri e la Polizia di Stato ai numeri 0766/849244, 112 e 113».

25 luglio 2012 0

L’Ugl, equità a rischio sulla sanità regionale dalla Spending Review

Di redazionecassino1

L’’Ufficio Studi Ugl Sanità Roma e Lazio, attraverso  Valerio Franceschini, responsabile dell’Ufficio Studi Ugl Sanità, ha commentato l’’impatto della spending review sul comparto sanitario, valutando, dati alla mano, fin dove possono spingersi i tagli per non mettere a repentaglio il diritto alla salute di ogni cittadino.

Secondo le stime del Ministero della Salute, in soli due anni mezzo, di qui al 2014, il conto cumulato della manovra estiva del 2011 Berlusconi-Tremonti e quello dell’’ultimo decreto sulla spending review vale per la sanità 12,2 miliardi di riduzione di risorse, mediamente oltre il 4 per cento annuo dell’’intero Fondo sanitario. Non solo un colpo pesantissimo ai servizi, ma anche una minaccia ai Piani di Rientro di molte Regioni. Per non parlare delle Regioni virtuose. Il decreto, nonostante la previsione di una quota premiale per quelle Regioni che hanno seguito sugli acquisti di beni e servizi procedure virtuose, non riconosce una differenziazione sostanziale con le altre.

Se si considerano solo le “cifre”, si pensi che tra il 2001 e la fine del 2010, la spesa sanitaria pubblica in Italia è cresciuta, in rapporto al PIL, dal 6,3 per cento al 7,6 per cento – la totale da 8,1 per cento al 9,5 per cento, secondo l’Oms – mentre in valori assoluti è salita di ben il 50 per cento. Si tratta ancora di una percentuale inferiore alla media europea, ma se si pensa che il debito pubblico italiano ormai supera il 120 per cento del Pil e che continua a salire, risulta chiaro come i tagli alla spesa pubblica fossero irrinunciabili. E questo significa che la centralità assunta dalla dimensione economica in Sanità è ormai fuori discussione.

Le priorità per il futuro saranno per forza interventi sul fronte degli sprechi e attese, introdurre indicatori di salute e di outcome e incentivare le eccellenze o premi. Non solo, sul fronte finanziamenti sarà necessario affiancare fonti integrative/sostitutive e nuove logiche come ad esempio il “Pay for Performance”.

Comunque le necessità di “contenere” la spesa sanitaria è tema noto agli addetti ai lavori: si pensi che nel 2010 l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel suo Rapporto sulla salute, aveva dedicato un intero capitolo al tema “più salute agli stessi soldi” individuando 10 elementi di spreco da combattere, con una possibilità di recupero tra il 20 ed il 40 per cento della spesa totale:

1) Medicinali: sottoutilizzo dei generici e costo superiore al necessario dei farmaci in generale,

2) Medicinali: utilizzo errato e farmaci contraffatti,

3) Medicinali: uso inappropriato ed inefficiente,

4) Beni e servizi sanitari: uso eccessivo di apparecchiature, indagini diagnostiche e procedure in genere,

5) Professionisti sanitari: inadeguati e costosi mix di figure professionali, bassa motivazione del personale,

6) Servizi sanitari: ricoveri inappropriati e con lunghe durate,

7) Servizi sanitari: dimensionamento degli ospedali (basso utilizzo),

8) Servizi sanitari: errori e scarsa qualità delle cure,

9) Servizi sanitari: sprechi corruzione e frodi,

10) Programmazione sanitaria: inefficiente mix e inappropriato livello della strategia.

Sembra un programma per le nostre Regioni.

Nel decreto, l’’accetta sui posti letto non è meno indolore, entro novembre le Regioni dovranno preparare un atto di programmazione sui posti letto, che dovranno passare a 3,7 ogni mille abitanti. Rispetto alla distribuzione della riduzione dei posti letto, bisogna dire che non è una riduzione del servizio, si devono contenere quelli in ordinaria, ma non quelli in lunga degenza e riabilitazione che vanno aumentati. Ed alcune Regioni sono già vicine a questo limite, ad esempio la Lombardia. Molto più pesanti saranno invece i limiti sul personale, dove si giocherà la capacità delle Regioni di mantenere i servizi alla popolazione.

Gli sprechi in sanità sono sotto gli occhi di tutti e, quindi, dobbiamo rimboccarci le maniche in un momento difficile per riformare il nostro servizio sanitario.

Quindi, non solo i tagli dei costi e le manovre di austerity. Se a ciò si aggiunge l’allungamento della vita media, bisogna considerare che tutti questi fattori rischiano di far saltare i conti del welfare.

Il Fondo monetario internazionale, già nell’aprile di quest’anno, aveva lanciato un vero e proprio «allarme longevità» e nel Rapporto FMI sulla stabilità finanziaria globale, sottolineava che «se la vita media nel 2050 si allungherà di 3 anni in più di quanto previsto oggi, il già ampio costo dell’invecchiamento della popolazione aumenterà del 50 per cento».

L’equità di accesso ad un sistema sanitario è una pietra miliare del nostro sistema. L’’articolo 32 della Costituzione, nel sancire la tutela della salute come “diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività”, di fatto obbliga lo Stato a promuovere ogni iniziativa e ad adottare precisi comportamenti finalizzati alla migliore tutela possibile della salute ai propri cittadini.

Certo è che ticket, tagli e disparità territoriali minano fortemente la garanzia dell’equità – già a dura prova dalle disparità regionali – ma da sempre punto di forza del nostro Servizio Sanitario.

I tagli pesano sulle tasche dei cittadini. Il rapporto Censis mostra come la spesa sanitaria privata nel 2010 sia aumentata del 25,5 per cento rispetto al 2000, mentre dal 2007 al 2010 la spesa privata per farmaci è cresciuta del 10,7 per cento a fronte di un taglio del 3,5 per cento di quella pubblica. Il futuro si prospetta ancora peggiore con una per il 2015 di 17 miliardi di gap tra le risorse necessarie per coprire i bisogni e i finanziamenti al SSN.

La vera emergenza riguarda dunque l’equità, soprattutto quella intergenerazionale, minata dal blocco degli investimenti e dall’impatto a lungo termine che le razionalizzazioni avranno sulla salute dei cittadini.

Si parla da anni di un terzo pilastro, le assicurazioni sanitarie, vedremo.

In sanità i volumi sono necessari per garantire la qualità delle prestazioni, sia per avere i servizi accessori – pensiamo alla diagnostica per immagini, per esempio – sia perché il know how professionale dipende dai volumi prodotti. E i piccoli ospedali non possono avere queste caratteristiche, quindi sono pericolosi per i pazienti.

Faccio un esempio: se il servizio di emodinamica di un’azienda ospedaliera scende sotto le 400 procedure annue di angioplastica, cioè meno una al giorno, i suoi professionisti non avranno la manualità necessaria per garantire ai pazienti elevati standard qualitativi. I piccoli ospedali, invece, essendo più capillari sul territorio, possono andar bene per garantire al cittadino servizi di riabilitazione. Sarà quindi necessario dotarsi di strutture più grandi e concentrate, magari offrendo alla popolazione capacità di trasporto e di evacuazione in caso di emergenza. Non si svuotano i territori, nel 2012 si presidiano con altri strumenti. La sanità è molto cambiata negli ultimi 30 anni, anche l’organizzazione dei servizi deve seguirla. So che non è facile accettarlo ma sarà inevitabile. I piccoli ospedali vanno bene per la riabilitazione.

Il ministro Balduzzi ha dichiarato che si aprirà un percorso di riflessione sulla farmacia e sulla nuova remunerazione delle farmacie.

Commentando la protesta di Federfama, conclusa con la proclamazione dello sciopero del 26 luglio, Balduzzi ha affermato che l’intervento del decreto sulle farmacie è stato “minimo, considerate le situazioni”. A tutti è chiesta una parte di sacrifici. I sacrifici vengono fatti anche pagando di più il carburante degli autoveicoli, rispetto ai tedeschi. E tutti gli operatori sanitari saranno coinvolti. Ci dovremmo attrezzare per utilizzare al meglio il “bene farmaco” usando le prime tre indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, appropriatezza d’uso e generici.

 

25 luglio 2012 0

Petrarcone: “L’on. Bongiorno ha riconosciuto l’importanza che il nostro Tribunale riveste per il territorio”

Di redazionecassino1

“L’Onorevole Bongiorno ha preso visione del dossiersul Tribunale di Cassino, contenente la relazione esplicativa con tutti i dati, che le abbiamo sottoposto, rassicurandoci che il tema verrà presto dibattutto in sede di Commissione Giustizia alla Camera.” A riferirlo è il sindaco di Cassino, Giuseppe Golini Petrarcone, che questa mattina, a capo di una delegazione composta dal vice sindaco, Luigi Montanelli, dall’avvocato Pietro Corte, membro del Consiglio dell’Ordine di Cassino, dall’avvocato Gianrico Ranaldi, dal giudice Massimo Capurso e dal presidente dell’Ordine dei Commercialisti, Giuseppe Tedesco, si è recato a Roma per incontrare il Presidente della Commissione Giustizia della Camera, Giulia Bongiorno. “L’Onorevole Bongiorno – ha continuato il sindaco – si è detta soddisfata della relazione che le abbiamo fornito sul nostro Palazzo di Giustizia e fiduciosa sul fatto che la questione possa essere sottoposta con riscontro positivo nelle sedi preposte. Soprattutto, mi preme sottolineare, che la Bongiorno ha riconosciuto il ruolo strategico contro la criminalità e l’efficienza storica del Tribunale di Cassino che, è bene sempre ricordarlo, è coevo all’unità d’Italia. Questo è un ulteriore passo nella battaglia che quotidianamente stiamo portando avanti e soprattutto è un incentivo a procedere con ottimismo su questa strada, concentrando ogni sforzo possibile ed immaginabile al fine di salvaguardare il nostro Tribunale. A tal proposito, sempre sul tema Tribunale, la settimana prossima ci vedremo anche con il Vice Presidente della Commissione Giustizia della Camera, l’Onorevole Federico Palomba dell’Italia dei Valori, in un incontro a cui parteciperà anche l’Onorevole Antonio Di Pietro.”

 

25 luglio 2012 0

Ruba una bottiglia di spumante dal bar, pregiudicato condannato a 23 mesi di carcere

Di redazione

Le porte del carcere di Stanazzo si sono riaperte, questa mattina, per accogliere nuovamente il già noto Ermanno Morgione, pluripregiudicato 49enne lancianese. L’uomo, nel pomeriggio di ieri, dopo essere entrato nel bar “La perla nera”, asportava con destrezza una bottiglia di spumante che, una volta portatosi all’esterno dell’esercizio, ha tentato di occultare sotto la sua felpa. Scena questa che, però, non è sfuggita ai carabinieri della locale Stazione, immediatamente giunti sul posto a seguito di richieste di intervento da parte di alcuni cittadini che dal MORGIONE erano stati importunati. I militari hanno fermato il 49enne, riscontrando il provento del furto appena compiuto. La bottiglia veniva, così, restituita al proprietario del bar, mentre il Morgione è stato trattenuto presso la camera di sicurezza del Comando Compagnia, in attesa del rito Direttissimo, che ha avuto luogo questa mattina, conclusosi con l’arresto ed una condanna di 11 mesi di pena da scontare.

25 luglio 2012 0

Latitante albanese in manette ad Anagni

Di redazione

Nella tarda serata di ieri ad Anagni (FR), i Carabinieri della locale Compagnia e personale della Squadra Mobile della Questura di Frosinone hanno tratto in arresto Gentjan Babajun, 32enne latitante albanese. Il predetto è stato intercettato nel corso di controlli eseguiti nell’ambito di una più ampia attività, condotta congiuntamente da Carabinieri e Polizia di Stato, finalizzata alla repressione e prevenzione di furti e rapine in abitazione ed esercizi commerciali in tutta la provincia. L’arrestato, che in un primo momento tentava di eludere i controlli fornendo false generalità, veniva condotto presso il Comando Compagnia Carabinieri di Anagni ove gli operanti procedevano alla sua compiuta identificazione. Lo stesso risultava colpito da un provvedimento di cattura emesso dalla II Sezione Penale della Corte d’Appello di Firenze, per evasione. Il cittadino albanese, con precedenti di polizia per i reati di rapina, detenzione illegale di armi, spaccio di sostanze stupefacenti e ricettazione, commessi anche in alcune Regioni dell’Italia centrale, risultava evaso dal regime degli arresti domiciliari che si trovava a scontare in Mola di Bari (BA). Il Babaj, dopo le formalità di rito, è stato tradotto presso il Carcere di Firenze Sollicciano.

25 luglio 2012 5

Approvati il ‘Progetto Voucher’ ed il Regolamento per il Centro socio-educativo di Caira con troppe ombre

Di redazionecassino1

Consiglio comunale ieri sera per discutere molti punti all’ordine del giorno, in particolare della questione ‘Voucher’ con il dissenso e voto contrario manifestato dal consigliere Vincenzo Durante, capogruppo di Rifondazione. Il dissenso ha riguardato  l’inopportunità del progetto in alcune sue parti, soprattutto per ciò che riguarda la somma di 2.500 euro a favore delle imprese, per un totale di ventimila euro, che avessero assunto a tempo determinato otto partecipanti al progetto, fra  persone che si fossero “distinte nell’ambito lavorativo” del progetto stesso. I rilievi all’assessore Di Russo, da parte del consigliere Durante, non si sono fatti attendere. In particolare, Durante, ha rilevato che inizialmente l’assunzione era prevista a tempo determinato, inoltre, ha ribadito la totale assenza di criteri per la selezione dei ‘fortunati otto’ che dovrebbero beneficiare dell’assunzione, visto che la segnalazione verrebbe effettuata su indicazione dei servizi sociali del Comune. All’ordine del giorno della seduta, tuttavia, c’è da rilevare l’approvazione, anche qui con voto contrario e interrogazione urgente al sindaco del consigliere Durante, del regolamento per il centro socio-educativo di Caira. Nei prossimi mesi, infatti, il Centro dovrà essere gestito direttamente dal comune di Cassino, essendo venuto meno l’accordo con il Consorzio dei Servizi Sociali del Cassinate, che lo gestiva fino a giugno scorso. Le perplessità sul regolamento, approvato ieri sera, sono molte e anche particolarmente significative. Il Centro dovrebbe avere, perché previsto per legge, un numero non superiore a trenta utenti. Quali siano i criteri per la selezione dei ‘trenta’ non è specificato, inoltre, non verrebbero differenziate le diverse patologie fra disabili lievi e quelli più gravi. L’unica esclusione prevista riguarderebbe le patologie psichiatriche che, secondo l’art. 2 del Regolamento, “per i quali è competente il Servizio Sanitario”. Ma non basta, poiché all’art. 1, in tema di accesso al Centro lo prevede per “…gli ultra-diciottenni con notevole compromissione dell’autonomia nelle funzioni elementari, che abbiano assolto l’obbligo scolastico’. Ora, viene da chiedersi quale sia il destino dei disabili in età scolare, sia dell’infanzia o di primo e secondo grado, quale possibilità venga offerta  dall’amministrazione comunale a questa categoria di persone disabili, che necessita di attenzione. Le perplessità maggiori, però, sono sul personale che dovrà gestire il Centro e sulle modalità ed i requisiti individuali necessari per il loro reclutamento necessarie a poter operare con i disabili. Dall’esame del regolamento approvato all’unanimità dal Consiglio, fra il personale non sono previste figure di fisioterapisti, in particolare di logopedisti, terapisti occupazionali, così come non è previsto un presidio medico ed infermieristico fisso. C’è, infine, da chiarire la posizione degli operatori che fino ad oggi hanno prestato la loro opera, sballottati fra una cooperativa e l’altra che nel corso degli anni gestito il Centro di Caira e prima ancora di Cappella Morrone. Quale  sorte sarà loro riservata con la nuova gestione e il nuovo regolamento approvato ieri sera. In altre parole che fine faranno i sedici operatori del Centro? Nel regolamento nulla è contemplato in proposito. Nessun progetto di riqualificazione è previsto per quei sedici lavoratori dal nuovo regolamento, come ha avuto modo di sottolineare il consigliere Volante nel suo intervento. In conclusione il regolamento approvato ieri, lascia forti perplessità sulla sua efficienza nella gestione del Centro stesso. Sarebbe stato opportuno attendere una prossima seduta per apportare qualche modifica, tenendo conto dei suggerimenti scaturiti dagli interventi dei consiglieri, magari sentendo anche qualche associazione che si era già occupata del problema con la precedente amministrazione comunale. Così non è stato, purtroppo e lo si è approvato in tutta fretta, quasi all’unanimità. Volendo essere maligni, ma non troppo, sembra che la gestione del personale sia troppo demandata agli interessi dell’Amministrazione. Insomma sembra che il ‘vento di rinnovamento’ non sia poi cosi tanto nuovo… almeno sotto l’aspetto delle assunzioni lavorative! Da segnalare anche l’approvazione del Regolamento sul volontariato.

F. Pensabene

 

 

 

25 luglio 2012 0

Calciomercato: Juve e Inter, verso uno scambio Pazzini-Quagliarella?

Di redazionecassino1

Uno scambio fra Inter e Juventus potrebbe essere un colpo di mercato degno di nota da qui al 31 agosto, ultimo giorno delle trattative estive. Lo  scambio potrebbe riguardare Giampaolo Pazzini e Fabio Quagliarella. Idea molto difficile, ma non del tutto impossibile. Pazzini non è più nei piani dell’Inter e vive da separato in casa nerazzurra, ma piace a Conte ed a Marotta.

Dal canto suo a Stramaccioni piace Quagliarella. Nel 4-2-3-1 potrebbe essere utile da jolly alle spalle della punta, oltre che da vice-Milito.  L’ex attaccante del Napoli potrebbe lasciare Torino. In casa Juve, per l’ attacco Conte sta completando il restyling soprattutto se arriverà il top-player tanto sognato.

25 luglio 2012 0

20 anni fa la mafia stragista, i Finanzieri non dimenticano

Di admin

Dal Cocer della Guardia di Finanza riceviamo e pubblichiamo: Vent’anni fa la mafia, utilizzando la violenza stragista, tolse la vita ai servitori dello Stato: “Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Francesca Morvillo, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, Vito Schifani, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Claudio Traina, Vincenzo Li Muli e Walter Eddie Cosina”.

Avvenimenti che segnarono per sempre la storia dello Stato italiano e dei suoi cittadini.

Sono figure che dovremmo tenere sempre presenti, perché è l’unico modo con il quale possiamo dare un senso al loro sacrificio, nella lotta alla criminalità organizzata e in difesa delle istituzioni democratiche del Paese, ma anche per dare un significato alla nostra stessa esistenza.

Un Paese senza memoria è un Paese senza futuro. In tal senso, gli uomini e le donne della Guardia di Finanza si uniscono nel ricordarli, impegnandosi ogni giorno ed in modo concreto, nell’esempio di persone che hanno dato la vita per la sicurezza e la libertà dei cittadini.

Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e tutti gli uomini della loro scorta, sono stati tutti onesti lavoratori e dei liberi cittadini che spesero la propria vita sposando un ideale: la libertà.

Si tratta di un valore sacro, un valore garantito da persone come questi magistrati e questi poliziotti, che hanno combattuto e combattono quotidianamente contro chi infrange la legge, attentando alla nostra sicurezza.

Non dimentichiamo che quelle persone che ora commemoriamo non hanno scelto di morire da eroi, ma hanno adempiuto fedelmente al giuramento prestato. “Gli uomini passano, le idee restano…Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.” (Giovanni Falcone)

“Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola.” (Paolo Borsellino)