Giorno: 29 luglio 2012

29 luglio 2012 0

Soccorso sulla Majella un gruppo di 12 scout

Di admin
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Si sono concluse alle ore 19.30 le operazioni di soccorso del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico dell’Abruzzo per raggiungere e riportare sul sentiero un gruppo di scout in difficoltà sulla Majella. I 12 scout di un gruppo di Pescara, di età compresa tra 22 e 28 anni, avevano perso il sentiero durante una escursione da Monte Cavallo (2171 m) a Pennapiedimonte (CH). La centrale operativa 1515 del Corpo Forestale dello Stato ha allertato il CNSAS che ha fatto intervenire i tecnici di soccorso della stazione di Chieti. I soccorritori sono rimasti in contatto telefonico con il gruppo e in base alle loro indicazioni la zona è stata individuata nel Vallone delle tre grotte, ad una quota di circa 1700m. I giovani avevano perso il sentire a causa della fitta vegetazione di pino mugo e non avevano più acqua. Sono stati raggiunti dai soccorritori che hanno portato loro acqua e li hanno guidati attraverso la vegetazione fino a riprendere il sentiero che conduce alla localita “Madonnina” e da qui sono scesi a piedi fino al rifugio Bruno Pomilio (1895 m). Qui un hotel della zona ha messo a loro disposizione un pulmino che li ha portati fino a Passo Lanciano, dove trascorreranno la notte. Le operazioni di soccorso hanno coinvolto 7 tecnici del CNSAS.

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A due mesi dal terremoto del 20 e 29 maggio è sceso sotto le 8.000 il numero delle persone assistite dalla Protezione Civile

Di admin

A due mesi dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio, è sceso sotto agli 8.000, dimezzato rispetto ai primi giorni, il numero delle persone assistite dal Servizio nazionale della protezione civile nei campi di accoglienza, nelle strutture al coperto (scuole, palestre e caserme) e negli alberghi che hanno offerto la loro disponibilità attraverso la convenzione siglata con Federalberghi e Asshotel.

In Emilia Romagna, in particolare, il numero dei cittadini assistiti è 7.969, di cui 5.621sono ospitati nei campi tenda, 291 nelle strutture al coperto e 2.057 in strutture alberghiere.

Nella Regione Veneto, infine, risultano assistite, in albergo, 2 persone. Con la dismissione del campo di Moglia (MN), che da venerdì 27 luglio non ospita più nessun cittadino, si è chiusa l’ultima area di accoglienza della regione Lombardia.

29 luglio 2012 0

Permessi di soggiorno: sanatoria 2012 per 40 mila immigrati ma si prevedono 500mila domande

Di admin

Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo:

Il 6 luglio scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato un importante decreto legislativo, in corso di pubblicazione, in materia di sanzioni per chi assume immigrati irregolari, in recepimento della direttiva europea 2009/52/CE.

Il provvedimento adottato prevede tra l’altro un altrettanto importante “disposizione transitoria”, già “bollata” come una nuova “sanatoria”, che stabilisce i criteri per la regolarizzazione dei cittadini extracomunitari presenti in Italia privi di permesso di soggiorno che svolgono attività lavorativa e consente di “far cassa” allo Stato attraverso il versamento forfettario stabilito nella misura di mille euro e quindi pari al doppio delle precedenti regolarizzazioni.

E la data stabilità è vicinissima ed i termini così ridotti tanto che Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti” suggerisce a tutti gli interessati di affrettarsi nel preparare gli incombenti relativi: partirà, infatti, dal 15 settembre ed il termine di “regolarizzazione” si protrarrà un mese, fino al 15 ottobre.

I requisiti individuati sono i seguenti.

Il rapporto di lavoro deve essere a tempo pieno, tranne nel caso dei lavoratori domestici, per i quali è ammesso anche un part-time da almeno venti ore settimanali.

I cittadini di provenienza extra UE per poter presentare la domanda dovranno dimostrare la presenza sul territorio italiano “in modo ininterrotto almeno dalla data del 31 dicembre 2011”. Inoltre, la norma statuisce che “la presenza sul territorio nazionale dal 31 dicembre 2011 deve essere attestata da documentazione proveniente da organismi pubblici”. È quindi onere dello straniero documentare attraverso una “prova amministrativa” che può essere rappresentata da qualsiasi attestazione rilasciata da un soggetto dell’apparato amministrativo e solo per fare qualche esempio da un permesso di soggiorno scaduto o un certificato medico rilasciato dal pronto soccorso la propria antecedente presenza in Italia.

La nuova normativa stabilisce, inoltre, che, a partire dal ventesimo giorno successivo alla pubblicazione del decreto di natura non regolamentare del ministro dell’Interno di concerto con i ministri del Lavoro, della Cooperazione internazionale e l’integrazione e dell’Economia (che a sua volta sarà adottato entro venti giorni dall’entrata in vigore del decreto legislativo), sarà possibile “prenotare” la regolarizzazione versando il contributo fortettario di mille euro all’Inps.

Come anticipato, il termine iniziale per inoltrare la domanda telematica corredata dalle prove certe sulla presenza del lavoratore dal 31 dicembre 2011, sarà a partire dal 15 settembre.

Successivamente – riportando letteralmente ciò che stabilisce il decreto – “lo Sportello unico per l’immigrazione, verificata l’ammissibilità della dichiarazione e acquisito il parere della questura sull’insussistenza di motivi ostativi all’accesso alle procedure ovvero al rilascio del permesso di soggiorno, nonché il parere della competente direzione territoriale del lavoro in ordine alla capacità economica del datore di lavoro e alla congruità delle condizioni di lavoro applicate, convoca le parti per la stipula del contratto di soggiorno e per la presentazione della richiesta del permesso di soggiorno per lavoro subordinato, previa esibizione dell’attestazione di avvenuto pagamento del contributo forfetario e della regolarizzazione”.

Ultimi incombenti: “contestualmente alla stipula del contratto di soggiorno, il datore di lavoro deve effettuare la comunicazione obbligatoria di assunzione al Centro per l’Impiego ovvero, in caso di rapporto di lavoro domestico, all’INPS. Restano ferme le disposizioni relative agli oneri a carico del richiedente il permesso di soggiorno.”

La normativa stabilisce, peraltro, i presupposti sia per i datori di lavoro che per gli immigrati che non possono accedere alla sanatoria.

Per i datori di lavoro, tutti quelli che sono stati condannati negli ultimi cinque anni, anche con sentenza non definitiva, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, per tratta o sfruttamento di prostituzione e minori, per caporalato o per aver dato lavoro a immigrati irregolari.

Al contempo, non possono prendere parte alla “sanatoria” gli immigrati espulsi per motivi di ordine pubblico o sicurezza dello Stato, quelli condannati, anche con sentenza non definitiva, per uno dei reati previsti dall’articolo 380 del codice di procedura penale, i segnalati come “non ammissibili” in Italia e gli stranieri considerati, anche in base a condanne non necessariamente definitive, una minaccia per l’ordine pubblico o la sicurezza dell’Italia o di altri paesi dell’“area Schengen”.

Con l’occasione Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, rilancia e fa propria condividendone integralmente i presupposti e le finalità, la proposta del presidente della Commissione Cei per l’immigrazione e della Fondazione Migrantes monsignor Bruno Schettino secondo cui “Si potrebbe dare il permesso di soggiorno a tutti gli immigrati irregolari per un anno, in modo di farli uscire dalla clandestinità affinché possano provare a cercare lavoro in modo regolare, ad entrare nel mercato del lavoro, nell’economia della domanda e dell’offerta. Il problema vero resta infatti quello dell’immigrazione clandestina, è da lì che si generano frizioni e conflitti con italiani”, “Questa chance”, ha precisato il prelato, andrebbe data ”a tutti quelli che non hanno commesso reati, che vogliono rimanere sul nostro territorio, che conoscono un po’ la nostra lingua e la nostra Costituzione”.

29 luglio 2012 0

Frosinone, la Corte dei Conti indica la strada per evitare il dissesto

Di redazione

Adottare le necessarie misure finalizzate a ripristinare gli equilibri di bilancio; porre in essere idonei provvedimenti atti ad evitare, in futuro, il ripetersi del ricorso ad anticipazioni di tesoreria come prassi ordinaria o quantomeno ricondurla a quel carattere di eccezionalità che essa dovrebbe avere; adottare appropriate misure correttive nella gestione dei residui; provvedere in tempi rapidi all’aggiornamento dell’inventario; ridurre senza indugio la consistenza dei debiti di finanziamento; adottare in tempi rapidi la prevista deliberazione ricognitiva delle partecipazioni societarie in essere. Queste le prescrizioni imposte dalla Corte dei Conti, nel deliberato seguente all’audizione del 6 giugno scorso sul bilancio 2010 del Comune di Frosinone, l’ultimo approvato dalla precedente amministrazione, che indicano il sentiero da seguire per il risanamento delle casse dell’ente, al fine di evitare il dissesto finanziario. I magistrati contabili hanno pronunciato un giudizio di grave irregolarità, mai espresso in tali termini in passato, su tutti i punti presi in esame dai residui passivi e attivi, per passare alle anticipazioni di cassa e per finire con gli organismi partecipati (vedasi documento allegato). “Come più volte detto – ha esordito il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani – non ci interessa fare processi contabili a chicchessia, ma certo ci aspettiamo, quantomeno, un’assunzione di responsabilità da parte di chi ci ha preceduto. La disastrosa situazione finanziaria è stata ufficialmente certificata dalla Corte dei Conti, che non è certo un organo politico di parte. L’obiettivo è quello di intraprendere un cammino virtuoso per giungere a un progressivo e costante risanamento delle casse del Comune di Frosinone”. “L’alternativa sarebbe – ha continuato il sindaco Ottaviani – quella di dichiarare il dissesto finanziario, ricorrendone, forse, già tutti i presupposti, ipotesi, questa, che sarebbe sì a portata di mano, ma che condannerebbe la città a tre anni di immobilismo, facendola regredire ancor di più rispetto a quanto già successo in questi ultimi anni. Noi, invece, stiamo tracciando un percorso che consenta di contenere le spese, di rientrare nei debiti, ma, allo stesso, tempo che non comprima il livello e la qualità delle prestazioni e dei servizi”. “Questo – ha concluso il sindaco Ottaviani – potrà avvenire attraverso un’attenta programmazione e un’analitica selezione delle voci di spesa, eliminando soprattutto il superfluo”. “Come amministratori – ha detto l’assessore alle finanze e al bilancio Riccardo Mastrangeli – abbiamo il dovere di raccogliere la sfida del risanamento, non abdicando alla programmazione e allo sviluppo. Davanti ai magistrati contabili ci siamo trovati nella paradossale situazione di dover essere ripresi per fatti su cui non avevamo alcuna responsabilità. La prossima volta contiamo di portare a casa un risultato migliore, e la nuova amministrazione ha già attivato iniziative importanti e concrete sul fronte della spesa corrente, dando priorità, al contempo, agli investimenti strutturali”.

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Aidaa sulla rotta tedesca del mercato dei cani destinato alla vivisezione

Di redazione

Da Aidaa riceviamo e pubblichiamo. “Secondo il rapporto sulle zoomafie il traffico internazionale di cani e cuccioli di cane ha un valore di circa 500 milioni di euro l’anno. Tra le rotte di questo traffico messe sotto accusa anche da iniziative e prese di posizione sia delle associazioni animaliste sia anche in sede di parlamento nazionale ed europeo ci sono quelle che dai paesi europei dell’est portano verso l’Italia, ma anche quelle che dalla Spagna portano verso l’Italia e dall’Italia verso la Germania. Quello del traffico illegale dei cani verso la Germania è un business molto ricco e noto specialmente dal sud Italia dove molto spesso al fianco di carichi di cani randagi effettivamente portati in Germania per trovare una nuova famiglia le zoomafie realizzano viaggi apparentemente regolari che invece grazie alla complicità di associazioni o canili tedeschi riforniscono i laboratori di vivisezione di oltr’alpe. Ogni cane considerato “buono” viene pagato ai trafficanti italiani circa 40-50 euro. Quella del presunto traffico illegale di cani verso la Germania è all’attenzione da tempo anche delle forze dell’Ordine nazionali e dell’Interpool che grazie ad una stretta collaborazione tra le varie polizie permette spesso di bloccare questi carichi di cuccioli destinati al mercato italiano o i carichi che dall’Italia vanno verso i laboratori tedeschi e dei paesi del nord Europa. Cosi ad associazioni serie che operano per il bene degli animali si affiancano vere e proprie bande di criminali che gestiscono un traffico senza scrupoli di poveri cani che una volta in Germania anzichè trovare una famiglia finiscono nei laboratori. Nei giorni scorsi è passata sottotraccia un abominevole ed illegale decisione presa dagli amministratori locali di un Comune umbro che accogliendo le allettanti proposte di una donna tra le più note tra quelle sospettate di essere al centro dei traffici internazionali di cani per la vivisezione hanno predisposto addirittura una delibera che permette a questa donna ed ai suoi collaboratori di portare i cani da quel Comune fino in Germania attraverso un sistema di false e fittizie adozioni, cani che vengono prelevati senza controlli direttamente dai canili e spediti in un furgone assolutamente non attrezzato in Germania dove ad attendere i cani, ma anche di alcuni comuni del Lazio dove la donna ha fatto i suoi proseliti c’è il tavolo della vivisezione e la morte atroce tra le mani di aguzzini. E nonostante le diverse denuncie questa donna continua a trafficare con i tedeschi mandando a morte centinaia di cani con il beneplacido ufficiale di una delibera di un comune italiano proprio nei giorni in cui le televisioni ed i giornali sono pieni delle belle immagini dei beagle liberati da Green Hill mentre pochi sanno che il loro posto viene preso da cani ignoti che provengono dall’Umbria. “A ********* non ci sono le telecamere- dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- mentre i cani partono per l’inferno tedesco, non ci sono deputati e rosse paladine dei cani, ma solo un camion anonimo che carica decine di cani destinati all’inferno dei laboratori tedeschi attraverso un traffico internazionale illegale. Bene noi non ci stiamo e denunciamo questo immondo traffico e ci aspettiamo da subito che questo traffico venga bloccato senza se e senza ma”.

29 luglio 2012 0

Personale Ata in Provincia di Frosinone, da Iannarilli un esposto per fare chiarezza

Di redazione

“Occorre fare chiarezza su quanto accaduto, negli anni, nell’impiego del personale ATA nelle scuole della nostra provincia. L’impiego dei Lsu-Lpu, per esempio, risulta contraddittorio, non ci sembra chiaro il perché a fronte della diminuzione dell’impiego di questi lavoratori nelle cooperative l’erogazione di fondi a loro favore sia rimasto invariato. Tra l’altro il tutto, ci pare in contrasto e penalizzante nei confronti dei lavoratori regolarmente formati per ricoprire gli incarichi di personale ausiliario nelle scuole e che, hanno trovato sempre meno spazio. Per esempio, nel caso specifico della situazione in provincia di Frosinone, nell’anno 1999 circa 1000 collaboratori scolastici ricevevano l’incarico annuale, mentre gli ex LSU erano 1116. Nel 2011 il numero di questi ultimi si è notevolmente ridotto arrivando a circa 300 unità. Nonostante ciò sembrerebbe che le cooperative da cui dipendono continuino a ricevere la stessa remunerazione complessiva del 1999, ovvero quando erano 1116. Ciò significa che, su base annua, alle cooperative sono erogati: 1116 x 1.700 euro al mese cadauno per 12 mesi = euro 22.766.400, mentre invece spetterebbe loro: 300 x 1.700 euro al mese cadauno per 12 mesi = 6.120.00 euro; tale calcolo comporta dunque uno sperpero notevole di risorse e bisogna altresì ricordare che, a fronte di una diminuzione, in provincia di Frosinone, del numero degli ex LSU, molto probabilmente il servizio erogato non è stato realizzato in maniera pienamente soddisfacente, per quantità e qualità, come invece previsto anche da nota del 19 febbraio 2012 del Direttore generale del MIUR – Dipartimento per la programmazione – Direzione generale per la politica finanziaria e per il bilancio, da cui emerge chiaramente che, relativamente al corrispettivo da corrispondere ai soggetti titolari dei contratti di pulizia, esso deve essere rapportato al mantenimento delle quantità e qualità dei servizi resi. Per fare chiarezza su questa situazione sono stato sollecitato a interessare l’Autorità giudiziaria, quindi, dopo una verifica approfondita con l’aiuto dell’assessore Paliotta e in seguito a quanto appreso in incontri già iniziati a suo tempo dall’assessore Quadrini, ho presentato un esposto-denuncia per vedere se tale situazione sia derivata da comportamenti contrari alla legge. Nel caso, per risalire ai responsabili. Allego l’esposto-denuncia presentato”. E’ quanto afferma il Presidente della Provincia di Frosinone, Antonello Iannarilli

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Tutti gli appuntamenti estivi (gratuiti) al Polo Museale di Lanciano

Di redazione

Lunedì, 30 luglio, con grende soddisfazione dell’Amministrazione Comunale di Lanciano ed in particolare dell’Assessorato alla Cultura, si avvia il progetto Archeo.S, iniziativa finalizzata alla promozione dei siti del patrimonio culturale dell’area adriatica in un progetto biennale voluto dall’Assessore alle Politiche Culturali, Luigi De Fanis. L’obiettivo e’ esaltare le potenzialità culturali abruzzesi attraverso produzioni artistiche di nuovi linguaggi, l’interscambio culturale fra i paesi partner e la promozione internazionale del territorio. L’iniziativa e’ stata presentata a Pescara alla presenza dell’assessore alle Politiche Culturali Luigi De Fanis, del Dirigente del Servizio Politiche Culturali Paola Di Salvatore, del Vice Sindaco del Comune di Lanciano Pino Valente e del Sindaco del Comune di Chieti Umberto Di Primio. “Le due stagioni artistiche – ha commentato l’Assessore De Fanis – uniranno in maniera originale e creativa i beni culturali con lo spettacolo in un cartellone di grosso spessore, creando così un’occasione unica per valorizzare il ricco patrimonio abruzzese. Gli spettacoli porteranno nuova linfa ai luoghi prescelti, trasformandoli in centri di sperimentazione, creazione ed espressione culturale attraverso un sistema di multidisciplinarieta’ in una nuova visione della cultura. Vogliamo fare così della cultura teatrale uno strumento per lo sviluppo del territorio”. Archeo.S, infatti, e’ il primo progetto culturale regionale che coniuga la valorizzazione dei beni culturali con le attività di spettacolo dal vivo, mettendo insieme produzione e comunicazione quali elementi costitutivi di una competitiva offerta culturale e perseguendo così l’obiettivo strategico dell’Assessorato alle Politiche Culturali. La suggestiva location del Chiostro del Polo Museale Santo Spirito di Lanciano ospiterà i seguenti spettacoli, tutti ad ingresso libero fino ad esaurimento posti:

Lunedì 30 luglio, ore 21,30 “Anima_il respiro del Mediterraneo” (Dance performance) finanziato dal Teatro Pubblico Pugliese e prodotto da Resextensa e Unità C1. Anima_Il respiro del Mediterraneo è danza, video, luce e spazio che si intrecciano e fondono. Le coreografie sono di Elisa Barucchieri, la direzione il visual design è Ezio Antonelli, i danzatori sono Anna Moscatelli, anche assistente alle coreografie, Claudia Cavalli , Vito Cassano, Gabriele Montarli.

Martedì 31 luglio, ore 21,30 “Prometheus Unbound” Il Comune di Igoumenitsa (Grecia) presenta un dramma lirico con la regia di Thomas Liolios e la drammaturgia curata da Konstantinos Bouras. Trasposizione in chiave moderna del terzo atto della trilogia del Prometeo Incatenato di Eschilo, basata su un romanzo scritto da Konstantinos Bouras. In scena Vassilios Dosis, Prometheus, Thomas Liolios, Kouros & Zeus, Eyaggelos Koliousis Kratos, Antonios Georgioy Via, Dimitrios Theoxaris Hermes, Eleni Ntesika Io. Nel coro Katerina Papadimitrioy, Eleni Ntetsika, Marina Liolioy.

Mercoledì 1 agosto, ore 21,30 “Sik Sik L’artefice magico” Opera di Eduardo de Filippo, produzione del Teatro Stabile delle Marche, con Carlo Cecchi, Angelica Ippolito, Tommaso Ragno, Dario Iubatti, regia Carlo Cecchi. Sik-Sik l’artefice magico, atto unico scritto nel 1929, è uno dei capolavori del Novecento. Con più di 450 repliche solo a Napoli, lo spettacolo ebbe un successo enorme. Questo allestimento è stato realizzato appositamente ed unicamente per il progetto Archeo.S. Il progetto Archeo.S – System of the Archeological Sites of the Adriatic Sea e’ finanziato dal Programma di Cooperazione Transfrontaliero IPA Adriatico 2007-2013. L’Assessorato alle Politiche Culturali – Servizio Politiche Culturali della Regione Abruzzo, è partner del progetto insieme al Teatro Stabile delle Marche, al Comune di Igoumenitsa (Grecia), al Comune di Pazin (Croazia) e al Comune di Fier (Albania), mentre il Teatro Pubblico Pugliese ne e’ capofila.

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Ad otto anni si perde a Caparacotta, bimbo rintracciato dopo mezza giornata di ricerche

Di redazione

E’ stato rintracciato nel primo pomeriggio, nei pressi del paese di Capracotta (Is), un bambino di otto anni, che si era allontanato da casa nella tarda mattinata di oggi, 28/07/2012. Sono immediatamente intervenuti sul posto due Tecnici del Soccorso Alpino Regionale, che hanno perlustrato la zona, coadiuvati dai Carabinieri e da molte persone, residenti nel paese, che hanno collaborato volontariamente alle ricerche. Fortunatamente il bambino ha girovagato nelle vicinanze dell’abitato e non si è inoltrato in un territorio particolarmente impervio e non privo di dirupi e boschi particolarmente scoscesi.

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Escursionista ferito su Monte Corvo, salvato dalla CNSAS

Di redazione

Nel tardo pomeriggio di sabato 28 luglio il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico dell’Abruzzo è intervenuto con i propri tecnici della stazione di Teramo per soccorrere un escursionista sul pendici orientali di Monte Corvo, nel comune di Fano Adriano (TE). Alle ore 18.10 la centrale del 118 di Teramo ha allertato il CNSAS per intervenire in località Rifugio del Monte (1614m) e prestare soccorso ad A.I., escursionista romano di 52 anni. L’escursionista, che era in compagnia di altre 5 persone, nel corso di una escursione sul Monte Corvo, accusava problemi ad un ginocchio, non riuscendo più a proseguire. I tecnici di soccorso del CNSAS l’hanno quindi raggiunto e aiutato a scendere fino alla stazione superiore degli impianti sciistici di Prato Selva a Colle Abetone (1775m). Da qui è stato portato con un mezzo fuoristrada fino alla stazione di base degli impianti sciistici dove è arrivato alle ore 21.30. Poiché l’escursionista è un medico, in base alla propria valutazione ha preferito tornare direttamente a Roma, senza l’intervento dei sanitari del 118.