Il presidente della Provincia di Frosinone restituisce al presidente Napolitano i simboli dell’Ente

28 luglio 2012 0 Di redazione

Il Presidente della Provincia di Frosinone e Presidente di Upi Lazio, Antonello Iannarilli, ieri mattina ha inviato al Presidente della Repubblica i simboli della Provincia: la sua fascia, il Gonfalone e l’Atto Costitutivo firmato da Benito Mussolini.
“Non è una mera forma di protesta contro i provvedimenti che il Governo sta varando e che prevedono tagli, cancellazioni e accorpamenti delle Province italiane – afferma il Presidente Antonello Iannarilli – è, questo, un modo di significare come tutto quello che si deve fare per migliorare il governo dei territori non può e non deve passare per tagli lineari e, soprattutto, in aperto contrasto con i dettati della Costituzione Italiana. Quanto sta accadendo elimina il funzionamento dei nostri Enti e lo sostituisce con niente, con il certo risultato del caos amministrativo e il blocco dei servizi alla cittadinanza. Noi diciamo che il sistema degli Enti locali deve essere rivisto e migliorato, che vanno eliminati gli sprechi. Come Upi abbiamo anche suggerito in che modo tutto questo si può fare. Ma non possiamo accettare che si sacrifichino le Province italiane, la cui esistenza è sancita dalla Costituzione, in base a calcoli da tecnici che non prendono in considerazione le mille diversità che, come è noto, caratterizzano il territorio della nostra Nazione. Diciamo sì a una razionalizzazione e ai risparmi. No al caos che si ripercuoterà sui cittadini. Mi appello al Presidente della Repubblica Italiana perché è il garante della legge fondamentale del nostro Stato, la nostra Costituzione. I dettami della nostra Carta Costituzionale sono e devono restare invalicabili da promulgazioni legislative ordinarie, figuriamoci se gli articoli della Costituzione possono essere disattesi addirittura da delibere del Consiglio dei Ministri. Sarebbe ben strano se il Capo dello Stato non fosse d’accordo con me, almeno su questo punto. Infine, sono sei mesi che cambiano continuamente le norme per realizzare il tanto desiderato taglio delle Province, a dimostrazione di quanta confusione regni su questo argomento. Il risultato è questo complicatissimo, distruttivo complesso di norme certamente in violazione della Costituzione”.