pubblicato il31 luglio 2012 alle 19:23

Sindaco e Giunta contro Poste per evitare la chiusura dello sportello di Serrone

La Giunta comunale di Serrone scende in campo a difesa dell’ufficio postale del centro storico. Con la votazione di ieri, l’esecutivo serronese ha deliberato: “di elevare formale e vibrata protesta contro l’inopinata decisione di Poste Italiane Spa di chiudere l’ufficio postale di Serrone capoluogo; di formulare richiesta a Poste Italiane Spa affinché riveda le decisioni assunte, mantenendo il servizio; di dare ampio mandato al Sindaco perché ponga in essere tutte le iniziative e le misure necessarie; di trasmettere copia della presente a Poste Italiane Spa nonché, per opportuna conoscenza e doverosa informazione, al Prefetto della Provincia di Frosinone; di sottoporre la presente delibera all’approvazione del Consiglio Comunale; di adoperarsi in ogni sede ed in tutte le forme consentite, anche con raccolta di firme, affinché l’ufficio postale di Serrone capoluogo non venga soppresso”. La presa di posizione, come viene spiegato nelle premesse dell’atto, scaturisce dalla notizia, circolata nei giorni scorsi, che Poste Spa ha redatto una lista di uffici postali da chiudere e da razionalizzare in cui è compreso anche quello di Serrone centro. “La chiusura di quello sportello – spiega il sindaco, Maurizio Proietto – penalizza gravemente i cittadini di Serrone capoluogo provocando gravi disagi soprattutto alle fasce più deboli della popolazione, in particolare tra gli anziani, costretti a recarsi in altri Uffici Postali senza poter usufruire nemmeno del servizio di pubblico trasporto”. Il sindaco di Serrone ha, inoltre, aderito all’iniziativa intrapresa dalla Cgil di Frosinone che, insieme ai primi cittadini di tutti i comuni colpiti dai tagli, ha scritto una lettera al presidente di Poste Italiane Giovanni Ialongo per chiedere di usare attenzione nelle scelte che verranno compiute: “Ci preme innanzitutto sapere – scrivono il sindacato e i 17 sindaci che hanno sottoscritto la stessa – il perché dell’individuazione nella ‘black list’ presentata all’Agcom, di uffici ora bollati come ‘antieconomici’ in passato elogiati perché fonte di ricchezza per le casse dello Stato, attraverso una generosa raccolta del risparmio, che da sempre caratterizza la Nostra terra. Ci piacerebbe inoltre capire come mai, in un passato non molto remoto, la direzione provinciale di Poste Italiane ha più volte rassicurato le amministrazioni comunali circa la impossibilità di chiusura degli uffici presenti sul territorio. Oggi quelle rassicurazioni restano parole al vento, superate dalle notizie riportate dagli organi di stampa e diffuse dalle autorità ufficiali”. “Ci domandiamo infine – conclude la lettera – che cosa intenda l’Amministratore Delegato dell’azienda da Lei presieduta, il dottor Massimo Sarmi, quando afferma che si cercherà un’intesa con le amministrazioni locali al fine di trasformare quegli uffici in centri multi servizi. Perché, invero, nessuno fino ad ora ci ha contattati per spiegarci il senso di quelle dichiarazioni, che onestamente non ci hanno affatto rassicurato. Siamo sicuri che il nostro appello non sarà da Lei ignorato e ci attendiamo da un Nostro concittadino tutte le risposte del caso al fine di rassicurare i lavoratori di Poste Italiane, i clienti della stessa e infine quei cittadini che hanno sempre ritenuto l’azienda un punto di riferimento in cui riporre la propria fiducia per affidarle i risparmi di una vita”.

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