Spettacolare “Vocalese” dei Manhatan Transfer ad Atina Jazz

30 luglio 2012 0 Di admin

Nella suggestiva e storica piazza Marconi show formidabile del quartetto vocale Manhattan Transfer: Tim Hauser, Cheryl Bentyne, Alan Paul e Janis Siegel. Il fondatore del gruppo è Tim Hauser, che si guadagnava da vivere guidando un taxi di New York, mentre aspirava a formare un quartetto vocale. Sono trascorsi 40 anni dalla nascita della formazione e il successo ha accompagnato l’eccellenza del “vocalese”, cioè la peculiare tecnica vocale che sostituisce gli assoli strumentali riproponendone la linea melodica. Nel corso degli anni il gruppo ha ottenuto riconoscimenti di ogni genere, vincendo diversi Grammy Awards e nel 1981 si è aggiudicato il premio nelle due categorie Pop e Jazz. A sostenere ed accompagnare il gruppo sono in scena tre abili e impeccabili strumentisti: Steve Hassapoglou alla batteria drums , Gary Mark Wicks al basso e alla chitarra, Yaron Gershovsky al piano.
La serata è segnata da un ritmo coinvolgente, a volte esplosivo, che spazia tra il jazz, il pop, il swing e il pubblico manifesta apprezzamento per quell’armonia melodica fatta di voci che si incrociano, si accavallano e si fondono in un’unica ritmica sonorità. Sul palco i quattro vocalisti propongono una scaletta travolgente che ripercorre i momenti salienti della loro splendida carriera, supportati da una musicisti formidabili che si affiancano ed esaltano le loro doti canore, creando un mix perfetto tra voci e strumenti.
Le singole interpretazioni, mai banali, rivelano le tecniche vocali eccellenti che ognuno di loro possiede, riproponendo e ripercorrendo le melodie dei loro musicisti preferiti.
Il coinvolgimento del pubblico è tale che tributa ripetute standing ovation agli artisti che, a loro volta, contraccambiano con 2 bis di cui l’ultimo arriva inaspettato, dopo ben 7 minuti di applausi!
Il grandissimo finale per i Manhattan Transfer non è che il risultato musicale dai mille colori e dalle mille emozioni e sancisce l’ennesimo successo del gruppo e dell’iniziativa.

Alba Loretta Ceccon

Foto Alberto Ceccon