pubblicato il7 luglio 2012 alle 17:39

Tribunale, sanità, Fiat: per Cassino una nuova distruzione

Le scelte e le non scelte politiche degli ultimi governi nazionali e del governo regionale hanno recato e stanno recando al nostro territorio danni enormi paragonabili a quelli causati dalla seconda guerra mondiale.
Scelte politiche tutte economicistiche che poco hanno a che fare con le reali esigenze del territorio hanno visto negli ultimi anni diminuendo drasticamente lo stato sociale, riducendo la qualità della vita della popolazione, quella che vive di salario e pensioni.
La perdita negli ultimi anni di oltre 5000 posti di lavoro, la precarietà generata dai contratti di lavoro applicati, un futuro sempre più incerto ha visto la classe politica locale molte volte subalterna alle scelte dei Governi nazionali accettare impotente qualsivoglia condizione demandando ad altri scelte che stanno avendo conseguenze nefaste per il nostro territorio.
La decisione di ieri della chiusura del Tribunale, come era successo precedentemente per il drastico taglio alla sanità pubblica che ha visto la chiusura dell’Ospedale di Pontecorvo e la riduzione dei livelli essenziali di assistenza, non solo riduce la presenza dello Stato e indebolisce la legalità di un territorio, a grave rischio di infiltrazioni malavitose, ma è un ulteriore duro colpo alla nostra economia che si ripercuote non solo su quegli esercizi commerciali prossimi al tribunale ma anche su tutti quei cittadini che devono salvaguardare i loro diritti attraverso le vie legali.
Siamo fortemente preoccupati che queste scelte che stanno cadendo come una mannaia sulla testa dei cittadini oltre a creare un forte senso di impotenza rendono sempre meno efficaci in quanto intempestive le azioni che si sarebbero dovute mettere in campo per contrastarle.
La CGIL da anni a livello nazionale e territoriale, in molti casi anche isolata, ha contrastato politicamente e nell’azione quotidiana queste scelte. Dal 2008 abbiamo denunciato una situazione di crisi strutturale celata dal Governo Berlusconi e non solo, abbiamo promosso tutte le iniziative contro i tagli alla sanità e alla scuola pubblica, e sul territorio abbiamo sempre evidenziato le non scelte del Piano Marchionne che attraverso la sua politica di attacco alla FIOM CGIL copriva invece il chiaro disegno di non avere interessi a produrre in Italia con il serio rischio della chiusura degli stabilimenti. Basta ricordare la grande manifestazione dei diecimila che si è svolta a Cassino il 28 gennaio del 2011.
I tagli allo stato sociale: sanità, scuola, servizi sociali, la chiusura del tribunale, la perdita di migliaia di posti di lavoro negli ultimi due anni, la paventata ed incerta riduzione dell’attività produttiva dello stabilimento FIAT di Cassino, non possono passare senza che ci sia la giusta reazione di tutte le forze politiche sociali ed istituzionali del nostro territorio.
La CGIL protagonista e promotrice da sempre di iniziative che hanno messo al centro il lavoro, la garanzia dello stato sociale e la difesa dei diritti e della democrazia ritiene come si è fatto nell’organizzazione dell’ultima manifestazione a difesa del Tribunale che questo territorio necessità dell’impegno concreto di tutti al fine di evitare una nuova distruzione questa volta non causata dalle bombe ma dalla incapacità e dall’immobilismo e dal concetto di delega che negli ultimi anni ha contaminato il sistema di rappresentanza scaricando le colpe sempre su terzi.
CGIL Cassino Benedetto Truppa
FP Cassino Sessa Antonio

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