Giorno: 11 agosto 2012

11 agosto 2012 0

Armamentario da guerra in casa, mistero sull’utilizzo che ne avrebbe fatto un ex militare di Sora

Di redazione
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Sora (Fr) – Una casa come una santabarbara, mistero sul ritrovamento di munizionamento da guerra Una casa come una Santabarbara. L’hanno trovata a Sora gli agenti della locale questura durante una perlustrazione alla ricerca di ladri. In una zona a nord della città ciociara una pattuglia ha notato che la porta di una villetta era aperta. Pensando che si trattasse dell’opera di ladri, agendo con circospezione gli agenti si sono avvicinati e, dopo aver effettuato un accurato controllo all’esterno ed aver verificato che non ci fossero i proprietari, sono entrati e si sono ritrovati in una stanza dove erano stipate migliaia di cartucce. Con competenza e professionalità gli agenti si sono avvicinati alla “santabarbara “ notando che le munizioni, alcune delle quali nascoste all’interno di una cassa di legno del tipo usato nelle caserme militari, erano sia da caccia che da guerra la cui detenzione è ammessa solo previa specifica autorizzazione. Gli agenti, con l’ausilio di altri colleghi del Commissariato, sono riusciti a rintracciare il proprietario della casa il quale avrebbe riferito che da due anni circa l’aveva ceduta in locazione ad un ex militare probabilmente allontanatosi perché da tempo moroso. Nei confronti dell’uomo è scattata perciò la denuncia per detenzione abusiva ed illegale di munizioni ed il materiale rinvenuto è stato sequestrato. Si sta indagando per cercare di capire cosa l’uomo facesse di qtutto quel munizionamento e se avesse armi pericolose nelle sue disponibilità.

11 agosto 2012 0

Tribunale di Lanciano vittima delle “forbici” di Monti, Castellano: “In quali mani lasceremo la città?”

Di redazione

“Consiglio dei Ministri n. 42 del 10 agosto 2012: sancita la definitiva chiusura dei Tribunali di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto. A nulla sono valse le varie iniziative, anche politiche, per evitare tale scelta “economica”, né i pareri vincolati delle Commissioni Giustizia di Camera e Senato”. Lo scrive in una nota il delegato sindacale della Cisl Fp Claudio Castellano. “L’Abruzzo dunque è tra le regioni più colpite dalla revisione della geografia giudiziaria. Come più volte ribadito su 64 uffici giudiziari ne rimarranno 24. Si è scelto di mantenere alcuni presidi in zone ad alta criminalità, in altre regioni italiane purtroppo afflitte da gravissimi problemi di tenuta socio – economica. In Abruzzo così non è stato, eliminate dunque quattro Procure della Repubblica, quattro Tribunali, 6 Sezioni Distaccate di Tribunale, oltre a quasi tutti gli Uffici del Giudice di Pace. A questo punto resta soltanto l’amara e triste considerazione che, tra qualche anno, ci si dovrà trasferire, lasciando queste sane realtà territoriali … chissà in quali mani! Dal tenore delle scelte operate, sembra infatti che la criminalità organizzata resti confinata solo in quelle Regioni dove storicamente ha sempre agito e condizionato la vita di quelle popolazioni, ma purtroppo la realtà è ben altra. Se c’è una cosa che dette “organizzazioni” sanno fare è quella di adeguarsi, infiltrarsi, connettersi, con i tessuti sociali ed economici ancora sani per poi far valere la propria egemonia, a volte in maniera celata, altre in maniera certamente eclatante. Fino a quando si continuerà a ragionare in termini puramente economici? Cosa diremo ai nostri figli, e soprattutto, cosa lasceremo loro? Territori “di conquista” da parte della delinquenza? Purtroppo le scelte sono state adottate e pertanto non resta che “preparare le valigie”. Quasi nulli gli spiragli per intervenire se non sotto il profilo della legittimità costituzionale dei provvedimenti adotttati rispetto alla legge delega n. 148/2011, ma resta la sconcertante sensazione di essere stati “abbandonati” proprio da chi, istituzionalmente preposto alla tutela, salvaguardia e sicurezza di tutto il territorio nazionale, ha agito soltanto per alcune parti di esso!!!”

11 agosto 2012 0

Incendi boschivi, oggi 30 richieste di intervento aereo

Di admin

Altra giornata impegnativa per gli equipaggi dei Canadair e degli elicotteri della flotta aerea dello Stato, impiegati nelle operazioni di spegnimento di 30 incendi boschivi che hanno visto l’intervento dei mezzi aerei in supporto delle operazioni svolte alle squadre a terra in 9 diverse regioni.

Il Lazio è la regione che ha inviato il maggior numero di richieste al Centro Operativo Aereo Unificato (COAU) del Dipartimento della Protezione Civile: 5 schede di concorso aereo. A seguire, 4 richieste ciascuna da Calabria, Campania, Sicilia, Umbria e Toscana , 3 dalla Sardegna, 1 da Puglia e Basilicata.

L’intenso lavoro svolto dai piloti dei mezzi aerei fin dalle prime luci dell’alba ha permesso di mettere sotto controllo o spegnere, alle ore 18 e 30, 14 roghi. Al momento stanno operando dodici Canadair, otto fire-boss, due elicotteri S64 e un CH47: il lancio di acqua e liquido ritardante ed estinguente proseguirà finché le condizioni di luce consentiranno di effettuare le operazioni in sicurezza.

È utile ricordare che la maggior parte degli incendi boschivi è causata da mano umana, a causa di comportamenti superficiali o, spesso purtroppo, dolosi e che la collaborazione dei cittadini può essere decisiva nel segnalare tempestivamente ai numeri di telefono d’emergenza 1515 o 115 anche le prime avvisaglie di un possibile incendio boschivo. Fornendo informazioni il più possibile precise, si contribuisce in modo determinante nel limitare i danni all’ambiente, consentendo a chi dovrà operare sul fuoco di intervenire con tempestività, prima che l’incendio aumenti di forza e di capacità distruttiva.

11 agosto 2012 0

Febbre del Nilo Occidentale in Europa e in Italia: un caso confermato in provincia di Venezia

Di admin

Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo:

L’ ECDC comunica che sono stati segnalati quattordici nuovi casi umani di febbre del Nilo occidentale nell’Unione europea e 36 per il quartiere durante la scorsa settimana.

Tredici nuovi casi sono stati segnalati in Grecia da Hellenic Centre for Disease Control and Prevention ((KEELPNO)). Di questi, sono stati segnalati 10 casi della prefettura dell’Attica, una zona con casi già inseriti in un precedente report e due da prefetture colpite recentemente, Achaia (un caso confermato) e Xanthi (un caso probabile). Per un altro caso confermato, il luogo dell’esposizione è indeterminato. Nuovi casi e aree colpite in Grecia non sono inaspettati dato che dal 2010 vi è stata una progressiva espansione geografica di trasmissione del virus del Nilo occidentale in tutto il paese, come indicato nella valutazione del rischio ECDC pubblicata di recente sulla situazione epidemiologica della febbre del Nilo occidentale in Grecia.

In Italia, è stato rilevato un caso confermato in provincia di Venezia. Questo caso asintomatico è stato identificato da uno screening sistematico dei donatori di sangue implementato nelle province della regione Veneto. Sono state 62 le donazioni prese in esame, verificate assieme all’intera “stagione” di donazioni del Veneto, per un totale di 72.542 controlli. Di questi appena 2 sono risultati positivi al Wnv. La scoperta è apparsa all’inizio di agosto su una rivista scientifica: il dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università di Padova ha isolato un ceppo endemico del West Nile Virus. In poche parole si tratta di una mutazione del virus africano sviluppata proprio sulle sponde dei grandi fiumi veneti. Il West Nile, dopo aver viaggiato su rotte commerciali, turistiche e sfruttando le recenti ondate migratorie, è arrivato in Italia nel 1998 e in Veneto nel 2008. E qui ha trovato la sua nuova casa. A veicolare il virus sono le zanzare e proprio per questo le epidemie che ogni anno si verificano intorno a settembre sono difficili da tenere controllo (è colpita dal virus dall’1 al 3 per cento della popolazione). In otto casi su dieci non produce alcun sintomo, nel 19 per cento si limita a qualche febbre, nausea, vomito, mal di testa ma per un infetto su cento dà origine a encefaliti, meningiti e paralisi che spesso portano alla morte. Il rischio non solo dalle punture delle zanzare ma anche dalle trasfusioni e trapianti da organismi infetti. Proprio una donazione di sangue infetto da parte di un veneziano ha fatto scoprire questa nuovo ceppo endemico.

Dal 2009 si contano cinque decessi in Veneto, l’ultimo lo scorso marzo: Fausto Mosole, un 33enne trevigiano che aveva contratto il virus dopo il trapianto di un rene. L’Unione Europea a fine 2011 contava 14 casi di contagio in Italia, di questi sette erano veneti (sei trevigiani e un veneziano).

Mentre nei paesi vicini, come la Russia sono stati segnalati 36 nuovi casi nella regione della Volgogradskaya Oblast ‘, un’area con segnalazioni di casi precedenti.

Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti” che per primo ha segnalato la notizia in Italia rileva che se l’autorità Europea ha confermato il caso nella provincia di Venezia non ha provveduto a dare seguito ai casi precedenti che sarebbero stati rilevati in Italia come quello nella provincia di Oristano.

11 agosto 2012 0

PSI – Cassino: Rimaniamo ‘compatti’ a tutela degli assets del territorio

Di redazionecassino1

Il mantenimento, anzi il rafforzamento, del tribunale di Cassino è, ora, un “dato acquisito”.

L’esito positivo della complessa vicenda –a cui hanno contribuito in tanti- responsabilizza, ancora di più, coloro che saranno chiamati a “render giustizia” in tutto il Lazio meridionale –magistrati, avvocati, personale amministrativo e forze dell’ordine- ed apre nuovi scenari per Cassino- cui viene riconosciuto il ruolo di capoluogo, seppur ideale, di un’ “area vasta” che va dalle Mainarde al mare.

Il salvataggio del tribunale –per cui i socialisti cassinati gioiscono, insieme ad ogni persona di buon senso della “Città Martire” e del Lazio meridionale- lascia sulla “scena” alcuni fatti, che dovranno valere come “monito” e “sprone” per ciò che sarà: a)- l’inerzia di coloro che avrebbero dovuto vigilare criticamente sui contenuti della delega conferita dal Parlamento al Governo per ridisegnare le circoscrizioni giudiziarie; b)- la disattenta “gestione” della fase prodromica alla pubblicizzazione dello schema di decreto legislativo, che tagliava Cassino ed il Lazio meridionale dalla geografica giudiziaria, “condita” da proclami a mezzo stampa di avvenuta soluzione della problematica; c)- la reazione compatta del ceto politico e della Città a fronte della non condivisibile opzione governativa iniziale; d)- il comportamento tenuto dai gruppi parlamentari –tanto alla Camera dei deputati che al Senato- in sede di espressione di voto al momento della formulazione del parere in ordine allo schema di decreto legislativo che sopprimeva il nostro tribunale; e)- l’impegno di tanti –semplici cittadini, operatori del diritto e politici- che hanno fatto tutto quanto era in loro potere per evitare che accadesse l’irreparabile e che, quindi, la nostra città ed il suo territorio fossero “degradati” a zona geografica di “di quarta serie”, a tutto vantaggio della criminalità organizzata che, purtroppo, da tempo tenta di contaminare la nostra economia.

In tale contesto, l’auspicio dei socialisti cassinati è che la mobilitazione, anche “dal basso”, e la compattezza che si sono riscontrate per tutelare il “nostro” tribunale si riscontrino anche per proteggere strategicamente gli altri assets del territorio, a partire della FIAT per arrivare al San Raffaele- mentre il pensiero va a Gianfranco Schietroma, ex componente del Consiglio Superiore della Magistratura e già presidente del Consiglio dell’ordine degli avvocati di Frosinone, per l’impegno fattivo e silenzioso che ha profuso, fatto di azioni positive lontano dai riflettori.

 

 

 

11 agosto 2012 0

Tribunali tagliati: Sindaci all’attacco del Governo. Ad Avezzano summit di quattro Primi Cittadini abruzzesi

Di redazionecassino1

Sindaci abruzzesi in “conclave” per preparare le contromosse mirate a invalidare il decreto legge del Governo Monti che, sordo agli appelli dell’Abruzzo terremotato, nonché alle indicazioni delle Commissioni giustizia di Camera e Senato e del Consiglio superiore della Magistratura, ha calato la mannaia sui presidi della legalità di Avezzano, Vasto Lanciano e Sulmona. Lunedì alle 17, nel Municipio di Avezzano, i primi cittadini Giovanni Di Pangrazio, Luciano Lapenna, Mario Pupillo ed Enea Di Ianni (vice sindaco di Fabio Federico) esamineranno il provvedimento del Governo Monti per poi decidere la strategia migliore per cancellare una decisione assurda.

“Il consiglio dei ministri”, attaccano i sindaci, “ha calpestato un territorio messo già in ginocchio dal terremoto e assestato il secondo schiaffo al Parlamento Italiano, prima interpretando una legge in maniera distorta e poi non rispettando le indicazioni delle Commissioni giustizia di Camera e Senato che hanno ribadito l’esatta interpretazione della legge che fissa l’esercizio della delega tra tre anni, poiché la situazione infrastrutturale dell’Abruzzo, in particolare della città dell’Aquila, non consente la chiusura dei tribunali. Sarebbe il caos. Senza contare che questa riforma, sbandierata come epocale, è destinata a produrre solo ulteriori disagi e costi aggiuntivi per i cittadini a fronte di un risparmio di pochi spiccioli per le casse pubbliche. Non possiamo tollerarla. Sarebbe una mazzata letale per l’economia e un arretramento dello Stato in una zona molto appetibile per la criminalità organizzata. Impugneremo il provvedimento e porteremo il Governo davanti alla Corte Costituzionale”.

L’obiettivo dei sindaci, quindi, è chiaro: costringere il Governo dei tecnici alla corretta applicazione del comma 5 Bis dell’articolo 1 della legge 14 settembre 2011 n. 148 recante delega al governo per la riorganizzazione degli uffici giudiziari sul territorio nazionale: per gli effetti prodotti dal sisma del 6 aprile 2009 sulle sedi dei tribunali di L’Aquila e Chieti il termine di cui al comma 2 per l’esercizio della delega relativamente ai soli tribunali delle province di L’Aquila e Chieti, ovvero Avezzano, Sulmona, Vasto e Lanciano, è differito di tre anni. Il governo dei tecnici, quindi, seppur chiamato a un lavoro di risanamento dello Stato, non può by-passare il Parlamento.

11 agosto 2012 0

Supercoppa alla Juve in un mare di polemiche per un arbitraggio ‘discutibile’

Di redazionecassino1

A Pechino sotto un diluvio di pioggia, ma soprattutto di polemiche per un arbitraggio ‘discutibile’, la Juventus conquista la Supercoppa italiana. La ‘Vecchia Signora’ conquista il primo trofeo di questa nuova stagione, battendo 4-2 il Napoli nella finale di Supercoppa Italiana, e prendendosi la rivincita dello scorso 20 maggio, quando gli azzurri batterono la squadra di Conte nella finalissima di Coppa Italia a Roma. Una vittoria che arriva tra mille polemiche, con il Napoli infuriato che addirittura non partecipa alla cerimonia di premiazione. A far infuriare i partenopei il rigore concesso a Vucinic, la doppia espulsione a Pandev (insulti al guardalinee) e quella di Zuniga (fallaccio su Giovinco), a cui si è poi aggiunto l’allontanamento di mister Mazzarri, esploso in fragorose e vibranti contestazioni dopo i tre episodi appena citati.

11 agosto 2012 0

Olimpiadi Londra 2012: Mauro Sarmiento, bronzo nel taekwondo. Domani nella boxe ancora medaglie

Di redazionecassino1

Mauro Sarmiento ha vinto la medaglia di bronzo nel torneo di taekwondo maschile, categoria 80 kg, ai Giochi di Londra. Nella finale per il terzo posto il 29enne azzurro ha battuto l’afghano Nesar Ahmad Bahawi per 4-0 (0-0, 0-0, 4-0). Sarmiento riesce nell’impresa di restare sul podio dopo l’argento vinto a Pechino nel 2008. Altre medaglie dovrebbero arrivare dal pugilato nei supermassimi con Roberto Cammarelle e nei massimi con Clemente Russo. Cammarelle si è qualificato per la finale nel torneo di pugilato, superando l’azero Magomedrasul Medzhidov al termine di un incontro molto equilibrato: i giudici hanno premiato l’azzurro, che si è imposto con il punteggio di 13-12. Domenica, nella finale per la medaglia d’oro in programma alle 16.15, Cammarelle avrà la possibilità di difendere il titolo olimpico conquistato a Pechino nel 2008. Sempre nella boxe l’Italia si giocherà un’altra medaglia d’oro con Clemente Russo: il pugile campano, argento a Pechino, ha battuto in semifinale l’azero Teymur Mammadov per 15-13. In finale Russo affronterà l’ucraino Oleksandr Usyk.

11 agosto 2012 0

Salvo il tribunale di Cassino, Galli (Silp-Cgil): ora intensificare la lotta alla camorra

Di admin

“La buona notizia è che il Tribunale di Cassino è stato salvato e, quindi, questa provincia non perderà un importante presidio di legalità. Quella pessima è che la salvezza del Tribunale è dovuta al fatto che questo territorio ha un’alta incidenza mafiosa. La novità è che per la prima volta il Governo dimostra una particolare ed intelligente sensibilità verso le problematiche della Ciociaria, una provincia segnata da una crisi senza precedenti, che sta mettendo in ginocchio la sua economia. L’ovvietà, purtroppo, è che questo territorio è afflitto da una storica presenza camorrista e non solo. Quest’ultimo aspetto per anni è stato oggetto di diatribe e scontri verbali tra chi perseverava nell’affermare che Frosinone fosse un’oasi, ignorando la storia, il presente ed i rischi per il futuro, certificati da decine e decine di indagini con relativi cospicui sequestri e arresti e chi, invece, cercava di allertare sui pericoli che rappresentava la presenza del cancro mafioso. Una querelle alimentata dall’atteggiamento intollerabile dei rappresentanti istituzionali di ogni livello e grado, che con il loro sciagurato comportamento hanno disincentivato l’attività investigativa sui fenomeni mafiosi da parte degli organismi territoriali, riducendola di fatto a zero e lasciando che le clamorose indagini, che negli anni hanno portato a sequestri per milioni di euro ed importantissimi arresti, venissero svolte da uffici di altre province. Dichiarazioni pubbliche fuorvianti tendenti a sminuire, se non azzerare, il problema si sono succedute per troppo tempo da parte di questori e prefetti, ma anche di sindaci, politici e non solo, sebbene, dagli addetti ai lavori, soprattutto magistrati in prima linea nella lotta alle mafie, arrivassero affermazioni allarmanti e sostenute da prove oggettive. In questa battaglia il Silp per la CGIL di Frosinone ha cercato di fornire il miglior contributo, denunciando i rischi della sottovalutazione di un problema che riguardava, non solo la polizia, ma la comunità intera, cui erano sottratti, dai negazionisti istituzionali, gli strumenti indispensabili per poter affrontare, anche culturalmente, un male capace di incidere drammaticamente sull’economia e sulle relazioni sociali nel territorio. Ora, col provvedimento del Governo e dagli stessi argomenti utilizzati per salvare il Tribunale Cassinate emerge la verità, che non fa piacere ma che consente, finalmente, di vedere la realtà senza filtri o veli che fino ad oggi hanno condizionato questa patologia. Pertanto, oltre a gioire per lo scampato pericolo della soppressione di un fondamentale presidio di legalità in questa provincia, qual è il Tribunale di Cassino, bisogna cominciare a rivedere per intero i modelli operativi ed investigativi, affinché ogni risorsa sia intelligentemente utilizzata dalle FF. di PP. nella prevenzione e nelle attività infoinvestigative tese a fronteggiare le mafie, ovvero, i reati compiuti da queste associazioni criminali prive di scrupoli e che fino a poco tempo fa’ hanno beneficiato di un’arma micidiale: il silenzio delle istituzioni. E’ giunto il momento che, alle importantissime parole dette sul tema dall’attuale Questore, sia dato un riscontro concreto attraverso la trasformazione di un intero apparato fino ad ora assente, salvo qualche eccezione, dalla lotta alle mafie, finalizzando l’opera investigativa al sequestro ed all’eventuale confisca di beni illeciti, oltre all’arresto di affiliati e fiancheggiatori. E’ ora che si faccia pulizia spazzando via le zone grigie dove le mafie trovano sponda per i loro investimenti apparentemente leciti, sensibilizzando tutte le amministrazioni pubbliche affinché segnalino ogni possibile situazione sospetta. C’è molto lavoro da fare per recuperare gli errori compiuti negli ultimi 30 anni e il metodo “Cassino”, con i suoi pregi e difetti, potrebbe essere una strada percorribile, soprattutto, laddove si riesca a rinnovare una dirigenza che in molti, troppi anni di permanenza in una stessa sede, purtroppo, non ha prodotto risultati adeguati. La salvezza del Tribunale è una vittoria fondamentale per questo territorio, per trasformarla anche in un’occasione di rilancio occorre cambiare molto di ciò che si è fatto finora. Non facendolo, si rischierebbe di aver certificato una malattia, senza aver tentato di trovare una cura adatta. Le risorse, anche se andrebbero potenziate, ci sono e in questi anni il loro straordinario impegno, certificato da risultati continui, è stato semplicemente distolto. Ora, che sappiamo cosa deve essere fatto, basterebbe cambiare gli obiettivi, senza il rischio che qualcuno, seduto su qualche poltrona istituzionale, pagato con il danaro dei contribuenti, possa affermare che indagare sulle mafie in provincia è come fare la lotta ai fantasmi”.