Ospedale di Chieti a rischio sismico, istituità una unità di crisi

10 agosto 2012 0 Di redazione

Sarà un’unità di crisi, costituita questa mattina, a occuparsi delle iniziative da intraprendere per valutare le conseguenze della relazione sul rischio sismico consegnata dal perito del Tribunale e stabilire eventuali azioni conseguenti volte a tranquillizzare operatori e utenti sullo stato di sicurezza dell’ospedale di Chieti. Lo ha deciso la Direzione Aziendale della Asl Lanciano Vasto Chieti, al lavoro per dare risposte concrete e immediate all’allarme destato dall’ufficializzazione dei contenuti del documento, e anticipare provvedimenti che potrebbero rendersi necessari se gli elementi di rischio già denunciati fossero confermati anche nella versione definitiva della relazione, che terrà conto anche delle controdeduzioni che saranno presentate dalla Asl e dall’impresa costruttrice.

«La relazione provvisoria depositata non aggiunge elementi tecnici di particolare novità o gravità a quanto già sapevamo sullo stato delle strutture – ci tiene a precisare il Direttore Generale Francesco Zavattaro -. Sul piano formale, il documento, frutto di un’inchiesta avviata a seguito di una nostra segnalazione all’Autorità giudiziaria, certifica una situazione di cui eravamo già a conoscenza, tanto che ci eravamo preoccupati di eseguir diversi mesi fa gli interventi ritenuti più urgenti per mettere in sicurezza un singolo pilastro trovato in condizioni di maggiore criticità. Perciò mi sento di dire, in tranquillità, che la situazione è sotto controllo, anche se in ogni caso sono allo studio nuovi provvedimenti: siamo al lavoro ininterrottamente da questa mattina per verificare le modalità che ci permettano di alleggerire il peso fisico delle strutture, ma non dimentichiamo che stiamo parlando di attività sanitarie, e che gli spostamenti devono avvenire in condizioni di assoluta sicurezza. Per questa ragione – aggiunge il manager – ci siamo presi altre 24 ore di tempo per decidere tempi e modi di questa ricollocazione».

Insomma le risultanze della perizia, secondo Zavattaro, confermano quanto emerso sia nelle verifiche eseguite dalla società Stin che dalla stessa Asl. Come si ricorderà, quello del rischio sismico della struttura ospedaliera è un problema non di oggiAggiungi un appuntamento per oggi, che la Asl segue da circa un anno, da quando, cioè, si evidenziarono carenze in ordine alla tenuta sismica emerse nel corso di verifiche eseguite dalla suddetta società, dopo il terremoto del 2009, su incarico della Regione in molte strutture strategiche. I tecnici incaricati si espressero in termini di criticità alta su un pilastro del blocco F, trovato fuori norma, che pertanto andava messo subito in sicurezza, mentre evidenziarono la necessità di un’analoga operazione su tutto l’ospedale, il cui costo è stato stimato in 60 milioni di euro. Una cifra di portata tale da richiedere necessariamente un accertamento tecnico preventivo da parte del Tribunale e un progetto di pianificazione pluriennale degli interventi, da finanziare con risorse dedicate reperite attraverso fonti di finanziamento regionali o statali.

Proprio per la necessità di ottenere una valutazione certificata del danno, la situazione fu segnalata dal Direttore generale della Asl al Tribunale civile con la richiesta di un accertamento tecnico preventivo, oltre che alla Procura ai fini di un eventuale accertamento di reato. La relazione rimessa due giorni fa dal consulente tecnico nominato dal Tribunale, dunque, scaturisce dall’inchiesta scattata a seguito della segnalazione della Asl in sede civile.