Giorno: 6 settembre 2012

6 settembre 2012 0

Incendi boschivi in Albania, in azione due canadair della protezione civile

Di admin
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Si è conclusa la missione dei due Canadair CL415 inviati dal Dipartimento della Protezione Civile in risposta all’appello delle autorità albanesi che avevano fatto richiesta di supporto aereo anti-incendio boschivo a causa del gran numero di roghi che, favoriti dalle alte temperature, hanno interessato negli ultimi giorni alcune regioni del Paese, coinvolgendo centinaia di migliaia di ettari. La richiesta di mezzi aerei per incrementare l’azione di spegnimento degli incendi è stata formulata dal Governo Albanese al Dipartimento della Protezione Civile, nell’ambito dei rapporti di collaborazione e reciproca assistenza che l’Italia intrattiene con le strutture di protezione civile di gran parte dei Paesi dell’area europea. I Canadair italiani, sono arrivati martedì mattina all’aeroporto di Tirana ed hanno operato sulle fiamme effettuando oltre 200 lanci di acqua e liquido ritardante, ciascuno con una capacità di 6000 litri, per un totale di 60 ore di volo. La missione italiana si è conclusa nel pomeriggio di oggi, quando la protezione civile albanese ha ringraziato i colleghi italiani e comunicato che la fase più acuta dell’emergenza poteva considerarsi superata.

6 settembre 2012 0

Velardocchia: “Nido comunale, l’intento è quello di offrire agli utenti un servizio di qualità”

Di redazionecassino1

“Credo che si stia facendo molta demagogia e confusione sulle rette che da questa’anno dovranno essere versate per usufruire di un servizio importante qual è quello dell’asilo nido comunale.” A dichiararlo è il presidente della seconda commissione consiliare permanente del Comune di Cassino, Andrea Velardocchia che ha aggiunto: “pur comprendendo e occupandoci quotidianamente del diffuso disagio socio – economico che attanaglia le famiglie della nostra città, come commissione operante nel secondo settore, purtroppo in un momento come questo, in cui la Corte dei Conti ci dice che il Comune si deve riservare il 30% delle spese relative al servizio, noi abbiamo dovuto per forza di cose provvedere, in maniera oculata al regolamento dell’asilo nido e conseguentemente alle rette che, è bene sempre ricordarlo, risalivano entrambi a 25 anni fa (1987). Oltretutto i critici di questa importante scelta amministrativa, dimenticano quanto oggi giorno i Comuni abbiano stretto al collo il cappio degli obblighi di stabilità finanziaria unitamente ai vincoli normativi nazionali e regionali in maniera di asili nido. Ecco perché a seguito del Consiglio del 24 luglio scorso e dopo un lavoro svolto all’interno della commissione che presiedo, è stato modificato l’articolo 6 per quanto concerne i criteri d’accesso all’asilo nido comunale. Un provvedimento che si è reso necessario innanzitutto per garantire un servizio che sia nel tempo sempre migliore e poi perché, anche in questa circostanza, questa Amministrazione ha voluto tener conto, non solo delle situazioni economico – reddituali, ma anche delle esigenze sociali e familiari all’interno dei nuclei di provenienza dei bambini. Per la prima volta abbiamo introdotto, infatti, criteri a tutela dei nuclei monogenitoriali e di quelli con presenza di disabilità al loro interno. Ci chiediamo allora se sarebbe stato preferibile lasciare tutto così come era, con una struttura che viveva una situazione di inerzia e che negli ultimi anni, nell’indifferenza generale, aveva conosciuto progressivamente un distacco rispetto ai progetti educativi più avanzati che altre realtà proponevano in sintonia con le esigenze poste dal progresso e dallo sviluppo della società. Riteniamo che un’Amministrazione che si ritenga progressista nel senso pieno del termine deve esprimere una capacità riformatrice che sappia sposare le esigenze di tutela delle fasce sociali di riferimento con un’idea di sviluppo strategico e mirato dei servizi. Con l’ottimo lavoro fatto in sinergia con l’assessore Grossi abbiamo, è utile sottolinearlo, salvaguardato i posti dell’asilo nido a 60 unità, scongiurando così il rischio di una riduzione a 20 posti disponibili; questa si che sarebbe stata una sconfitta per il progetto amministrativo della città di Cassino.” Sulla questione è intervenuto anche il consigliere e membro della seconda commissione Alberto Ficaccio: “ribadendo che il provvedimento si è reso necessario perché è la Corte dei Conti a dirci che il tetto massimo delle spese da parte del Comune per un servizio deve essere pari al 30% dell’ammontare del costo complessivo, trovo veramente sterili le polemiche che si sono innescate e le strumentalizzazioni che si stanno portando avanti, soprattutto nel momento in cui si considera che, per le fasce più disagiate il costo giornaliero del servizio, comprensivo di pannolini e cibo, è di poco superiore a 2 euro. Tra l’altro abbiamo inteso riformare questo aspetto per rendere la nostra una città al passo con tutte le altre realtà comunali dove c’è un’adeguata attenzione nell’erogazione dei servizi essenziali, tra cui rientra quello dell’asilo nido comunale.” Sulla stessa lunghezza d’onda anche il consigliere dei democratici, anche essa membro della commissione, Anna D’Onofrio:     “ lo scorso anno abbiamo ricevuto lamentele perché dalle graduatorie erano rimasti fuori persone che dal punto di vista lavorativo– familiare avevano una reale esigenza ad inserire il figlio nell’asilo. Mentre da quest’anno, nonostante tali persone siano rientrate, l’oggetto della polemica si è spostato sull’ammontare delle rette. Tuttavia siamo dell’avviso che, contemperando alle possibilità economiche dei nuclei familiari, per garantire una qualità del servizio è gioco forza necessario introdurre un adeguamento delle tariffe. Le nostre scelte non vengono calate dall’alto sugli utenti, ma sono state attentamente ponderate e valuta, soprattutto sono il frutto di una serie di accertamenti e sopralluoghi che l’assessore e la commissione, con il contributo degli uffici competenti, hanno condotto all’interno dell’asilo nel corso dell’ultimo anno.”

6 settembre 2012 0

A 80 anni scambiato per un corriere della droga, il figlio lo scagiona

Di redazione

A ottanta anni ha rischiato di finire accusato per traffico di droga ma a scagionarlo ci ha pensato il figlio 55enne che si è assunto la responsabilità di quei 150 grammi di cocaina nascosti nell’auto. Si tratta di due romani, padre e figlio, fermati dalla polizia stradale di Frosinone mentre viaggiavano a bordo di una Peugeot 206 in transito sull’A1 Roma Napoli. La droga era nascosta nel filtro antipolline dell’aria condizionata, ed è stata trovata anche grazie all’intervento di una unità cinofila della Guardia di Finanza chiamata in ausilio e presente sul territorio poiché impegnata in altri servizi. La sostanza stupefacente è stata opportunamente messa sotto sequestro. Il figlio ha confessato agli agenti di essere il proprietario della cocaina e che l’anziano padre era ignaro di tutto, lo stesso è stato arrestato e accompagnato presso il carcere di Frosinone.

6 settembre 2012 0

Servizi sociali a Lanciano, Bendotti: “Regione Abruzzo assente e indifferente”

Di redazione

“Alla luce di quanto in questi mesi è accaduto è doverosa una riflessione…una riflessione che forse deve essere fatta a 360 gradi da tutti coloro che siedono su poltrone sia a livello locale che nazionale”. A dirlo è l’assessore alle politiche sociali del comune di Lanciano Dora Bendotti che senza mezze misure punta il dito contro l’amministrazione regionale d’Abruzzo. “Per quanto riguarda il nostro territorio, mi sconcerta l’assenteismo e “l’indifferenza” dimostrata dalla Regione Abruzzo su questo argomento, nascosta per qualche tempo dietro una proposta di legge e un solo anticipo del 50% della somma totale. Non erano previsti obbligatoriamente cofinanziamenti da parte dei Comuni, io personalmente, ho voluto investire più del 20% della somma totale per integrare i servizi e migliorarne la qualità, non pensavo minimamente che questi soldi sarebbero invece serviti per “tamponare” mancanze o meglio “obblighi “ da parte della Regione. La crisi spinge molti a dire che il welfare che conosciamo è insostenibile. E senz’altro, in questa visione, il mondo della non autosufficienza sembra aggiungere difficoltà. Risorse limitate sembrano condannare in partenza come “buoniste” e “velleitarie” politiche e strategie diverse. Impossibile due volte, quasi un lusso inaccettabile,aggiungere.. Non la penso così. Credo fermamente che vada cambiata prospettiva, va fatto un salto culturale. Quello che sembra impossibile e velleitario è invece l’unica cosa da fare, a partire dalla crisi. Bisogna investire e credere nelle Politiche Sociali, perché sono quelle che oggi più che mai rispecchiano LA COSCIENZA DELLA SOCIETA’ CIVILE , tutti devono rendersi conto che la lotta alla sofferenza è un IMPERATIVO MORALE. Le risorse sono poche e nei prossimi anni saranno sempre meno. Sarebbe fondamentale per chi governa una Regione ricordarselo e fare piani più realistici e concreti e no tagliare di netto solo per far quadrare i conti . Migliorare la vita degli anziani o dei disabili significa migliorare la vita di tutti perchè corrisponde ad aiutare non solo chi soffre ma migliorare la qualità di vita di tutti i cittadini e delle famiglie che quotidianamente con amore e devozione si sacrificano per i propri cari. La logica preventiva, integrata e non estemporanea con la quale va pensato il sistema dell’offerta dei servizi, dovrebbe divenire un punto nodale nell’ottica dell’appropriato utilizzo delle risorse sociali (anche nell’ottica dei costi di bilancio). Per questo motivo la mia è una denuncia contro chi non ha orecchie per udire , contro chi fa passare per “favore” quello che è “dovere…. Il dovere oggi dell’Amministrazione Regionale è quello di erogare ai Comuni le risorse necessarie per assistere i bisognosi, né più né meno di quello che con delibera di G. R. n. 906 del 23.11. 2010 si era stabilito . La sofferenza e la malattia hanno dignità, e la tutela di quest’ultima è la base del mio essere e quindi della mia politica. L’amministrazione Pupillo ritiene principio fondamentale la tutela del più debole, il dar voce a chi non ne ha e per questo, continuerà a battersi e difendere ciò che è un DIRITTO”.

6 settembre 2012 1

Cambia la sanità italiana, ambulatori medici aperti giorno e notte e primari scelti da fuori Regione

Di redazione

Cambia la sanità in Italia e, certamente, difficile potrà essere peggio di come è adesso. Sei ore di consiglio dei ministri hanno dato il via libera ad un “decretone” che razionalizza un settore gestito ormai da caporali e caporaletti. Non è detto che questi mollino la presa, ma appare chiaro che il Governo Monti, un tentativo per voltare pagina lo sta facendo. E a riprova di questo, sono le polemiche che la legge ha sollevato tra addetti ai lavori (sanità). Ambulatori medici e pediatrici aperti sette giorni su sette, 24 ore su 24, è la principale novità. Ambulatori che saranno collegati con i pronto soccorso che, grazie all’iniziativa, si occuperanno solo delle emergenze vere. Novità anche per le nomine dei primari di reparto fino ad oggi nominati da direttori generali delle Asl e, quindi, di conseguenza dalla politica. Il decreto approvato prevede che i primari saranno scelti sempre dai direttori generali ma tra una terna di nomi fornita da una commissione medica composta da primari di altre Regioni. Finalmente, viene da dire, ricordando medici sconosciuti che grazie a tessere politiche, assurgevano alla responsabilità di interi reparti. Viene meno la tassa sulle bevande gasate, delude la voce sul gioco di azzardo. Slot machine e altri sistemi non potranno stare a meno di 200 metri da scuole, chiese o centri giovanili. Stretta anche alla pubblicità, ma forse ci si aspettava di più per quella che è diventata una piaga. Adesso l’attuazione di questa legge spetta alle Regioni ed è questo aspetto che preoccupa. Ermanno Amedei

6 settembre 2012 0

Conferenza stampa IdV-Cassino: un referendum abrogativo dello ‘Scenario di Controllo’ del Piano Regionale rifiuti

Di redazionecassino1
Il Circolo “Italia dei Valori di Cassino”, indice una conferenza stampa oggi 06-09 per le ore 17,30 che si terrà presso la Sala “Restagno” del Comune di Cassino; Oggetto delle conferenza è: Invito al Consiglio Comunale della Città di deliberare per la richiesta del Refendum abrogativo della parte denominata “SCENARIO DI CONTROLLO” del Piano Regionale dei Rifiuti, ai sensi dell’art. 6 – comma 1 del vigente Statuto della Regione Lazio. Interverranno: Giuseppe Golini Petrarcone – Sindaco Danilo Grossi -Assessore alla Cultura Riccardo Conzales – Assessore all’Ambiente Igor Fonte -Consigliere (Capogruppo Italia dei Valori) Rosario Iemma -Consigliere Il Coordinatore cittadino IDV Cassino Luigi Di Marco
6 settembre 2012 0

La manifestazione “L’Italia in barca a vela: Il Mare che unisce” fa tappa a Giulianova

Di redazione

Nei giorni 8, 9 e 10 settembre il Circolo Nautico “V. Migliori” di Giulianova ospiterà la tappa della manifestazione “L’Italia in barca a vela: Il Mare che unisce” organizzata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione in collaborazione con la F.I.V. Federazione Italiana Vela, la Lega Navale Italiana, il Corpo delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera e il WWF.

La manifestazione partita da Trieste arriverà a Genova, toccando 28 porti della penisola e vedrà coinvolti 300 studenti delle scuole superiori provenienti da 49 città italiane imbarcati su barche a vela d’altura.

Il programma prevede l’arrivo della flottiglia al porto di Giulianova nel pomeriggio di sabato 8 settembre, domenica 9 settembre l’intera mattinata sarà dedicata all’imbarco degli equipaggi provenienti dalla varie regioni d’Italia mentre nel pomeriggio alle ore 16,30 il WWF terrà una lezione sulle tematiche ambientali in mare e consegnerà libri e materiale promozionale; alle 18,00 ci sarà un buffet presso la sede del Circolo Migliori alla presenza degli equipaggi partecipanti alla manifestazione e delle Autorità locali e regionali. Il 10 settembre mattina la flottiglia farà vela per Vieste, ove è previsto l’arrivo in serata.

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Riordino delle province, Iannarilli (Frosinone) pronto a ricorrere al Tar: “Perderemo questura e Prefettura”

Di redazione

“Ho già predisposto la proposta di deliberazione – dichiara il Presidente – per agire dinanzi al Tar del Lazio contro la delibera del Consiglio dei Ministri del 20 luglio 2012, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 24 dello stesso mese”. “Se, infatti – aggiunge Iannarilli – quella l’atto del Governo indica termini, peraltro alquanto discutibili, di dimensione territoriale (2.500 Kmq) e di popolazione residente (350.000 abitanti), che significano disco verde per il mantenimento della Provincia di Frosinone, al comma 6 dell’articolo 1, stabilisce che “Il comune capoluogo di ciascuna delle province esistenti in esito al riordino, è, tra i comuni già capoluogo delle province oggetto del riordino, quello con la maggio popolazione residente. Questa disposizione suona come una vera e propria beffa. Non posso accettare il trasferimento della sede a Latina; ma non già per una sciocca ragione di campanilismo (con Latina facciamo da anni battaglie comuni per la tutela del territorio del sud della regione). Non posso accettarlo perché il trasferimento della sede provoca danni gravi ed irreparabili, oltre che all’immagine di Frosinone, anche alla economia della provincia e soprattutto per i servizi ai cittadini”. “Sottolineo – conclude Iannarilli – che la conseguenza sarebbe poi, con la inevitabile rimodulazione degli uffici statali, la perdita di molti presidi, a cominciare dalla Prefettura e dalla Questura. Lotteremo fino allo spasimo per la tutela degli interessi del nostro territorio. Il voto contrario alla fiducia sulla “spending review” al Governo cosiddetto tecnico, né è una palese dimostrazione. Non possiamo avvalere scelte che da questo punto di vista stanno uccidendo le autonomie locali.”

6 settembre 2012 0

Nonostante le minacce, donna denuncia strage di gatti a Palermo

Di redazione

Dall’Associazione animalista Aidaa riceviamo e pubblichiamo. Una denuncia completa con nomi e cognomi dei responsabili delle uccisioni dei gatti della colonia felina che si trova nella zona compresa tra le vie Collegio Romano e Camillo Camilliani a Palermo è stata fatta alla procura di Palermo ed inoltrata al servizio di segnalazione reati di AIDAA che a sua volta ha fatto un’ulteriore denuncia alla procura palermitana contro 7 persone tra cui due minori accusati di diversi atti di maltrattamento ed uccisione di 4 gatti adulti e 2 cuccioli. Precise le ricostruzioni dei fatti denunciati, in cui si trovano gatti uccisi investiti apposta da un auto con a bordo due coniugi ed un cucciolo ucciso a colpi di pietra in testa davanti alla gattara mentre stava mangiando. Inoltre secondo la segnalazione della signora inviata alla procura della repubblica di Palermo anche i nipoti ed altri componenti del nucleo familiare si sono resi responsabili dell’uccisione anche con l’uso del veleno di altri gatti della piccola colonia ed in particolare inoltre i due minori hanno colpito i gatti con freccie scagliate con archi giocattolo ma comunque pericolosi per i gatti stessi. La stessa donna dopo essere intervenuta più volte a difesa degli animali è stata minacciata dagli autori dei maltrattamenti e degli omicidi dei gatti di Palermo. Ora la svolta e la decisione di denunciare tutto alle autorità giudiziarie facendo nomi e cognomi dei responsabili e con una ricostruzione dei fatti che inchioda i responsabili alle loro malefatte. “Si tratta di una donna con un grande coraggio che nonostante sia stata minacciata personalmente ha avuto il coraggio di denunciare questi personaggi responsabili degli atti di violenza sugli animali- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- la segnalazione ci è arrivata dapprima via sms al numero unico e successivamente dopo una lunga telefonata con noi la signora ha deciso di denunciare tutto senza nulla omettere, tanto di cappello a questa donna coraggio che per amore dei suoi gatti sfida a viso aperto gli aguzzini degli animali, noi siamo e saremo sempre al suo fianco per tutelare gli animali ma anche la sua personale incolumità”.

6 settembre 2012 0

Con l’avvio dell’anno scolastico resta chiuso il Convitto “San Benedetto”

Di redazionecassino1

“Il Convitto non apre, ma non vuol dire che è chiuso per sempre” fa sapere il prof. Lelio Imbriglio dirigente dell’Istituto San Benedetto che ha in gestione la struttura”.            Vittime della legge sul ridimensionamento della rete scolastica, la cui applicazione in un primo tempo sembrava escludere i convitti, in provincia di Frosinone ben due strutture hanno dovuto chiudere i battenti. Oltre al convitto di Cassino anche quello di Arpino ha chiuso. Dall’Ufficio Scolastico Provinciale il dirigente dott. Mario Mandarelli riferisce al riguardo: “Purtroppo questa legge ha preso alla sprovvista un po’ tutti. Per i convitti ci siamo dovuti attenere a nuovi parametri e il numero degli iscritti di Cassino non ha prodotto organico di personale. Così il mancato avvio delle attività per quest’anno è stato inevitabile. Chiaramente – prosegue il dirigente – per l’anno prossimo (anno scolastico 2013/2014 n.d.r.) se ci saranno nuove iscrizioni, il Convitto di Cassino tornerà a regime”. A subire le conseguenze della chiusura, sopratutto gli alunni provenienti da fuori provincia, che alloggiavano 24 ore su 24 nella struttura. Per loro, le famiglie hanno dovuto affittare una casa a Cassino, con tutte le conseguenze che ne derivano, in quanto alcuni ragazzi sono minorenni. Altri allievi hanno dovuto lasciare la scuola frequentata per tre o più anni e trasferirsi altrove. Disagio ‘minore’ per gli alunni di Cassino e dei comuni limitrofi, per loro niente più mensa al termine delle lezioni e niente dopo-scuola per i compiti fino alle 17:30. Sotto quest’ultimo punto di vista gli alunni saranno contenti, un po’ meno i loro genitori e i professori. Il preside dell’Istituto San Benedetto Imbriglio è ottimista per il prossimo anno: “Contiamo di portare a conoscenza di quante più famiglie della possibilità di iscrivere i loro figli ai servizi post-scuola del Convitto. Useremo tutti i mezzi di comunicazione a disposizione, con più iscritti avremo modo di presentare le carte in regola per l’avvio del prossimo anno”. Nel frattempo il personale in servizio presso la struttura di Cassino è stato collocato in appoggio presso i Convitti di Anagni e di Fiuggi. “Il paradosso è che lavoreremo – riferisce Gianluca Parisi, educatore in servizio fino allo scorso anno a Cassino – in strutture il cui organico è già al completo. Mi dispiace per gli alunni fuori sede, per loro è un grosso problema. Per l’anno prossimo spero sia potenziato il semiconvitto con i servizi del post-scuola rivolti agli alunni di tutte le scuole della città di Cassino. E stato un peccato che la città di Cassino abbia perso quest’anno tale opportunità – conclude rammaricato Parisi – ma le premesse per riaprire il Convitto l’anno prossimo ci sono tutte e lasciano ben sperare ”.