pubblicato il17 settembre 2012 alle 22:04

Bebè e valium: la sedazione dei bambini un problema molto diffuso

Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo:

faccedivita.it

Negli asili-nido, scuole materne, reparti pediatrici, brefotrofi, ma anche nelle famiglie, è sempre in voga una pratica che pare non abbia una fine, ma anche un inizio se, è noto a tutti, che risale all’alba della civiltà: l’uso di tranquillanti e sedativi somministrati a infanti e fanciulli per calmarli o addirittura farli addormentare. Un fatto che dovrebbe essere un’extrema ratio, ma che in alcuni di questi luoghi e tra non pochi nuclei familiari diventa prassi costante anche se i bimbi non hanno alcun bisogno di psicofarmaci ma solo di poter esprimere la loro natura.

Il problema costante di tanti genitori impazienti risulta quello di avere un figlio che si sveglia mediamente la notte ogni 30-60 minuti, non solo nei primissimi mesi di vita, ma anche intorno al primo anno d’età ed anche oltre. Sono tanti i papà e le mamme hanno riscontrano miglioramenti e sono tornati a dormire dopo aver somministrato farmaci a base di niaprazina ai piccoli ‘insonni’.

Ci sono poi confezioni di latte per neonati che contengono un gruppo di farmaci classificati come antipsicotici, sedativi ed antidepressivi che fanno parte di medicinali utilizzati come broncodilatatori, vasodilatatori delle coronarie e, a livello sperimentale, anche per la terapia genica.

Dopo una poppata un neonato resta calmo e rilassato (artificialmente), rendendo felici i genitori, i quali, in questo modo, continuano a comprare quel latte che fa così bene al bambino e soprattutto lo rende docile e “portato” al sonno.

La sostanza comunemente più usata è lo ThioXantone che è un elemento presente nell’inchiostro della confezioni nonché catalizzatore della polimerizzazione del film plastico che compone l’involucro.

Gli studi sulla molecola hanno evidenziato, tra l’altro, rischi per morte cardiaca improvvisa, oltre che per ischemia cerebrale e cardiaca.

Proprio in questi giorni in Francia un infermiere è stato posto sotto inchiesta, sospettato di aver somministrato ad un bambino di sei mesi il Valium. Il bebè di circa sei mesi è stato ricoverato in gravi condizioni.

Sempre in un ospedale francese, un’altra infermiera è stata di recente sospettata di avere fornito sedativi ai bambini. Ma non si tratta di casi sporadici e che avvengono solo oltralpe. Per quanto è dato sapere, per Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti” è una pratica transazionale che dimostra come troppo spesso genitori, ma anche puericultori e persino medici adottino comportamenti al limite della leggerezza ma comunque tutti censurabili.

Al di là dell’ovvio consiglio di rivolgersi sempre prima al pediatria prima di somministrare qualsiasi tipo di farmaco, specie quelli di cui si tratta, il suggerimento per i genitori accorti è quello di verificare puntualmente cosa accade nelle strutture dove vengono temporaneamente lasciati i propri piccoli, soprattutto se gli stessi appaiono più appannati e meno svegli del solito, mentre agli enti deputati ai controlli di effettuare verifiche anche a campione in quei luoghi per accertarsi che non siano somministrati sedativi e tranquillanti contro la volontà dei genitori e senza alcuna prescrizione medica.

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