pubblicato il17 settembre 2012 alle 22:12

Detenuti al servizio della collettività, a Frosinone con progetto pilota risparmiati 90mila euro

Il Comune di Frosinone, la Casa Circondariale di Frosinone e l’Associazione Gruppo Idee hanno stipulato una convenzione per l’inserimento di persone detenute in attività formative prioritariamente destinate allo svolgimento di lavori di pubblica utilità. Il progetto è nato per perseguire il fine del reinserimento sociale dei condannati, ed ha come elemento fondamentale di riferimento l’occupazione lavorativa durante l’espiazione della pena e l’orientamento e l’inserimento al lavoro per il futuro post detentivo.
Nel mese di agosto e in questi giorni, i detenuti sono stati impegnati in attività di bonifica di alcune zone della città: dapprima una vasta area verde sulla quale l’Amministrazione comunale ha intenzione di realizzare un parco e poi alcune strade del capoluogo.
Si tratta di un progetto sperimentale, che fa di Frosinone il primo comune in Italia a portare avanti un’esperienza di così vasto respiro e così articolata, che durerà sei mesi e che ha visto fino ad oggi coinvolti sei detenuti (per un massimo di dieci), impegnati in attività formative che faranno curriculum, finalizzate ad offrire, in prospettiva futura, opportunità lavorative ai medesimi soggetti per un completo reinserimento sociale.
Con gli interventi di bonifica effettuati dai detenuti è stata pulita un’area di due ettari, con un risparmio per le casse comunali di circa 90.000 euro.
“E’ un progetto del quale andiamo orgogliosi – ha detto durante la conferenza stampa di illustrazione delle linee guida e dell’attuazione del protocollo d’intesa il vice sindaco e assessore all’ambiente Fulvio De Santis – un’esperienza pioneristica che vuole dare una significato alla previsione dell’articolo 27 della Costituzione”.
“Questo protocollo d’intesa – ha detto poi il sindaco Nicola Ottaviani – attiva un circuito virtuoso che nasce da un dialogo positivo tra istituzioni e che vede nella tensione alla coesione sociale l’unica via d’uscita per la rinascita del Paese. Come amministrazione abbiamo voluto dare pieno significato al nostro ruolo, perseguendo il duplice obiettivo di tendere la mano e offrire un’opportunità a chi sta cercando un pieno reinserimento nella società e ridonando, grazie alle preziosa opera dei detenuti impegnati nelle attività previste dal protocollo, alla città un’area di due ettari, completamente dimenticata da tutti, con sorgenti naturali, che vogliamo trasformare in parco attrezzato tematico sull’acqua. Occorreranno 250.000 euro per renderlo fruibile e ci impegneremo per trovare la giusta strada in questo senso”.
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