Viviana Fuoco (IdV): Chi e cosa fa la politica?

20 settembre 2012 0 Di redazionecassino1

Nell’imminenza dell’incontro annuale nazionale del partito a Vasto l’IdV provinciale ha  voluto puntualizzare, con un documento che invierà all’assemblea nazionale, che  in passato  a differenza di alcuni partiti che oggi hanno gravi comportamenti delinquenziali,  nel nostro partito atteggiamenti e comportamenti “anomali “sono stati  fermati  per tempo. Nulla d’illegale, forse  solo atteggiamenti, ma che avrebbero comunque danneggiato il nostro onesto operato politico.  L’idv provinciale, va fiera del fatto che la nostra formazione aggrega persone di responsabilità in grado di valutare comportamenti ed atti anomali sapendoli commisurare con grande senso pratico a quella realtà di chi vive con difficoltà e dignità con mille euro al mese. Grazie MILLE! Sapremo così rappresentare al meglio l’esigenza di cambiamento che ci anima ormai da due lustri.

Soprattutto in occasioni di scandali interni ai partiti, la gente si domanda cosa faccia la politica  per prevenire tali nefandezze. In genere le risposte coprono un arco variabile ma nessuna che ammetta mai un nesso tra coloro che vivono ed operano nello stesso ambiente e dunque quantomeno la responsabilità di non aver stigmatizzato per tempo comportamenti “trasgressivi e leggeri”. Spero che nei corsi di formazione politica si richiamino personaggi di alta statura etico e morale per evitare così che i giovani restino sempre vincolati ai loro ormai sbiaditi e pericolosi ricordi scolastici del “fine giustifica i mezzi” attribuita al Machiavelli. Dante, nel raccontare la vita di Castruccio Castracani da Lucca:Sendo invitato a cena da Taddeo Bernardi lucchese, uomo ricchissimo e splendidissimo, e, arrivato in casa, mostrandogli Taddeo una camera parata tutta di drappi e che aveva il pavimento composto di pietre fine, le quali, di diversi colori diversamente tessute, fiori e fronde e simili verzure rappresentavano, ragunatosi Castruccio assai umore in bocca, lo sputò tutto in sul volto a Taddeo. Di che turbandosi quello, disse Castruccio: – Io non sapevo dove mi sputare che io ti offendessi meno. Abbiamo visto il caso dei fondi dell’estinto partito della Margherita; Rutelli, dopo, parlò di Lusi (PD), come di un mascalzone da punire. Abbiamo visto lo scandalo della Lega di Bossi e del suo “cerchio magico”: tutti autoassolti perché il fatto non sussiste, una macchinazione di Roma ladrona, appunto! Abbiamo visto lo scandalo nella sanità della Regione Lombardia con Formigoni, che non si presenta davanti ai giudici perché deve studiare le carte che lo accusano.

Infine, l’ultimo scandalo di Franco Fiorito che sta scuotendo il PdL laziale al punto da “provare Meloni” e far “alzare  Polverini”; le reazioni sembrano vere per quanto tragiche e grotteste; tutti i personaggi politici, dunque, benché implicati in prima persona nella diretta conoscenza, seppure formale gerarchico-politica, della persona sorpresa con le mani nella marmellata, sembra abbiamo “umore in bocca”, solo dopo che il fatto sia avvenuto e acclarato dal protagonista. Il più delle volte, però, sono tutti  trincerati dietro il principio garantista. Ci son quelli che optano per la prima sentenza (1° grado di giudizio), e quelli della seconda, mentre i più irriducibili ritengono che si debba attendere la sentenza passata in giudicato della Corte di Cassazione per esprimere giudizi e prendere azioni consecutive e consequenziali. Il che, volendo usare i proverbi della saggezza popolare di Concetta (sorella dell’On. Di Pietro),  è come dire – …solo quando i buoi sono scappati dalla stalla – oppure – quando il latte sia stato versato –

Un segretario di Partito, che vive solo per esser segretario di partito (d’altronde non si può aver tempo per far altro), se viene a conoscenza di un certo malaffare interno, può muovere osservazioni di tipo etico-morali? Magari il personaggio “chiacchierato” è proprio colui che lo ha sostenuto durante le consultazioni elettorali; dunque, tira avanti, fa lo gnorri e aspetta che sia qualcun altro a togliere le castagne dal fuoco: leggasi la Magistratura. Così fan tutti, nulla di diverso dal comportamento di chi pur essendo testimone di un fatto non testimonia per paura dei problemi che ne possano scaturire. Stesso pensiero che avvolge le masse in una confusione tra vita vera e virtuale, nell’illusione di poter prendere dalla vita solo ciò che piace e lasciare agli altri il dovere, l’amaro e la sofferenza. Questa è la vita del viveur e del “malamente” ma non può essere così nelle nostre vite normali e neppure nelle istituzioni, nelle chiese, nei partiti, nelle associazioni, nelle case e nei posti di lavoro. Non può essere così asettica la politica e credere di poter restare con le mani in mano per non “sporcarsele”; il campo di azione della politica non è un confine che separa chi la studia o la pratica da tutte le altre attività umane, anzi, è esattamente il contrario: la scienza politica poteva dirsi scienza superiore proprio perché nel suo agire era la summa delle conoscenze che vengono da ogni altra attività umana. Oggi noi di Idv della provincia di Frosinone viviamo ancora con più difficoltà il momento difficile che vive la nostra provincia mal identificata con il problema  Regione-Fiorito e con l’inquinamento del territorio. Azioni sociali e politiche sono strettamente legate anche da elementi antropologici che normalmente fanno sì che persone fisicamente imponenti e con comportamenti e modi che a scuola chiamano “bullismo”, creino, senza alcun altro motivo l’idea e la condizione di capo-branco; noi non abbiamo bisogno di questi e per fortuna nel nostro panorama politico italiano abbiamo avuto grandi uomini politici anche piccoli di statura ma con grande carisma e noi di IdV li preferiamo.