Giorno: 6 ottobre 2012

6 ottobre 2012 0

Il Colonnello Cavallari lascia il comando carabinieri di Chieti. Nei tre anni nessun omicidio inrisolto

Di redazione
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E’ un bilancio ricco ed invidiabile quello che il colonnello dei carabinieri Giuseppe Cavallai può vantare dal suo insediamento al comando carabinieri di Chieti del 15 giugno 2009. poco più di tre anni per affrontare situazioni tra le più variegate, dal G8 organizzato nella vicina L’Aquila, con la presenza ad Ortona dei dispositivi delle forze di polizia, ai Giochi del Mediterraneo svolti tra Chieti e Pescara, fino ai soccorsi alle popolazioni della provincia in occasione delle massicce nevicate dello scorso inverno. Nel frattempo sotto il suo comando i militari dell’arma possono anche vantare di aver individuato ed arrestato gli autori degli otto omicidi commessi nel periodo, hanno anche arrestato 1500 persone denunciandone altre 8mila; hanno sequestrato 250 chili di stupefacente. Dati di tutto rispetto che indicano certamente una attività investigativa ben diretta. In questi giorni il colonnello Cavallai lascerà il comando di Chieti per ricoprire l’incarico di capo Ufficio del Direttore Generale del Personale Militare presso il Ministero della Difesa in Roma. Ermanno Amedei

6 ottobre 2012 0

Tragedia in caserma a Rovigo, il generale Vacca racconta “la base” dei carabinieri

Di redazione

Sulla vicenda di Rovigo, precisamente di quanto accaduto nella caserma dei carabinieri di Porto Viro, dove l’Appuntato 50enne Renato D’Addario, il primo ottobre ha impugnato la pistola per uccidere prima il Comandante della Stazione, il Luogotenente Antonino Zingale, 49 anni, poi la moglie di questi, Ginetta Giraldo, e infine se stesso, è intervenuto il generale di Divisione dei Carabinieri Raffaele Vacca che ha disaminato la situazione sociale e professionale dei carabinieri, in partiocolare quelli che vivono e lavorano nelle stazioni e che costituisco la base della Benemerita. “Non sono infrequenti, purtroppo, casi similari, anche recenti, nell’Arma, ma piuttosto che cercare colpe, tranciare sentenze e formulare analisi demagogiche sempre prive di contenuti, può invece essere utile analizzare alcuni aspetti di ordine pratico, morale e psicologico su quello che è il servizio del Carabiniere di Stazione, sì, il Carabiniere della più piccola unità operativa dello Stato, entità autonoma e per questo speciale, quale è appunto la Stazione, un tempo definita a ragione la vera “antenna dello Stato”. Vorrei dire qualcosa proprio riguardo al ruolo di quel modesto ma grande Soldato della Legge, giornalmente esposto a situazioni stressanti, che possono a lungo comprometterne il benessere sia psicosociale che fisico. Gli eventi con i quali quotidianamente si confronta inerenti alle sue mansioni sono molteplici e delicati, vanno dalla gestione della normalità della vita civile, nel proprio contesto di lavoro, alla partecipazione ai servizi esterni di pattuglia, o al servizio in Caserma, per prendere le denunce e fornire consigli alla gente sovente di un piccolo sperduto paese; è anche soggetto ai doveri di Carabiniere nella piccola comunità militare di appartenenza, doveri costituiti dalla gerarchia, dalla disciplina, dall’iter organizzativo, dal rispetto delle norme e delle regole. Deve poi, all’occorrenza, essere in grado di confrontarsi con la violenza della strada, le rapine, gli omicidi e le sparatorie, dovrà vedere morti e feriti, trovarsi davanti a donne e bambini abusati, partecipare a scontri violenti con delinquenti da arrestare, spesso ubriachi e drogati, sia di giorno che di notte, in zone isolate e lontane, Lui solo con il Collega, entrambi consapevoli della difficoltà di poter ottenere manforte. In caso di incidenti stradali anche gravi, Lui prosegue la sua attività soccorrendo i feriti ed effettuando i rilievi planimetrici con la stessa professionalità tecnica dei colleghi della Polizia Stradale e sarà, ovviamente, proprio Lui il primo a soccorrere la sua gente in occasione di disastri naturali, sempre più frequenti. Egli, quindi, in virtù di tutto questo, deve tenersi pronto ad intervenire in ogni momento, pur percependo attorno a sé un continuo senso di pericolo proveniente da un nemico invisibile e sconosciuto, offrendo comunque garanzie alla richiesta di sacrificio da parte della società sempre più esigente e intollerante, ma avvertendo però nel suo animo che la minaccia, il danno o addirittura la morte sono realtà possibili per Lui; e Lui, il Carabiniere di Stazione, questo lo sa bene, come sa anche di non essere un impiegato qualsiasi, al quale la routine può concedergli minori responsabilità, orari di lavoro favorevoli e tempo libero, come sa, che, diversamente dall’impiegato qualsiasi, dovrà essere sempre presente, dovrà correre rischi, soggiacere ad orari pesanti, indossare una divisa che lo obbliga ad obbedire ad un superiore a volte burbero ed intransigente e, magari, nel fare tutto questo, non vuole far trapelare, per pudore, il peso enorme di una vicenda familiare negativa, o di una situazione di servizio forse erroneamente ritenuta ingiusta, comunque patita, sofferta e amaramente vissuta. Lui sa anche che deve continuare a vivere in un ambito ristretto, piccolo come la Caserma che lo ospita e nella quale spesso abita, anche da sposato con la famiglia, se ha la fortuna di ottenere l’alloggio di servizio che gli consente di non pagare l’affitto a tutto vantaggio dell’ormai magro bilancio familiare; un ambito che può diventare una gabbia che lo chiude e , sebbene affievolite ma non scomparse del tutto le grandi motivazioni di un tempo, lo opprime fortemente. Ecco, allora, il malessere, il risentimento o il gesto sconsiderato di rifiuto estremo alla vita sua e, ancor peggio, a quella di altri. Ora, quando una o più vite sono state spezzate in tal modo, siamo chiamati a riflettere sull’odierno modo di vivere, sul minore spirito di appartenenza e sul minore senso di solidarietà che un tempo, antipatie e contrapposizioni fisiologiche a parte, facevano considerare, tra Colleghi e appartenenti allo stesso Corpo, tutti fratelli nel comune ideale. Ma, l’avanzare del tempo ha velocemente imbarbarito la vita sociale in tutti i settori umani e tali sono anche le conseguenze per chi ha la Fiamma nel Cuore e sul Berretto della divisa come gli Alamari cuciti sulla pelle. Ciò, ovviamente, merita una riflessione approfondita e non di facciata, cui dovrà seguire l’adozione di provvedimenti. Certo è che gli appartenenti ai comparti sicurezza e difesa dello Stato soffrono oggi del totale disinteresse della politica di qualsivoglia orientamento o colore (una per tutte: la Legge sui Principi del 1978 e relativo Regolamento di Disciplina, davvero innovativi e aderenti ai tempi che mutavano, sostituiti nel 2010 dal cosiddetto Nuovo Codice dell’Ordinamento Militare, ritenuto nel suo complesso afflittivo e retrogrado), come anche avvertono una sorta di distacco delle proprie rispettive gerarchie, che da tempo, anche nei gradi minori, si sarebbero irrigidite su criteri di fredda e inanimata valutazione burocratica dei problemi. Non vorrei che, se così fosse davvero, in un futuro non lontano, si giungesse a quella gestione del comando ispirata ai princìpi del Generale Emanuele Pes di Villamarina, che fu Ministro della Guerra del Regno di Piemonte dal 1832 al 1847, per il quale era necessario proibire “con rigore, non pure nelle caserme, ma nei privati domicili, al militare gregario e graduato, qualunque studio, qualunque lettura, anche di argomento militare, sì che un ufficiale scoperto autore di qualche scritto o perdeva il grado, o vedeva preclusa ogni via di avanzamento”.

6 ottobre 2012 0

Estorsione tra spacciatori, un arresto a Priverno

Di redazione

Estorsione tra spacciatori. Ieri sera i carabinieri della stazione di Priverno hanno arrestato in flagranza di reato un pregiudicato del posto, mentre tentava di estorcere del denaro ad altro uomo, pretendendo la somma di 540 euro a saldo di una precedente vendita di cocaina. L’uomo, denunciato all’A.G. anche per spaccio di stupefacenti, è stato trasferito in camera di sicurezza in attesa di rito direttissimo.

6 ottobre 2012 0

“Spogliano” una trebbiatrice, due rumeni arrestati ad Atessa

Di redazione

Hanno cannibalizzato una trebbiatrice strappandole via varie parti meccaniche per un valore di circa 5mila euro. Ad accorgersi dell’opera criminale che due rumeni stavano compiendo in un capannone nelle campagne di Paglieta, è stato un contadino che ha chiamato i carabinieri della compagnia di Atessa. Una rapida ricerca svolta dagli uomini del capitano Massimo Di Lena ha permesso di individuare e fermare il furgone su cui i due avevano caricato i pezzi e stavano scappando. Si tratta di un 22enne e un 27enne tratti ieri in arresto per furto aggravato e giudicati questa mattina con rito direttissimo dal gip di Lanciano che li ha condannati a 16 mesi di carcere. La refurtiva è stata restituita all’avente diitto mentre il furgone appartenente ad un terzo uomo, sulla cui posizione si sta ancora vagliando, è stato sequestrato. Er. Am.

6 ottobre 2012 0

Scippatore in manetta a Formia

Di redazione

Ha strappato la borsetta ad una donna ed è scappato senza andare lontano dato che è stato rintracciato e arrestato dai carabinieri di Formia. Le indagini sono scattate non appena la donna ha allertato il 112 e una volta identificato l’autore dello scippo, lo stesso è stato sottoposto a perquisizione ritrovando, così, oltre alla refurtiva restituita alla donna, anche un taglierino e una pistola giocattolo.

6 ottobre 2012 0

Ricordati a Lanciano i “Martiri Ottobrini”

Di redazione

Era il 5 ottobre del 1943, un periodo buoi per Lanciano e l’Italia, e come spesso accade, nei periodi bui si riconoscono gli eroi. A distanza di 69 anni, la città frentana sta ricordando tra ieri e oggi, l’eccidio dei giovani lancianesi che si immolarono contro l’esercito tedesco per contribuire alla liberazione del territorio. Giovani coraggiosi, ma anche coraggiosa risposta dell’intera cittadina che, seppur duramente colpita dalla violenta reazione tedesca al tentativo di insurrezione, reagì con coraggio tale da esser citata nei notiziari londinesi e newyorchesi meritandosi la medaglia d’oro al valor militare. Corone e lapidi sono state deposte e scoperte davanti a monumenti ed ed edifici dove si concentrarono i fatti. Er. Am. Foto Andrea Colacioppo

6 ottobre 2012 0

Scandalo alla Regione Lazio, Fisucci (Idv Pontecorvo): “Non siamo tutti uguali”

Di redazione

“Ormai credo sia quasi inutile continuare a parlare di quanto accaduto alla Regione Lazio sul caso Fiorito”. A parlare è il responsabile locale dell’Idv pontecorvese Ernesto Fisucci . “Tutte le TV e quotidiani, nazionali e locali ne parlano, ma per chi conosce come me, l’operato del proprio partito ed in particolar modo del Consigliere Regionale Anna Maria Tedeschi, non può stare a guardare ed ascoltare il “tormentone del momento” siete tutti uguali. Quanto accaduto in Regione è solo e soltanto da ritenere responsabili Il Presidente Polverini e il Presidente del Consiglio Mario Abbruzzese (PDL) che sono gli unici a non poter dire “non sapevo”. Come fanno a non sapere se prima tutto passa per mano loro. Sono i responsabili dell’etichetta ricevuta. Polverini ha avuto la capacità di distruggere in solo due anni e mezzo una Regione e basterebbe il solo argomento “sanità”. Abbruzzese ha elargito fondi regionali a destra e a manca per feste e festicciole e come detto, di Fiorito non voglio spendere neanche una parola. Hanno aumentato da 1 a 13,9 milioni i fondi ai gruppi politici. Vero è che anche l’IdV, rappresentata dal Consigliere Bucci, nell’ufficio di presidenza ha votato a favore, ma allo stesso modo sono anche vere altre due cose: la prima è che se non avesse accettato quei fondi, quest’ultimi sarebbero stati divisi per gli altri gruppi, la seconda, di quei soldi non risulta un solo centesimo che sia stato speso aldilà dell’attività politica, sponsorizzando iniziative sul territorio e attività politiche. Per non parlare della esemplare correttezza avuta dal Consigliere Anna Maria Tedeschi, unica in tutta la Regione Lazio ad aver pubblicato la propria dichiarazione dei redditi. Una persona presente in ogni dove. Sanità, lavoro, occupazione, rifiuti e non basterebbe l’intera pagina per poter elencare le attività svolte sul nostro territorio. Non siamo tutti uguali e la Tedeschi ne è testimonianza. Ricordo a tutti che è stata la promotrice della mozione approvata all’unanimità dalla Regione a sostegno dei lavoratori della Fiat e allora non posso accettare che siamo tutti uguali. Non posso accettare che chi, senza conoscere il chilometraggio fatto dalla Tedeschi per rappresentare e difendere il nostro territorio e non solo, balbettino per coprire l’operato di questo o quello del gruppo di loro appartenenza. A differenza di molti consiglieri regionali di maggioranza e minoranza, Tedeschi ha dimostrato il vero senso e valore della politica, basterebbe dire che senza esitazioni, alla notizia di quella mamma con quattro figli che dormiva da svariati giorni in macchina a Piedimonte San Germano, è stata subito a suo sostegno, questo è fare politica per la gente, in mezzo alla gente, non passare ore e ore con i piedi sotto un tavolo. Vorrei veramente poter dire la stessa cosa anche per gli altri, ma non è così. Conoscerà Abbruzzese il caso di questa donna? Lo conoscerà Fiorito? Non credo. Queste mie parole sono frutto della conoscenza del percorso della Tedeschi. Non c’è fabbrica in difficoltà che fuori il cancello c’è lei, non c’è ospedale che in mezzo alla gente c’è lei, e come ultimo, la solidarietà agli operatori sanitari, costretti a vedere i propri familiari una volta a settimana per contenere i costi di viaggio in quanto sbattuti da un ospedale all’altro e sempre grazie a chi, durante la campagna elettorale ne faceva della sanità il proprio baluardo, la Polverini. Purtroppo dalle file della minoranza si può ottenere ben poco, anzi nulla, non ti ascoltano neanche. Credo sia giunto il momento che questo centro sinistra deve cominciare ad essere veramente unito per avere voce, non è accettabile che si fanno inciuci in un momento come questo dove la gente non riesce a mangiare, ma solo per non essere buttati fuori dall’antipolitica. Quando Di Pietro gridava a Bersani: con Casini non ci sto, spero che alla luce dell’ultimo inciucio Casini-Fini-Monti , possiate trarre le dovute conclusioni per poter dire: non siamo tutti uguali. “Occorre fissare urgentemente la data del voto nel primo fine settimana utile. Ogni giorno che passa, come segnalano anche le associazioni di categoria e i sindacati, peggiora la situazione economica di una regione che è senza guida da troppo tempo”. Lo dichiara in una nota il segretario regionale dell’Italia dei Valori, Vincenzo Maruccio. “Per una volta la politica si adegui ai tempi della società e si vada al voto il prima possibile. Il Lazio – conclude Maruccio – merita di avere un presidente democraticamente eletto prima della fine dell’anno, pena lo screditamento totale dell’istituzione regionale”. Vorrei concludere, comunicando che anche a Pontecorvo ci stiamo organizzando per dire NO alla riforma Fornero e comunicheremo a breve, data e luogo per la raccolta firme. Invito sin da ora tutti a fare una riflessione sull’importanza di questo referendum abrogativo. Non lamentiamoci solo, cerchiamo anche di agire e questo è il momento per farlo, è il momento per dire ad alta voce, non siamo tutti uguali”.

6 ottobre 2012 0

Ex metalmeccanico, oggi operatore shiatsu, offre trattamenti gratuiti ai disoccupati

Di redazione

Il periodo di crisi che sta mettendo in ginocchio le famiglie di milioni di suoi ex colleghi del settore metallurgico non lo ha lasciato indifferente e, anche se adesso ha cambiato lavoro trovando così fortuna, non ha dimenticato il periodo buio della sua vita quando l’azienda per la quale lavorava lo licenziò a causa della necessità di tagli. Marco Marangoni ha 36 anni ed è operatore Shiatsu, oltre ad essere co proprietario di un centro shiatsu Fino a qualche anno fa era un operaio e lavorava vicino ad un tornio per la produzione di rondelle e viti. “Ho vissuto un anno alternando lavoro a cassaintegrazione, ed un altro anno solo in cassa integrazione. Poi è arrivato il licenziamento”. Momenti difficili, ma Marco è stato previdente. “Già da qualche anno prima del licenziamento avevo iniziato a frequentare un corso per operatore shiatsu che è durato ben cinque anni”. Marco, quindi, alternava lezioni di trattamenti (e non massaggi) della disciplina orientale, ad ore di lavoro al tornio ottenendo così il diploma. “Quando mi hanno licenziato non è stato semplice decidere cosa fare fino a che non ho pensato di aprire un centro shiatsu investendo una parte della mia liquidazione”. Circa 10mila euro, quindi, spesi insieme all sua collega Nadia Bettarelli. Poi si sono aggiunte anche la psicologa neo laureata Laura Petrazzoli e l’esperta in alimentazione Serena Poli. Una squadra di giovani, tutti alla prima esperienza, che hanno dato vita ad un cento innovativo nato nel cuore di Padova a marzo dello scorso anno. “All’inizio non è stato semplice – continua a raccontare Marco – Siamo nati in piena crisi e abbiamo avuto contro anche un fiorire di centri cinesi che approfittavano di una mancanza di regolamentazione per creare ulteriore confusione. Oggi però siamo soddisfatti per ciò che siamo riusciti a fare fino ad ora”. L’ex metalmeccanico, però, non ha dimenticato il suo trascorso e le difficoltà che ha vissuto. “Siamo rimasto sconvolti per il gran numero di persone che nel Veneto si toglievano la vita accusa delle difficoltà sul lavoro, per questo abbiamo pensato di offrire i nostri servizi gratuitamente ai disoccupati o coloro che sono in difficoltà economica”. Marco conosce bene i benefici dei trattamenti shiatsu quando si è sotto pressione. “Quando stavo perdendo il lavoro – ricorda – i trattamenti a cui mi sottoponevo anche per studio della disciplina, mi aiutavano ad evitare che cadessi in depressione. Non è un classistico massaggio, il trattamento shiatsu è una pressione dei pollici e palmi lungo i meridiani energetici che passano su tutta la superficie corporea. I benefici non sono unicamente fisici ma anche emotivi perchè prima del trattamento c’è sempre un colloquio che aiuta a creare un rapporto tra l’operatore e la persona. Nel mio caso serve raccontare la mia esperienza unitamente al lavoro della psicologa e in questa maniera, ne siamo certi, aiutiamo non poco coloro che necessitano di sostegno fisico e psicologico. Un contributo alla società in difficoltà, combattendo lo stress e la depressione. “In quel periodo della disoccupazione – conclude Marco – ho provato di persona questi benefici che oggi, insieme ai miei colleghi, cerco di riproporre alle persone in oggettiva difficoltà”.

6 ottobre 2012 0

Vanno a caccia in un giorno di silenzio venatorio, denunciati un 53enne ed 44enne

Di admin

Durante il controllo del territorio i carabinieri di una Stazione dipendente della Compagnia Carabinieri di Agnone, in Alto Molise, hanno denunciato in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria del capoluogo Pentro in Isernia, due cacciatori, un 53enne ed un 44enne responsabili di esercizio della caccia in giornata di “silenzio” venatorio decretato dall’apposito calendario dell’Ente locale preposto, che è un vero e proprio provvedimento normativo. Di conseguenza i militari hanno proceduto, oltre a segnalare i due cacciatori all’autorità giudiziaria, trattandosi di inosservanza penalmente rilevante alla speciale normativa di protezione della fauna selvatica, a sottoporre a sequestro giudiziario i fucili da caccia e le relative munizioni.

6 ottobre 2012 0

Cassino, Rifondazione Comunista aderisce e sostiene il processo popolare a microfono aperto contro le ruberie della casta alla Regione Lazio

Di admin

Dal circolo di Rifondazione Comunista M. De Sanctis di Cassino riceviamo e pubblichiamo: Oggi siamo scesi qui in piazza a Cassino, per gridare a gran voce, la VERITA’ e il nostro SDEGNO POLITICO sulle vicende regionali e più in generale per l’attacco che viene portato avanti dalle politiche “lacrime e sangue” del governo Monti, contro tutte le lavoratrici ed i lavoratori. Come per il PAREGGIO di BILANCIO in Costituzione (che impedisce di fatto di finanziare le politiche sociali perché ritenute “COSTO INSOSTENIBILE”, come il FISCAL COMPACT (che impone per 20 anni finanziarie finalizzate all’azzeramento del welfare) e dopo la controriforma delle pensioni e della manomissione dell’ART. 18 dello STATUTO dei LAVORATORI, eccoci pronti a ricevere un’altra mazzata come la SPENDING REVIEW che è un’altra manovra recessiva. Non c’è nulla per la crescita e l’occupazione. Quello che emerge è che ci saranno tagli sconsiderati alla spesa pubblica, che si ripercuoteranno drammaticamente sui servizi ai cittadini e ai lavoratori del pubblico impiego. I punti salienti riguardano infatti sanità e scuola: là dove bisognava investire, si decide invece di tagliare! Le risorse vanno trovate altrove: tassa sui grandi patrimoni e le rendite, tagli alle spese militari, alle grandi opere inutili come la Tav, tetto massimo di 5mila euro a tutte le pensioni e a tutti gli stipendi, pubblicizzazioni di banche. BASTA – Ora occorre uno sciopero generale per dire che c’è un’altra Italia oltre a quella liberista che ci comanda per interposto governo oltre a quella dei suv, delle vacanze “strane” nei Caraibi, insomma un’altra Italia da quella dei ladroni e dei padroni. Noi pensiamo che oltre ai tagli alla “politica” con la P “minuscola” occorre rivedere anche i milioniari compensi che vengono elargiti ai vari Marchionne superpagati per ridurre gli operai a merce per poi “cestinarli” perché insieme alla fabbrica considerati troppo poco “competitivi”. Come occorre rivedere i compensi dei supermanager e di alte cariche dirigenziali dello Stato. Occorre però rilanciare la domanda interna restituendo il welfare sottratto e potere salariale alle lavoratrici ed ai lavoratori. Intanto, sul piano regionale, occorre fare un po’ di chiarezza su ciò che è avvenuto attorno alle “cene a base di ostriche e champagne”. L’Ufficio di presidenza del consiglio regionale rappresentato da PDL-UDC-Lista Polverini-PD-IDV ha deliberato unilateralmente l’aumento da 1 a 14 Milioni di Euro per l’indennità ogni gruppo regionale La quota percepita dal nostro gruppo ammonta a 322.000 € ed è stata “recepita” e spesa esclusivamente per attività politiche e tutte ben rendicondate e facilmente verificabili sui libri contabili e sui nostri siti internet come per esempio per coprire il costo di vertenze operaie e di campagne politiche proposte ad altre forze di sinistra e diventate purtroppo “esclusive” nostre e dei cittadini laziali a partire dalla RACCOLTA FIRME CONTRO i VITALIZI di CONSIGLIERI e ASSESSORI e per il rifinanziamento del REDDITO MINIMO GARANTITO che l’asse POLVERINI – ABBRUZZESE ha cancellato per, evidentemente, dirottare le risorse sugli sprechi e privilegi. (Il reddito minimo per poterlo ripristinare aveva bisogno di un rifinanziamento di circa 20 milioni di Euro per tutta la regione Lazio). Il PRC/FDS, attraverso soprattutto il consigliere reg.le Ivano Peduzzi, si è contraddistinto per la lotta condotta contro l’uso “improprio” e lo “sperpero” di risorse regionali. Milioni e milioni di euro sottratti alle esigenze dei cittadini, privati, ogni giorno di più, dei servizi essenziali. Questa amministrazione ha tagliato sanità, scuola, cultura, servizi sociali e trasporti e risponde alla necessità di LAVORO e OCCUPAZIONE sperperando RISORSE PUBBLICHE. Il PRC/FDS ha sempre votato contro qualsiasi provvedimento finalizzato in tal senso. Anzi, il consigliere PEDUZZI è stato anche querelato dalla presidente POLVERINI proprio perché ha denunciato politicamente, in tempi non sospetti, “strane manovre”. Infatti, in occasione di uno dei molteplici atti della GIUNTA REGIONALE e specificatamente relativo ad incarichi esterni, fu denunciato dal PRC, in una valutazione politica pubblica, l’operato della Giunta e delle forze politiche di centro-destra che facevano emergere, anche nel Lazio, un sistema con livelli di illegalità, corruzione, clientelismo e sperpero di risorse pubbliche sia relativamente ai costi di gestione della Regione, che nelle diverse scelte economiche messe in atto. In molti non si accorsero e nessuno rilanciò il nostro allarme, anzi, la presidente POLVERINI ci chiese di smentire le nostre accuse e procedette a denunciarci (settembre 2011). E’ in corso un procedimento penale che probabilmente verrà archiviato proprio perché abbiamo favorito la VERITA’ ed il sollevamento del coperchio della pentola.

Anche in occasione della proposta referendaria per ABOLIRE i VITALIZI di assessori e consiglieri reg.li, la Federazione della Sinistra non ha avuto nessun sostegno di nessun partito anche di centro sinistra (PD-SEL-IDV-RADICALI). Da maggio scorso, da soli, siamo riusciti a raccogliere 53.000 firme, quando non era nota nessuna indagine della magistratura. Ora, raccolte e depositate le firme necessarie, chiediamo che il referendum si tenga contemporaneamente alla prossima elezione regionale e proponiamo che il governo fissi per legge lo stipendio dei consiglieri e assessori regionali ad un massimo di 3.000 euro al mese. Siamo invece contrari a ridurre il numero dei consiglieri, perché crediamo che serva unicamente a ridurre la democrazia e a cancellare la presenza istituzionale di chi canta fuori dal coro come noi comunisti. Per queste ragioni a Cassino abbiamo chiesto – sempre in maniera isolata dalle altre forze politiche – ma non con la cittadinanza – una COMMISSIONE D’INCHIESTA COMUNALE “TERZA” sui debiti comunali proprio per affermare la “verità” e le relative eventuali “responsabilità individuali civili e penali” sulle “anomale” movimentazioni contabili/finanziarie delle amministrazioni comunali passate. Come abbiamo proposto l’”ANAGRAFE PATRIMONIALE” degli eletti; come abbiamo proposto di iniziare quanto meno a pubblicare in rete oltre ai rendiconti e bilanci: Per il conto consuntivo: il mastro contabile, dove sono riportati capitolo per capitolo tutti gli impegni di spesa e i pagamenti effettivi a chi e per che cosa, nonché tutti gli accertamenti e gli incassi in entrata con le causali ed i creditori; tutte le determine di impegno/liquidazione propedeutici ai pagamenti da dove si evincono i soggetti beneficiari o creditori; tutti le determine di accertamenti di entrate; Per il bilancio di previsione: tutte le spese analiticamente indicate per causale ed importo che costruiscono l’ammontare indicato nel capitolo di spesa come previsione; tutte le entrate analiticamente indicate per causale ed importo che costruiscono l’ammontare indicato nel capitolo di spesa come previsione. Ciò consentirebbe a ciascun cittadino di poter finalmente entrare nel vivo dei conti comunali con tutte le dirompenti conseguenze positive sul piano delle rivendicazioni sociali e democratiche e delle proposte dal basso nell’uso delle risorse e dei beni comuni, in opposizione alle logiche “devianti” che amministrano gli enti tra mille segreti ed intrecci. Conquistiamo quindi una SPENDING REVIEW POPOLARE