Giorno: 7 ottobre 2012

7 ottobre 2012 0

Esplosione a Formia, donna racconta disastro causato dalla rottura della bombola

Di redazione
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Il rubinetto della bombola si sarebbe rotto facendo uscire il gas ad una forte pressione tale da autoinnescare l’esplosione. Questa sarebbe stata la ricostruzione fatta agli investigatori dalla donna di origini albanesi che vive nell’alloggio al piano semirialzato in via Madonna di Ponza a Formia dove oggi pomeriggio, una violenta deflagrazione, ha seriamente danneggiato l’intero stabile. La donna, con la famiglia composta oltre dal marito, anche da due bambini, alle 13.30 era in cucina e quando si è accorta della rottura, ha fatto appena in tempo a far uscire tutti dall’alloggio prima che l’esplosione distruggesse ogni cosa. In via Madonna di Ponza, sembrava fossero caduti grappoli di bombe; le macerie erano disseminate ovunque. L’alloggio sventrato, le pareti esterne sono state scagliate sulle macchine parcheggiate all’esterno danneggiandone almeno tre. Ma anche gli alloggi superiori sono stati seriamente danneggiati tanto che l’intera palazzina è stata dichiarata inagibile. Otto sono i feriti che hanno riportato di secondo e terzo grado, ma nessuno di loro è in pericolo di vita. Ermanno Amedei

7 ottobre 2012 0

Esplode bombola del Gas a Formia, crolla parte di una palazzina

Di redazione

Tragedia sfiorata oggi pomeriggio a Formia dove è esplosa una bombola del gas facendo crollare parte di una palazzina di quattro piani. L’esplosione è avvenuta poco dopo le 13.30 in via Madonna di Ponza in un alloggio in un piano rialzato abitato da una famiglia di albanesi. Sul posto sono arrivate due squadre di vigili del fuoco di Gaeta. Nessuna vittima, ma ci sono, al momento, otto persone ferite tra cui una bimba di otto mesi. Er. Am.

7 ottobre 2012 0

Novello Nerone a Itri, fermato dai carabinieri prima che appiccasse incendio

Di redazione

Sicuramente l’alcool che gli annebbiava i sensi ha guidato le intenzioni di un uomo, C.D. 41 anni di Itri, che voleva dar fuoco a quattro auto parcheggiate in pieno centro. A fermare il novello Nerone sono stati i carabinieri comandati dal Capitano Daniele Puppin. I militari sono intervenuti giusto in tempo per evitare che la benzina gia cosparsa sui mezzi prendesse fuoco. Il 41enne, quindi, è stato arrestato con l’accusa di incendio tentato e trattenuto presso le camere di sicurezza dell’Arma, in attesa della celebrazione del rito per direttissima.

7 ottobre 2012 0

Spaccio di droga come attività di famiglia, arrestati padre e figlio

Di redazione

Una attività evidentemente di famiglia quella “chiusa” dai carabinieri ai Marchetto di Latina. Padre e figlio, infatti, rispettivamente Fabrizio, 39 anni e Luca, 19 anni, sono stati sorpresi dai carabinieri in una attività di spaccio di crack I carabinieri sono intervenuti sorprendendo il giovane pusher mentre riceveva da una cittadina straniera la somma di 40 euro versati quale anticipo per l’acquisto di quattro dosi di sostanza stupefacente del tipo “crack” del peso di grammi 2,5, immediatamente recuperata. Agli investigatori, non passava inosservato nemmeno il compito del genitore, il quale si occupava di fare da vedetta, con lo scopo di allertare il proprio rampollo all’arrivo delle Forze dell’Ordine, ma ovviamente qualcosa non ha funzionato, tant’è che entrambi sono caduti nella rete dell’Arma. Nel corso della perquisizione eseguita presso l’abitazione dei Marchetto, venivano rinvenuti ulteriori grammi 0,5 della medesima sostanza recuperata al giovane, nonché 5 grammi di sostanza stupefacente del tipo “marijuana”, 1 grammo di sostanza stupefacente del tipo “hashish”, materiale atto al peso, taglio e confezionamento, nonché somma di euro 50/00, quale provento attività delittuosa. Gli arrestati, espletate le dovute formalità venivano trattenuti nelle camere di sicurezza dell’Arma, in attesa della celebrazione del rito per direttissima, mentre lo stupefacente e l’intera somma di danaro venivano sottoposte a sequestro.

7 ottobre 2012 0

Febbre del Nilo Occidentale in Italia: il virus è ormai endemico nelle regioni del Nord-est dell’Italia

Di admin

Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo: Nelle regioni del Nord-est dell’Italia ed in Sardegna, il virus West Nile è diventato endemico.

Infatti sono 31 finora i casi confermati e 7 segnalati di malattia neuroinvasiva da West Nile virus, la febbre del Nilo, registrati in Italia tra il 15 giugno e il 4 ottobre, concentrati in tre regioni: Sardegna, Veneto e Friuli-Venezia-Giulia.

E’ quanto emerge dagli ultimi dati dal servizio di sorveglianza del Centro nazionale di epidemiologia e dell’Istituto superiore di sanità. Il 55% dei casi riguarda uomini con un’età media di 64 anni.

Per quanto riguarda la distribuzione territoriale è così di seguito suddivisa:

Gorizia (provincia) alla data del 27/09/2012 segnalato 1 caso confermato su 142461 abitanti

Oristano (provincia) alla data del 19/09/2012 segnalati 2 casi confermati su 167295 abitanti

Padova (provincia) alla data del 04/10/2012 segnalato1 caso ancora non confermato su 920903 abitanti

Pordenone (provincia) alla data del 27/09/2012 segnalato 1 caso confermato su 312359 abitanti

Treviso (provincia) alla data del 31/08/2012 segnalati 5 casi confermati 4 su 879408 abitanti

Venezia (provincia) alla data del 07/08/2012 su 26 casi confermati 20 su 853787 abitanti

Vicenza (provincia) alla data del 07/09/2012 segnalati 2 confermati su 861768 abitanti

Sono invece 214 complessivamente i casi confermati di West Nile (febbri e forme neuro invasive) nell’uomo nell’Unione europea ad oggi e 489 i casi registrati nei paesi limitrofi.

Il virus del Nilo occidentale è emerso negli ultimi anni in Europa centrale e orientale e nei paesi mediterranei, e le epidemie in queste aree stanno diventando sempre più frequenti. In Italia il primo caso umano risale al 2008, nel delta del Po. In Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia, nel 2008-9 ci sono stati vari focolai tra i cavalli, e il virus è circolato grazie a uccelli e zanzare. Nel 2010 sono stati segnalati casi solo in Veneto in aree più settentrionali, mentre nel 2011 sono state coinvolte sia le regioni del nord-est, che Sardegna e Marche. Il ceppo virale identificato nel donatore veneto quest’anno è lo stesso di quello rilevato l’anno scorso in un altro donatore di sangue, che risiede nella stessa area, vicino il fiume Livenza.

Il che dimostra che il virus è riuscito a svernare nelle aree umide vicino ai fiumi, dove probabilmente ha stabilito il suo ciclo endemico.

Per Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, poiché per gli esperti vi sarà un aumento dell’attività del virus, sarà necessaria una sorveglianza più stretta. E’ utile inoltre, per tali ragioni, tenere informati in modo chiaro i cittadini, senza creare allarmismi ingiustificati. Ricorda inoltre che il più efficace mezzo di prevenzione è l’utilizzo di rimedi repellenti contro gli insetti, in modo da prevenire un eventuale puntura da parte della zanzara portatrice del virus. Si raccomanda inoltre di evitare in zone a rischio il contatto con animali deceduti e di prevenire la proliferazione delle zanzare limitando le superfici umide come il classico esempio del sottovaso rende bene l’idea. Non esistono al momento vaccini o trattamenti specifici, vengono di norma usati farmaci per alleviare la sintomatologia tipica della malattia.

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Ambulanza incidentata, oggi i funerali di Domenico. Proseguono le indagini

Di redazione

Si è svolta ieri nell’obitorio dell’ospedale di Cassino l’ispezione cadaverica sul corpo di Domenico Brusca il 50enne di Alvito dipendente dell’Ares 118 Lazio deceduto venerdì mentre era alla guida dell’ambulanza coinvolta in un incidente stradale sulla superstrada Cassino Sora. Subito dopo l’accertamento disposto dalla procura, la salma è stata liberata restituita alla famiglia. Oggi pomeriggio alle 15 ad Alvito si svolgerà il funerale. Intanto proseguono le indagini svolte dalla polizia stradale del distaccamento di Cassino per risalire alle cause del sinistro che, lo ricordiamo, ha provocato il grave ferimento della barelliera e dell’infermiera a bordo dell’ambulanza oltre al ferimento del conducente del furgone contro cui il mezzo di emergenza aveva impattato. Er. Am.

7 ottobre 2012 0

Vatileaks, condannato a 18 mesi il maggiordomo del Papa ma il mistero resta

Di redazione

Con una condanna a 18 mesi di carcere e la Grazia promessa dal Papa, il Vaticano sembra così archiviare, almeno dal punto di vista giuridico la vicenda Vatileaks. L’accusa aveva chiesto tre anni di carcere per il maggiordomo del Papa Paolo Gabriele, colui che aveva trafugato documenti riservati del Pontefice permettendone la pubblicazione su alcuni quotidiani. Gli anni di servizio e le buone intenzioni del maggiordomo, che sosteneva di farlo per proteggere il Papa, hanno favorito una condanna più mite ma la Grazia sembra comunque assicurata. In molti sono a pensare che la vera partita non si sia svolta in tribunale ma in una trattativa privata con la quale si sarebbe evitato la divulgazione di altre informazioni riservate. Del resto, con il “Mostra l’altra Faccia” della chiesa con cui si grazierà il condannato e gli si assicurerà un altro incarico all’interno del Vaticano, la Chiesa sembra voler mantenere il controllo sull’ex maggiordomo papale. Er. Amedei