Giorno: 14 Ottobre 2012

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L’ennesima pericolosa perdita d’acqua invade la curva di via De Nicola

Di redazionecassino1
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Che l’impiamto idrico di Cassino fosse un colabrodo e facesse acqua da tutte le parti, è cosa certa e risaputa da sempre. Non si fa in tempo a riparare una perdita d’acqua in una via del centro cittadino, che subito ne spunta un’altra. L’ultima quella che è ben visibile in via De Nicola, in prossimità della strada ‘Panoramica’, via Pinchera per intenderci, che invade la sede stradale proprio in curva. Proprio da un tombino fuoriesce con pressione elevata un mare di acqua che compromette anche la viabilità e rende pericolosa la circolazione nella curva. Sembra, a detta di qualche residente, che il fenomeno si verifica da diverso tempo e solo in alcune ore del giorno e della notte, per cessare poi durante tutto il resto della giornata. Tanti gli interventi per risolvere il problema, ma fino ad oggi con assenza di risultati concreti che puntualmente si ripresenta. Un fiume di acqua che si perde nel nulla, mentre ai cittadini viene chiesto il pagamento, in alcuni casi con importi salati, delle eccedenze idriche degli anni passati. Bene ha fatto, ultimamente, l’amministrazione Petrarcone a sospedere il termine per il pagamento dell’eccedenza idrica del 2006. Ogni tanto un po’ di giustizia nell’interesse dei cittadini arriva inaspettata, ma sacrosanta! Quel che è certo e, sicuramente indispensabile, la necessità di mettere mano all’intero impianto idrico cittadino al più presto si eviterà perdite del prezioso liquido.

F. Pensabene

14 Ottobre 2012 0

La FLMUniti-CUB di Cassino denuncia: “Alla Fiat licenziamenti di rappresaglia”

Di redazione

Dalla Federazione Lavoratori Metalmeccanici Uniti – Confederazione Unitaria di Base di Cassino, riceviamo e pubblichiamo. “Giacomo Alonzi è un giovane operaio FIAT che ha a cuore il suo futuro e quello di tutti i suoi colleghi di lavoro, pertanto è sensibile agli attacchi continui posti in essere dall’Azienda. Si è sempre contraddistinto per il suo impegno sindacale, in particolar modo per la sicurezza sui luoghi di lavoro. Giacomo ha sempre rivendicato per se e per i suoi colleghi che i diritti individuali dei lavoratori non possono essere calpestati, soprattutto il diritto alla salute, ed ha di conseguenza segnalato le situazioni di rischio nel luogo di lavoro, sia verbalmente sia con denunce scritte all’Azienda. Tale impegno, ha scatenato l’ira della Fiat che, attraverso i suoi responsabili aziendali, ha spostato Giacomo in diversi reparti e dopo ha iniziato a sollevare pretestuose contestazioni e a comminare illegittime sanzioni. La FLMUniti-CUB, organizzazione sindacale di base in cui Giacomo milita, ha intuito il rischio che correva il proprio componente del Direttivo Provinciale ed ha impugnato immediatamente le illegittime sanzioni. La Fiat però ha alzato il livello dello scontro e, per dare un esempio agli altri lavoratori, ha sollevato l’ennesima, illegittima, assurda e pretestuosa contestazione sanzionando il giovane operaio con il licenziamento disciplinare. Il comportamento di Fiat si palesa quale evidente discriminazione nei confronti di tutti quei dipendenti che reagiscono ai soprusi e rivendicano quei diritti minimi ancora riconosciuti dalla legge. Del resto Fiat, ha dimostrato negli anni di essere avvezza a non rispettare né leggi né regole. Infatti in questi anni ha tentato più volte di licenziare sindacalisti dei Comitati di Base, venendo sempre sconfitta nelle aule dei Tribunali. Ecco alcuni esempi di licenziamenti illegittimi operati dalla casa torinese: Oliviero Niro a Cassino, Vittorio Granillo a Pomigliano, Corrado Delle Donne ad Arese, Stefano Musacchio a Termoli, Donato Auria e Francesco Sorrentino a Melfi. La Fiat stia pur certa che Giacomo non sarà lasciato solo e che la FLMUniti-CUB attiverà tutta la propria struttura legale per difendere adeguatamente il proprio rappresentante, nonostante la legge Fornero. LAVORATORI non accettiamo in maniera rassegnata la condotta di Fiat, poiché ciò significherebbe accettare supinamente che venga calpestata la nostra dignità di uomini e donne prima che di lavoratori, nonché il “caporalato legalizzato”.

14 Ottobre 2012 0

Molise, il presidente Iorio: “Io in trincea contro offensiva politico mediatica”

Di redazione

“Ho il dovere morale e politico di ribellarmi in tutti i modi previsti dal nostro sistema democratico e di diritto, ad una campagna denigratoria svolta senza esclusione di colpi contro la mia persona, il mio impegno istituzionale e il lavoro fatto dalla Giunta che presiedo con il sostegno una ben definita Maggioranza consiliare. Una campagna promossa da una “regia” ben definita, frutto di una commistione politica-mediatica, che, nel voler distruggere con buona pace dei principi della democrazia, dell’etica e del diritto, chi è stato legittimamente eletto in una libera competizione, riesce a minare anche l’autonomia di questa regione e il suo diritto, conquistato con grandi battaglie, ad autodeterminarsi e a poter progettare il proprio futuro. Come leggere in altro modo ciò che è accaduto, ormai da un anno a questa parte, da quando ho avuto la “colpa grave” di vincere nuovamente le elezioni ed avere quindi mandato dai cittadini di amministrare questa Regione. Da allora, infatti, si sono interessati a me, su opportuno sprone di chi non voleva accettare la sconfitta, niente di meno che il “Corriere della Sera”, “la Repubblica”, “la Stampa”, il “Fatto quotidiano” e in alcuni casi anche “il Giornale”. Ma non solo, le trasmissioni di approfondimento de “La 7”, più volte “Report” fino ad arrivare a “Striscia la Notizia”. Tutto questo per raccontare un Presidente accentratore, padrone incontrastato del Molise, una sorta di malfattore che usurpa il potere e per descrivere, di conseguenza, i molisani che lo hanno votato, come dei suoi complici nello “sperperare” risorse in una regione ritenuta inutile. La verità è ben altra ed è quella che grido da tempo e che soprattutto testimoniano i fatti. Ho vinto le elezioni insieme alla mia Maggioranza in maniera limpida e trasparente. Quelle elezioni, prima di giungere ad una proclamazione, sono state vagliate, studiate e dissezionate per oltre un mese (mai così era avvenuto nella storia della Regione fin dal 1970). Si è poi detto che il risultato era stato “aggiustato” con schede addirittura false, alcune delle quali erano state trovate bruciate sotto i ponti (ovviamente ciò senza alcun riscontro nella realtà). Si è , quindi, prodotto un ricorso elettorale che mirava ad un riconteggio delle schede che, una volta iniziato, ci ha portato all’aumento della differenza tra me e il mio competitore (anche qui un’ennesima “bufala”). Ci si è, infin,e appellati ad elementi formali, nella presentazione delle liste, che sono stati interpretati dal Tar in un certo modo. Ora l’esame di quest’ultimo caso è al vaglio Consiglio di Stato e fido nella serenità della valutazione dei fatti da parte dei giudici. Ad ogni modo, in tutti questi passaggi mediatici e giudiziari, chi sta pagando, insieme a me e alla mia famiglia, il prezzo più alto, è il Molise che vede mettere in discussione quanto aveva conquistato grazie a nobili padri, tra cui Aldo Moro e vari esponenti politici del dopoguerra. È tempo che tutta la classe politica del Molise, sia di Maggioranza che di Opposizione, si ricordi della sua responsabilità nei confronti non di Michele Iorio, ma di questa regione, dei suoi cittadini e del mondo economico-sociale che vi vive e lavora. È tempo che questa classe politica ritrovi unità e responsabilità nel difendere chi li ha eletti e protegga il loro diritto a progettarsi autonomamente un domani. È tempo, ancora, che l’attuale classe politica dica NO a queste “regie” occulte che arrivano perfino a stimolare una trasmissione come “Report” per descrivere un Molise allo sbando. Una sorta di messaggio subliminale per indirizzare, in un certo modo, i giudici del Consiglio di Stato, a due giorni dalla pronuncia di merito sul futuro di questo Governo regionale. Ribadisco che mi opporrò con tutte le mie forze a questa pesante “cappa” che offende la politica, le Istituzioni, la democrazia e i cittadini che saranno chiamati purtroppo, se questo processo non verrà interrotto, a pagare il prezzo più salato in termini di privazione della possibilità di potersi esprimere e di non essere subalterni a nessuno nel compiere delle scelte funzionali ad uscire, prima e meglio, dall’attuale crisi e ad immaginare un futuro possibile nella terra in cui sono nati”. Lo ha detto il Presidente della Regione, Michele Iorio, nel corso di una conferenza stampa tenuta in Consiglio regionale nel pomeriggio di oggi.