Giorno: 19 ottobre 2012

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Per non dimenticare i paracadutisti della Folgore caduti a El Alamein

Di redazione
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Reduci e paracadutisti della Folgore in visita ad El Alamein per ricordare le giovani vite italiane spezzate in quei luoghi nel corso del Secondo Conflitto Mondiale. Tra emozioni e polemiche, il commento di Morando Moretti che in una nota scrive: Un’ora fa si è conclusa al sacrario di El Alamein la cerimonia di celebrazione dei gloriosi caduti della Folgore. Il pellegrinaggio, che, organizzato magnificamente dall’AnpDi, ha visto la presenza di oltre 500 Paracadutisti con i relativi labari di ogni sezione d’Italia, del Presid.Naz.le gen.le Fantini, del sottosegretario alla difesa Dott. Gianluigi Magri,di un nutrito numero di catanesi col loro Consigliere Naz.Tommaso Daidone e siciliani vari, ha toccato momenti di viva commozione e di esaltante ammirazione nel ricordo dell’immane sacrificio,testimoniato anche dall’impegnativa presenza di 3 veterani ultra novantenni. Una nota a parte, di orgoglio campanilistico merita il cappellano militare nazionale don Alfio Spampinato, catanese e parà purosangue, che nella Messa commemorativa , mentre i labari s’inchinavano ammutoliti, è riuscito con un virile messaggio di pace ad infiammare i cuori dei folgorini vibranti di incrollabile fede nei valori della Patria. A fine cerimonia in tutto l’Egitto è rimbombato l’eco di diversi tuoni : FOLGOREEEEE !!!! Le successive visite guidate da esperti ai campi di battaglia hanno scatenato in tutti noi delle sensazioni di commozione che la semplice conoscenza storica non poteva realizzare ed altre di impotenza, soffrendo per quei soldati ventenni, molti volontari , che, in un rapporto di 1 a 15, si scagliavano contro forze preponderanti , non solo numeriche , ma anche per armamenti e logistica. Il fior fiore della ns.gioventù tutto poteva immaginare tranne che in Patria potessero esistere dei traditori ( documentati con nomi e cognomi) che tramavano col nemico , segnalando i ns. convogli di rifornimento via mare da fare affondare assieme all’equipaggio composto dai loro stessi soldati. Nessun processo ad oggi per questa infamia suprema perpetrata da quelle carogne, ma anzi …medaglie e promozioni ! Ora come ogni granello di sabbia del deserto di El Alamein ricorderà la gloria dei Parà della Folgore, anche i presenti a questo 70esimo anniversario di quell’epica battaglia, raccontando ai posteri questa legenda, ricorderanno. SEMPRE!”

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La fretta di Abbruzzese, sull’A1 rimediate 50 multe. Il prefetto: deve (dobbiamo) pagare

Di redazionecassino1

Solo ieri la ex governatrice Polverini, sfrecciava in pieno centro di Roma contromano per fare shopping, con l’immancabile auto blu; è di oggi la notizia secondo la quale Mario Abbruzzese, presidente del Consiglio regionale, a tutta velocità sull’A1 da Cassino a Roma, ha accumulato un “sacco” pieno di multe. Una cinquantina, collezionate tutte sulla A1, solo nel periodo tra il settembre 2010 e il settembre 2011 dove il limite di velocità era 130 km all’ora ed il Tutor efficacemente attivo.  La presidenza del Consiglio regionale ha immediatamente fatto partire i ricorsi innanzi al prefetto di Frosinone, specificando che il veicolo multato “era assegnato a compiti istituzionali” e che “il conducente ha la qualifica di agente di P.S.”. Ma in Prefettura, a Frosinone, sono rimasti impassibili: deve pagare. Nell’ufficio di Abbruzzese non si sono dati per vinti e si sono rivolti al giudice di pace competente. Ma anche qui – per quei casi già passati al vaglio del giudice – la sentenza è stata: colpevole.  Il problema è che tutto questo avrà un costo salato, fra i 341 e i 777 euro, per le multe verso cui è stato rigettato il ricorso, oltre ad un’ulteriore sanzione di 260 euro se la Regione non abbia comunicato il nominativo degli autisti per la decurtazione dei punti. A pagare, però, non sarà Abbruzzese, ma noi contribuenti visto che l’automobile su cui viaggiava a folle velocità era un’auto blu, fornita dallo Stato, Stato finanziato dalle tasse dei cittadini, saranno quindi loro, anche se indirettamente, a pagare le multe. Alla Regione Lazio non si corre ad indire le elezioni, ma solo per le esigenze istituzionali della casta sì, come sempre! Er. Amedei

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Via libera del Cda dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone al trasferimento al “Tiravanti”

Di redazione

Nella seduta di oggi, venerdì 19 ottobre 2012, il Consiglio di Amministrazione dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone, di cui il Sindaco del capoluogo è componente, ha deliberato lo spostamento della sede principale dell’importante istituzione culturale nell’immobile, di grande pregio storico e architettonico, di proprietà del Comune, che attualmente ospita alcune classi di scuola elementare.

Nella struttura saranno ospitati il corso di “Fashion Design” ed altri importanti e numerosi corsi.

“In soli quattro mesi – ha detto il Sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani – siamo riusciti a risolvere un problema che si trascinava, senza soluzione, da quasi quarant’anni. Ora il consiglio comunale avrà l’opportunità di celebrare un momento di grande unità, poiché su questa scelta riteniamo che potranno convergere tutte le posizioni politiche e amministrative. Questa operazione va nel senso di una scelta di rivitalizzazione del centro storico e di creazione di un polo culturale di eccellenza e turistico”.

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Scippatori in trappola, arrestati due giovani a Sperlonga

Di redazione

Nella tarda serata di ieri i carabinieri di Sperlonga hanno intercettato due giovani che a bordo di un ciclomotore avevano precedentemente forzato un posto di controllo predisposto dai Carabinieri di Itri. I due avevano già tentato di compiere in quella zona altri furti con strappo, mettendone sicuramente a segno uno ai danni di una donna alla quale era stata sottratta una collana in oro nei pressi della sua abitazione di Itri. L’equipaggio dell’Arma di Sperlonga, dopo tempestive ed accurate ricerche, sono riusciti a rintracciare e bloccare i due, che dopo essere stati sottoposti a perquisizione personale e veicolare, sono stati trovati in possesso di due collane in oro ed altro materiale di provenienza furtiva, contestualmente sottoposto a sequestro. Gli arrestati sono stati trasferiti in camera di sicurezza in attesa di rito direttissimo.

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Paga due giovani per far bruciare l’auto del maresciallo dei carabinieri, arrestato 57enne

Di redazione

Cinquanta euro per bruciare le due macchine del maresciallo. E’ quanto avrebbe pagato un 57enne di Ceprano a due ragazzi, un 22enne di Strangolagalli e un 18enne di Aquino che nella notte del 19 novembre dello scorso anno, diedero alle fiamme le due vetture parcheggiate sotto l’alloggio del comandante di stazione. E’ quanto hanno accertato gli stessi militari. Questa mattina a Strangolagalli, i carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di arresto per il 57enne ritenuto quindi istigatore e mandante dell’ incendio delle due autovetture. Sarebbe stata quella la vendetta per una denuncia per detenzione illegale di armi risalente al 2009.

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Droga nella lavatrice non per lavarla ma come nascondiglio. Sequestrati 300 grammi di “coca”

Di redazione

Nascondevano 300 grammi di cocaina nella lavatrice ma l’espediente non è servito ad aggirare i controlli dei carabinieri di Ceccano che hanno così arrestato due albanesi di 36 e 29 anni. I due sono stati fermati per un controllo, sono stati trovati in possesso di dieci grammi di cocaina e di una pistola revolver calibro 32 con matricola abrasa. La perquisizione domiciliare ha permesso di rinvenire il grosso del loro magazzino e, quindi, nella lavatrice sono stati trovati altri 300 grammi della stessa droga. Per i due, quindi, sono scattate le manette.

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Con le utilitarie contro i suv dei criminali, Polstrada di Lanciano sventa un furto ma i ladri sono imprendibili

Di redazione

Hanno tentato il furto in villa a Rocca San Giovanni ma sono stati messi in fuga dagli uomini della polizia stradale di Lanciano diretta dall’ispettore Renato Menna. Si tratta di un fenomeno ormai abituale, quasi un protocollo che nel frentano si ripete sistematicamente. La zona è presa di mira da malviventi che arrivano dai vari campi nomadi di Roma e Napoli. Nottetempo assaltano le ville dopo aver rubato altrove macchine di grossa cilindrata, spesso suv, con cui si assicurano la fuga. La scorsa notte, dopo essersi “armati” di una potente Audi A6, tre malviventi hanno tentato di fare irruzione in una casa ma all’arrivo degli agenti sono fuggiti. Ne è nato quindi un inseguimento e, nei pressi del casello autostradale di Lanciano, un’altra pattuglia civetta, ha loro sbarrato la strada. L’Audi A6 si è trovata di fronte, quindi, una Skoda Felicia. Facile immaginare che i malviventi, tra l’altro incuranti della vita degli agenti, hanno travolto la piccola vettura entrando in autostrada rompendo la sbarra e uscendo a Vasto Nord con le stesse modalità. Non è la prima volta che si ripetono episodi simili. Purtroppo, spesso gli operatori delle forze dell’ordine, nonostante la voglia e le intenzioni di mettere fine, anche coraggiosamente come in questo caso, ad attività criminose, si ritrovano a combattere con armi impari. Le auto che adoperano sono spesso delle utilitarie che nulla possono contro i potenti suv adoperati dai malfattori. Ma le auto potenti, si sa, vengono impiegate come auto blu. In questo caso, per fortuna, gli agenti sono rimasti incolumi, ma purtroppo non va sempre bene. Er. Am.

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Ventuno arresti e 19 chili di droga sequestrati nell’operazione di Polizia “La Bella e la Bestia”

Di redazione

Trentaquattro indagati, 21 arrestati, quarantasei capi di imputazione, tredici chilogrammi di eroina, sei di cocaina, venti chilogrammi di sostanza da taglio, armi, munizioni ed una macchina per il confezionamento dei panetti di droga sequestrati, questo il risultato della maxi operazione condotta dalla Questura e dalla D.C.S.A. Le indagini sul milionario giro di affari avviate circa due anni fa finalizzate alla cattura dell’allora latitante Buttone Giuseppe, ultimo esponente di spicco del clan Mezzacane – Belfiore di Marcianise, sono state condotte dagli investigatori della Squadra Mobile sotto la direzione del Pubblico Ministero Dott. Conzo della D.D.A. di Napoli e coordinate dalla Direzione Centrale Servizi Antidroga. Due le organizzazioni transnazionali coinvolte che, sebbene operanti in modo autonomo e specializzate l’una nel traffico internazionale di eroina e l’altra in quello della cocaina hanno in varie occasioni mantenuto collegamenti. Proprio l’attività investigativa svolta nei confronti di un parente del ricercato, ha fatto emergere i contatti tra questo ed un gruppo di albanesi che avevano scelto come base operativa per lo smercio di cocaina Anguillara Sabazia. L’indagine si allarga delineando le articolazioni di una più vasta e complessa organizzazione dedita all’importazione dall’estero di ingenti quantitativi di cocaina immessi e distribuiti successivamente sul territorio nazionale. Era il nove luglio 2010 quando il personale della Squadra Mobile arresta nei pressi del casello A/1 di Frosinone un cittadino albanese trovato in possesso di quattrocento grammi di cocaina e altrettanti di sostanza da taglio prelevati ad Anguillara Sabazia e destinati alla Calabria. Nuovi tasselli investigativi consentono l’identificazione di un personaggio di spicco dell’organizzazione, anch’esso albanese, detto “ lo zingaro” impegnato nel trasportare dall’Olanda in Italia consistenti quantitativi di cocaina da piazzare attraverso i numerosi complici. Tra questi ultimi un ruolo di rilievo è stato svolto da due donne rumene Mihaela e Luana entrambe legate sentimentalmente allo” zingaro” e per questo in competizione e disposte a fungere da vettori pur di conquistare le attenzioni e l’apprezzamento esclusivo dell’uomo. I tentacoli dell’organizzazione arrivano in provincia di Frosinone. Il trenta settembre 2010 infatti, viene arrestato al casello di Anagni un cittadino albanese che trasportava centoquattro grammi di cocaina purissima destinata al mercato di Fiuggi e Piglio. In queste cittadine operavano due soggetti Massimiliano Bruni ed il nipote Roberto Riccardi che dopo l’arresto del complice hanno iniziato a rifornirsi direttamente dagli esponenti dell’organizzazione operante su Roma e proprio tornando da un viaggio nella capitale, avvenuto a novembre dello stesso anno, sono stati arrestati a Colleferro mentre trasportavano trecento grammi di cocaina purissima. L’obiettivo della Polizia era arrivare al vertice dell’organizzazione catturare cioè Kaplani “ lo zingaro”. Non è stato facile. L’uomo infatti ha sempre agito con raffinata astuzia tanto è vero che ogni volta che rientrava dall’Olanda con un carico di droga utilizzava schede ed apparecchi telefonici diversi cambiando continuamente automobile. Un errore gli è stato fatale. L’undici maggio 2011, infatti, viene arrestato e gli viene sequestrato un carico di quattro/cinque chilogrammi di cocaina. Kaplani, però, era solo il braccio destro dell’organizzazione ed il prosieguo delle indagini ha consentito di risalire al capo indiscusso Haahasa Altin, detto “ la bestia” dagli altri indagati per la spietatezza e ferocia nell’affermare la sua leadership, intervenuto tra l’altro dall’Olanda per ricucire lo sgarro subito dallo “zingaro” vittima di una rapina a mano armata dell’auto contenente la droga ad opera di altri connazionali. La prima indagine si conclude con l’individuazione di ventiquattro indagati di cui tredici costituiscono il nucleo organizzativo dell’associazione transazionale. Parte da qui un nuovo filone investigativo che consente di bloccare altri pericolosi narcotrafficanti albanesi e macedoni operanti tra Padova, Foggia, Roma e Napoli impegnati nella distribuzione di eroina nel centro sud. A capo dell’organizzazione c’era Selmini Saimir, cittadino macedone, residente a Foggia che inviava suoi corrieri a Padova per prelevare la droga. Uno di questi è stato arrestato dalla squadra mobile il tre dicembre 2010 sulla A/14 a Porto Recanati, mentre trasportava cinque chili di eroina. Ad aprile del 2011 è toccato invece a due napoletani che, dopo essersi riforniti a Foggia, sono stati arrestati presso il casello A/1 di Avellino con un carico di due chili di eroina. Anche il capo dell’organizzazione finisce in manette . Selmini il due luglio dello scorso anno è stato arrestato dalla squadra mobile nel suo covo una dependance del ristorante “ I ladroni” alla periferia di Foggia . Insieme a lui, trovato in possesso di seicento grammi di eroina, cinque chili di sostanza da taglio e di un macchinario per il confezionamento di panetti di droga, è finito in carcere anche il proprietario del locale che deteneva illegalmente una pistola con relative munizioni. Anche questa indagine si conclude con l’iscrizione di undici soggetti, sei dei quali costituiscono il vero nucleo organizzativo del sodalizio, nel registro degli indagati con l’accusa di traffico internazionale di sostanza stupefacenti. Il Gip di Napoli nell’ordinare le catture di ventuno dei più pericolosi tra gli indagati, ha disposto la trasmissione degli atti ai competenti tribunali distrettuali di Roma e Bari che valuteranno la posizione dei rimanenti complici. Le misure sono in corso di esecuzione dalla mattinata odierna da personale di questa squadra mobile in collaborazione con le squadre mobili delle Questure di Ancona, Cosenza, Ferrara, Latina, Napoli, Roma. A margine della sopradescritta attività è stata individuata una donna rumena che si nascondeva a Savona come innocua badante, mentre era ricercata dalle autorità del suo paese per scontare quindici anni di carcere per traffico internazionale di sostanze stupefacenti. clicca qui per guardare le altre foto

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Scontro frontale tra camion e moto, muore centauro 23enne

Di redazione

E’ drammatico l’esito dell’incidente di oggi pomeriggio sulla strada che collega Casoli a Fara San martino. Erano le 16 quando T. C. 23 anni di Lama dei Peligni era in sella alla sua moto e stava facendo ritorno a casa. Per una dinamica ancora tutta da chiarire sulla quale stanno lavorando i carabinieri di Lanciano, il centauro si è scontrato frontalmente con un camion che viaggiava in senso contrario. Uno schianto terribile che non ha lasciato speranze di sopravvivenza al giovane che è deceduto sul colpo. Inutili isoccorsi. I mezzi, quindi, sono stati posti sotto sequestro in attesa dell’esito della indagini. Ermanno Amedei