Erosione della costa chietina, Di Giuseppantonio chiede l’intervento della Regione. La lista delle emergenze

31 ottobre 2012 0 Di redazione

Le ultime mareggiate hanno reso ancora più difficile la situazione lungo la costa della provincia di Chieti, la più martoriata dell’Abruzzo. Il Presidente Enrico Di Giuseppantonio ha dunque inviato una lettera alla Regione affinchè dia seguito alla richiesta di avviare progetti e lavori a difesa del litorale chietino dal fenomeno dell’erosione, finanziandoli attraverso i fondi Fas ma anche attraverso altri fondi, purchè si intervenga nel più breve tempo possibile.
“La Provincia nei mesi scorsi ha fatto un grande lavoro di ricognizione tecnica coordinando i Comuni interessati dai fenomeni erosivi ed ha elaborato una puntuale mappatura corredandola con una cartografia. In sostanza – dice il Presidente Di Giuseppantonio – abbiamo evidenziato compiutamente i fenomeni di erosione ma anche le frane e tutte le problematiche che sono state riscontrate sul territorio. Abbiamo inoltre indicato gli interventi che riteniamo necessari per fronteggiare il fenomeno, inviando alla Regione l’intero carteggio. Purtroppo con il passare del tempo la situazione di degrado del territorio in alcuni punti della costa si è aggravata – sottolinea il Presidente Di Giuseppantonio – e così dopo i danni subiti dal patrimonio paesaggistico e dal sistema turistico in generale, si stanno verificando situazioni che mettono a rischio alcune abitazioni e dunque l’incolumità delle persone. A questo punto diventano improcrastinabili, da parte dei competenti Uffici della Regione, interventi e lavori a difesa del litorale, specie nel tratto compreso fra Torino di Sangro e Rocca San Giovani dove maggiori sono le criticità. Non vorremmo – conclude il Presidente Di GIuseppantonio – che con l’arrivo del maltempo, e in assenza di azioni immediate e concrete, ci ritrovassimo a dover fronteggiare una vera e propria emergenza e, soprattutto, danni irreparabili”.
Di seguito la relazione redatta dall’Ufficio Pianificazione territoriale della Provincia relativa alla situazione erosiva, Comune per Comune, e agli interventi da eseguire.

A seguito della riunione tenutasi presso la Sala Giunta della Provincia di Chieti in data 26 gennaio 2012, durante la quale si è deciso, tra l’altro, di procedere ad una verifica dello stato dei fenomeni erosivi relativi al tratto di costa dei Comuni interessati dal Progetto della “Via Verde della Costa Teatina“ ed in particolare dei convenuti Comuni di Ortona, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino e Vasto, al fine di predisporre una idonea documentazione da inviare alla Regione Abruzzo per l’aggiornamento del Piano Regionale per il rischio delle aree vulnerabili – Rafforzamento dei dispositivi di difesa costiera, si è proceduto a reperire e cartografare le correlate informazioni, sia attraverso incontri presso i Comuni di Ortona e Vasto, che tramite il coordinamento tecnico di cui all’Accordo di Programma per “L’attuazione stralcio del progetto provinciale di rigenerazione territoriale nell’area denominata Costa dei Trabocchi”, sottoscritto tra la Provincia di Chieti ed i Comuni di San Vito Chetino, Rocca San Giovanni, Fossacesia e Torino di Sangro, mentre per il Comune di Casalbordino si è provveduto a contattare gli uffici tecnici comunali. Ulteriori contatti sono stati presi con gli Uffici tecnici dei Comuni di Francavilla al Mare e San Salvo.
Durante il successivo incontro del 05 aprile 2012, si è proceduto con i Sindaci dei Comuni della costa a verificare ulteriormente le informazioni censite, provvedendo ad operare gli opportuni aggiornamenti e precisazioni, necessari per una più corretta definizione del quadro conoscitivo.
In via generale l’attività di analisi ha comportato, oltre al reperimento delle informazioni aggiornate, la relativa trasposizione cartografica su base 1:25.000, con la tipizzazione dei diversi fenomeni in essere. In particolare occorre evidenziare le seguenti problematiche distinte Comune per Comune:
– Comune di Francavilla al Mare: sono stati segnalati tre fenomeni di erosione della costa, pur in presenza delle scogliere frangiflutti in corrispondenza delle foci dei fiumi Alento e Foro, nonché in prossimità del confine con il Comune di Pescara;
– Comune di Ortona: sono stati segnalati tre fenomeni di erosione della costa, quattro frane attive che hanno effetti sulla costa, nonché tre frane di falesia sul mare;
– Comune di San Vito Chetino: sono stati segnalati tre fenomeni di erosione della costa in località Punta Turchino, Valle delle Grotte e Punta del Guardiano in prossimità dell’eremo D’Annunziano;
– Comune di Rocca San Giovanni: sono stati segnalati 5 fenomeni di erosione della costa (località Grotte, Torrioni, Foce, Foce e Cavalluccio), nonché la necessità di ulteriori pennelli per ripascimento;
– Comune di Fossacesia: è stata segnalata la presenza di un pennello per ripascimento in località Punta della Penna, la necessità di operare manutenzione alle scogliere esistenti, nonché fenomeni di forte erosione nel tratto sud fino al porto turistico;
– Comune di Torino di Sangro: è stato segnalato un importante fenomeno di erosione in località Lago Dragoni, nonché una nuova frana attiva che ha effetti sulla costa (compromissione delle opere di difesa a mare), sempre in località lago Dragoni;
– Comune di Casalbordino: sono state segnalati importanti fenomeni erosivi che interessano tutto il tratto di costa di competenza comunale, problematicità riguardanti le scogliere esistenti (tratti Osento – Acquachiara e Loc. Acquachiara – Sinello), nonché la necessità di ulteriori opere per favorire il ripascimento del litorale;
– Comune di Vasto: sono stati segnalati due fenomeni di erosione della costa, oltre a tre situazioni di degradazione e disgregazione delle rocce a mare, nonché una situazione di problematicità relativa allo sfaldamento dei fronti a mare della necropoli di Punta Aderci;
– Comune di San Salvo: sono stati segnalati fenomeni di erosione della costa in corrispondenza del lungomare sud, nonché la necessità di operare manutenzioni dei varchi tra le barriere frangiflutto esistenti.

Tali problematicità sono state riportate in sintesi su idonea cartografia con il grado di approssimazione utile alla comprensione globale della situazione, che necessiterà di ulteriori approfondimenti più mirati e supportati da indagini scientifiche comprendenti anche le dinamiche evolutive dei fenomeni evidenziati.