“La mia banca è indifferente…”, discriminata perché autotrasportatore e, in quanto tale, a rischio

11 ottobre 2012 4 Di redazione

Sembra quasi una forma di razzismo economico contro gli appartenenti ad un settore in crisi come quello dell’autotrasporto. E’ la sensazione che viene eleggendo la lettera aperta inviataci da Barbara Melnarowicz, titolare di una ditta di autotrasporti di Controguerra (Te). Seppure la sua azienda è sana e tutt’altro che insolvente, sembra essere stata emarginata dalla sua banca perché operante in un settore bersagliato da tasse, caro benzina, insolvenze dei fornitori, quindi, un settore a rischio. La banca, quindi, che dovrebbe supportare le aziende sane di un territorio, taglia i viveri. La lettera di Barbara inizia così:
“Sono socia della BCC di Teramo da anni.
Ho sposato il progetto della banca perché ritenevo che la realtà della BCC di Teramo fosse differente dalle altre banche, vuoi per la sua struttura di credito cooperativo, vuoi per la sua presenza capillare su limitato territorio, che esaltava il ruolo delle relazioni umane tra sportello ed utente.
Non richiedevo un trattamento di favore, pur essendo socia e puntuale pagatrice, pur avendo depositato nella banca somme superiori a quelle che utilizzo.
Oggi, invece, sono sbalordita perché sono stata penalizzata ed ignorata sistematicamente, in quanto appartenente ad una categoria, quella degli autotrasportatori.
E ciò nonostante la banca si sia arricchita e si stia arricchendo per le commissioni che puntualmente le pago, anche quando, come oggi, rifiuta i servizi dei quali chiede il pagamento.
Ritenevo che la banca, che ha guadagnato per anni grazie alle commissioni che le ho sempre puntualmente pagato, non voltasse le spalle nei momenti di crisi ad imprenditori che non offrono insoluti e puntualmente pagano le proprie obbligazioni.
Sono un’imprenditrice. Lavoro nel mondo degli autotrasporti da quindici anni.
Il mio fatturato è in constante crescita nonostante la crisi.
Sono sempre rimasta all’interno dei fidi di cassa concessi e degli affidamenti su anticipazioni. Tra le fatture emesse ai miei clienti e che ho presentato alla banca, la percentuale di insoluti dell’anno in corso è stata pari allo 0,6%, che ho immediatamente e personalmente coperto.
La banca ha commesso un errore kafkiano nel leggere un mio bilancio ed ora non intende proseguire nello anticiparmi le fatture.
E ciò, beninteso, nonostante essa banca non abbia espresso alcuna comunicazione in merito;
E ciò, beninteso, nonostante io continui a pagarle le commissioni sugli affidamenti che nega;
E ciò, beninteso, nonostante il rifiuto di concedere anticipazioni crei mancanza di liquidità che poi, inevitabilmente, rende scoperto il fido di cassa e rende impagate le rate dei mutui.
La banca mi ha risposto che devono vedere se confermare o no linee di credito ed affidamenti, poiché sono autotrasportatrice e quindi, esponente di una realtà imprenditoriale e settoriale con problematiche generalizzate, quali aumenti del gasolio, crisi del settore, pagamenti dei committenti al di sotto dei costi minimi (come ben noto al presidente della banca, Cristiano Artoni, che quale A.D. di Artoni Group e quale A.D. di Diffusione Teramana SAS e Adriatica Press s.r.l. –settore della distribuzione dei giornali, notoriamente molto sottopagato- e quindi in qualità di committente, pratica i pagamenti al di sotto dei costi minimi).
Rompere brutalmente le linee di credito, senza formalizzarlo e senza, pertanto, poter dare nemmeno la possibilità di interporre reclamo, crea problemi a chi di problemi non ne aveva.
E’ una profezia che si auto avvera, è auto poietica.
La realtà è che, siccome la banca crede che gli autotrasportatori faranno fatica in un futuro prossimo, è meglio sopprimere prima anche coloro che di problemi non ne hanno.
Al destino, come sappiamo, non manca il senso dell’ironia: il presidente della BCC di Teramo è Cristiano Artoni, amministratore delegato di Artoni Group S.p.A. , di Diffusione Teramana SAS e Adriatica Press s.r.l., società di distribuzione, trasporti e logistica.
Certo, riguardo al presidente Cristiano Artoni, dati i suoi incarichi istituzionali, sebbene la sua attività principale consiste nei trasporti, non si può pretendere che un presidente dia istruzioni affinché le filiali della sua banca riservino un occhio di favore agli autotrasportatori. E ciò neppure se gli autotrasportatori sono soci della cooperativa.
Ma questa correntista non chiedeva alcun favore, essendo lei perfettamente puntuale sotto ogni punto di vista. Questa correntista chiedeva solo che la banca osservasse le regole dei contratti che ha firmato ed in base ai quali ha ricevuto e riceve tutt’ora laute commissioni.
La circostanza è ancora più allarmante atteso che la direttrice della mia filiale assicura di non aver mai avuto problemi con la sottoscritta, ha dato parere favorevole per il rinnovo degli affidamenti e lascia intendere che le linee guida e le decisioni verranno prese sulla base di linee di politica generale prestabilite a monte, ai piani alti, proprio in relazione alla categoria cui appartengo.
Spero con tutto il cuore che questo sia un effetto non voluto o non ricercato dal Presidente della BCC di Teramo Cristiano Artoni (perché vi sarebbe conflitto di interessi, infedele esecuzione del mandato nei confronti dei soci della BCC e tanto altro): questa caccia alle streghe contro gli autotrasportatori gioverà senz’altro alle società di trasporti che fanno riferimento al presidente della BCC di Teramo, la Artoni Group s.p.a., la Diffusione Teramana SAS e la Adriatica Press s.r.l., che operano proprio su quel territorio in cui, grazie alla politica della BCC di Teramo, gli autotrasportatori verranno penalizzati e falcidiati.
Mi domando se Artoni Group s.p.a. o Diffusione Teramana SAS o Adriatica Press s.r.l. intrattengono conti correnti e linee di credito ed affidamento con la BCC di Teramo e, in caso positivo, se la BCC stia loro riservando il trattamento che ha riservato alla sottoscritta”.
Se la banca volesse offrire una versione di replica, il giornale è pronto ad ospitarla.
Ermanno Amedei