Giorno: 1 novembre 2012

1 novembre 2012 0

Dalla Commissione Europea un “calcio in culo” alla piccola industria italiana e del continente. Bocciata la proposta sul Made In

Di redazione
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Bastonati e disarmati da chi ci dovrebbe tutelare. E’ quata la sensazione che rimane leggendo l’ultimo articolo di Max Latempa nella sua rubrica Il Mondo Spalle al Muro. Un impegno, quello del nostro esperto in economia, nel divulgare notizie di importanza vitale per interi settori produttivi, e quindi di importanza vitale per la società, che troppo spesso finiscono snobbate dalla stampa che conta. La bocciatura della proposta di istituire un Regolamento per limitare le modalità dell’uso della dicitura Made In, al fine di salvare le produzioni locali, suona come una ulteriore genuflessione alle lobby a discapito di chi tenta di sopravvivere in un tessuto produttivo invaso dalle produzioni straniere. Clicca e leggi

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Dalla Commissione Europea un “calcio in culo” alla piccola industria italiana e del continente. Bocciata la proposta sul Made In

Di redazione

di Max Latempa Nei giorni scorsi la Commissione Europea ha definitivamente bocciato la richiesta del Parlamento Europeo di istituire un Regolamento per limitare le modalità dell’ uso della dicitura Made In. Si tratta di una mazzata pazzesca per l’ industria tessile e manifatturiera italiana che vedeva nell’ intervento della Commissione l’ unico barlume di speranza per poter arrestare la catastrofe economica che ha attanagliato il settore negli ultimi anni a causa dell’ invasione di prodotti a basso costo che apportano la dicitura Made in Italy pur non essendo fabbricati interamente in Italia. Un danno gravissimo che è costato già migliaia di posti di lavoro e la chiusura di interi distretti, da nord a sud Italia. Gli industriali ed artigiani italiani chiedevano solo che l’etichetta Made in Italy si potesse applicare esclusivamente alle merci interamente prodotte in Italia e non, come accade ora, su quelle prodotte all’ estero e magari solo confezionate qui da noi. Una decisione che avrebbe dovuto scaturire prima di tutto dal buon senso ed avrebbe protetto i cittadini (imprenditori, operai e consumatori) dell’ Unione Europea da una vera e propria truffa che invece si sta perpetrando da anni sulle loro spalle. La cosa assurda è che ci sono voluti ben sette anni di iter burocratico, tra presentazione al Parlamento Europeo, discussione, trasmissione della richiesta alla Commissione e risposta, per rimanere con un pugno di mosche in mano. E si badi bene, il regolamento avrebbe riguardato tutte le realtà dell’Unione Europea come il Made in France, in Germany e così via. In una grigia mattinata di Bruxelles è stato John Clancy, portavoce del commissario europeo al commercio Karel De Gucht che ha comunicato, senza neanche dare molte spiegazioni,la decisione della Commissione UE di non portare avanti la proposta di regolamento sul Made In. “La decisione della Commissione Europea di ritirare la proposta di Regolamento sul made in, mostra la lontananza dell’UE dai cittadini e dalle imprese – ha dichiarato Luca Marco Rinfreschi, Presidente Nazionale CNA Federmoda – Questa decisione mette in tutta evidenza la necessità di ripensare l’impianto istituzionale dell’Unione Europea, Come è possibile che la volontà della Commissione, che dal 2005 ha portato avanti questa istanza e la volontà del Parlamento Europeo che più volte si è espresso a favore, vengano disattese? – ha continuato Rinfreschi – Questa scelta da parte dell’Europa nega ai cittadini europei il diritto di avere informazioni sulla provenienza delle merci, così come viene negato il diritto delle imprese manifatturiere europee ad avere condizioni di reciprocità e trasparenza nella partecipazione alla sfida competitiva internazionale.” “La lobby della grande distribuzione ha avuto il sopravvento rispetto al mondo della manifattura. Le analisi che ponevano alla base della ripresa economica il rilancio della manifattura non sono state tenute in considerazione, è evidente quindi che la volontà di trovare strumenti per una crescita diffusa del sistema economico europeo non è patrimonio condiviso dagli Stati membri:” – ha infine dichiarato il Presidente Nazionale CNA Federmoda. Intanto i politici italiani hanno completamente sottovalutato il problema né nessuno di loro ha lottato per proteggere questo importante settore economico italiano che ormai è destinato allo sfascio. Eppure sia l’ Unione Europea che i nostri politici dovrebbero lavorare per noi. Roberto Belloli, uno degli imprenditori tessili che più si era battuto per ottenere questo Regolamento, ha scritto una lettera aperta, di cui riportiamo alcuni passi: “Probabilmente all’uomo della strada tutto questo non arriverà mai, vista la connivenza tra i “poteri forti”, la politica e l’informazione , e quindi, quasi nessuno saprà che la causa della mancanza di posti di lavoro, dello sbriciolamento delle filiere produttive e della totale assenza di un’economia reale, dipende in gran parte,dall’incapacità di chi “pasticcia” in Europa di prendere delle decisioni , o meglio della passività nel farsi imporre delle decisioni, che siano essi alti o “bassi”commissari europei. Quello che lascia perplessi e amareggiati non è la decisione di non portare avanti una proposta di regolamento, ormai mummificata e ribollita, passata attraverso un dedalo di commissioni, pareri legali e esami di conformità favorevoli e sfavorevoli, tra l’euforia e l’affanno di un esercito di europarlamentari impegnatissimi, ma la totale mancanza di volontà di una nazione (l’ Europa ) di proteggere il lavoro dei propri cittadini !! …… Mi piacerebbe sapere cosa vi dite nella stanza dei bottoni , quando Barroso definisce obsoleto il made in , vorrei sapere come pensate di risolvere la crisi che ci sta sterminando, che lascia milioni di giovani senza lavoro, senza riportare in Europa le produzioni , adesso che anche la “santa produzione di automobili ” sta tirando le cuoia nonostante tutti gli aiuti europei e i soldi sperperati . Gli altri paesi ( quelli bravi li chiamano BRICS ), sono molto attenti alle loro filiere produttive , le coccolano e le proteggono, perché sanno che sono l’unica possibilità per fare economia reale e sana , ma noi no! , noi in Europa siamo liberisti , Monti ha detto che il made in…:“si trattava di una boiata”, è un’affermazione discutibile e anche un pochino priva di stile , ma che comunque non risolve nulla. Noi siamo ancora lì a farci delle “pippe” con le norme del WTO, mentre Cinesi, Indiani, Pakistani, Vietnamiti, e etnie varie ci sommergono di prodotti FUORI LEGGE, in dumping, il Brasile alza dazi al 70% , la Turchia del 40% , gli USA impongono l’etichettatura obbligatoria del prodotto e la tracciabilità , la Cina impone per l’importazione nel suo mercato dei controlli così restrittivi che le nostre aziende spesso si vedono rimbalzare la merce per un cavillo,in Europa arrivano scarpe tinte con il cromo esavalente , maglie con le ammine aromatiche, plastiche tossiche per i giocattoli, le composizioni fibrose non vengono minimamente rispettate e l’Europa sta a guardare !!?? “ Caro Signor Belloli, è così che abbiamo perso la nostra sovranità. Ma questo la gente non lo deve sapere.

1 novembre 2012 0

Emergenza maltempo, in viaggio da Modena le nuove pompe per far tornare l’acqua a Gaeta e Formia

Di redazione

Sarebbero in viaggio da Modena le pompe sostitutive a quelle danneggiate questa notte durante il temporale che si è abbattuto anche su Gaeta e Formia. La stazione di Pompaggio dlela sorgente Mazzoccolo si è improvvisamente allagata mandanto in tilt tutto il sistema e danneggianto le pompe che danno pressione all’acquedotto che copre Gaeta e Formia. I pezzi sostitutivo sono stati richiesti direttamente alla ditta emiliana e sarebberoi già in viaggio. Se tutto dovesse andare per il verso giusto, intendendo anche la sostituzione dei componenti, l’acqua potrebbe tornare nella conduttura, non prima del primo pomeriggio di domani. Fino ad allora continuerà il servizio autobotte.

1 novembre 2012 0

Emergenza idrica a Gaeta, chiesto lo stato di calamità

Di redazione

Una unità di crisi è stata istituita all’interno del palazzo comunale di Gaeta per fronteggiare l’emergenza dovuta al maltempo. Il sindaco Cosmo Mitrano ha chiesto lo stato di calamità naturale in considerazione dei danni causati dagli allagamenti. Al momento l’emergenza da fronteggiare è quella idrica dovuta alla rottura delle pompe della stazione di pompaggio di Mazzoccolo. Pompe I rubinetti erogano acqua solo in una ristretta zona di Gaeta Vecchia, per questo i Gaetani continuano ad affollare le autobotti di Acqualatina. Intanto la protezione civile sta distribuendo una cassa d’acqua per famiglia. La distribuzione sta avvenendo nella palazzo dello sport a Serapo. I volontari della protezione civile, invece, si stanno adoperando per portare acqua a casa degli anziani che hanno difficoltà a deambulare. I numeri sono 0771 469293 – 0771 469294. Chiusi anche l’asilo comunale e gli uffici publbici. Difficoltàdomani la troveranno anche le attività ristorative come i Bar e ristoranti. Anche loro rischiano la chiusura. Ermanno Amedei

1 novembre 2012 0

L’amministrazione comunale di Frosinone approva le procedure di edificabilità diretta in zona B

Di redazione

Con i voti della maggioranza, l’astensione dei socialisti e il voto contrario del Pd è stata approvata in consiglio comunale la delibera che definisce le procedure applicative in ordine all’edificazione diretta in zona B, ovvero in ordine al meglio conosciuto articolo 18 delle Norme Tecniche d’Attuazione.

Uno strumento di indirizzo che fornisce le linee guida e riordina una materia nella quale, soprattutto in passato, si era generata molta confusione e ambiguità.

“Dopo anni di incertezze interpretative, di tentennamento e di pastrocchi del passato – ha detto il sindaco, con delega ad interim all’urbanistica, Nicola Ottaviani – abbiamo approvato le linee guida per l’edificazione diretta nelle zone B della città. D’ora in avanti, l’ufficio urbanistica avrà la possibilità di esaminare le oltre 40 proposte di nuove edificazioni con imparzialità, sbloccando le risorse private che, indirettamente, produrranno nuove opportunità economiche per il tessuto dell’intero capoluogo. Se si considera, infatti, che, dall’esame sommario di appena 20 dei 40 progetti proposti, il Comune potrebbe incassare circa 3 milioni di euro, allora si può comprendere come lo sblocco di quest’annosa vicenda possa tradursi in una grossa boccata d’ossigeno per le casse comunali. Inoltre, appariva anacronistico continuare a vedere pollai e catapecchie nella zona di via Marittima, di via Aldo Moro e in alcuni quartieri della zona alta, che ora potranno essere valorizzati dai privati, con investimenti che creeranno inevitabilmente occupazione e un nuovo assetto edilizio”. “Devo ringraziare – conclude il sindaco – l’ufficio tecnico nelle persone dei funzionari e del responsabile del procedimento, per aver rinunciato a una parte delle ferie a luglio e ad agosto, profondendo ogni sforzo nei contatti con la Regione Lazio, per arrivare ad una soluzione che rischiava di essere rinviata sine die”.

1 novembre 2012 0

Celebrata in carcere a Cassino l’apertura dell’Anno Pastorale

Di redazione

Anche in carcere una celebrazione di apertura dell’Anno Pastorale senza dimenticare la continua emergenza che si vive all’interno degli istituti di pena. In una nota redatta dalla Diocesi di Montecassino si legge: “Se l’Anno Pastorale 2012-2013 è stato aperto in diocesi con una celebrazione eucaristica ed un convegno, era giusto che anche nella Casa Circondariale, che insiste sul territorio della Diocesi di Montecassino e ne costituisce quindi parte integrante, si celebrasse in qualche modo lo stesso evento. È quello che ha proposto la Caritas diocesana, che da sempre è vicina ai detenuti ristretti nel carcere di Cassino, trovando subito un’adesione convinta da parte della Direttrice del “S. Domenico” Dott.ssa Irma Civitareale e del suo staff. Così tutto è stato preparato a puntino, dando libertà di partecipare a tutti i detenuti che lo desiderassero. E in molti sono intervenuti, tanto da rendere assolutamente insufficiente la piccola cappella e necessario l’utilizzo del salone. Questo, ben preparato con altare, fiori e quadri sacri, si è riempito di molti dei fratelli che stanno scontando una pena e che hanno compreso o almeno intuito che c’è chi crede in una loro possibilità di riscatto ed è pronto a dar loro una mano. Don Luigi D’Elia, già cappellano, che continua a dare una mano, ha celebrato la S. Messa il 31 ottobre, vigilia della festa di tutti i Santi e della commemorazione dei defunti. Gli ospiti della Casa e la Direttrice della Caritas diocesana M. Rosaria Lauro hanno eseguito le letture liturgiche, mentre il bellissimo canto del Coro “Annibale Messore” di S. Ambrogio sul Garigliano, diretto da M. Grazia Messore e accompagnato all’organo dal fratello Carmelo, riempiva la sala e ancor più il cuore dei presenti. Nell’omelia il celebrante ha spiegato perché quest’anno è stato scelto il carcere: “per diversi motivi: la presenza della Caritas in carcere è espressione della presenza della Chiesa diocesana a sostegno di chi sta scontando una pena, Gesù stessa ha detto ‘ero carcerato e siete venuti a trovarmi’ ma il motivo principale è l’emergenza carceri della quale oggi si parla spesso. Riflettere sulla presenza di un carcere nella nostra Diocesi ci sembra prioritario rispetto alle altre emergenze umanitarie, che pure non mancano nella nostra Chiesa di Montecassino”. Ha speso anche qualche parola sulla giustizia ripartiva. “Oggi, ha detto, le carceri sono diventate il raccoglitore di tutti i problemi sociali non risolti. E si chiede a un Istituto, che non è nato per questo, di svolgere delle funzioni di contenimento sociale, mettendo in carcere anche persone che potrebbero trovare beneficio per un recupero individuale e sociale in forme diverse dalla detenzione. Ovunque si ascolta lo stesso ritornello: ‘non abbiamo fondi’ sia per progetti all’interno delle strutture carcerarie sia all’esterno presso i servizi sociali dei Comuni. La Caritas oggi dice a tutti di non valutare l’uomo solo in base al profitto economico, la dignità umana è un dono di Dio che non si compra ma si custodisce con umiltà e gratitudine”. Infatti “l’impegno al recupero della dignità originaria dell’uomo è il criterio fondamentale di ogni azione umanitaria delle Caritas”. La giustizia, ha sostenuto, non deve essere vendicativa ma riparativa. “Non solo è necessario trovate i fondi per progetti di recupero e reinserimento sociale ma bisogna cambiare modo di vedere e di sentire i problemi dell’altro. Non esiste giustizia se non si mira al cambiamento del cuore del detenuto, altrimenti chi entra in carcere uscirà come è entrato, se non peggiorato”. Al termine della celebrazione la Caritas, presente per l’occasione con operatori e volontari, ha offerto e preparato un buffet, molto apprezzato dagli ospiti che hanno ben colto il significato profondo di tale gesto di accoglienza e condivisione”.

1 novembre 2012 0

Bagarre in consiglio comunale a San Vito, assise sospesa per intemperanze degli azzivisti di Zona 22

Di redazione

Braccio di ferro tra attivisti di Zona22 e amministrazione comunale di san Vito Chietino sul futuro dei locali della ex sottostazione elettrica delle Ferrovie dello Stato. Uno scontro che ha avuto come apice l’ultimo consiglio comunale sospeso per motivi di ordine pubblico. A tal riguardo l’amministrazione comunale ha redatto un comunicato che integralmente pubblichiamo.

Il sindaco di San Vito Chietino Rocco Catenaro – si legge nella nota – è stato costretto ad interrompere la seduta del Consiglio comunale svoltosi ieri per “motivi di ordine pubblico”. “Subito dopo la lettura di una interpellanza proposta dal gruppo consigliare “San Vito Bene Comune” e di una mozione presentata dalla maggioranza aventi entrambe ad oggetto le determinazioni da assumere circa la destinazione d’uso da attribuire all’area della ex sottostazione elettrica delle Ferrovie dello Stato, dal 3 agosto scorso concessa in comodato d’uso al Comune, ed attualmente occupata da un gruppo “autogestito” e denominato Zona22 – spiega Catenaro – gli attivisti di Zona 22 presenti numerosi nell’aula consiliare, hanno interrotto più volte il normale svolgimento della seduta, con atteggiamenti intemperanti e creando disordine nell’aula, non consentendo ai consiglieri di proseguire nei lavori. Per evitare che gli animi si surriscaldassero ulteriormente – spiega Catenaro – ho ritenuto opportuno interrompere la seduta. Della vicenda, evidentemente, informerò il Prefetto della Provincia di Chieti”. Quando si è aperta la discussione sull’argomento, gli attivisti di Zona22 hanno esposto striscioni con slogan. Ma non è stato questo il motivo che ha indotto il sindaco a sospendere la seduta. Nonostante i richiami alla calma, le intemperanze sono proseguite con urla, proteste e, finanche minacce, che non hanno più consentito il normale svolgimento dell’assise civica. Non era mai accaduto che il Consiglio comunale di San Vito fosse interrotto per ragioni di ordine pubblico. Com’è noto, sulla vicenda vi è un braccio di ferro tra occupanti e amministrazione comunale. Gli attivisti di Zona 22 pretendono dal sindaco “l’immediata assegnazione degli spazi di via Caduti sul Lavoro”. Il sindaco, da parte sua, a nome della Giunta, in più occasioni, ha ricordato che “gli spazi in questione fanno parte del patrimonio di aree dismesse dalle ferrovie e che sono già destinate alla realizzazione del progetto della Via verde della Costa dei Trabocchi., che esse sono state in concesse a tal fine in comodato all’Ente e che il contratto vieta qualunque sub comodato”. “Un’opera unica in Abruzzo – ha sottolineato Catenaro – che darà impulso al turismo ed all’economia del Territorio. Quali Amministratori siamo tenuti a salvaguardare queste aree assegnate al Comune e, soprattutto, è nostro dovere – ha ribadito il sindaco – perseguire le finalità di pubblico interesse e non quelle particolari. Solo dopo la elaborazione di un progetto unitario, condiviso dagli altri comuni, sotto l’egida della provincia, sarà possibile individuare il percorso più giusto per le aree ed i manufatti di cui siamo comodatari. Oggi siamo tenuti a far rispettare le leggi ed atteggiamenti come quelli cui abbiamo assistito in Consiglio comunale non giovano alla serenità degli animi per poter compiere le scelte migliori”.

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Dopo i nubifragio, formiani e gaetani in fila per fare scorta d’acqua

Di redazione

Decine di persone in fila ai rubinetti delle autocisterne di Acqualatina per i servizio sostitutivo all’erogazione idrica, hanno caratterizzato la mattinata festiva a Gaeta e a Formia. Le due comunità sono rimaste con i rubinetti a secco a causa della rottura dell’acquedotto alimentato dalle fonti di Mazzoccolo. Una condizione di disagio che potrebbe perdurare a lungo. Le lunghe file di persone ad aspettare acqua, potrebbero vedersi ancora per alcuni giorni. Intanto sono andate subito esaurite le scorte di acqua imbottigliata nei pochi negozi rimasti aperti questa mattina. Er.Am.

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Il circolo Idv di Cassino contro “Report”: “Per colpire Di Pietro colpiscono l’unico partito che fa opposizione”

Di redazione

Dal Circolo Italia dei Valori di Cassino coordinato da Luigi Di Marco riceviamo e pubblichiamo. “Essere seri e trasparenti è una dote difficile da mantenere quando si è personaggi pubblici, soggetti a inciuci, oltre che a critiche severe e costruttive. E’ il carattere degli Italiani , inafferrabile, pronti a esaltare e calpestare, osannare e denigrare. Un Paese unito ma sempre diviso tra guelfi e ghibellini. Al circolo Italia dei Valori di Cassino, a seguito dell’articolo pubblicato dai quotidiani in data 30 ottobre, , perveniva nella stessa giornata una nota personale firmata dal Presidente del Partito, On. Antonio Di Pietro , pubblicata anche integralmente sul suo blog, a questo link http://www.antoniodipietro.it. Ci è doveroso constatare la tempestiva ed esaustiva risposta del Presidente Di Pietro a quanto argomentato nella trasmissione televisiva “REPORT”. La nota da noi inviata ai quotidiani, che tuttora sottoscriviamo, vuole solo riaffermare con chiarezza e fermezza le nostre proposte, importantissime per un rilancio del partito, a fronte di regole chiare e precise, ma soprattutto che coinvolgano gli iscritti e i simpatizzanti che quotidianamente si rapportano con i propri concittadini. Comunque, a riguardo del clamore suscitato dalla trasmissione televisiva innanzi citata, non possiamo anche noi che esprimere delle considerazioni a seguito di informazioni assunte in merito e precisamente che: • Il servizio trasmesso è stato articolato montando varie interviste riferite a periodi diversi della vita pubblica dell’On. Antonio Di Pietro, sia prima che dopo che venisse eletto in Parlamento; • Tutte le diffamazioni a lui riferite sono state smentite da varie sentenze di Tribunali, che si possono facilmente reperire all’indirizzo telematico sopra riportato e per principio di rispetto indiscutibile, a contrario di altri Partiti Politici che diffamano le Sentenze dei Giudici, noi dell’IDV crediamo fermamente a quanto sentenziato. In merito a tutto quanto sopra riportato, non possiamo che incominciare ad avere qualche perplessità nei confronti di una trasmissione televisiva, considerata finora artefice di leali e giuste denunce televisive, che coinvolgono spesso esponenti delle nostre Istituzioni. In merito ci poniamo delle domande e ci assalgono degli enormi dubbi che, secondo il nostro modestissimo parere, non fanno altro che aumentare e diffondere nel paese un enorme senso di confusione. Il servizio ci è sembrato stranamente tempestivo in relazione alla tornata elettorale che si è svolta domenica 28 ottobre in Sicilia, dove è risultato vincitore il Candidato supportato dall’Asse Politico PD-UDC, che adesso per governare nella Regione, dovrà avvalersi dell’appoggio della banda capeggiata dai delfini dell’ex Presidente Lombardo. Abbiamo il serio e fondato sospetto che volendo colpire il Nostro Presidente, vogliono colpire innanzi tutto l’unico Partito che attualmente fa seria opposizione all’attuale sistema Politico-Economico-Finanziario, rappresentato dal Governo Monti. Quindi, come ciclicamente gli accade da quando è un personaggio pubblico, cioè esattamente da vent’anni, Antonio Di Pietro viene attaccato al fine di demolire l’unico partito che rappresenta valori inattaccabili, quelli della legalità e soprattutto della uguaglianza e giustizia sociale. Non vogliamo dilungarci ma rappresentare solo alcuni punti a nostro parere fondamentali per la legalità e la tutela dei diritti che il partito difende e precisamente: Senza l’Idv non avremmo votato i referendum su nucleare e impunità parlamentare; i girotondi e i movimenti di società civile non avrebbero avuto sponde nel Palazzo; in Parlamento sarebbe mancata qualunque opposizione all’indulto, agli inciuci bicamerali e post-bicamerali, alle leggi vergogna di Berlusconi. e anche a qualcuna di Monti; certe Procure, come quella di Palermo impegnata nel processo sulla trattativa stato/mafia, sarebbero rimaste sole, o ancor più sole. Senza contare che L’On. Antonio Di Pietro non ha mai lottizzato la Rai e le Authority. É vero, ha selezionato molto male una parte della sua classe dirigente (l’abbiamo denunciato), ma quando è finito sotto inchiesta, si è sempre dimesso(difendendosi nei tribunali) e, quando nei guai giudiziari è finito qualcuno dei suoi, l’ha cacciato. Ora la sorte dell’Idv, fra l’estinzione e il rilancio, è soltanto nelle nostre mani. Siccome è ormai scontato che si voterà col Porcellum (dunque ancora una volta i segretari di partito nomineranno i propri parlamentari), è necessario aprire subito i gazebo per le primarie non sulla leadership, ma sui candidati e nominare un comitato di garanti con Luigi De Magistris, Li Gotti, Palomba, Pardi e altri esponenti dell’Idv o indipendenti al di sopra di ogni sospetto. Qualche errore sarà sempre possibile, ma almeno potrà dirsi che si è fatto tutto il possibile per sbarrare la strada a nuovi Scilipoti, Razzi e Maruccio. Nel prossimo Parlamento, verosimilmente ingovernabile e dunque felicemente costretto all’inciucione (PD-UDC-PDL) sul Monti-bis, ci sarà un gran bisogno di oppositori seri, soprattutto sul tema della legalità: se saranno soltanto i ragazzi di Grillo o anche gli uomini dell’Idv, dipende solo da noi. Infine riteniamo che sia importantissimo apportare il cambiamento allo Statuto, in modo che da piccolo movimento “personale”, tutto incentrato sulla figura del suo leader, continui ancora con il suo perfezionamento, come da noi espresso con la nota presentata in data 25 ottobre al Coordinatore Regionale Carlo Costantini ed inviata anche alla Segreteria del Presidente”.

1 novembre 2012 0

Maltempo in Ciociaria, a Pontecorvo evacuata una casa

Di redazione

Disagi per il maltempo anche in Ciociaria dove gli allagamenti sono stati tanti tra Frosinone Ceccano Giuliano di Roma e Pontecorvo. Proprio a Pontecorvo il caso più preoccupante in via Ravano dove la strada diventata un torrente, ha riversato una enorme quantità di acqua all’interno di una abitazione in cui abitano tre persone anziane. Tutto distrutto e per questo i tre sono stati evacuati e portati al sicuro la casa al momento è inagibile.