Giorno: 6 dicembre 2012

6 dicembre 2012 0

Zampognari alle strette tra crisi e rischio estinzione

Di redazione
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La tradizione del Natale rischia di perdere protagonisti importanti come gli zampognari stretti tra la crisi e la mancanza di giovani leve. Oreste Minchella e Gaspare De Luca, di Monte San Biagio (Lt), fanno coppia da 40 anni. Hanno cominciato da giovanissimi, Oreste alla zampogna e Gaspare alla ciaramella, sono tra i più conosciuti zampognari sul versante pontino. “Non è più come una volta – dichiarano i due che in questo periodo stanno portando le Novene a Gaeta, Terracina, Sperlonga, Formia e Priverno – Seppure siamo accolti con il consueto calore, la crisi sta limitando la generosità nelle offerte”. I due, come da tradizioni, sono pastori, o meglio oggi allevatori di pecore, e nei periodi invernali, quando l’attività principale rallenta perché gli animali vanno accuditi nelle stalle e non sui pascoli, si dedicano alle tradizionali passeggiate con zampogna e ciaramella. “tutti hanno problemi economici – raccontano – e se non direttamente, hanno un figlio disoccupato da aiutare”. Per questo quest’anno è evidentemente un’annata magra. “Abbiamo iniziato insieme da giovanotti – raccontano Oreste e Gaspare – ereditando gli strumenti dai nostri genitori che a loro volta li avevano ereditati dai loro genitori. Il blocco delle canne della zampogna, tutto realizzato in legno, ha più di centocinquanta anni”. Il problema è la catena di successione potrebbe interrompersi. “I nostri figli e nipoti non sono interessati a seguire le nostre orme. E’ una passione che il loro manca”. Si rischia, quindi che gli zampognari, possano continuare ad esistere, o meglio le loro statuette, sono nei presepi o in rappresentazioni folkoristiche. Ermanno Amedei

6 dicembre 2012 0

San Raffaele, manifestano dopo il lavoro. Prima si occupano dei pazienti, poi al picchetto e a bloccare strade

Di redazione

Una giornata di protesta quella trascorsa davanti ai cancelli del San Raffaele di Cassino. Tra un blocco della strada, un picchetto da mantenere all’ingresso della clinica e un altro sul tetto in balia delle intemperie, il personale medico e infermieristico della struttura sanitaria privata deve anche occuparsi dei pazienti. La protesta per ogni lavoratore della clinica comincia, a parte quelli asserragliati sul tetto, dopo aver espletato il proprio turno di lavoro. E non si dica che lo fanno per salvare lo stipendio dato che non lo percepiscono comunque da settembre. Oggi via Di Biasio è stata più volte bloccata mentre nel pomeriggio, a causa dello stallo della trattativa tra Regione e proprietà, i manifestanti sul tetto della clinica, in preda ad un momento di sconforto, hanno minacciato insani gesti. Per questo sul posto sono arrivati i vigili del fuoco e da Frosinone è partita l’autoscala e il carro teli. Mezzi che, però, sono stati fatti rientrare prima di arrivare a Cassino. La situazione, infatti, sembrava essere rientrata ma non perché è stata trovata una soluzione al problema. Per quello sarà necessario aspettare giovedì prossimo quando il commissario alla Regione Lazio Bondi si esprimerà finalmente sulla possibilità di sbloccare fondi per saldare fatture utili al pagamento degli stipendi. Fino ad allora, c’è da scommetterci su, la tensione rimarrà alta. Sabato, tanto per cominciare, un altro corteo invaderà la città Martire creando caos che si aggiungerà a quello consueto del mercato settimanale. Martedì, invece, la protesta si sposterà a Roma dove sono chiamati a manifestare tutti i lavoratori della sanità pubblica e privata. Intanto a Cassino continuerà il presidio davanti ai cancelli, mentre i nove rimarranno sul tetto della clinica riparati, si fa per dire, da una tenda da campeggio che oggi è stata inviata loro dai colleghi. Ermanno Amedei

6 dicembre 2012 0

San Raffaele Montecompatri, Ugl: “Lavoratori scendono dal tetto dopo incontro con Angelucci”

Di redazionecassino1

Erano saliti in sei sul tetto, i lavoratori del San Raffaele Montecompatri  per protestare contro la mancata corresponsione delle ultime due mensilità e rivendicare l’intervento delle istituzioni affinché sia fatta chiarezza sulla reale situazione economico finanziaria della società Tosinvest Spa, proprietaria delle strutture del gruppo nel Lazio. Nel pomeriggio  i sei lavoratori, dopo l’incontro con Angelucci, sono scesi.

Lo rendono noto il segretario dell’Ugl Sanità Roma e Lazio, Antonio Cuozzo, e il responsabile dell’Ugl Sanità Gruppo San Raffaele Lazio, Gianluca Giuliano, che è tra i lavoratori in protesta sul tetto dell’ospedale, aggiungendo che “mentre continua il rimbalzo di responsabilità tra istituzioni e proprietà, il futuro di tutto il personale è incerto e sulla Casa di cura San Raffaele di Cassino, su Villa Buon Respiro a Viterbo e sullo stesso San Raffaele Montecompatri, incombe la minaccia della chiusura”.

“Ribadiamo al ministro Balduzzi la richiesta di aprire presto un tavolo di confronto tra il commissario ad acta per la Sanità, la società e le organizzazioni sindacali – concludono i sindacalisti – per poter finalmente affrontare le problematiche dei presidi sanitari ed offrire ai lavoratori una speranza”.

“In seguito ad un incontro con Antonio Angelucci, i sei lavoratori del San Raffaele Montecompatri che questa mattina erano saliti sul tetto per protestare contro il mancato pagamento degli stipendi, hanno deciso di scendere”.

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La Consulta dà ragione al Presidente Napolitano, l’opinione del un nostro lettore Francesco Buffa

Di redazionecassino1

Ha suscitato interesse il nostro articolo sulla pronuncia della Corte Costituzionale relativa al ricorso presentato dal Capo dello Stato Napolitano, sulla spinosa questione della trattativa Stato-mafia. Riportiamo il commento e l’opinione di un nostro lettore sull’argomento, il designer Francesco Buffa.

“Siamo tornati al medioevo! Secondo il Presidente della Repubblica le intercettazioni delle telefonate con Mancino vanno distrutte! E secondo la legge, a noi sudditi nulla è dato di sapere. Come se in un momento storico così inquietante, mentre la popolazione vive uno stato di ansia senza precedenti, l’uccisione di magistrati che hanno pagato con la vita l’attaccamento alle istituzioni per proteggere la libertà di tutti, fosse una semplice faccenda di gossip.

Ma al di la di procedure di impenetrabili leggi riservate a pochi eletti, sempre che queste in realtà necessariamente debbano esistere, con quale serenità i cittadini di un paese che si definisce democratico e stato di diritto, devono subire la negazione di una informazione indispensabile alla conoscenza della verità storica, sacrosanto diritto che non ha bisogno di leggi fatte da uomini che si ritengono tanto illuminati da tenere all’oscuro la popolazione su realtà indispensabili allo svolgimento dell’esistenza democratica.

E, per usare espressioni “terra terra” dell’uomo della strada, è come se – per assurdo – il presidente della Repubblica confidasse telefonicamente a persona fidata l’uccisione della propria moglie, con la massima tranquillità, tanto, tali intercettazioni andrebbero distrutte, tanto sua eccellenza non può essere intercettata neanche casualmente, soltanto i sudditi sono perseguibili! – ma, è chiaro! certe cose solo gli illuminati possono capirle! Il popolo deve farsi pecora e accettare quello che i famosi illuminati sentenziano! – poveri sudditi ignoranti, perché dovrebbero capire la scienza di caste impegnate a garantire una giustizia patrimonio di pochi eletti – chi ha detto che è il popolo sovrano? Sovrano è chi comanda e gestisce il potere e attenzione a mettere il discussione il potere, pochi sanno infatti che potere significa servizio, ma chi se ne frega!.

Ha ragione il Colle! La Procura di Palermo ha sbagliato – punto e basta! – e meno male che il nostro tanto discusso Ferdinando IV di Borbone Re delle due Sicilie, andando contro i suoi stessi interessi, rinunciò a privilegi assoluti in materia di legge, inventando “le motivazioni della sentenza”, altrimenti, non avremmo potuto neanche sapere perché, come nel caso specifico, non tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, persino un re Borbone, già nei primi anni dell’ottocento aveva intuito il problema superandolo! Noi siamo sicuramente andati indietro di un secolo con l’uso di comportamenti, tanto elevati da essere riservati a pochi illuminati, gli altri, come diceva il duce, devono “credere … e…obbedire”.

Ma cosa c’era in quelle intercettazioni di così importante!? – ma che cosa volete sapere? Neanche i posteri potranno mai saperlo – le intercettazioni vanno distrutte così hanno deciso uomini colti! E noi poveri sudditi ignoranti dobbiamo tacere (tacere lo ordinava pure il duce) – tutto il resto va in secondo piano, speriamo che tutti coloro che hanno dato la vita nelle stragi mafiose, quelle di stato e nelle ipotetiche trattative fra stato e mafia – ammesso che ci siano state non lo sapremo ora più che mai! – possano riposare in pace senza rivoltarsi nelle loro tombe – silenzio!.

Scusate se ho – forse – fantasticato sul contenuto delle telefonate negate! Ma tutto questo mi ha dato una certezza! Finalmente ho capito perché un notissimo signore lungimirante – che aveva capito i tempi bui in cui viviamo – dopo avere passato venti anni a divertirsi . . . . usando il Parlamento, esclusivamente, per farsi leggi ad personam, aspirava e aspira all’altissimo Colle”.

6 dicembre 2012 0

Allerta meteo, è allarme neve a nord e al centro. Fiocchi anche in pianura

Di redazione

Un nucleo di aria fredda di origine nord atlantica interesserà da domani il nostro Paese, determinando nevicate fino in pianura al nord e precipitazioni al centro, accompagnate da un rinforzo della ventilazione inizialmente dai quadranti occidentali e successivamente dai quadranti settentrionali. Progressivamente, durante il fine settimana, il maltempo andrà interessando anche il resto della Penisola, con nevicate a quote collinari al centro-sud e temporali sulle regioni tirreniche meridionali, mentre già nella giornata di sabato è previsto un miglioramento al nord-ovest. Sulla base delle previsioni disponibili e di concerto con tutte le Regioni coinvolte, cui spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati, il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso, pertanto, un primo avviso di condizioni meteorologiche avverse. L’avviso prevede dalla tarda mattinata di domani, venerdì 7 dicembre, nevicate − localmente abbondanti sui rilievi – che arriveranno fino a quote di pianura sulle regioni settentrionali, dapprima al nord-ovest, poi in estensione al nord-est. Dal pomeriggio di domani, inoltre, si prevedono precipitazioni, anche a carattere di rovescio o temporale, sulla Toscana. I fenomeni potranno dar luogo a rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento, mentre potranno assumere carattere nevoso sull’Appennino toscano umbro e marchigiano al di sopra dei 600-800 metri. Dalla serata, poi, sono attesi venti forti con rinforzi di burrasca dai quadranti settentrionali su Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Sardegna, con mareggiate lungo le coste esposte. Alla luce delle previsioni disponibili in concomitanza il fine settimana dell’Immacolata, si raccomanda la massima prudenza nella guida a quanti si trovassero in viaggio nelle zone interessate dal maltempo. In particolare si consiglia di informarsi sulle condizioni della viabilità per il percorso che si intende seguire – prevedendo la necessità di dotarsi di catene o gomme da neve se comprende tratti stradali dove si prevedono nevicate e privilegiando le ore diurne per mettersi in viaggio, così da ridurre la probabilità di incontrare tratti ghiacciati. Per ridurre al minimo il rischio di incidenti in caso di neve o ghiaccio si raccomanda in ogni caso di usare la massima prudenza nella guida, moderando la velocità, aumentando le distanze di sicurezza ed evitando le frenate brusche. È utile ricordare che sul sito del Dipartimento della Protezione Civile (www.protezionecivile.gov.it) sono consultabili alcune norme generali di comportamento da tenere in caso di maltempo. Il Dipartimento della Protezione Civile seguirà l’evolversi della situazione in contatto con le prefetture, le regioni e le locali strutture di protezione civile.

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“ArpinoVinum Il Nettare degli Dei”, enogastronomia fra le Mura Poligonali

Di redazionecassino1

Torna nella città di Cicerone la manifestazione “Vinum il Nettare degli Dei”, arrivata quest’anno alla sua quinta edizione.  Si terrà infatti sabato 8 dicembre, nello splendido centro storico della città di Arpino, l’ormai classico e originale appuntamento invernale con l’evento culturale ed enogastronomico che richiama in questo angolo della Ciociaria tanti e tanti visitatori.

Un percorso scelto e selezionato accuratamente per rendere l’“ArpinoVinum” ancora più appassionante, coinvolgente ed entusiasmante. Dalle ore 18.00 alle ore 21.00, sette punti di degustazione di prodotti tipici e vini doc della Ciociaria e del Lazio e tante sorprese di gusto e qualità animeranno l’interno delle mura poligonali e, in particolare, gli angoli più nascosti della città. I punti di partenza del percorso enogastronomico sono: dalla Porta del Ponte il Bar Gizziello e La Cantinella; da Piazza Municipio la Pro Loco. Degustazioni di vini di qualità sono previste presso: Bar Pizzeria Trattoria del Corso, Bar Sport, Bar Fabrizio, Baricentro, Ottavo Vizio, Bar Cicerone. Alle ore 16,30 grande attesa per la presentazione del nuovo dvd dedicato alla 42º edizione del Gonfalone che contiene tante sorprese e immagini inedite di Verona Tocatì.

Non mancheranno poi, durante l’intera giornata, visite guidate nel centro storico di Arpino a cura del Centro Guide Cicerone, mostre fotografiche, mercatino natalizio in Piazza Municipio, rassegna musicale dei Cori Parrocchiali e l’accensione degli Alberi di Natale in Piazza Municipio e in Piazza Gioacchino Conti. L’installazione dell’albero in Piazza Municipio è stata realizzata grazie alla sponsorizzazione della ditta Turriziani Petroli. Anche quest’anno, malgrado la crisi, la città di Cicerone sarà animata da numerose iniziative organizzate da associazioni e parrocchie nell’ambito del ricco programma “Il Buon Natale di Arpino” e, un esempio positivo, viene proprio dai commercianti che hanno addobbato con cura il centro storico.

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Tenta di uccidere il marito nel sonno con una coltellata, arrestata una 51enne

Di redazione

I Carabinieri del Nucleo Radiomobile, su ordine della Procura della Repubblica, hanno eseguito un ordine di custodia cautelare in carcere emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vasto nei confronti di M.A.E., una 51enne del luogo, imputata di tentato omicidio premeditato nei confronti del marito. La donna, lo scorso 21 novembre, durante la notte, aveva ferito al collo, con un coltello da cucina, il proprio coniuge mentre dormiva, senza tuttavia provocare esiti infausti a seguito della reazione dello stesso, che riusciva ad opporre resistenza ed a disarmare la moglie. Sul luogo era stato sequestrato un grosso coltello da cucina utilizzato per commettere il delitto. Dopo l’episodio la donna si è volontariamente sottoposta a cure psichiatriche, ma il giudice al momento ha escluso la sua incapacità di intendere e volere. Le successive indagini dei carabinieri, coordinate dalla Dott.ssa Medori della Procura di Vasto, che si è avvalsa anche della collaborazione di medici specialisti, hanno portato all’emissione del provvedimento restrittivo. Ieri pomeriggio i militari hanno quindi eseguito l’ordinanza cautelare in carcere nei confronti della donna che è stata, pertanto, tradotta presso la casa circondariale di Chieti.

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La città di Mignano pronta alla Festa per il 69° Anniversario

Di redazionecassino1

“La città di Mignano è pronta per il 69° Anniversario”. Grande attesa per la manifestazione del 7 dicembre, a cui parteciperanno le Associazioni Reduci, l’Ambasciatore De Bosis e le alte cariche locali e nazionali. Presente l’8 dicembre al Sacrario Militare il Ministro della Difesa Di Paola. La giornata del 7 dicembre 2012, indetta per la commemorazione del 69° anniversario de “La Battaglia di Montelungo”, si aprirà con l’inaugurazione della mostra fotografica “Dalle macerie alla vita: fotografia e memoria oltre la guerra”. Saranno 28 gli scatti, che selezionati con occhio critico, diventeranno suggestiva cornice del Palazzo Comunale, riecheggiando un effetto in sintonia con i tempi antichi. A seguire, nella Sala Consiliare, il Professore Giuseppe Angelone introdurrà il Convegno “Il Sacrario di Monte Lungo e i luoghi dove caddero i primi Eroi per la nascita della nuova Italia”, in cui interverranno il presidente della Comunità montana Piero Delle Donne, il Prof. Cav. Vincenzo Cuomo e il Prof. Felicio Corvese. Il prof. Giacomo de Luca presenterà il libro scritto a più mani “Il Sacrario di Monte Lungo e i luoghi della memoria de il Risorgimento”. La cerimonia rievocativa, che prenderà il via durante il pomeriggio, a partire dalle ore 16.00, vedrà riuniti la Fanfara dei Vigili del Fuoco di Napoli, l’Associazione Nazionale LI°BTG Bersaglieri, i Gonfaloni dei Comuni invitati, i sindaci e le alte rappresentanze locali e nazionali. In via del tutto eccezionale, per il secondo anno consecutivo sarà vicina anche la presenza del Presidente della Repubblica, che ha disposto l’invio di una corona di fiori, a simbolo del sentimento patriottico. Dopo i discorsi commemorativi che vedranno la presenza di Alessandro Cortese De Bosis, Ambasciatore d’Italia e residente storico della torre papalina di Portonovo, la giornata sarà dedicata alle premiazioni. Una rappresentanza dell’Associazione “LI Bersaglieri BTG: Bersaglieri AUC Monte Lungo 1943” consegnerà i premi scolastici e nominerà i vincitori della mostra fotografica, mentre il Sindaco e l’Assessore allo Sport premieranno i partecipanti alla “Coppa Martiri Montelungo” e alla Cicloturistica “Gli eroi di Montelungo”. Le celebrazioni dello storico anniversario proseguiranno sabato 8 dicembre, al Sacrario Militare di Monte Lungo, dove c’è grande attesa per l’intervento del Ministro della Difesa, Amm. Giampaolo Di Paola che accompagnerà i rituali commemorativi nella cerimonia curata dalle Forze Armate.

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Tagli all’istruzione e “punteruolo rosso”

Di redazionecassino1
Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo. Cosa c’entrano gli intollerabili tagli all’istruzione con il punteruolo rosso?Detta così nulla, ma vendendo le fotografie delle quattro palme ultradecennali in agonia per colpa del famigerato coleottero all’interno dell’istituto tecnico agrario “G. Presta” di Lecce, che si colloca nella struttura dell’Istituto Statale d’Istruzione Secondaria Superiore “Columella”, c’entrano eccome.

Appare paradossale, o quantomeno singolare che proprio nella scuola che dovrebbe formare i futuri tecnici agrari, quattro belle piante ornamentali non possano essere sottoposte alle cure necessarie e che quindi siano condannate ad un destino infame.

La colpa di tutto ciò sta, infatti, quasi certamente negli elevati costi dei trattamenti per debellare l’insetto che nei tempi di crisi che stiamo attraversando non possono essere coperti con gli esigui budget concessi agli istituti statali specie a seguito delle cure dimagranti a cui è stata sottoposta la scuola pubblica negli ultimi anni.

Per tali ragioni, Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, nel rinnovare le proprie aspre critiche alla “cura Monti” che nulla ha fatto per salvaguardare la scuola pubblica rivolge un appello alle istituzioni, in particolare al Ministero dell’Istruzione, affinché tali magre figure non si verifichino più perché, lo diciamo da anni, la scuola pubblica è uno di quei settori dello Stato che deve essere messo ai primi posti della propria agenda politica anche in termine di risorse da destinare.

Al contempo, rivolgiamo un invito all’ente Provincia di Lecce, titolare dell’intera struttura affinché intervenga per tempo, se ce n’è ancora, per salvare le quattro palme da morte certa.

 

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Montino (Pd): “Piano trappola, non c’è ragione per tagliare 1000 posti in più”

Di redazionecassino1

“Avvertiamo il Commissario Bondi che i tecnici della Polverini, sia i dirigenti dell’assessorato che quelli dell’Asp, stanno fornendo indicazioni sbagliate. Secondo indiscrezioni di stampa, il piano predisposto su loro indicazione vuole tagliare il doppio dei posti letto necessari a rientrare nei limiti imposti dalla legge 135/2012, quella dello spending review: 1800 invece di 900. Secondo i nostri numeri invece, i posti in eccedenza attualmente sono solo 956. Da questi bisogna sottrarre i 250 posti letto eliminati dal Gemelli nell’ambito del suo piano di ristrutturazione e almeno altri 150 che dovrebbero essere ancora disponibili e derivati dal tesoretto di oltre 300 posti letto in più tagliati dalla Polverini con il decreto 80. Questi particolari sono ben noti ai tecnici della Polverini, ma li hanno volutamente dimenticati. Ho ragione di credere che, al fine di giustificare tagli assurdi, abbiano contato anche le barelle. Al massimo il sistema sanitario regionale deve dimagrire di 5/600 posti letto. Obiettivo raggiungibile procedendo con gli accorpamenti dei reparti e intervenendo con il bisturi di precisione lì dove gli sprechi sono evidenti. L’ipotesi presentata dunque è una devastante provocazione. Non esiste alcuna ragione per eliminare oltre 1000 posti in più del necessario. Non esiste ragione per depotenziare e addirittura chiudere il S. Filippo Neri, né l’Eastman che è l’unico centro odontoiatrico pubblico dotato di Pronto Soccorso a cui si rivolgono ogni anno oltre 300mila cittadini romani e del Lazio. Ripeto: questo piano è irricevibile perché è una trappola. Serve solo a inquinare la campagna elettorale. La riunione convocata per domani dal Commissario con tutti i direttori generali, si dovrebbe chiudere con la decisione di prendere una pausa di riflessione. I numeri sono sbagliati, l’impianto che ne deriva ancora di più. Bisogna evitare che il commissario cada nella trappola. Il sistema ha bisogno di essere riformato, non demolito. Negli ultimi cinque anni sono stati eliminati circa 6000 posti letto. Significa aver eliminato in 60 mesi dalla cartina del sistema sanitario 12 strutture grandi come il S. Filippo Neri. Non una, ma 12. Ora basta, tra due mesi ci saranno le elezioni e sarà compito della nuova amministrazione decidere il da farsi. Nel frattempo valga anche per la struttura commissariale il concetto dell’ordinaria amministrazione”.